Testata

Eternità aumentata


Un esercito di morti sta marciando su Facebook

Ogni giorno si contano 8mila profili di utenti scomparsi in più. Entro la fine del secolo gli account di persone decedute ammonteranno a cinque miliardi. E potrebbero superare i vivi in 50 anni, se questi ultimi non crescessero. Cosa fare con i loro dati?

di Andrea Daniele Signorelli, Contributor, 3 May, 2019

[ ... ].

Tornare indietro

A questo punto, è inevitabile ricorrere a una citazione di Black Mirror. Ricordate Be Right Back, l’episodio della seconda stagione della serie distopica ideata da Charlie Brooker? Nella puntata, Ash, fidanzato di Martha, muore in un incidente stradale. Durante il funerale, un’amica racconta a Martha dell’esistenza di un programma in grado di ricreare un avatar virtuale dei defunti, utilizzando tutte le sue foto, mail, video, commenti postati sui social, sms e quant’altro per ridare vita a una versione digitale di Ash – dotata di una personalità indistinguibile da quella originale – con cui avrebbe potuto chattare.

La storia prende poi pieghe ancor più fantascientifiche. Ma l’aspetto più importante è un altro: la tecnologia per dare vita a questi avatar virtuali è già in fase di sviluppo. Come racconta The Verge, la startupper russa Eugenia Kuyda, attraverso il machine learning e sfruttando tutti gli sms, messaggi, email e altro ancora di un suo caro amico scomparso, Roman Maruzenko, ha creato un chatbot in grado di replicare le risposte che Roman avrebbe dato agli amici.

Nel mondo reale, l’esperimento non sembra essere riuscito bene come in Black Mirror, ma con il continuo miglioramento del machine learning è possibile che tra pochi anni questi chatbot basati sui defunti possano davvero imitare il comportamento di una persona specifica. È una prospettiva realistica?

La risposta dello scienziato del Mit Media Lab Hossein Rahnama – che sta creando un altro chatbot, simile a quello di Kuyda – sembra essere positiva: “Tra 50 o 60 anni, avremo raggiunto il punto in cui durante le loro vite raccoglieremo migliaia di miliardi di dati, che è tutto quello che ci serve per creare una versione digitale di noi stessi”; spiega lo scienziato a Quartz. In questo modo, si verrà a creare una sorta di “eternità aumentata”.

[ ... ].

Wired ITA
CC BY-NC-ND 3.0


[ ... ]

1

In altre parole : più dati daremo al Matrix, più accurato sarà il feticcio digitale che ci rappresenterà dopo la morte del corpo biologico.
Grazie al machine learning [ 1 , 2 ] il feticcio potrà tornare ad apprendere secondo i parametri ereditati dalla nostra esperienza digitale trasudata dal Concreto, ibridata con i nostri desideri e i sogni.
Il campo delle possibilità derivate da questo plot ed esplorabili è molto, molto vasto.


Sogni




Una scena del film “Fino alla fine del mondo”


[ Claire ] Che sta facendo?
[ Sam ] Sta cercando di registrare i suoi stessi sogni. Il procedimento è lo stesso: capta i segnali del suo cervello, e li trasforma in immagini sullo schermo.
[ Claire ] Non sembra che ottenga buoni risultati.
[ Sam ] Aspettiamo...

dialogo

[ ... ]

1

Siamo ad uno stadio avanzato del processo di incapsulamento degli Homo nel Matrix.
Una vera-e-propria tossico-dipendenza tecnologica endemica di cui abbiamo già tanti esempi [ 1 , 2 ... ] – ed è sufficiente osservare quanta gente usa → viene usata dal furbofono nelle strade, sui mezzi pubblici, sulle auto ( anche al volante ), in ufficio ... eccetera – e furba, siccome la profilazione degli utenti oggi ci propone i gadget da comprare su Amazon e altri negozi on-line, e domani ci proporrà sogni su misura dai quali la grande maggioranza non vorrà più sloggare per tornare alla cruda materialità del Mondo Concreto, all'esame di Realtà basico consistente nella propria immagine allo specchio, senza filtri migliorativi e ritocchi digitali.


Dati utenza 2019–02



computer
tablet
smartphone
tda
GIORNO MEDIO
M utenti unici
11,3
5
28,7
33,2
% popolazione
18,9
11,1
64,3
55,5
HH:MM per persona
1:16
1:40
3:16
3:30
MESE
M utenti unici
27,9
7,5
35,6
41,6
% popolazione
46,6
16,8
79,6
69,6
HH:MM per persona
14:24
31:05
73:48
78:18
fonte


Chi siamo

Audiweb è l’organismo “super partes” che rileva e distribuisce i dati di audience di internet in Italia, offrendo al mercato dati obiettivi, di carattere quantitativo e qualitativo, sulla fruizione del mezzo.

Audiweb è un JIC (Joint Industry Committee), forma organizzativa che, per statuto, garantisce di realizzare rilevazioni imparziali rispetto alle parti del mercato.

Il JIC è, infatti, partecipato dalle associazioni di categoria che rappresentano gli operatori del mercato: Fedoweb (50%), associazione degli editori online, UPA Utenti Pubblicità Associati (25%), che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità e Assap Servizi s.r.l., l’azienda servizi di AssoCom (25%), associazione delle agenzie e centri media operanti in Italia.

[ ... ]

Audiweb


[ ... ]

1

Il 17 aprile scorso  Audiweb  – la “Auditel del web” – ha distribuito i dati pubblici della total digital audience [ 1 ] italiana del mese di febbraio 2019 : [ 2 ].

Occorre tenere presente che per gli accessi da smartphone e tablet è stata considerata la fascia anagrafica da 18 a 74 anni, per quelli da computer la fascia più larga da 2 anni in su :




Ritaglio della tabella originale


Nel sito della società non ho trovato esplicitato il senso di questo criterio, che senz'altro ribassa i numeri riguardanti i dispositivi mobili.
Se si decide la distribuzione di qualcosa gratuitamente – ed è comprensibile che i dati accurati vengano concessi ai sottoscrittori di un abbonamento, e i dati generali a tutti – perché distribuire un dato comparativo che possiamo aggettivare con “falsato” ?
Altra scelta deprecabile, il formato unico dei fogli di calcolo : leggo [ 3 ] che è possibile scaricare una statistica settimanale completa, in formato .xlsx  ( Microsoft Excel ).
Si riesce ad aprire con Libre Office, ma il documento non viene visualizzato completamente : si legge solo l'indice.

Mobile contro PC




Mercato dei PC e degli smartphone a confronto


[ ... ]

1

Passiamo all'oggetto che ha reso fattivamente possibile tutto questo, grazie al quale la tempistica del processo di incapsulamento degli Homo nel Matrix è stata accelerata e la cui diffusione endemica ha superato le barriere sociali nel mondo globalizzato : lo  smartphone .

Come l'Unico Anello [ 1 ] si può nascondere in tasca o nella bisaccia, e stabilisce con il Portatore una morbosa relazione che può distruggere i rapporti umani.
Sono state le dimensioni molto portabili e una grafica colorata e giocosamente interattiva a farne immediatamente un “( poco ) segreto oggetto del desiderio” che seduce gli utenti e non abbisogna di un interfacciamento cerebrale complesso, tanto che i bimbi piccoli imparano prestissimo a relazionarsi con la Macchina, sotto gli occhi di genitori incoscienti e compiaciuti.
Guarda caso, il techno-guru Steve Jobs non voleva che fino alla maggiore età i suoi figli maneggiassero i dispositivi mobili prodotti dalla sua stessa azienda [ 23 ].
Bill Gates ( Microsoft ) pose il limite del divieto al compimento del 14° anno di età [ 4 ] ed altri manager imposero e impongono limitazioni nell'uso del furbofono. Nelle scuole di base della Silicon Valley i dispositivi mobili sono banditi [ 5 , 6 ].

E il Popolo ?

Già al gennaio dell'anno scorso l'età media cui un bambino riceveva il primo dispositivo mobile era scesa a 10 anni. Gli effetti sulla salute dei ragazzi sono noti [ 4 ].
La morale è che “lo spacciatore non dà la droga ai propri figli” [ 7 ] ma i peoni rovinino pure i propri figli.
Si può sempre dare la colpa alla “società” e/o al fatalista “è così che vanno le cose”.

L'importante non è avere


Editoriale di Eugenio Moschini

L'importante non è avere, ma sottoscrivere

Dimentichiamoci il “possesso”: la subscription economy sta rivoluzionando il mondo.

Il concetto di “proprietà” è stato completamente alterato dalla subscription economy: siamo passati da un modello basato sul possesso di un bene a uno basato sull'accesso. Non abbiamo più un diritto reale, ma uno virtuale. Non abbiamo il “diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo” ma solo l'accesso, limitato al tempo in cui paghiamo il canone di sottoscrizione. In realtà anche quando compriamo contenuti digitali non ne diventiamo proprietari ma “semplici” usufruttuari: sono nostri, ma solo vita natural durante. Quello della subscription economy è un fenomeno inarrestabile: il 21 marzo Zuora ha rilasciato il suo consueto SEI (Subscription Economy Index) in cui viene analizzato lo stato di salute del comparto. E non si può che dire che si tratta di un settore che scoppia di salute: negli ultimi 7 anni le aziende della subscription economy hanno visto le loro vendite crescere del 321%, con un CAGR (il tasso di crescita annuale composto) del 18% [ ... ].

Pc Professionale n. 337 – aprile 2019


1

Da 10 anni buoni sono un lettore abitudinario del mensile italiano dedicato alla tecnologia informatica, cui riconosco l'efferata ( e talvolta sgradevole ) lucidità delle analisi.
La prima parte dell'editoriale di aprile, è dedicata alla smaterializzazione della Realtà Concreta in corso d'opera anche nel settore informatico che traina il Mondo Nuovo, nel solco del pauperismo materiale motivato a più riprese nell'Occidente con scuole di pensiero di varia natura e orientamento ma convergenti ad esaltare la condizione immateriale.

Come allineare Spirito e Povertà ?
Il lavoro è diventato “elastico”, la società è “liquida”, l'identità pure, i diritti sono “virtuali” e i beni digitali di cui usufruiremo, progressivamente alleggeriti dei circuiti, avranno un tempo d'uso limitato.


[ ... ] I recenti annunci di Google (con la piattaforma Stadia) e Apple (con Arcade) sembrano confermare che anche il futuro del gaming sarà nello streaming (e nelle subscription). Non saranno più necessarie console o computer, tutta la parte di elaborazione sarà fatta in remoto. Il vero limite del cloud gaming è nell'ampiezza di banda della connessione, e forse la subscription economy avrà un ulteriore balzo in avanti con l'arrivo e la diffusione del 5G [ ... ].
[ ibidem ]


Dopo un approfondimento tecnico-economico e coerentemente con l'orientamento esposto, segue la politica di clouding della Realtà Virtuale videoludica.


[ ... ] Tanto, come ho già scritto più volte, ormai il vero “personal” computer ce l'abbiamo in tasca: lo smartphone.
[ ibidem ]


Chiude l'editoriale il memento del nemico che la stragrande maggioranza di noi tiene in tasca.

Google Plus RIP




Snappata dell'avviso di dismissione del servizio




Snappata della testata del mio fu Google Plus


1

E' bene chiarire che Google ha chiuso le bacheche personali gratuite di Google+ ( talvolta scritto nella forma G+, Google Plus ) mentre i servizi business e i profili brand rimangono attivi.

Quindi, è stata chiusa anche la mia bacheca [ 1 ] e poco male, perché fin dall'inizio era “in parcheggio” : vi pubblicavo automaticamente titoli-e-immagini linkate dei post di questo blog, così da veicolare l'attenzione di qualche utente che accedeva a quella pagina tramite il mio indirizzo Gmail. Ogni tanto davo un'occhiata in giro, ma vedevo ben poco movimento.
Che cosa non abbia funzionato, lo spiegò bene Emanuela Zaccone su Wired ITA dopo l'annuncio ufficiale [ 2 ] e poi è stato ribadito da Giacomo Dotta su Punto Informatico il 2 aprile scorso [ 3 ] ovvero l'ultimo giorno di funzionamento per molti : una base di utenti numericamente corposa ma, dopo un primo periodo basato sul meccanismo aggregativo volontario degli inviti, creata automaticamente sulla base degli utenti di altri servizi e siti come Gmail e YouTube. Tale massa è stata una mera somma numerica che non è diventata comunità.

Del  basso engagement  e della furbata se ne scriveva già nel 2012, appena un anno dopo il lancio : [ 4 ].
La falla nella sicurezza dei dati personali [ 5 , 6 ] è diventata il capro espiatorio che ufficialmente ha motivato il sacrificio.
A Mountain View non hanno voluto ammettere : “abbiamo sbagliato” ... anzi “ci siamo impegnati poco”, siccome da anni il social non veniva arricchito di funzioni e apparati supplementari.
Stringendo, il punto focale è stato il confronto perso con il più anziano Facebook : perché mai un utente di FB avrebbe dovuto abbandonare la comunità costruita con anni di chiacchierate, discussioni e interazioni varie, per ripartire daccapo su Google+ ?
Perché mai, eventualmente, avrebbe dovuto sobbarcarsi il doppio impegno su entrambi i social network

+ Comodino




Snappata del 21 aprile


[ ... ]

1

Settimana fitta di piccoli impegni, tante cose importanti di cui scrivere e da postare a memoria ma poco tempo per elaborare il tutto.
E così, continuo la revisione di questo mio blog : ho creato la pagina Comodino [ 1 ] e l'ho inserita nell'Indice in spalla, contiene le mie ultime letture – di norma cartacee – ed è per ora un triplice listone parziale organizzato in testi, libri visuali e fumetti.
Infatti, la compilazione di questi elenchi è per così dire “pericolosa” : viene voglia di rileggere subito le opere scelte sugli scaffali degli sconti e sulle bancarelle delle fiere, eppoi si rischia anche  il paradosso del blogger-lettore  siccome la compilazione stessa delle liste – oltre alla eventuale stesura di una recensione accurata – richiede non poco tempo, che viene sottratto all'attività principale qui definita.


+ Rete




Snappata del 12 aprile


1

Ho inserito una lista di siti-web di conoscenze, informazioni e istruzioni che ritengo utili nella spalla del blog, tra l'Archivio e il Minimo blogroll.

Cliccando su  → ALTRI  si accede ad una lista più estesa nella nuova pagina Rete : [ 1 ].
Consigli e osservazioni su come migliorare la lista sono ovviamente benvenuti.

Top 5


#
post
n
data
1
Tumblr
8419
2013–04–06
2
Fujiko
7018
2013–10–14
3
Milo
4582
2013–10–25
4
Chiara Ferragni
3133
2012–04–14
5
Il vento fa il suo giro
2991
2010–05–10


1

Sto eseguendo qualche piccola manutenzione al blog, e allora ci sta un'occhiata alle pagine più viste in questi 13+ anni di vita secondo le statistiche di Blogger.

[ ... ]

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Testata # 10




A riposo – OFF




Dopo il rollover – ON


1

Da qualche giorno ho rinnovato la testata del blog : stesso stile della precedente, stessa lavorazione con applicazione di effetti progressivi di Photoshop.

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Spammato




Uno dei commenti non-sense


1

E' da gennaio ( vedi tabella ) che questo blog subisce una curiosa forma di spam [ 1 , 2 ... ] concentrata nei commenti al post “300 €” pubblicato il 7 ottobre 2016, in cui recensivo due macchine HP [ 3 ].

Talvolta arriva dopo pochi minuti dalla pubblicazione dell'ultimo post, talvolta dopo ore, ed in altre occasioni non perviene. La pubblicazione di tali messaggi non è pertanto automatizzata o, perlomeno, non è completamente automatizzata.
Gli autori sono account Blogger anonimi, alcuni dei quali autori di blog tautologici sul canovaccio “123 HP Printer Setup” [ 4 ] e varianti, ed altri dedicati a un prodotto a base di cannabis :


#
data
autore
1
01-10
Gardex Lathin
2
01-28
Magdelin Linda
3
01-29
Evelyn Jesse
4
02-09
sarah joe
5
02-13
edward joe
6
02-23
Magdelin Linda
7
02-27
Prabar Manick
8
03-16
Nancy patricia
9
03-18
sarah joe
10
03-20
Dominic Toretto
11
03-25
edward joe
12
03-26
David belton
13
03-27
Jabili Pove
14
03-28
Unique Puzzles
15
04-13
Laura Honey

La tabella delle spammate

Di certo tali commenti non vengono intercettati dai filtri della piattaforma Blogger – che funzionano bene con altri – pertanto li devo eliminare manualmente uno ad uno. In qualche caso, sono stati reiterati dallo stesso account, che non viene chiuso da Blogger.
Curioso è il nesso perpetuato tra il supporto alle stampanti multifunzione e la cannabis.

=

{ tabella aggiornata il 13 aprile }.


[ ... ]

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Come backuppare il blog




I dati vengono salvati in un file .xml


[ ... ]

0

Certo un ombrello può fare poco mentre imperversa il Diluvio Universale, ma almeno possiamo salvare ( in locale e/o nella nuvola ) una copia dei dati pubblicati sui nostri blog Blogger e metterli al riparo dell'eventuale massacro censorio che potrebbe seguire la recente approvazione della direttiva UE sul copyright nel mercato unico [ 1 ].

Il procedimento è abbastanza semplice, e consta di pochi passaggi.

1

I comandi per eseguire le azioni necessarie sono situati nella propria bacheca Blogger [ 2 ].

Se si gestiscono più diari on-line e il blog che si vuole backuppare non è quello che appare nel titolo della colonna a sinistra, bisogna cliccare sulla freccia e selezionare quello giusto dalla lista :




E ... dopodomani ?



QUESTA PUÒ ESSERE LA NOSTRA ULTIMA OPPORTUNITÀ. AIUTACI A SALVARE IL DIRITTO D'AUTORE IN EUROPA.

Il 26 marzo il Parlamento europeo voterà su una nuova direttiva sul diritto d'autore. La direttiva darà agli editori il potere di limitare la diffusione di notizie e titoli in ogni sito altrui (articolo 11). Costringerà inoltre quasi tutti i siti ad analizzare preventivamente ogni contributo dei propri utenti per bloccarli automaticamente se non autorizzati dalle industrie del copyright (articolo 13).

Entrambi questi articoli rischiano di colpire in modo rilevante la libertà di espressione, la partecipazione e la creatività online. Nonostante Wikipedia possa non essere direttamente toccata da queste norme, il nostro progetto è parte dell'ecosistema di internet. Gli articoli 11 e 13 indebolirebbero il web, e indebolirebbero Wikipedia.

Il voto è imminente.

Per favore, dedica due minuti del tuo tempo a contattare i tuoi rappresentanti nel Parlamento europeo e dir loro che non puoi appoggiare una direttiva che contenga l'articolo 11 o l'articolo 13.

[ ... ]




[ ... ]

1

Già.

Mentre noi utenti e bloggatori della rete leggiamo, postiamo, discutiamo, litighiamo, ci divertiamo ... ci siamo dimenticati che là, nelle stanze pubbliche e segrete della UE, i burocrati hanno deciso di complicarci un po' la quotidiana Vita digitale.
E domani – lo sapevate ? – arriva al Parlamento la direttiva ( il testo di legge ) sul copyright nel mercato digitale [ 1 ] che è in discussione da parecchi mesi [ 2 ].

2

Il mio primo pensiero è stato “dài, non credo che ci toglieranno il giocattolo !” : la narcosi di massa è troppo importante al fine del mantenimento dell'ordine costituito ...
Ragionamento debole : è bene ricordare che i Padroni grossi ci guadagnano sempre – anche e fors'anche di più nel Disordine – e che l'Europa Occidentale è troppo pasciuta per ricavarne profitti significativi in tempo di Pace, almeno nel breve termine.

D'altro canto, se Google – proprietaria della piattaforma Blogger [ 3 ] che è la base di questo blog e di quelli di alcuni amici diaristi – ci facesse pagare un abbonamento annuo ragionevole ( diciamo 50 € ) come contributo agli editori del materiale condiviso, sarebbe un “buon compromesso” ... ma ... chissà ... come rimarcato da Wikimedia Italia [ 4 ] la direttiva crea uno spazio di incertezza che può essere usato dal Potere per attuare una censura.
Allo stato attuale posso solo scrivere che siamo, nostro malgrado, sul ciglio di un salto nel vuoto. Finora è andato tutto abbastanza liscio, e per quasi 30 anni [ 5 ] abbiamo avuto accesso a PB [ 6 ] di informazioni a bassissimo costo e alta comodità.

La Sindrome di Prometeo




Atlante e Prometeo


Il mito di Prometeo

Il Titano Prometeo dona all'umanità il fuoco, strumento fondamentale per il progresso della civiltà, fino ad allora detenuto dal grande Zeus. Il dio, geloso e restio a mettere in comune con gli uomini una simile risorsa, si adira per l'inganno di Prometeo (che aveva astutamente sottratto il fuoco agli dei e lo aveva portato sulla terra nascosto in una canna), e lo condanna a essere legato giorno e notte ad una rupe dove un'aquila gli rode il fegato che perennemente gli ricresce [ ... ].

Sapere.it


La sindrome di Prometeo ovvero i limiti del desiderio (di Giulio Ripa)

"Sappiamo ciò che c'è, ma non sappiamo ciò che potrebbe esserci. Desiderare un mondo migliore è possibile."

Il desiderio dell'uomo di diventare creatore di se stesso non è solo il frutto della nostra epoca ipertecnologica, ma appartiene al mito e alla storia della civiltà: il mito di Prometeo, il Titano che rubò agli dèi il fuoco, simbolo della conoscenza e del progresso, per darlo agli uomini, alimentando in essi l'illusione di sostituirsi alla natura, di essere artefici, attraverso la tecnologia, del loro destino.

L'uomo contemporaneo pervaso dal narcisismo, sente di essere onnipotente e si illude di poter raggiungere, anche attraverso la tecnologia, tutto ciò che desidera, senza porsi alcun limite verso la natura e quindi verso la stessa umanità.

[ ... ].

Informatica Libera - Blog di Francesco Galgani


[ ... ]

1

Dopo la trasformazione dell'essere umano in mònade [ 1 ] il passo evolutivo successivo è la Sindrome di Prometeo, tratta dalle vicende mitologiche del titano [ 2 , 3 ... ].

E' una chiave di lettura efficace per l'interpretazione del pensiero e dell'azione di Helen Hester, una delle teoriche dello Xenofemminismo di cui ho scritto nel precedente post [ 4 ] e che ha sollevato qualche discussione piccata nei commenti.
Nella pagina del sito Il Crepuscolo degli Dèi che ho linkato all'immagine in testa [ 5 ] è riportata la versione platonica del mito che, trasposto, stringe ulteriormente sull'essere umano che si fa da sé, stigmata del tempo presente e futuro delle società cosiddette “avanzate” ( nel senso di un millantato Progresso, in verità quando le società capitalistiche raggiungono un certo grado di sviluppo esse diventano avanzi di cibo, spazzatura acclamata da una plebe non più capace di critica e quindi di alzate di testa ) :



Prometeo

[ ... ] Platone afferma che è stato proprio Prometeo a creare l’uomo dall’argilla in cui è stato inserito un elemento del fuoco divino.

[ ... ].

Enciclopedia Treccani


Fare bimbi è fascista, e servono 100 nuovi sessi




Ritaglio di quotidiano pubblicato da Jean De Mille su FB [ 1 ]


1

La “simpatica” ragazza ritratta nella foto grande, dall'espressione furbetta, da bimba che te ne ha appena combinata una grossa e tu non lo sai ancora, si chiama Helen Hester [ 2 , 3 ].

E' professoressa di teoria dei media e di comunicazione alla University of West London [ 4 ] – la fantasmagorica Londra ! – e nel 2014 è stata tra le fondatrici del collettivo polimorfo Laboria Cuboniks [ 5 ] che ha definito lo Xenofemminismo [ 6 ].
E proprio “Xenofemminismo” è il saggio edito in Italia da NERO ( 2018 ) con traduzione di Clara Ciccioni [ 7 ]. 

Boldrinese d'ufficio


La Toscana adotta il “dizionario Boldrini”: «Non dite più cittadini, ma cittadinanza»

mercoledì 13 marzo

di Eleonora Guerra

Non vanno usati più termini come «i cittadini», «gli utenti», «gli insegnanti»: sono discriminatori e vanno sostituiti con formule tipo «la cittadinanza», «l’utenza», «il corpo insegnanti». D’ora in poi, nella redazione di atti e documenti, il personale della Regione Toscana dovrà fare attenzione al lessico, per non incorrere nell’accusa di sessismo. A decretarlo è stata la giunta regionale, che ha emanato delle “Linee guida operative” su un uso del linguaggio amministrativo politicamente corretto, sebbene – a quanto sembra – un tantino contorto.

Dieci pagine per spiegare che «i cittadini» non va più bene

Promosse della vicepresidente e «assessora» (rigorosamente con la «a») a Cultura, università e ricerca, Monica Barni, e dall’assessore al Personale, Vittorio Bugli, le linee guida si articolano in una decina di pagine nelle quali si sollecita, spiega una nota della Regione, l’uso di «espressioni e termini compatibili con il corretto uso della lingua italiana, per evitare riferimenti sessisti e dare visibilità concreta al genere femminile».

[ ... ].

Secolo d'Italia


1

Prima considerazione : ce l'avessero detto 15 – 20 anni fa, l'avremmo presa come una battuta e saremmo scoppiati a ridere.

Seconda considerazione : è tutto vero e squisitamente, tragicamente contemporaneo.
Continua l'adulterazione neo-linguistica della lingua italiana, e i nomi-e-cognomi sopra citati si sono resi responsabili dell'adozione del boldrinese ( un dialetto della Neolingua ) negli atti d'ufficio di una Regione, pena la pubblica accusa di “sessismo”.

[ ... ]

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1 + 1 = Multiculturalismo




... risposta sbagliata !


[ ... ]

1

Piccolo capolavoro.

Due settimane fa l'utente sloggato Fabio82 ha postato il collegamento nelle risposte a un post dell'oplita Lorenzo su Eldalie [ 1 ] e io ripropongo il video sulla bacheca del mio blog.
“Modern Educayshun” è stato pubblicato il 9 novembre 2015 sul canale-YT di Neel Kolhatkar [ 2 ] ma il tema del cortometraggio non è scaduto, bensì è stato rinforzato dagli eventi.
Il plagio delle coscienze in chiave politically correct è proseguito senza sosta nel perimetro di formazione dell'opinione pubblica, attraverso i mass media e l'istruzione pubblica di un Occidente lesso, in cui diversi Paesi – e tra questi la “Italia” – sono stati evidentemente destinati a diventare contenitori per la raccolta indifferenziata della spazzatura umana. Che nemmeno v'è bisogno di importarla : è quello che stanno diventando ( e, in parte cospicua, lo sono già diventati ) gli occidentali.
Il corto stigmatizza l'isteria egualitaria che tracima nell'esaltazione del Diverso inteso aprioristicamente come migliore di ciò che è nella norma, anzi è proprio inutile discuterne perché non esiste alcuna “normalità” e il solo porre la questione è atteggiamento “da fascista”.
Da cui deriva una distorsione ideologica della Realtà Concreta distribuita ossessivamente attraverso i media e una scuola progressivamente sfasciata nel nome di una millantata “Innovazione” [ 3 , 4 , 5 ... ] fortemente tecnologizzata che ha sostituito il “Progresso” di stampo socialista, e, quindi, si fa necessaria la soppressione degli individui che ancora usano il cervello, che oppongono resistenza intellettuale alla Deriva, e pertanto devono essere considerati alla stregua di dannati errori di Sistema da fare tacere con le buone oppure le cattive maniere.
Lo stato di avanzamento del degrado occidentale è ben visibile dando una semplice scorsa alla propria bacheca pubblica di FB. In occasione dell'8 marzo di quest'anno è stato impalcato il festival del Disagio mentale più sontuoso di ogni tempo, e ne scriverò come memoria storica del tempo tragico in cui viviamo.

Enea, il primo migrante ?


3 marzo 2019

Era Enea il primo migrante

[ ... ] Di fronte alle storie dei migranti il pensiero corre all’indietro a visitare le più belle pagine di Omero, che è il volto poetico cui è rivolto tutto l’Occidente ormai da millenni. Penso soprattutto alla sua epopea che da allora come ora continua a prospettarsi come storia non conclusa.
Perché? C’è una guerra ancora aperta ai danni dello straniero senza doverlo nascondere dietro a un dito: nel venirci in soccorso, la poesia epica ci ricorda che dalla fuga di Enea, primo extracomunitario in Italia, ne è venuta fuori la più bella storia di tutti i tempi. Tante volte ce lo dimentichiamo, già, eppure, il conflitto delle divergenze è in atto proprio come ci raccontano i versi chiaroscurali di Virgilio: 'Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra”' (traduzione: 'In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra', Eneide, Libro I 538 e seguenti).

[ ... ].

Invece Concita


[ ... ]

1

E la “Sinistra” continua ad abusare i classici della letteratura occidentale, è proprio una compulsione.

Compulsione a ritagliare e incollare brani da qualunque opera, per inserirli nella chiosa sì-global e nel particolare filo-mass-immigrazionista.
Avevo segnalato lo stupro ( l'uso distorto e strumentale ) di Ulisse e dell'Odissea perpetuato da un liceo nel Biellese [ 1 ] e adesso è il momento dell'eroe virgiliano Enea,  fattaccio segnalatomi dall'oplita Lorenzo nei commenti a questo blog [ 2 ].
Nel poema virgiliano Eneide [ 3 , 4 ] specularmente all'Odissea si narra il pellegrinaggio di Enea e dei troiani superstiti dalla Guerra di Troia attraverso il Mediterraneo.
Fino alla spiaggia italiana, dove approderà, sposerà la figlia del re Latino, vincerà nel sangue un avversario e fonderà la stirpe romana destinata a imperare su molti Popoli dell'antichità.
Ancora una volta devo specificare la mia non contrarietà alla sperimentazione letteraria finalizzata ad un'opera di fantasia foss'anche ucronica ( per dire una modalità ) ma quando tale opera viene giocata come elemento nell'ambito della Politica le idee acquistano un peso specifico differente.

Waiting Man




Il video della performance dal vivo, nel programma Rock aus dem Alabama, 1982


Waiting Man

testo di Adrian Belew, musiche dei King Crimson

I come back, come back
You see my return
My returning face is smiling
Smile of a waiting man
I, I'll be home soon, soon, soon
Soon cry on your shoulder
Your shoulder against my burning tears
Tears of a waiting man

One two three four
One two three
I wait every moment
I wait, wait for my chance
I wait for my friend to say
Hello, you waiting man
Feel no fret, feel no fret, feel no fret
You can wait and feel no fret
And so I wait, so I wait, so I wait, so I wait

I return, face is smiling
Be home, soon cry on your shoulder
Tears of a waiting man
Every moment wait for my chance
My friend say hello, feel no fret, feel no fret
You can wait and I wait and I wait
And home I am

fonte


1

Le ossessioni tendenti alla paranoia dell'Uomo post-moderno rappresentate nella fase minimalista e nevrotica dei King Crimson.

Il brano “Waiting Man” è stato pubblicato nell'album Beat ( 1982 ) [ 1 , 2 ] che è un concept album dedicato alla letteratura esperienziale on the road amerikana.
Ma questo pezzo riverbera le frenesie dell'uomo contemporaneo alla sua formulazione, con l'evidente influenza ritmica complessa ed incessante dei Talking Heads coi quali Belew aveva collaborato nell'album Remain in Light ( 1980 ).
Difficile rimanere indifferenti al ritmo trascinante, un buon caffè per il lunedì mattina.

Globaritarismo


Questo nostro dialogo socratico ... io convengo appieno con te, perché effettivamente oggi è in auge quello che io definisco la catechesi permanente del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto, il quale ha come proprio obiettivo l'ortopedizzazione coatta delle masse in senso liberal-libertario, globaritario. Io definisco “globaritarismo” il nuovo totalitarismo della globalizzazione liberal, che è ben più totalitario di tutti quelli precedenti, nei quali se non altro vi erano dissenzienti che poi venivano puniti. Qui invece siamo tutti carcerari che amano, potremmo dire, di essere in catene e pensano di essere liberi [ ... ].
Diego Fusaro


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Se la Globalizzazione è l'insieme dei fenomeni culturali, lavorativi, sociali ... che costituiscono la vita nel Mondo Nuovo, il “Globaritarismo” è la somma della Globalizzazione con gli apparati amministrativi che promuovono tali crismi e sorvegliano l'andamento dei lavori in corso con diversi strumenti di controllo delle masse.

Strumenti psicologici e, nel caso occorra, fisici fino alla brutale e ultima soluzione della guerra, il reset che fa guadagnare doppio all'Élite ( distruzione e ricostruzione ) e riavvia il BAU laddove s'era inceppato per il declino fisiologico di ogni fase capitalistica. Siamo, oggi, osservatori diretti del declino dell'Europa Occidentale.
Pertanto ritengo che il neologismo usato da Diego Fusaro nella conversazione “L'illusione di essere liberi” con Marcello Foa [ 1 ] sia solido nel concetto e corretto nell'espressione linguistica.

Brutto ?


Il maestro mette all'angolo bimbo di colore: "E' brutto". Il ministero chiede un rapporto

Presunto caso di razzismo in una scuola di Foligno. Il sindaco: "Stiamo verificando"

La Nazione on-line, 21 febbraio 2019, titolo letto alle 19:37


Il maestro mette all'angolo bimbo di colore: "E' brutto". Il ministero: sarà sospeso

L'insegnante si sarebbe giustificato sostenendo di avere messo in atto una sorta di esperimento sociale

La Nazione on-line, 21 febbraio 2019, titolo delle 22:40


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I due titoli sono stati usati sulla medesima pagina-web, e avvicendati nel giro di poche ore.

Dubito che l'ispezione e l'indagine interna abbiano avuto luogo in un così breve lasso di tempo, ma lo sbrigativo e affannato rifacimento dell'articolo on-line tradiscono la preoccupazione dell'essere tacciati di “razzismo” in ottemperanza alla beatificazione delle “risorse” che è un vero e proprio razzismo all'incontrario.
La prima versione – che purtroppo non ho snappato, ho solo copiato titolo e sotto-titolo in uno status che ho pubblicato su FB [ 1 ] – era più succinta e correttamente lasciava nel dubbio la motivazione dell'insegnante.
Si può discutere della metodologia pedagogica ( ed esprimerò un mio parere da bar nei paragrafi successivi di questo post ) ma anche nella seconda versione dell'articolo ( e, fin qui, quella definitiva ) [ 2 ] non si ravvedono prove certe che il provvedimento disciplinare adottato dall'insegnante sia stato di matrice discriminatoria su base etnica.
Successivamente, sono state aggiunte informazioni intelaiate nel senso di un reato compiuto ed è stato eseguito il massacro mediatico del maestro [ 3 ] giudicato con rito breve ( anzi brevissimo ) dai mass media e non attraverso il regolare procedimento interno scolastico, com'è consuetudine in questo disgraziato Paese da Tangentopoli in poi. La presunta razzistata è stata connessa all'“humus culturale velenoso” cioè alle politiche di Salvini sull'immigrazione di massa.
L'insegnante non di ruolo ha adottato la linea difensiva dell'“esperimento didattico”.

Ulisse, il più noto migrante ?




Articolo di giornale tratto da FB [ 1 ]


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L'ignoranza, è qui conclamata. Nella “Iliade”, Ulisse ( nome dato dai latini al personaggio greco Odisseo ) partecipa alla Guerra di Troia, nella “Odissea” si narra del suo ritorno a casa.
Nulla a che fare con la mass-migrazione dei giorni sciagurati nostri.

Giornalismo.
Scuola.

Ma c'è qualcosa di più.

C'è la prostituzione – consapevole o meno, il risultato non cambia – alla narrazione fiabesca, incantata, lisergica di un Mondo Nuovo di fantasia totalmente sconnesso dai cardini materiali ( sostanza e meccanismi ) definiti da quella forma totalitaria imperante ed invasiva che è la Globalizzazione ... una chiacchiera che si alimenta di ulteriori e incessanti chiacchiere, a copertura di crimini vecchi reiterati, e di quello maggiore ed attuale che è l'erosione del Futuro nostro.
Dove “nostro” non può essere “di tutto il mondo”, “di tutta l'Umanità”.

Il punto non è la disarticolazione e la dissezione di parti dell'opera classica al fine di generare un'opera nuova – lungi da me il sostenere l'ortodossia rappresentativa in questa sede – ma il traslato di Ulisse da uomo radicato che torna a casa propria a migrante che cerca la terra nuova per stabilirvisi, un falso politico che diventa impianto concettuale per l'ennesimo spot delle migrazioni di massa, strumento indispensabile allo smantellamento delle garanzie sociali nei Paesi occidentali ( tra cui il nostro ) all'interno del sistema totalitario in auge.

Gravissimo, che questo laboratorio di mistificazione prostituita sia attuato in un liceo, cioè un luogo pubblico in cui la Cultura dovrebbe essere sacrale, trasmessa correttamente ai ragazzi ed essere utile alla loro crescita.
Ragazzi vittime del contesto e della propria ingenua inesperienza, che collaborano all'assassinio del loro stesso futuro, con un sorriso fissato dall'obiettivo che è ovviamente stupido ( stupito, incantato ) sulle labbra non più innocenti.


L'inganno antirazzista




La copertina de “L'inganno antirazzista. Come il progressismo uccide identità e popoli”


[BO] Una difesa della razza ariana al Centro Costa di via Azzo Gardino?

Aggiornamento. Ci pareva davvero strano che il Centro Costa potesse ospitare un’iniziativa del genere! E pare che la nostra denuncia abbia sortito come effetto l’immediata cancellazione dell’evento. Riteniamo dunque che non sussistano più le ragioni di boicottare il Centro Costa, e ritiriamo conseguentemente l’appello diramato ieri.

Resta comunque grave, a nostro parere, la poca chiarezza e la scarsa attenzione che, anche negli ambienti di sinistra (vedi qui e qui), permette a iniziative del genere di mimetizzarsi e trovare margini di agibilità. Per segnalazioni: staffetta at riseup punto net. Nessuno spazio al razzismo, nessuno spazio alla disumanità! [ ... ].

Staffetta


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Nella serata di venerdì 8 febbraio era programmata la presentazione del saggio “L'inganno antirazzista” di Stelio Fergola, edito da Passaggio al Bosco ( 2018 ), al Centro Costa [ 1 ] di 051 ( la cosiddetta “Bologna” ) [ 2 ].
Era stata organizzata da LUCI – Libera Unione Culturale Italiana [ 3 ] e sarebbero intervenuti : l'autore e direttore della rivista Oltre la linea [ 4 ], l'assessore al Comune di Budrio Gualtiero Via ( scrittore ed educatore ) e l'onorevole Galeazzo Bignami ( Forza Italia ), moderati dal prof. Gaetano Sorbetti ( dell'associazione LUCI ).

L'evento è stato cancellato dagli amministratori del centro sociale, dopo le pressioni eseguite dagli anti-fascisti locali che, attraverso il loro sito [ 5 ] ed appoggiandosi alla piattaforma riseup.net [ 6 ], hanno minacciato il normale svolgimento dell'attività.
E' stata l'ennesima occasione persa per un confronto dialettico tra le parti, SE gli intimidatori avessero almeno letto il libro.
Non solo : successivamente, è stata messa all'indice anche l'associazione culturale Belzebò [ 7 ] “rea” di avere condiviso l'evento sulla propria bacheca faccialibresca.

Sanremo e foibe/2




Il brano “Soldi” eseguito a Sanremo 2019




Il video ufficiale del brano “Soldi”


Soldi

alessandro mahmoud, charlie charles, dardust, dario faini, paolo monachetti

In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore [ ma ] era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla TV danno Jackie Chan
Fuma narghilè mi chiede come va
Mi chiede come va, come, va come va
Sai già come va, come va, come va

Penso più veloce per capire
Se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire
Perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l'orgoglio lasci casa in un giorno
Tu dimmi se

Pensavi solo ai soldi soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti
Mi chiedevi come va, come, va, come va
Adesso come va, come va, come va

Ciò che devi dire non l'hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà
Mi chiede come va, come, va come va
Sai già come va, come va, come va

Penso più veloce per capire
Se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire
Perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l'orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi, soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Prima mi parlavi fino a tardi, tardi
Mi chiedevi come va, come va, come va
Adesso come va, come va, come va

Waladi waladi habibi ta'aleena
Mi dicevi giocando giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi sembrava vera
La voglia la voglia di tornare come prima

Io da te non ho voluto soldi
È difficile stare al mondo
Quando perdi l'orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Volevi solo soldi, soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua ora dove sei papà
Mi chiedi come va, come va, come va
Sai già come va, come va, come va

MTV Testi e canzoni


Sanremo 2019, Mahmood e le polemiche: 'Sono italiano al 100% faccio Marocco-pop'

"Non piaccio a Salvini? Musica è soggettiva. Eurovision? Forse"

Claudia Fascia, 12 febbraio 2019

[ ... ]

"Salvini? La musica è soggettiva e ognuno ascolta ciò che vuole. Io comunque sono nato a Milano e sono un ragazzo italiano al 100%" [ ... ].

ANSA.it

[ ... ]

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Il brano “Soldi” non è male, è bene costruito, ha ritmo, consta di una melodia vocale marcata dal timbro trans-etnico del cantante e di un testo abbastanza cattivo.
Il brano “Soldi” non è male, secondo me poteva anche starci la vittoria e comunque lo avrei piazzato tra i primi 4 – 5 pezzi, ma sappiamo tutti perché Mahmood ha vinto il Festival di Sanremo.
Non ho nulla da scrivere contro il ragazzo, che è frutto del meticciamento in carne tra un uomo egiziano e una donna sarda, è nato a Milano e di nome proprio fa Alessandro. E non sono contrario al meticciamento e, pregiudizialmente, alla trasformazione della società umana.
Oltretutto, il testo della canzone è un'accusa contro il padre, la sua falsità espressa e il tradimento della madre e poi della famiglia. Madre che, però, nel video ufficiale viene ritratta con il velo islamico [ 1 ].
Confrontando con la nota affermazione post-vittoria ripetuta dai mass media – “sono un ragazzo italiano al 100%” – non possiamo non notare l'incongruenza tra testo e immagini : l'Islam non fa parte della tradizione italiana, è stato impiantato per qualche tempo in Sicilia dopo la conquista araba, poi espiantato. Gli avversari musulmani compirono razzie in questo Paese, fino alla Seconda Guerra Mondiale [ 2 ]. Adesso ritornano con l'invasione in corso d'opera, ed è già a buon punto.
Ma tutto tiene, perché questo Paese ( che chiamo “0039” ) è deflagrato, precisamente imploso, poi farcito di ogni cosa e in quantità abbondante, e oramai c'è dentro tutto il mondo.
Il punto è, come sostiene sovente il crociato Lorenzo, che nella neolingua imposta “italiano” significa “come tutto il mondo”.
E il punto dolente, è che la trasformazione eseguita rapidamente in una ventina di anni non è stata ragionata né coscientemente desiderata in alcun modo dagli italiani, nemmeno è avvenuta spontaneamente : il processo in esecuzione, chiamato convenzionalmente Globalizzazione, è stato disegnato a tavolino dalla Élite apolide che controlla l'economia mondiale e i mezzi di comunicazione che hanno condizionato le masse.

Nell'ottica del Sistema, Alessandro Mahmoud è un testimonial perfetto del cambiamento in corso. Ha anche dichiarato un'apertura a 360° sull'orientamento sessuale [ 3 ]. In altre parole, e secondo una valutazione posta non sul piano personale ( che secondo me va rispettato, nella sua complessità ) ma allargando al sistema nel quale siamo irretiti, è approssimativamente conforme all'uomo di pongo degno di vivere il Mondo Nuovo.
Il problema non è Alessandro Mahmoud ( che è meticciamento vero, quello auspicabile ) ma la sua strumentalizzazione come testimonial contro le politiche immigratorie del Governo Conte ( e in tal senso il peggio l'hanno fatto i Negrita con un testo sfacciatamente a favore dell'immigrazione clandestina ) e a favore di una società non integrata ma spaccata in ghetti : la celeberrima società multi-etnica ( altro termine sovvertito nel significato dagli ingegneri neo-linguistici ).
Non potrebbe essere altrimenti, in presenza di un forte fenomeno immigratorio cui abbiamo assistito impotenti, peraltro coadiuvato per molti anni da uno Stato correo.
A questo, si aggiunga l'effetto dell'onda mediatica festivaliera che ha praticamente cancellato il Giorno del Ricordo [ 4 , 5 , 6 , 7 ... ] siccome il festival è stato programmato a ridosso della giornata di lutto e riflessione nazionale. Una coabitazione assai problematica, quella tra i due argomenti, e alla fine i media hanno scelto le canzoni.
E non per caso.
Trattasi di sostituzione della Storia nazionale con la Psico-storia vigente ai giorni nostri.
Augusto Baldi su il Giornale.it paragona questa intellighenzia al Ministero della Cultura hitleriano, e non ha tutti i torti [ 8 ].