Testata

L'assessora


Fine Ramadan, l’assessore indossa il velo. "Ho voluto dimostrare rispetto"

E' polemica su Serena Foracchia, la Lega: "Atteggiamento supino"

Reggio Emilia, 7 luglio 2016 - Il cibo e le bevande, la preghiera e l’omelia dell’imam. Poi, alla fine della cerimonia di fine Ramadan – che si è svolta ieri mattina in un padiglione gremito delle Fiere di Mancasale – arriva la ‘benedizione’ dell’assessore comunale all’Integrazione Serena Foracchia, che indossa per l’occasione il velo. Il capannone allestito a mo’ di moschea ha raccolto un migliaio di uomini e donne dei centri musulmani della città e della provincia, tre gli imam delle tre sedi di Reggio (Via Piccard, via Monari e via Papa Giovanni). In tutto, la stima è di Abu Abderrahman, guida religiosa di via Piccard, «tra Reggio e gli altri paesi siamo 20mila fedeli».

[ il Resto del Carlino ]


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Recuperando di corsa gli appunti, i ritagli di giornale cartaceo, le pagine-web salvate nei segnalibri del browser e sul disco rigido ... nei mesi di lontananza da questo mio blog, non potevo dimenticare l'assessorA di Reggio Emilia che si è auto-umiliata mettendosi il velo in moschea, sottomettendosi al sottanone barbuto e agli uomini musulmani ( nonchè al loro presunto dio );

io non credo che ci siano ignoranza e/o demenza mentale alla base dell'insano gesto, ma una pulsione adolescenziale mai sopita di ribellione alla propria famiglia e comunità, che si è incallita in vero e proprio Odio sul cui altare bruciare la propria persona fisica e giuridica ( qualunque cosa, pur di fare un dispetto al padre ), unita alla propensione all'esibizionismo;
quello mostrato dall'assessorA non è “rispetto” ma umiliazione del proprio essere donna ( rinnegato ) e oltraggio civile alle conquiste sociali ottenute dalla nostra gente con decenni e secoli di lotte.

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So già che alcuni lettori avranno storto la bocca a quell'“assessora” anziché “signora assessore”;
la questione dei femminili delle cariche pubbliche è stata demandata alle Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana [ 1 ] della linguista e femminista Alma Sabatini [ 2 ], tanto che la forma femminile in -a di “assessore” – ad esempio – viene enunciata nel paradigma del sostantivo nel Vocabolario Treccani on-line [ 3 ] :


Leggermente diverso è il caso dei nomi maschili uscenti in -sore (del tipo evasore, possessore, trasgressore) che invece formano quasi sempre il femminile in -itrice dalla radice, terminante per d, dell'infinito del verbo da cui derivano (evad-ere; possed-ere; trasgred-ire); si avranno quindi le forme, anche queste non comuni nell'uso, evaditrice, posseditrice, trasgreditrice. Abbiamo poi casi in cui la terminazione popolare -sora si affianca a quella in -itrice e possiamo quindi trovare le forme evasora, uccisora, ecc.

Fanno parte di questa categoria di sostantivi anche alcuni nomi professionali indicanti mestieri e professioni tradizionalmente riservati agli uomini che, con l'aumento della presenza femminile, stanno subendo un riassestamento: un caso emblematico, tra quelli uscenti in -sore, è assessore (dal verbo assidere, propriamente 'sedere accanto') di cui possiamo trovare, in sintonia con le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana di Alma Sabatini in cui erano caldeggiate le forme femminili del tipo avvocata, ministra, soldata, la forma femminile assessora, favorita anche dall'impossibilità, iniziando per vocale, di indicare il femminile attraverso la scelta dell'articolo (es. il giudice e la giudice; il deputato e la deputato, ecc.). Dello stesso tipo in -sore è confessore che però, vista la prerogativa di indicare un agente che può essere soltanto maschile, non conosce la forma femminile. In questo caso, per usare il nome d'agente riferito ad una donna, sarà preferibile optare per un sinonimo, ad esempio confidente.

[ Accademia della Crusca ]


assessóre

assessóre s. m. (f. -a) [dal lat. assessor -oris, propr. «che siede accanto» (der. di assidēre «sedere accanto», supino assessum)].

[ Treccani ]


Io, piuttosto, ho pensato a come i nostri vecchi emiliani, nel gergale imbastardito di dialetto e italiano, risolvono spicciativamente la faccenda, cioè volgendo alla vocale terminale femminile i sostantivi.

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34 commenti:

  1. " in sintonia con le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana di Alma Sabatini "

    L'uso non sessista si accorda con l'analfabetismo, vedi alla voce "terminazione popolare".

    Oh, il popolo, la Classe Lavoratrice.

    Un continuo corto circuito.

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    1. Ah no, aspetta, la Classe Lavoratora.

      Ahahah. Pagliacci.

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    2. La classe lavoratora non è male!
      Ahahah
      :)

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  2. L'asseditrice /assessora Serena Foracchia col velo.
    In altre parole ecco un'altra femminista di plastica.
    Anche questa una razzista positivista, contro i maschi italiani ma che si prostra agli invasori islamici misogini.
    Ihihhi, le femministe del "diritto ad indossare il burka!".
    Che gentaglia orribile, schifosa!

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  3. ... hi hi hi ...

    Me l'aspettavo, un vostro intervento sul fatto linguistico ( e non solo su quello ) !

    Lo spettacolo turpe delle degenerate femministe “italiane” che fanno questioni di principio sui termini del vocabolario, poi si prostrano alla religione più misogina, è illuminante della condizione putrida della Repubblica Italiana;
    { d'altronde, basta guardare che nella poltrona della cosiddetta “terza carica dello Stato” c'è Laura Boldrini, che si è capito tutto };
    la forzatura dei termini delle cariche pubbliche alla forma femminile – che qui ho geolocalizzato, ma, come fatto notare, è cosa ufficiale – non è altro che l'ennesimo episodio della castrazione del maschio “italiano”, cioè della castrazione dell'autorità, prassi ininterrotta nel Dopoguerra e, se vogliamo, già dall'8 settembre 1943;
    il lavoro dei distruttori è a buon punto.

    ===

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    1. Io sono per una lingua precisa e quindi, dal punto di vista della filosofia della lingua, introdurre dei termini di genere femminile è PIU' importante della tradizione, della conservazione della lingua degli avi, questione che sta a cuore a Lorenzo.
      Ovviamente c'è modo e modo.
      Ad esempio, asseditrice è più corretto del popolaresco assessora: nella lingua esistono diversi registri, a ciascuno e a ogni contesto il suo.

      In ogni caso le sinistrate collaborazioniste, riceveranno degno ringraziamento quando gli islamici che esse ammirano, importanto e innestano a forza nei territori, avranno preso il potere e la maggioranza numerica: semplicemente le chiuderanno in casa, togliendole dal lavoro, riservato agli uomini.
      Con ciò il loro femminismo di plastica antagonista a tutto compresi i valori femministi e ciò che li protegge, finiranno di porsi questioni cruscantiche: semoplicemente il problema di definire alcuni ruoli al femminile non sussiterà più.

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  4. La cosa orribile non è il "femminismo", è che è una finta. Si tratta solo dell'ennesimo piede di porco per scardinare tutto, per mandare tutto in merda.

    Altrimenti, non si spiega la tensione verso il Minimo Comune Denominatore, a puntare sempre in basso, a tirarsela sui piedi, invece che puntare in alto e vedere dove va la freccia.

    "dal punto di vista della filosofia della lingua, introdurre dei termini di genere femminile è PIU' importante della tradizione"

    Emerita stronzata. Che va in contraddizione con altre centomila cose scritte da UomoCoso e quindi è perfettamente coerente con la sua incoerenza. Poi uno dice perché siamo finiti.

    Tu non capisci, o UomoCoso, come funziona l'universo. E' una cosa bella o brutta a seconda di come la guardi. Un po' come quando devo spiegare a mia nipote che i topolini mangiano gli uccellini nel nido, non giocano insieme.

    Non esiste il "popolaresco" assessora, è un neologismo creato di proposito, per la ragione che la gente non deve pensare, quindi non deve sapere niente e non deve sapere mettere insieme le poche cose che per sbaglio impara.

    Sopratutto NON E' AFFATTO "preciso", è grossolano, volgare, stupido, banale. Appunto, lo è di proposito per le ragioni di cui sopra.


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    1. Forse non sono stato chiaro.

      UomoCoso, la lingua non serve solo per comunicare come i peschi che cambiano colore. La lingua è uno strumento per pensare, per indagare, per comprendere il mondo.

      Diciamo che tu hai un cannocchiale e un microscopio. Con uno guardi le stelle e con l'altro guardi i microbi.

      Arriva Pippo e dice "bisogna modernizzare il telescopio" e gli toglie dei pezzi. Poi dice "bisogna modernizzare il microscopio" e gli toglie dei pezzi.

      Quello che ottieni, se va bene, è di avere degli strumenti menomati con cui vedi meno lontano e meno piccolo. Cioè vedi meno, impari meno, comprendi meno.

      Non si tratta affatto di "introdurre cambiamenti" che aumentano la sofisticazione dello strumento, si tratta di eliminare metà delle coniugazioni verbali, di ricondurre tutte le parole a due casi. In sostanza si tratta di rendere l'italiano simile all'inglese convenzionale.

      Te l'ho già detto. Sostituire "contadino" con "farmer" consente di:
      1. eliminare un sacco di parole e sinonimi, per esempio fattoria, podere, tenuta, eccetera. Si dice "farm" per qualsiasi cosa.
      2. eliminare i generi, "farmer" assume un genere solo se associato con "he" o "she". Notare che anche verbi e aggettivi non si declinano. "The farner is tall" non c'è scritto da nessuna parte se è maschio, femmina o neutro.

      Riguardo i verbi, le differenze grammaticali sono ovvie, sopratutto se consideriamo la parlata volgare. Ma ce n'è una che spesso ignoriamo: nell'inglese volgarizzato i verbi si sostituiscono con espressioni generiche, per esempio "(to) get over". Mettendo insieme due componenti generiche come "(to) get" e una proposizione "to, up, in, over, back, off, eccetera" crei dei verbi dal nulla.

      La deriva è tale per cui si crea una sotto-lingua che è appena sufficiente ad esprimere una conversazione tra due spacciatori strafatti.

      Dopo tremila anni di filosofia, è proprio quello che ci serve.

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    2. @ Lorenzo : faccio l'avvocato del Diavolo, e scrivo che l'invenzione di forme femminili di sostantivi pre-esistenti arricchisce ( cresce ) il numero dei termini, cioè la lingua nel suo complessivo numerico, e non la amputa.

      ===

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    3. Lorenzo, tu la metti in rissa anche quando siamo d'accordo. Sei parecchio antagonista.

      Il principio è che in italiano esistono i generi e che i termini che indicano dei ruoli ora ricoperti da donne DEVONO avere la versione di genere femminile.
      L'ingegnere De Feudis cosa indica?
      Se non c'è ingegnere e ingegnera, come tradizionalmente c'era pastore e pastora, avvocato e avvocata,, non si capisce.
      Assessora sarà orribile ma è assai più preciso di assessore De Feudis, quando De Feudis e Maria De Feudis.
      Se poi combiniamo questi pezzi "anglocanati" ovvero privati del genere, in sequenza si arrivano a frasi orribili come

      L'ingegner De Feudis, dopo aver ricoperto l'incarico di Direttore Responsabile del Marketing and Communications fino al gennaio 2016 si è ritirata per maternità.

      Una roba così mi fa cagare il cazzo e io la scriverò sempre come

      L'ingegnera De Feudis, dopo aver ricoperto l'incarico di Direttrice Responsabile di "Mercato e Comunicazioni"fino al gennaio 2016 si è ritirata per maternità.

      In quanto all'inglesano che dilaga a Milano, quello del "sono andato in un relais vicino ad un farm in Toscana per un workshop di personal improvement per tutto il week-end" sfondi una porta aperta.

      Tu sei furbetto o citi le sottolingue anglosassoni miserrime che infastidiscono te, ma non le tue "degenerizzate" che avvochi in italiano.

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    4. > quando De Feudis e Maria De Feudis
      -> quando De Feudis è Maria De Feudis

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    5. UomoCoso, mi tocca ridirti che non hai capito una fava.

      Le dimensioni e i contorni del problema sono oltre la tua vista, non li abbracci, non li comprendi.

      La mia teoria è che tu abbia delle falle nella tua formazione scolastica. Ho cercato di spiegarti la faccenda dei generi.

      Riprovo:
      1. ci sono lingue in cui le parole non hanno genere maschile e femminile, quindi la tua frase: "i termini che indicano dei ruoli ora ricoperti da donne DEVONO avere la versione di genere femminile" NON HA ALCUN SENSO.

      Non ha senso in assoluto, cioè in nessuna lingua e non ha senso in italiano, che prende la maggior parte delle parole e dei verbi dal latino e dal greco, con una componente di germanico. Ultimamente abbiamo mutuato molte parole e verbi dall'inglese, che NON ha i generi.

      Senza andare nel complicato, è ovvio che ci sono parole che non si possono declinare al maschile e al femminile obbligato, per esempio "tigre". Si può solo dire "il tigre" o "la tigre", non si può dire "il tigro" e "la trigra". Sotto spiego la ragione.

      2. in latino esistono 5 gruppi detti declinazioni che comprendono tutte le parole e i nomi. Le parole di questi gruppi terminano in maniera differente, per esempio:
      1. rosa
      2. lupus - puer - bellum
      3. consul - flumen - civis - mare
      4. exercitus
      5. res
      Nota che la prima declinazione corrisponde grossomodo alle parole "femminili" in italiano, la seconda corrisponde ai termini "maschili".

      Ma in latino in tutte le declinazioni le parole potevano essere sia maschili che femminili che neutre, anche se la maggior parte aveva appunto la suddivisione come in italiano. Inoltre, noterai che le declinazioni sono CINQUE, non due, quindi ci sono molte parole che non finiscono con "us" o con "a" e quindi non corrispondono all'italiano "o" e "a".

      In latino non esistono gli articoli, come "IL lupo". Al posto degli articoli ci sono i casi, cioè la desinenza. "IL lupo" si dice "lupus", "DEL lupo" si dice "lupi", "Al lupo" si dice "lupo", "IL lupo" come oggetto di una azione s dice "lupum".

      Eccetera.
      Per esempio la parola "data" come in database o la parola "media" sono due parole latine coniugate al plurale NEUTRO della seconda declinazione, ne maschile ne femminile, che finisce appunto in "a".

      Poi ci sono tutte le parole e i nomi di origine greca, come Andrea. In inglese, siccome sono babbei, Andrea è di solito un nome femminile ma non è lo stesso di Silvia, perché vengono da due lingue diverse, infatti Andrea è un nome maschile.

      Facciamo il caso dei termini tornati indietro dall'inglese come "computer". In inglese sarebbe "it", neutro, in Italiano non esiste il caso neutro, quindi per convenzione si usa il maschile. Se bisognasse forzare la simmetria "maschile/femminile" dovremmo inventarci "il computero" e la "computera".

      Ma non basta. "computer" viene dal latino, con tutta la storia che dicevo sopra. In italiano si traduce in "calcolatore". Ora, la parola viene da un verbo, come "assessore". Ancora, se si dovesse esigere la simmetria, diventerebbe "il cacolatoro" e "la calcolatora", quando esiste la parola corretta, calcolatrice.

      Chiudo dicendo che non sono io ad essere "furbetto", ciccio.

      Mi dispiace ma sei tu ad essere italiano medio, cioè ignorante. Non è colpa tua, ma il fatto rimane.

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    6. Ah un'altra cosa: l'inglese non è la lingua degli Anglosassoni, i quali parlavano sassone, che era un dialetto arcaico del tedesco odierno.

      L'inglese è una lingua più recente che si è formata per stratificazioni successive. Io non sono un linguista ma il vocabolario (non la pronuncia) viene in gran parte dal francese e quindi dal latino.

      Ma in inglese hanno preso solo la parola, isolandola dal contesto col meccanismo che dicevo, cioè:

      Fattoria (ita femminile eng neutro) - farm
      contadino (ita e eng maschile e femminile) - farmer
      coltivare (verbo) - to farm, farming.

      Nota dal dizionario Merriam Webster:
      "Farm - Middle English ferme, from Anglo-French, from fermer to fix, rent, from Latin firmare to make firm, from firmus firm

      First Known Use: 14th century"

      Come in "computer - to compute - computing".

      Due coglioni a dovere spiegare cose che tutti dovrebbero sapere, porca mignotta ladra e schifa.

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    7. Non la metto in rissa.

      Mi incazzo perché UomoCoso, che non è l'ultimo dei pirla su Internet, manifesta delle falle abissali di cui NON E' CONSAPEVOLE e di cui SI VANTA.

      Prima che io accetti una cosa del genere mi dovete ammazzare.

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    8. Il truce Lorenzo è tosto, c'è poco da dire;
      è un combattente che non arretra di un passo, e - da terza parte - devo dire che ha risposto bene al distinguo di Uomo ( da cui attendo replica ) e all'uscita dell'Avvocato del Diavolo.

      Ma insisto e arroto : d'accordo che il trend del volgere al doppio genere m/f tutti sostantivi della lingua italiana è una idiozia, ma che problema concreto c'è, nell'eseguire e usare la versione femminile di alcune professioni storicamente performate da uomini, ma cui, in tempi recenti, hanno avuto accesso le donne ?

      ===

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    9. Marco, il problema è lo stesso per tutti i "fenomeni" che ci stanno travolgendo in Europa in questi anni.

      I cambiamenti apportati alla lingua vengono insieme ai cambiamenti apportati nelle convenzioni sociali, nelle leggi, nella educazione, in tutto.

      Non è un caso che sul Corriere si scriva usando il "nuovo italiano" per parlare del "mondo nuovo" a gente che frequenta scuole "riformate" in modo da produrre degli idioti.

      Per dirne una banale, la rimozione del latino dai programmi scolastici è ovviamente propedeutica all'uso dell'italiano sgrammaticato.

      Come scrivevo tempo fa, mia nipote a otto anni, sta per cominciare la terza, non sa ancora fare le quattro operazioni base della aritmetica. Il suo libro di testo è fatto tutto di fumetti da colorare e sembra concepito per bimbi con problemi cognitivi, anche se non è evidente come il libro li dovrebbe aiutare.

      Su un piano più filosofico (contrariamente alla vulgata non significa "cazzate e arzigogoli" ma significa "scientifico") come dicevo la lingua è uno strumento per indagare il mondo.

      Più la lingua viene semplificata, più perde il filo, si spunta, non taglia. Diventa sempre meno efficace come strumento di indagine. Un popolo che non ha una lingua ricca e sofisticata non è capace di filosofia, non è capace di scienza, non è capace di conoscenza. E' un popolo di idioti e servi.

      Quindi, NON E' PER CASO che ci stanno togliendo la lingua, cosi come ci stanno togliendo tutto il resto.

      Sveglia per Dio.

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    10. Ah, compreso il passaggio dal Personal Compueter allo Smart Phone.

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    11. Figa i Pokemon.
      E io che da ragazzo temevo l'apocalisse atomica.

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    12. Stiamo assistendo a mutazioni neo-linguistiche ( in senso proprio orwelliano ) della lingua italiana : ci stanno ingannando sulle parole, innanzitutto, vedi società multi-etnica, Mare Nostrum, femminicidio, kamikaze ... etc.;
      il latino, poi, dovrebbe essere obbligatorio per tutti gli studenti nella scuola di base : per capire e usare meglio la lingua italiana, e come base per l'apprendimento di lingue straniere tutt'oggi prive di articoli e che usano casi e declinazioni ( e non sono poche, né irrilevanti ).

      ===

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    13. Infatti hai sbagliato l'altro post si dice "procuratora".

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    14. Qui dovrei prendere del tempo
      1 - per leggere con cura
      2 - per rispondere.

      Ora rispondo solo ad un punto

      > 1. ci sono lingue in cui le parole non hanno genere maschile e femminile,
      > quindi la tua frase: "i termini che indicano dei ruoli ora ricoperti da donne
      > DEVONO avere la versione di genere femminile" NON HA ALCUN SENSO.

      Allora, il dato di fatto è che in italiano la maggioranza dei termini ha uno dei due generi (non sono tre come in latino, in tedesco, solo due, maschile, femminile, mnanca il neutro).
      Quindi la definizione di un termine di genere femminile per quanto significato (ad esempio un ruolo) è nello spirito di questa lingua basata su due generi.
      E' il mantenerlo monogenere (al maschile) è un anglificazione (un genere significa nessun genere) che si allontana dall'impostazione italiana e si avvicina a quella inglese.

      Il fatto che ci possa essere del lavoro e pure più termini su registri diversi (assessora rispetto a asseditrice, ad esempio) fa parte del fatto che si lavora con una lingua non rozza e povera (come l'inglese) e che rimane articolata e complessa.

      Il fatto di confutare questo processo in quanto "impoverirebbe" l'italiano è un arrampicarsi sui vetri.

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    15. > L'inglese è una lingua più recente che si è formata per stratificazioni successive.

      E per brutali semplificazioni
      Ad esempio la decisione di abolire la seconda persona singolare e lasciare solo la seconda persona plurale.


      > Io non sono un linguista ma il vocabolario (non la pronuncia) viene in gran parte dal francese e quindi dal latino.

      Si e no.
      Si per quanto riguarda l'inglese culturale che è chiaramente una lingua neolatina.

      No per tutto il resto, ovvero quanto riguarda gli aspetti tradizionali, rurali, artigianali, del vivere in natura, campagna lingua che si avvicina molto alle lingue del nord (tedesco, olandese, scandinavo) avendo in comune con esse l'origine sassone.

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    16. UomoCoso, come ti ripeto spesso, quello che succede nella "anglosfera" è quello che succede da noi dopo qualche decennio.

      Il "rurale" nostalgico a cui fai riferimento non esiste più. A parte il meticciato che ormai copre tutto, dall'artico all'antartico, i paesani che una volta erano retrogradi perché ancorati ad antiche tradizioni, usanze e lingue, adesso sono trogloditi senza passato e senza futuro, uguali ai disperati delle periferie urbane.

      E, siccome parliamo del Piano, non è una cosa di oggi, io già ne vedevo le prime avvisaglie nei primissimi anni '90 quando condivisi l'anno di naja con ragazzi delle campagne bergamasche, bresciane e cremonesi.

      Considerata la quantità e la qualità dell'acqua passata sotto il ponte nel frattempo, adesso la trasformazione sarà completa.

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    17. Riguardo i generi, lo ripeto, io non sono un linguista ma le cose non si distribuiscono a cazzo perché lo dice la Boldrini, ci sono delle regole, come per la matematica o qualsiasi altra cosa.

      "Allora, il dato di fatto"
      Il "dato di fatto" è un concetto tipicamente usato dai fautori del Piano per indicare qualcosa a cui ti devi rassegnare. Non è MAI il caso, funziona solo nelle menti condizionate a rispondere a quel tipo di input.

      "in italiano la maggioranza dei termini ha uno dei due generi"
      No, in italiano TUTTE le parole si declinano o al maschile o al femminile.
      Ma ATTENZIONE, quello che sto dicendo è che la declinazione ESISTE e NON E' quella "boldriniana - semplificata" tipo "o" e "a". Non serve andare lontano.
      Scrittore ha la sua controparte in scrittrice, perché diavolo dovremmo sostituirlo con "scrittora"??

      Lo stesso vale per assessore, la declinazione femminile non sarà mai "assessora" ma la regola sarà la medesima di scrittrice.

      "è nello spirito di questa lingua"
      Ma basta con queste espressioni prive di senso. Cosa diavolo significa "nello spirito"? Se uno si prendesse la briga di informarsi saprebbe che l'Italiano deriva dal latino (o meglio, il dialetto toscano usato come base per l'italiano moderno) secondo precise regole di deriva linguistica. Non si improvvisa niente, non c'entra una fava "lo spirito".

      Ripeto perché evidentemente non abbiamo capito. Il fatto che in latino esistessero cinque declinazioni (con variazioni interne) NON significa che NON esista il genere femminile delle parole significa invece che NON SI TRATTA DI METTERE LA A IN FONDO come dei poveri deficienti.

      Per esempio, adesso devo andare indietro di trent'anni ma le parole che finiscono con "e" in Italiano corrispondono a parole della terza declinazione che al femminile singolare finivano con "ix" tipo "scriptor" - "scriptrix" da cui "scrittore" - "scrittrice".
      La "a" si trova nel caso della seconda declinazione come in "lupus" - "lupa", cioè le parole che in italiano finiscono in "o".

      Non è il mio mestiere, posso affidarmi solo ad antichi ricordi. Epperò siccome a scuola ci sono andato e qualcosa ho imparato, io la merda nel cervello non me la faccio ficcare.

      "fa parte del fatto che si lavora con una lingua non rozza e povera (come l'inglese) e che rimane articolata e complessa."
      No, fa parte del fatto che si cerca di toglierci la lingua per sostituirla con una versione semplificata. E' come se domani decidessero che dobbiamo scartare l'analisi matematica e accontentarci della aritmetica. Anzi, tornare alla numerazione "posizionale" romana che, pochi lo sanno, serviva per incidere i numeri come tacche su un legno, per quello è fatta di I V X eccetera.

      "Il fatto di confutare questo processo in quanto "impoverirebbe" l'italiano è un arrampicarsi sui vetri.""
      E qui concludo con un "non solo non sai di cosa parli ma in questo caso dimostri di essere un coglione".


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    18. Perché sostenere che è "nello spirito" di sto cazzo che 2+2=3 è da coglioni.

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    19. Abbiamo detto che le parole esistono basta usare quelle corrette. Come "presidente" e "presidentessa".
      Abbiamo detto che se vogliamo fare introdurre dei neologismi conviene usare le regole delle altre parole, come "impastatore" - "impastatrice" corrisponderà a "cosatore" - "cosatrice", non "cosatora".

      Adesso aggiungo che le parole che descrivono una azione non richiedono di essere declinate. Per esempio "presidente" indica una persona nell'atto di presiedere una riunione, cioè di sedersi prima degli altri come il giudice.

      Presidente significa "qualcuno nell'atto di presiedere", come in "stella cadente", mica si dice "stella cadenta".

      Non serve a niente dire "giudice" e "giudicatrice", in quanto "giudice" va ugualmente bene per entrambi i casi, al massimo si dirà "il" giudice" e "la giudice", come in "io sono la giudice di questo processo".

      Vabbe, tanto sono caratteri a video sprecati.

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    20. Siccome io mi arrampico sui vetri, dopo la "assessora" toccherà leggere sui giornali "la vigila", "la giudica", "la presidenta", "la generala" and so on.

      Ma la apoteosi sarà "il giornalisto" e "lo atleto".

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    21. OH no, aspetta, a nessuno importa un cazzo se "giornalista" o "elicotterista" non è declinato al maschile con una "o" perché quello non è sessismo. Solo "presidente" è sessista perché non termina con una "a".

      Pagliacci tutti.

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    22. L'appunto sul giornalisto, l'atleto, l'elicotteristo ... è galattico, da rimpallare al volo alle femministe che rompono i coglioni sui termini che mancano di una forma esplicitamente femminile ( in -a ).
      Alla fine, però, credo che prevarrà la flessione popolare sulle ragionevoli obiezioni poste sia da Lorenzo ( la “neutralità” della carica pubblica ) che da Uomo ( il doppio registro colto/popolare ).

      ===

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    23. Io esso stufo di dovero remaro contro corrento e di discutero con personi e persone che non conosco e non capisco quello che dico, quindi mi adeguo. Da ora scrivo usando il nuovo italiano moderno.

      Come dice compagna presidenta boldrine e compagno UomoCoso.

      Tolgo aggeggio che correggo errori da programmo di computero.

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    24. Mi congratulo, Lorenzo !
      Alla tua età, hai finalmente deciso di mettere la testa a posto ...
      era ora !

      ^_____^

      ===

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  5. Non doveva, ha sbagliato.

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    1. Oh, Bentornata, Sara !
      E ...
      mi fa piacere, questo punto di vista femminile.

      ===

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