Testata

La crisi




Grafica virale su Facebook




IL RAPPORTO DELLA POLITICA ODIERNA CON LE CLASSI SOCIALI, TRA RAPPRESENTANZA E RAPPRESENTAZIONE

di Riccardo Paccosi

Questo meme contro il Movimento 5 Stelle induce, senza volerlo, a riflessioni molto più serie della polemichetta spicciola e politicista - e di taglio socio-razzista - che vorrebbe veicolare.

Tanto per cominciare questo meme, senza volerlo, una cosa a favore del M5S la sottolinea: in quel partito maggiormente che in altri, chi proviene da una condizione lavorativa precaria e a basso reddito, ha qualche possibilità di fare carriera. Da questo portato biografico dei dirigenti, infatti, discende il maggior grado di connessione sentimentale del M5S con la working class del XXI secolo. In questi tempi strampalati, del resto, non dovrebbe stupire nessuno il fatto che, ad avere maggiore colleganza di classe, sia un partito i cui esponenti neppure sanno cosa voglia dire la parola "classe".
D'altro canto, in partiti come il PD o Liberi e Uguali - e parlo per conoscenza interna e diretta - la condizione e la cultura medio-alto-borghesi sono da tempo onnipervasive, totalizzanti e hanno eretto un muro, emotivo e cognitivo, tra quelle classi dirigenti e la maggioranza della società italiana. Suddetto muro cognitivo, difatti, è espresso da questo stesso meme anti-grillino laddove, per attaccare il Movimento 5 Stelle, non ci si rende neppure conto di stare esprimendo un respingente razzismo sociale nei confronti del lavoro precario.

Detto questo, il meme sottostante indica altresì aspetti più generali e questi ultimi sono decisamente meno lusinghieri per il M5S.
Intanto, viene indicata una correlazione inquietante fra dimensione pubblico-spettacolare e sfera politica. Come parimenti evidenziato dai percorsi biografico-televisivi di Renzi e Salvini da giovani, si sta materializzando il senso comune secondo cui il percorso che conduce alla carriera politica non consterebbe tanto dello studio delle discipline e delle pratiche sociali a questa connesse, quanto dell'aver appreso competenze inerenti soltanto alla comunicazione e alla spettacolarità. Quindi, chi ha partecipato a programmi d'intrattenimento televisivo, risulta in qualche modo "più competente" di chi ha svolto inchiesta sociale.
A fare da unico contraltare a questo paradigma della politica-spettacolo, al momento, è il culto di una tecnica iper-specialistica. Questo culto - principalmente sostenuto in Italia dal centrosinistra - nasconde, però, la prospettiva dell'uniformità ideologica: a profili come quelli di Casalino e soci, cioè, viene contrapposto oggi chi ha fatto il Master negli Stati Uniti, chi ha lavorato con Ocse o FMI e altri ambiti specificamente predisposti per la classe dirigente e per i suoi specifici interessi - che sono per l'appunto interessi specifici di classe. Il modello dei "tecnici"- che forse anche questo meme sottintende - consta insomma d'un trucco retorico che sottende l'idea d'un ceto dirigente integralmente e pedissequamente aderente all'ideologia liberista-globalista.
In tutto questo, grande assente risulta essere il percorso politico militante - fatto di studio e applicazione sociale - che era garantito agli esponenti di tutte le classi, che teneva conto della correlazione di non sovrapponibilità fra tecnica e visione del mondo e che, un tempo, era caratteristico dei partiti a iscrizione di massa.

Infine, l'immagine sottostante ci suggerisce un ulteriore e discutibile messaggio. Dal momento che l'ascensore sociale è nei paesi occidentali - secondo tutte le istituzioni di ricerca esistenti - completamente bloccato, l'immagine di lavoratori precari divenuti ministri reca con sé una discutibile concezione di lotteria sociale.
Infatti, nei sistemi capitalisti occidentali il cosiddetto "darwinismo sociale" risulta da tempo superato. Il successo e l'ascesa a una classe più elevata, sono obiettivi oggi all'insegna di una scarsità tale che, ormai, il paradigma darwinista secondo cui il più determinato e aggressivo ha possibilità di emergere, risulta insufficiente. Il nuovo paradigma post-meritocratico del neoliberismo, più puntualmente, punta dunque sull'evidenziare il fattore della fortuna, sullo spostare le aspettative verso l'imponderabilità del Caso; sull'idea del successo, insomma, paragonata a una vincita alla lotteria.
Dunque, il meme sottostante ci restituisce sì l'immagine di un M5S dove il precario può fare carriera ma, finché l'ascensore continua a risultare bloccato a tutti i livelli della società, restituisce al contempo l'apologia di un precariato che può solo aspirare al modello selettivo della lotteria.

Cosa possiamo trarre da tutto questo?
Il campo d'indagine che una riflessione come questa potrebbe aprire, consta della necessità di una politica che rifletta sui meccanismi di formazione che le sono propri, sulla continuità dei propri canali di comunicazione con la sfera sociale, sulla necessità di organizzazioni di massa che garantiscano tale continuità.
Questo affinché, nel rapporto fra politica e classe lavoratrice, si passi dall'attuale rappresentazione a un'autentica e compiuta rappresentanza.




1

Replico l'analisi di Riccardo Paccosi [ 1 , 2 ] che supera il livello dell'avanspettacolo per centrare il punto della crisi della politica, che è crisi di rappresentanza e quindi democratica.

Qualcuno direbbe “mutazione” dopata dagli strumenti mass-mediatici, una mutazione tossica, che nasconde ulteriormente i termini basilari delle questioni sul tavolo.
L'amico è chiaramente nostalgico di un certo modo di fare politica, ma io non vedo la possibilità del ritorno ai grandi partiti di massa, essendo la società “italiana” ed europea occidentale in genere framtumata in milioni di sfaccettature singole, oggi difficilmente riconducibili ad un afflato comune, massivo, e tale difficoltà è stata esponenzializzata dalla mass-immigrazione di plurime etnie affatto dissimili tra loro e da noi cosiddetti “autoctoni”, sempre più “frullati”.

Reggerà ?

Avrà vita lunga, l'attuale schema ?

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Design italiano




La scrivania Cavour di Carlo Mollino, 1949




La moto Aermacchi Chimera, 1957


Different by Design: 1957 Aermacchi Chimera

Sleek, chic and packaged in jazzy space age design, the Aermacchi Chimera was definitely different, but being different didn’t guarantee success.

By Greg William, March/April 2014

[ ... ]

Being different doesn’t guarantee success. Consider the Italian-made Aermacchi Chimera. Unlike many small-bore motorcycles of the 1950s, the Chimera was sleek, chic and packaged in a jazzy space age design.

Equipped with alloy body panels and monoshock rear suspension — none of which was truly new, but definitely unusual — the machine didn’t capture the imagination of the motoring public. That’s not to say the Chimera wasn’t a great little motorcycle. It was; it just didn’t sell. Built from 1956 to 1964, production was minimal, with only 119 of the 175cc models and 177 of the larger 250cc machines rolling out of Aermacchi’s Varese-based factory [ ... ].

Motorcycle Classics


1

Replico alcune immagini postate da Luca Oleastri aka Innovari [ 1 , 2 ] nella sua bacheca faccialibresca [ 3 ].
Opere di stile autoriale, oggi apprezzate dalla critica e dal mercato, ma, questo vale almeno per la moto, non abbastanza dai contemporanei negli anni del lancio.

La valutazione di mercato della scrivania Cavour disegnata da Carlo Mollino e riedita da Zanotta [ 4 ] è di 10-11K € [ 5 ].
La motocicletta Chimera di Aermacchi [ 6 ] si può acquistare sborsando tra 14K e 24K € [ 7 ].

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Una famiglia normale


Mamma, papà e figli: schiavi del web

Choc nel Salento, famiglia connessa giorno e notte. Segregati in casa per anni.

Nino Femiani

In Inghilterra l'hanno definito con un acronimo, IAD, ovvero Internet addiction disorder. Un vero disturbo tanto da avere aperto, da un quarto di secolo, dei centri contro l'intossicazione da internet. Ed è probabile che anche di questo avrà bisogno una giovane famiglia salentina: mamma di 43 anni, papà di 40, due figli di 15 e 9 anni. Sempre connessi al web, giorno e notte, senza staccare mai.

[ ... ] [ Il comportamento è stato ] scoperto a ottobre grazie alle insegnanti della bimba di nove anni. Osservandola svogliata, trascurata e in precarie condizioni di igiene e nutrizione, le docenti hanno allertato i servizi sociali. Gli assistenti hanno così scoperto una storia che ha dell'inverosimile: un'intera famiglia si è autosegregata mantenendo i contatti con l'esterno solo grazie a una spasmodica ciberdipendenza. Non solo. Il figlio 15enne, che aveva lasciato la scuola, avrebbe anche rischiato di cadere nella trappola della Blue Whale, il folle gioco della Balena blu che spinge gli adolescenti al suicidio grazie all'ubbidienza a cinquanta regole dell'orrore.

[ ... ] Gli assistenti sociali hanno accertato che la condizione autoinflitta andava avanti da oltre due anni e mezzo. I due genitori, il padre percepisce una piccola pensione di invalidità con cui la famiglia tira avanti, erano convinti che la finestra Internet bastasse a loro due e ai figli per stabilire relazioni a distanza, in assenza di una presenza fisica. Per tutto questo tempo, papà, mamma e figli si sono nutriti solo di merendine, biscotti e caramelle. E agli acquisti di questi generi alimentari provvedeva la più piccola della casa: una bambina di 9 anni, l'unica che aveva un obbligo “esterno”, dovendo frequentare la scuola.

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QN, domenica 20 gennaio 2019, pag. 10


1

Sembra una sceneggiatura buona per il serial Black Mirror [ 1 ] e diventerà la norma.

Reclusione domestica ( hikikomori ) oppure nomadismo metropolitano alla ricerca di hotspot con bivacco ( net cafè refugees ) [ 2 , 3 ] : la Grande Rete crescerà la propria presenza nelle vite dei precari, che saranno spinti verso la dimensione virtuale. E la quota dei precari è in aumento in tutto il Primo Mondo.

{ qui [ 4 , 5 ] altri dettagli sulla vicenda salentina, e qualche info sugli hikikomori : [ 6 , 7 , 8 , 9 ... ] }.

[ ... ]

2 + 2 = 22




Il video “Alternative Math”


– Danny is a free thinker.

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trad. : Danny è un libero pensatore.
il padre di Danny


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Sono abbastanza anziano da avere vissuto la fase storica in cui se si prendevano brutti voti a scuola, seguiva la ramanzina dei genitori.

Figuriamoci una nota.
E' noto che al giorno d'oggi le parti si sono invertite : se il cinno prende un cattivo voto, la colpa è sempre e solo dell'insegnante.
Per la nota ( ammonizione ) ricevuta dal pargolo i genitori arrivano anche a picchiare l'insegnante [ 1 ] che poi deve provvedere di tasca sua alla parte legale della vicenda [ 2 ].
Perciò, quando l'amico Raffaele ha proposto questo video non freschissimo sulla sua bacheca di FB [ 3 ] ho sorriso.
Descrive esattamente lo stato degenerativo della scuola trasformata in una azienda che sforna ignoranti, non solo negli SUA ( Stati Uniti d'America ) ma anche nella “Italia” in cui gli esperti del ministero della Istruzione consigliano l'accantonamento dell'insegnamento frontale a favore di una forma “più democratica”, l'apprendimento cooperativo in cui gli studenti “imparano dai compagni, non dagli insegnanti”.

Cesare Battisti ( il terrorista ) e il Paese Materiale




Immagine pubblicata sul sito del quotidiano Libero.


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Uh.

Pare che un'azione congiunta delle polizie di 3 Paesi ( Italia, Brasile, Bolivia ) abbia raggiunto l'obiettivo di arrestare Cesare Battisti, il terrorista di un gruppo armato di comunisti che negli anni '70 ferì ed accoppò un po' di persone. Il cambio di orientamento politico del Governo federale brasiliano, passato a Destra, sembra avere propiziato l'intesa con il Ministero italiano competente [ 1 ] [ 2 ]. Ma del presidente brasiliano uscente Michel Temer [ 3 ] era stata la firma sulla revoca dello status di residente permanente, e sul decreto di estradizione ( continuità di azione politica ).
Giubilo sui mass-media italiani per il “regalino” ( così ribadito dal figlio di Bolsonaro ) [ 4 ].
Scoppia un caso politico nella Bolivia di Evo Morales [ 5 ] ...

La notizia mi ha annoiato.

Anzi, vedere i festoni organizzati e gli ennesimi orwelliani due minuti d'odio [ 6 ] organizzati in questo caso dalla Destra, mi ha decisamente dato fastidio.
Per capire il motivo, è sufficiente che chiunque di noi scenda in strada, si guardi attorno e verifichi la situazione. 

Sul binario dell'ideologia


«Per noi non va fatta[,] ma la decisione la prendono i politici»

Ponti, il capo della commissione costi-benefici

L'intervista

di Marco Imarisio

Professor Marco Ponti, capo della commissione per l'analisi costi-benefici...
«Alt. Prima di tutto una doverosa precisazione sul grafico pubblicato ieri dal Corriere».

Cominciamo bene.
«Quei dati molto ottimistici sugli effetti economici della Torino-Lione sono il risultato delle analisi di valore aggiunto, che si chiama così perché per ogni euro pubblico speso calcola il moltiplicatore, ovvero quali imprese ci lavoreranno, appalti e subappalti, eccetera».

Dov'è il problema?
«Si tratta di un tipo di studi che ha sempre un valore positivo, ma non può mai essere usato a supporto di una decisione sulla fattibilità dell'opera».

La vostra analisi costi-benefici invece può?
«Noi misuriamo gli effetti positivi e negativi di quella spesa. L'analisi di valore aggiunto è molto amata dai decisori politici, che invece detestano analisi come le nostre».

Il vostro studio non è stato commissionato proprio da un «decisore politico» contrario alla Tav?
«Che c'entra. Chi c'era prima invece era favorevole. Dov'è il problema?».

Forse nel fatto che a cominciare da lei tutti i membri della commissione sono contrari alla Tav?
«Noi non abbiamo punti di vista. Noi abbiamo numeri. Altrimenti saremmo dei cialtroni. Conta la competenza, non la terzietà».

[ ... ]

Oggi cosa è cambiato?
«Ci sono meno soldi. Lei provi a pensare quanti migranti si possono salvare o quanti posti di lavoro si possono creare, con i denari della Tav».

[ ... ]

Corriere della Sera, 11 gennaio 2019, pag. 2


1

Trovate l'errore.

[ ... ]

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