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Ira e Bugie




Il pezzo di Michele Serra, su la Repubblica del 20 aprile 2018.


IL BULLISMO IN ITALIA: COMPORTAMENTI OFFENSIVI E VIOLENTI TRA I GIOVANISSIMI

Anno 2014

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Hanno subìto ripetutamente comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti più i ragazzi 11-13enni (22,5%) che gli adolescenti 14-17enni (17,9%); più le femmine (20,9%) che i maschi (18,8%). Tra gli studenti delle superiori, i liceali sono in testa (19,4%); seguono gli studenti degli istituti professionali (18,1%) e quelli degli istituti tecnici (16%).

ISTAT


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1

Ancóra un recupero da aprile, ch'è stato un mese davvero intenso di pezzulli da ricordare a beneficio della memoria.

Questa è l'ennesima Amaca famigerata di Michele Serra [ 1 ] che devo commentare sul mio blog.
Innanzitutto, SE quanto scritto dall'ex-giullare di “Cuore” fosse vero, lui stesso avrebbe dovuto iniziare l'articolo con un'autocritica, per sé e per il partitone cui è filologicamente organico ( il PCI → PD ) che storicamente e fino all'ultima trasformazione di cui i risultati sono oggi chiari [ 2 ] si è occupato della classe bassa.
Il pezzullo narrerebbe quindi un evidente, epocale e disastroso fallimento di un'attività politica pluri-generazionale.

Ma è vero, quello che scrive Serra ?


2

L'articolo è arrivato a ruota di un episodio di bullismo eseguito da alcuni studenti di un istituto tecnico di Lucca ai danni di un uno dei loro professori [ 3 , 4 ... ], episodio che è stato megafonato dalle testate “italiane” per la quotidiana distrazione degli “italiani”.

Mi sono chiesto : esiste un rilievo statistico a supporto di quanto scrive il tizio, e cioè che gli studenti degli istituti tecnici sono più propensi al bullismo di quelli che frequentano i licei classico e scientifico ?

Ho fatto una ricerca in rete, e non ho trovato statistiche del fenomeno professori bullizzati nella “Italia”.
Sugli Usa esistono statistiche e davvero tremende, che testimoniano il degrado del Paese epicentrale dell'Impero Occidentale – pare che l'80% dei professori venga bullizzato almeno 1 volta all'anno [ 5 ] – ma da queste parti non ne ho trovate, forse gli episodi non hanno rilevanza numerica quindi statistica.
 
Sul bullismo degli studenti su altri studenti, esiste, al contrario, un rapporto ISTAT del 2015 [ 6 ] che in prima pagina recita con chiarezza sintetica quanto ho riportato sopra : gli studenti più bulli sono quelli dei licei, quelli meno bulli sono quelli degli istituti tecnici.

Quindi, per quanto ne so e fino a smentita, Michele Serra racconta balle, stavolta dettate dall'ira verso un segmento di elettorato che ha abbandonato il partitone che una volta era di Sinistra per votare i partiti populisti – m5s e Lega [ 7 ] – ed oggi quel partito coccola la borghesia ingrassata, fino all'ottusità mentale, dei radical chic.

Che, perdiana, deve pure godere nel sentirsi superiore a quei buzzurri dei popolani.

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2 commenti:

  1. Io ho fatto il liceo, in un istituto della periferia milanese. I miei compagni non erano figli di "signori", erano tutti figli di muratori, operai ed impiegati dei cantieri e delle industrie attorno alla scuola.

    C'era una selezione abbastanza dura a scuola ma tra noi ragazzi non c'era "classismo", eravamo tutti vestiti uguali, facevamo tutti le stesse cose.

    I genitori di allora venivano a scuola col vestito della domenica e il cappello in mano a sentire cosa avevano da dire i professori e se erano lamentele poi a casa volavano i ceffoni. Perché i muratori, gli operai e gli impiegati volevano che i figli si costruissero un futuro, che scalassero la "piramide sociale".

    Se devo fare una ipotesi sulla differenza tra allora e oggi direi che sono due cose, primo, i genitori hanno abdicato al ruolo di "autorità" e si sono fatti "coetanei/amici" dei figli. Secondo, i ragazzi ai miei tempi erano costretti a fare gruppo, non c'era altro modo di vivere e fare parte di una combriccola è sostanzialmente qualcosa incompatibile col "bullismo" come si intende oggi, che invece si alimenta dell'isolamento dei ragazzi che non si frequentano tra loro se non in maniera molto "mediata", da strumenti e situazioni indiretti.

    Ho scritto un post su Cobra Kai e c'è una scena abbastanza illuminante. Johnnie, che era un bullo dei miei tempi, di quelli che pretendeva la merenda a suon di sganassoni, non concepisce i bulli contemporanei che si nascondono dietro le tastiere per costruire e demolire "reputazioni".

    Ci sono mille mila film e telefilm sull'argomento, si vede che Serra guarda solo la Corazzata Potemkin.

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    1. Secondo me Michele Serra, stavolta, non costruisce razionalmente una Realtà deformante il dato e alternativa, ma è proprio incazzato con quel ceto popolare che, al tempo di Mani Pulite, saziò con lo sterco di ''Cuore''.

      Mi ricordo quegli anni, quando i beoti, raccontandosi le battute di quel giornalaccio di colore salvia ( mi pare ), aprivano le bocche in espressioni e risate sub-umane, contenti che la magistratura milanese stesse facendo a pezzi la classe dirigente di questo Paese.
      Del loro Paese.
      Classe dirigente certo corrotta, cialtrona, pure in difetto di attributi ( praticamente non reagì all'aggressione subita, ottusa dai fieri pasti serali ) e da bastonare, ma gli effetti di tale massacro, ancora unico nel mondo occidentale, erano intuibili e si sono pienamente manifestati.

      Azzerata la classe dirigente locale, l'autostrada per la luminosa Globalizzazione era stata spianata.

      Ma chi ragiona di pancia, percepisce pure il cambiamento delle proprie condizioni materiali, e, blandamente, segnando la crocetta nella casella sbagliata ( secondo Serra ) del pezzullo di carta riciclata, reagisce.

      E' questa modesta alzata di testa, oltretutto tardiva, a rimorchio delle conseguenze palesi del Guasto, che l'intellettuale organico al Potere non tollera ed esecra dalla sua rubrica a casa di Scalfari.

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