Testata

La Gazzella con il potere del Tuono




Arte africana.



1

Attendevo le ( ovvie ) conseguenze.
Io, nelle prestazioni di Paola Egonu nel torneo pre-olimpico di volley femminile per nazioni, ho visto la chiara metafora della positività di una iniezione esogena ponderata e di qualità.
I mass-media stanno cercando di trasformare la storia della bella e brava Paola – figlia di migranti, bene allevata e cresciuta dal sotto-sistema pallavolistico – in uno spot per la mass-immigrazione ( piuttosto di come l'inserimento di soggetti freschi, bene selezionati e bene preparati in un sistema umano demotivato e decadente porti benefici e possa arrestare il trend negativo ...

magari ...
ribaltarlo ).
Ma lei – per il momento – non si lascia strumentalizzare :


Il razzismo è un problema che avverte?

«No. Mai successo niente. Salvo gli episodi citati, che riguardano però il passato».

la tribuna di Treviso


Di altro orientamento, è la Diouf :


Valentina si incupisce appena e confessa che in questi giorni, quando vede il dramma dei migranti al telegiornale, non può fare a meno di commuoversi.

«Mi sento pessimista, il nostro Paese non è pronto a una società multietnica. È una questione di cultura, di apertura mentale. Un amico mi ha fatto notare che se prendi una cartina del mondo e la giri di 180 gradi vedrai l’Africa in primo piano, grandissima e imponente, mentre l’Europa è piccola e l’Italia diventa un puntino. Ecco, dovremmo tutti cambiare il nostro punto di vista per accettare e capire chi è diverso».

Donna Moderna


{ ho sempre sostenuto che l'apporto ponderato e selezionato di migranti possa avere l'effetto di un buon vaccino ... di una bella scossa per un sistema debole e sopito.
Ma nei fatti accaduti nello stream di eventi “inderogabili” cui abbiamo assistito passivi negli ultimi 20 anni, l'inserimento casuale di un gran numero di soggetti nuovi e non adeguati – per competenze e cultura – accelera la decomposizione di un organismo che ha già grossi problemi intrinsechi, che forse sono irrisolvibili }.




Paola Egonu.



In campo nel campionato mondiale Under 18 ( agosto 2015 ) di cui è stata MPV.



Valentina Diouf.



Ritratta come sulla copertina di Time { notare la simmetria con una precedente copertina dedicata dal settimanale USA – sul serio – a Mario Balotelli : [ 1 ] } per il calendario del club in cui ha giocato nella stagione 2013/14, la Foppapedretti Bergamo.


[ ... ]

2

Ho visto un solo match di pallavolo femminile alla tv, nel primo torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Rio de Janeiro in Brasile [ 2 ] che è stato disputato in Turchia, all'inizio del mese.

Le azzurre erano contrite, si affannavano con brevi sprazzi individuali e lunghi periodi cupi, ognuna di loro era persa in un crepaccio di pensieri negativi e inestricabili ... non riuscivano davvero a ribaltare il trend negativo e a risolvere la partita.
Il coach Bonitta ha messo in campo la giovane Paola Egonu [ 3 , 4 ] – schiacciatrice di 1,89 m, 17 anni compiuti appena lo scorso 18 dicembre, figlia di migranti dalla Nigeria – e lei, fresca e senza tanti rovelli per la testa, ha iniziato a picchiare duro sul muro belga, piegando le dita delle avversarie.
Come dire : semplice !
Una faccia pulita, elegante nei movimenti senza palla ma brevilinea e spietata nell'esecuzione della schiacciata, la sua specialità : una Gazzella con il Potere del Tuono.
Realizzando punti prima importanti e poi decisivi per la squadra, assistita da Valentina Diouf [ 5 , 6 ] – schiacciatrice ed opposto di 2,02 m, 23 anni, figlia di un uomo senegalese e di una donna italiana – in condizioni fisiche imperfette ( problemi a una caviglia, mi pare ) ma comunque redditizia in termini di palle messe a terra.
{ risultato finale : vittoria al tie-break [ 7 ] }.


Bookmark and Share

14 commenti:

  1. Come ben sai la pallavolo e' uno sport di squadra.
    Ti garantisco che la Egonu e' stata determinante, con le sue battute e schiacciate (io ho visto Italia Polonia dal campo, ci hanno pure fotografato, noi supporters "italiani" (ero con la mia squadra di iraniani), con le nostre bandiere!) MA anche ha sbagliato parecchio (non vuol dire che e' incapace, e' che e' giovane e ha osato (come ogni giocatore in gamba fa), e osando anche si sbaglia. Spesso un giovane sbaglia di più. E' comunque una grande giocatrice secondo me, con una grande potenza ma anche una grande intelligenza.)

    Pero', appunto, solo la Egonu con compagne di squadra sotto il livello delle compagne che aveva l'Italia avrebbe perso.
    Con la Egonu c'erano fior di giocatrici, giovanissime e meno giovani (ricordo Antonella Del Core, che ha giocato con la febbre e i suoi 38 anni), che hanno contribuito a fare arrivare l'Italia al terzo posto. E un allenatore che mi piace molto, un tipo piantato, che ci sa fare.

    La pallavolo femminile non e' uno sport da primedonne (se una vuole diventare famosa in Italia deve fare la velina, mica giocare a pallavolo... le pallavoliste se la sudano eccome, il massimo rispetto per loro)

    Sono sicura che il tentativo di strumentalizzare la presenza di giocatrici di di origine africana a favore della immigrazione e' qualcosa che non ha praticamente peso, rispetto all'insieme globale delle strumentalizzazioni a riguardo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ben sai la pallavolo e' uno sport di squadra.

      Certo.
      Ma nella Egonu ho visto la chiara metafora della positività di una iniezione esogena ponderata e di qualità.
      Le compagne - più anziane ed esperte - si erano smarrite in 1000 seghe ... anzi, ditalini mentali, mentre le belghe erano completamente nella partita, produttive fino a ciniche.
      Poi è arrivata lei : fresca, brevilinea, irriverente ed imperterrita, e ha tirato una riga sul match.
      Non è stata una passeggiata, anche lei ha avuto dei momenti a vuoto, ma le sue serie di schiacciate ed ace hanno deciso la partita.

      La pallavolo femminile non e' uno sport da primedonne

      Però stanno diventando dei personaggi, comunque le vogliamo giudicare.
      Quello che mi piace di questo sport faticoso e robusto - anche se non c'è il contatto fisico con l'avversario - declinato al femminile, è che le ragazze non rinunciano alla loro femminilità ( i calendari glamour sono l'aspetto più sfacciato, ma guarda anche le unghie e le acconciature delle atlete in campo ).
      Flessuose ed eleganti, forti e potenti, questo sport è quello che più esalta le ragazze.
      Ed è un piacere doppio, vedere le partite.

      ===

      Elimina
    2. Primedonne non era inteso nel senso "esteticamente belle". Era piuttosto nel senso "donna famosa, come le cantanti nell'opera un tempo".

      Le pallavoliste sono di solito ragazze molto belle, visto lo sport che fanno, e anche va bene che mostrino la loro femminilità con dettagli secondari.

      Comunque, e te ne sarai accorto, queste ragazze non giocano a pallavolo per mettersi in mostra di quanto sono belle. Loro prima giocano e "sono in partita", con la testa, poi, come fatto scorrelato, accade che anche siano belle. Se si mettessero in mostra e con la testa fossero altrove non verrebbero scelte per la nazionale.

      Non so, dovresti provare a vedere cosa vuol dire fare una partita con il pubblico contro. Un principiante (magari bravo eh!) si lascia intimidire dal tifo contrario. Loro hanno vinto dalla Turchia in casa della Turchia, non hai idea di cosa sia il tifo (noi eravamo in mezzo ai turchi: nessun rischio per l'incolumità, la pallavolo non e' il calcio, ma di certo venivano pesantemente fischiate e il supporto era tutto per le avversarie).

      Insomma: un giocatore di professione come prima cosa non fa attenzione ai dettagli come il tifo contro o a favore.
      Le partite di pallavolo sono lunghe. Chi vince il primo set non vince la partita. Il Belgio stavolta forse era meglio di quello che ho visto 'st' estate (gli USA le hanno spianate con la ruspa al grand prix), ma scommetto che, Egonu o no, l'Italia avrebbe reagito.

      Tu hai mai giocato a pallavolo? Anche con i principianti, conta molto saper tenere alta l'attenzione fino all'ultimo punto. Certo, una squadra atleticamente superiore ha più probabilità di vincere, ma occorre stare attenti dall'inizio alla fine.
      Comunque, uno gioca meglio se ha la giusta tensione in corpo. Probabilmente Paola Egonu l'aveva (visto che era quasi il suo esordio... quasi, perché quest'estate era gia' in squadra, solo che non mi pare abbia giocato molto.).

      Elimina
    3. Primedonne non era inteso nel senso "esteticamente belle". Era piuttosto nel senso "donna famosa, come le cantanti nell'opera un tempo".

      Sì ...
      ma la bellezza fisica è un buon viatico per il successo, in ogni campo.
      E' una legge non mia, ma del mercato mediatico ( = che veicola fatti e persone ).

      Comunque, e te ne sarai accorto, queste ragazze non giocano a pallavolo per mettersi in mostra di quanto sono belle.

      E' una performance liquida : da un lato, uno sport che esalta la fisionomia e la grinta felina femminile, dall'altro atlete che - giustamente - non rinunciano ai dettagli vezzosi.
      Inutile e ozioso, secondo me, l'esercizio di stabilire il limite tra l'uno e l'altro dominio.

      Loro hanno vinto dalla Turchia in casa della Turchia, non hai idea di cosa sia il tifo [ ... ].

      Sì, ho presente cosa sia il tifo becero : come tifoso ho seguito per 6 - 7 anni i Warriors Bologna ( dal 1983 al 1989 ) di football americano, facendo diverse trasferte.
      So cosa può diventare la pressione del pubblico sui giocatori.
      E dei tifosi sui tifosi della squadra avversaria.
      ( e parlo di f. a., tutto sommato più tranquillo di quello che è l'ambiente calcistico ).

      ma scommetto che, Egonu o no, l'Italia avrebbe reagito.

      Scommetti pure.
      Ma questa è fede para-religiosa ... nella Realtà concreta, non lo puoi sapere.
      Io, ''scommetto'' di no.
      Chi vince ?

      :D

      { anche perché Nadia Centoni [ la lupa ] veniva servita assai poco dalla palleggiatrice, che spesso se ne dimenticava ( eppure, quando la toscana riceveva dei palloni giocabili, li finalizzava con regolarità ).
      La palleggiatrice serviva quasi sempre la zona 4, dimenticandosi della zona 2 alle sue spalle ( occupata dalla Centoni ).
      Il punto è che Bonitta - nelle poche partite che ho visto io - ha usato la Centoni alla partenza, per poi sostituirla e dimenticarsela in panchina.
      E contro il Belgio, la Diouf era palesemente menomata e sofferente già all'inizio - in tv si è visto benissimo, con i primi piani - quindi meno reattiva del suo solito ...
      secondo me, sarebbe stata una sconfitta in 3 set ( 4 set al massimo, ma improbabile ) senza la Egonu.
      Bonitta ha culo, eh : non so se sarebbe stato confermato in caso di sconfitta contro il Belgio = eliminazione dalle qualificazioni per l'Olimpiade }.

      Tu hai mai giocato a pallavolo?

      No.
      Cercò di farmi giocare il prof. di educazione fisica delle medie inferiori, che era fissato con il volley, mentre io ero appassionato di basket ( e il football americano ).
      Di fatto, mi rifiutai di imparare.
      Ma ...
      devo per forza avere giocato uno sport, per imparare le regole, osservare e criticare una partita ?
      Devo avere scalato l'Everest, per emozionarmi nella fruizione di una narrazione dedicata alle imprese dei grandi scalatori ?

      Elimina
    4. Secondo me non ci capiamo.

      Comunque va bene lo stesso!

      Una persona fa sport non per mettersi in passerella da modella, ma perche' le piace lo sport. Specialmente a pallavolo dove non si diventa ricche. Una pallavolista viene fatta giocare se e' brava: schiaccia, alza, fa pallonetti, riceve bene, ha intelligenza nel gioco e prontezza di riflessi. La bellezza non c'entra in questi criteri. Che poi una pallavolista sia anche bella e' un plus. (ovviamente il fatto di essere giovane e praticare sport le da' un corpo armonioso, non ce n'e' una che sia brutta, delle italiane. Invece, le mie amiche sono rimaste colpite dalle giocatrici del Belgio di questa estate, a loro detta alcune avevano una impostazione maschile del corpo)

      Importa aver giocato a pallavolo? Non so. Sicuramente importa avere praticato uno sport ad un livello un po' più' alto che giocare con gli amici (che pure e' una cosa molto buona). Secondo me se uno ha praticato periodi di sport in cui era sottoposto a partite/gare/competizioni più' o meno ufficiali, capisce la tensione che si puo' avere.

      E comunque io sono dell'opinione che le pallavoliste italiane non ascoltassero il pubblico. Erano concentrate in partita. Io non andavo certo ad urlare e chiamarle per incitarle, mi limitavo ad esultare. Ma mi piaceva che non ci considerassero praticamente mai, erano con la testa improntate a vincere. Mi piacerebbe chiedergliela questa cosa, ma non ho modo di farlo.
      Io, quando gioco, non presto attenzione al tifo avversario mai. Nemmeno a quello favorevole. Mi concentro sulla palla e batto. Fine. Da che faccio sistematicamente così, gioco molto meglio.

      Elimina
    5. Capito.
      Ma il punto è che sembri avere la Fede assoluta nel gioco di squadra, nel Gruppo.
      Io, invece, sostengo che questo non basta affatto : se non valorizzi i talenti e – al contrario – li deprimi nel nome del Sacro Lavoro di Gruppo, ottieni solo un livello uniforme ma mediocre, al massimo medio di tutto l'insieme in cui, nel frattempo, hai assistito alla generazione ( endogena, oppure indotta e magari imposta dall'esterno ) di una gerarchia – tra capi e gregari, nobiltà e plebei – che, senza scosse alcune, tende all'entropia e alla degenerazione brevilinea dell'insieme.

      Elimina
    6. Non mettermi in bocca cose che non ho detto.
      Ovvio che occorre valorizzare i talenti individuali.
      Una squadra uniforme ma mediocre non passa le selezioni.
      Il mio parere e' che 1) ci vogliono giocatrici sopra la media 2) devono sapersi coordinare in modo eccellente: tanti talenti individuali che non collaborano a pallavolo hanno poco futuro.

      Comunque, sappi che esistono "gruppi/squadre" di persone "grosso modo eccellenti" che lavorano bene e danno le piste a tutti. Non solo nello sport.
      Che esistano talenti individuali (nel senso di individuo che eccelle in qualche cosa) che si riconoscano e si associno e' una delle tante dinamiche vincenti in certi campi.

      Elimina
  2. Preferisco che la nazionale perda tutte le partite da qui al 3016 se per vincere devo essere "pronto" alla "società multietnica".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esistono diversi atteggiamenti ricorsivi, nell'approccio alla “società multi-etnica”.
      Uno di questi, tra i più deboli, è quello strumentalista : le “atlete d'importazione” [ è possibile sostituire “atlete” con qualsiasi altro ruolo ] ci fanno vincere → è giusto importare gente [ in qualsiasi quantità, e di qualsiasi “pasta” e qualità umana ].
      Che poi, è la mentalità del bottegaio piccino che gode e sublima i sui traffici piccini, proiettandoli a dimensione-mondo come regole universali.

      Io, non posso che ripetere la falsità in sé del termine società multi-etnica che alla lettera significa : frammentazione della società in ghetti, contrario di integrazione.

      ===

      Elimina
  3. Se fosse stata brutta, avrebbe ricevuto la stessa attenzione dei giornalisti? Non credo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come già detto : la bellezza fisica, la buccia, è una testa d'ariete sempre efficace.
      Perché [ siamo esseri sensuali ], è nostra caratteristica e limite.

      ===

      Elimina
  4. Marco, la storia dovrebbe insegnare invece no. Tanto tempo fa esisteva un Impero che ad un certo punto fu attraversato da epidemie e crisi di ogni sorta. Non riuscendo più ad armare un esercito, gli antichi pensarono di affidarsi a milizie composte da genti provenienti dai confini ed oltre, promettendo denaro e cittadinanza. Il risultato fu che le elite di queste genti "migranti" soppiantarono con la forza la aristocrazia imperiale e relegarono gli altri al ruolo di servi. Seguirono parecchi secoli di regresso e caos.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oggi, la gente ha mollato ogni responsabilità individuale e collettiva - il manico - delegandola a un'entità metafisica detta “Stato” che nella Realtà Concreta è in palese decomposizione.
      Di conseguenza, tutto il resto degrada nel concreto.
      Ci andrà già bene SE il Sistema ( globale ) dopo il downgrade economico alla Serie B ci terrà vivi anziché macellarci fisicamente, in un brodo a tensione spostata nel dominio virtuale ... ( vedi progressiva virtualizzazione delle esperienze umane, e degli stessi esseri umani ).

      ===

      Però l'Impero Romano d'Oriente ha tenuto botta per altri secoli, anzi ha più volte azzardato la ri-conquista dei territori occidentali ...

      ===

      Vedi un possibile parallelismo tra la diffusione del Cristianesimo ( dell'ideologia cristiana e conseguenze ) nell'Impero Romano, e la diffusione dell'ideologia global oggi ?

      Elimina
    2. No perché non esiste la "ideologia global", per me ci sono due forze nemiche in campo, le famose elite sovranazionali para-massoniche, palesi ed occulte e il mostro mutaforma in precedenza noto come Comunismo. Come dicevo in precedenza, non mi è chiara la relazione tra queste due forze ostili ma è palese che lavorano di concerto e la "globalizzazione" è una delle manifestazioni più enormi di questa cooperazione.

      Le ragioni del collasso dell'Impero Romano furono meccaniche, non filosofiche o spirituali. Per altro una epidemia di Ebola può capitare anche a noi. Immaginati cosa resterebbe del famoso "occidente" se morisse rapidamente due terzi della popolazione. Anche solo smaltire i cadaveri sarebbe un problema insormontabile.

      Elimina