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ISR→PSE/2 – L'annosa querelle sul Regno Unito di Israele




Cartina politica del Regno Unito di Israele, da Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0 [1].



Archivio

di Marco Poli


Uno dei cavalli di battaglia dei filo-palestinesi al limite dell'anti-semitismo comunemente inteso ( cioè quello che più correttamente dovrebbe essere definito ''anti-ebraismo''; e, forse, oltre il limite ) è la confutazione dell'esistenza storica del Grande Regno di Israele, detto anche Regno Unito di Israele [0].
Si tratta di un argomento storico intrigante, che merita un minimo approfondimento.

1

Secondo ciò che si trae dalle testimonianze nella Bibbia ebraica ( da cui è stato tratto l'Antico Testamento dei cristiani ), tale entità sarebbe esistita nei secoli XI e X a.C. [1] e governata dai re Saul [2], Davide [3], e Salomone [4].
Alla morte del Re Salomone ( 922 a.C. ) il figlio Roboamo [5], suo successore, si macchiò di comportamenti contestabili :


Il dissolvimento della nazione ebraica – iniziato sul finire del regno di Salomone – si mutò in rivoluzione dopo la morte del re. La rivoluzione fu provocata dall’atteggiamento tirannico e dispotico di Roboamo, uomo dissoluto e senza criteri pratici di governo. Fu talmente impudente che, mentre il popolo si lamentava per le tasse troppo gravi imposte dal padre, si lasciò uscir di bocca davanti all’assemblea del popolo: “Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò con i flagelli a punte”. – 1Re 12:14.
[6]


Dieci tribù si separarono, scelsero Geroboamo [7] come loro sovrano e fondarono il Regno di Israele. Solo le tribù di Giuda e di Beniamino confermarono il sostegno a Roboamo, che governò così il Regno di Giuda [8].

2

Alessandro Barbero, professore presso l'Università del Piemonte Orientale [9][10], è un brillante e noto storico e divulgatore multimediale della disciplina, cui dobbiamo riconoscere anche l'essere stato uno dei pochi intellettuali italiani di spicco che hanno sollevato critiche alla narrazione pandemica ed infami restrizioni derivate { [11][12] ... } e approcciato con pragmatismo contro-corrente la narrazione ufficiale propagandistica del conflitto ucraino diffusa in Italia e nell'Occidente esteso { [13][14] ... }.
Con la sua attività televisiva ha senz'altro reso accattivante la materia storica ad una platea più vasta.
Tuttavia, la semplificazione – strumento necessario nella comunicazione ad un pubblico per nulla oppure scarsamente erudito sull'argomento specifico – è una procedura che non di rado produce distorsioni nell'argomento trattato, sebbene usata a fin di Bene ovvero per l'acculturamento dei popolani.

Mi è sembrato il caso di un video dedicato al Regno Unito di Israele, pubblicato qualche anno fa, in cui lo storico asserisce l'inesistenza di testimonianze concrete dell'esistenza di tale entità politica e amministrativa [15]:


Non c'era niente, qualche focolare di nomadi [ ... ] gli archeologi israeliani sono andati avanti, e hanno dimostrato che il grande Regno di Israele, 1000 anni prima di Cristo, non è mai esistito : non c'era Gerusalemme, non c'era il tempio di Salomone, non c'era niente, solo dei nomadi che vagavano nella steppa.


Probabilmente, quando il B. parla degli ''archeologi israeliani'' fa riferimento al libro ''The Bible Unearthed'' di Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman [16].

2.1

La prima obiezione che viene alla mente, è la difficoltà nell'individuazione di segmenti delle costruzioni antiche, imputabile al fatto che quella terra è stata ed è tutt'ora una delle più conflittate nella Storia dell'Umanità. Con le conseguenti distruzioni, rimozioni, e affastellamenti di elementi costruttivi.
Ne sono testimonianza materiale i tell ( collina, cumulo ), di cui cito una definizione :


TELL

Il prolungato insediamento dell'uomo in un luogo genera, nel corso del tempo, l'accumularsi in strati sovrapposti delle successive rovine e ricostruzioni dell'abitato, la formazione di una collina artificiale la quale, in arabo, prende il nome di tell (che significa appunto collina, cumulo). Questo termine generico è stato adottato convenzionalmente per indicare quei cumuli che costituiscono le rovine di antiche città e che sono particolarmente diffusi in Egitto, Siria, Palestina, Mesopotamia, Anatolia [ ... ].

[17]


Sul territorio amministrato dallo Stato d'Israele ve ne sono diversi : Gezer [18], Hazor [19], Megiddo [20] ... Finkelstein non nega l'antica gestione ebraica di tali insediamenti né l'esistenza del regno ebraico ma ne pospone l'età dell'oro di tre secoli circa rispetto alla narrazione biblica, cioè al tempo dei due regni divisi e con riferimento particolare a quello meridionale di Giuda, la cui capitale era già la città di Gerusalemme.

Nell'XI e X secolo, la teoria riduzionista sostiene che il regno fosse limitato alla capitale storica e a pochi altri territori, praticamente una città-Stato.

2.2

Come previsto, la sortita dello storico piemontese ha ricevuto le attese e solide contestazioni degli studiosi della comunità ebraica { [21][22] ... }.
Gioal Canestrelli, archeologo e saggista [23], ha risposto a Barbero sul canale Evropantiqva [24] esponendo sia la contesa tra gli storici israeliani ''riduzionisti'' ( che tendono a minimizzare la potenza e il raggio del regno narrato nei testi sacri ) e quelli che difendono alla lettera il narrato sacro, che una corposa serie di rilievi storici ( le fonti )[25].

Consiglio la visione di entrambi i video e le letture elencate per un approfondimento dell'argomento.

=

Note

[0] : per un primo posizionamento dell'argomento, si veda il documento ''Schema Storia di Israele'', Istituto Comprensivo Statale "G. Leva", { PDF }, [ https://ictravedonamonate.edu.it/allegati/all/2351-schema-storia-classi-seconde.pdf ].
[1] : ''Il regno unito di Israele'', Biblistica, { PDF }, [ https://www.biblistica.it/wp-content/uploads/2016/10/20.-Il-regno-unito-di-Israele.pdf ];
vedi : ''File:Regno di Davide.svg'', RobertoReggi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, [ https://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Regno_di_Davide.svg?uselang=it ].
[2] : ''Sàul'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/saul ];
vedi : ''Saul'', La Parola, [ https://www.laparola.net/nomi/nomi.php?nome=Saul ].
[3] : ''Dàvid'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/david ];
vedi : ''davide'', La Parola, [ https://www.laparola.net/nomi/nomi.php?nome=davide ].
[4] : ''Salomóne'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/salomone/ ];
vedi : ''SALOMONE'', AA. VV., Enciclopedia Italiana, Treccani, 1936, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/salomone_%28Enciclopedia-Italiana%29/ ];
vedi : ''Salomone'', La Parola, [ https://www.laparola.net/nomi/nomi.php?nome=Salomone ].
[5] : ''Roboamo'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/roboamo/ ];
vedi : ''ROBOAMO'', Giuseppe Ricciotti, Enciclopedia Italiana, Treccani, 1936, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/roboamo_%28Enciclopedia-Italiana%29/ ];
vedi : ''Roboamo'', La Parola, [ https://www.laparola.net/nomi/nomi.php?nome=Roboamo ].
[6] : ''La storia di Israele – Il regno diviso'', Biblistica, [ https://www.biblistica.it/?page_id=2970 ].
[7] : ''Geroboamo'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/geroboamo ];
vedi : ''GEROBOAMO I'', Vincenzo Cavalla, Enciclopedia Italiana, Treccani, 1932, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/geroboamo-i_%28Enciclopedia-Italiana%29/ ];
vedi : ''Geroboamo'', La Parola, [ https://www.laparola.net/nomi/nomi.php?nome=Geroboamo ].
[8] : ''Giuda e Israele'', Homolaicus, [ https://www.homolaicus.com/storia/antica/gilgamesh/giuda_israele.htm ].
[9] : curriculum vitae, Alessandro Barbero, { PDF }, [ https://upobook.uniupo.it/personale/cv/45/0/Cv.BARBERO.Alessandro.Ita.pdf ].
[10] : Vassalli di Barbero, sito-web, [ https://www.vassallidibarbero.it/ ];
Alessandro Barbero BLOG, Facebook, [ https://www.facebook.com/alessandrobarberoblog ];
Tutto Barbero, Telegram, [ https://t.me/tuttobarbero ];
Alessandro Barbero - La Storia siamo Noi, YouTube, [ https://www.youtube.com/channel/UCOhGl4NRM_l9FWiANhWvdzQ/ ].
[11] : Appello dei docenti universitari: “No al green pass”, WordPress, [ https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/ ];
vedi : ''Sottoscrittori'', [ https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/s/ ].
[12] : ''Flores d’Arcais/Barbero: Green pass, discriminazione o libertà?'', MicroMega, 8 settembre 2021, [ https://www.micromega.net/green-pass-dialogo-barbero-flores-darcais/ ];
vedi : ''Green pass: discriminazione o libertà? Dialogo fra Alessandro Barbero e Paolo Flores d'Arcais'', MicroMega, YouTube, 9 settembre 2021, [ https://www.youtube.com/watch?v=7zM2U-f-WAc ].
[13] : ''La Guerra tra Russia e Ucraina - Alessandro Barbero (Video - 2022)'', Alessandro Barbero - La Storia siamo Noi, YouTube, 14 febbraio 2022, [ https://www.youtube.com/watch?v=VCXTT2Tg2PQ ].
[14] : ''NATO & UCRAINA - Alessandro Barbero (2023)'', Alessandro Barbero - La Storia siamo Noi, YouTube, 19 agosto 2023, [ https://www.youtube.com/watch?v=OXtrotorc6Y ].
[15] : ''Il Regno di Israele non è mai esistito? - Alessandro Barbero'', Alessandro Barbero - La Storia siamo Noi, YouTube, 14 maggio 2021, [ https://www.youtube.com/watch?v=MEUiCZKOoxI ].
[16] : titolo completo ''The Bible Unearthed: Archaeology's New Vision of Ancient Israel and the Origin of Its Sacred Texts'' ( trad. : ''La Bibbia disvelata: nuova visione dell'archeologia dell'antica Israele e dell'origine dei suoi testi sacri'' );
ed. italiana : ''Le tracce di Mosé. La Bibbia tra storia e mito'', Carocci, 2018.
[17] : ''TELL'', V. Bianco, Enciclopedia dell'Arte Antica, Treccani, 1966, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/tell_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Antica%29/ ];
vedi anche : ''tell'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/tell/ ].
[18] : ''Gezer'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/gezer/ ];
vedi : ''GEZER'', Giuseppe Ricciotti, Enciclopedia Italiana, Treccani, 1932, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/gezer_%28Enciclopedia-Italiana%29/ ].
[19] : ''Hazor'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/hazor/ ];
vedi : ''HAZOR'', Giovanni Garbini, Enciclopedia Italiana, III Appendice, Treccani, 1961, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/hazor_%28Enciclopedia-Italiana%29/ ].
[20] : ''Megiddo'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/megiddo/ ];
vedi : ''MEGIDDO'', Donato Baldi, Enciclopedia Italiana, Treccani, 1934, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/megiddo_%28Enciclopedia-Italiana%29/ ].
[21] : ''Il Regno di Israele è esistito: una risposta a Alessandro Barbero'', Bet Magazine Mosaico, 3 giugno 2021, [ https://www.mosaico-cem.it/cultura-e-societa/opinioni/il-regno-di-israele-e-esistito-una-risposta-a-alessandro-barbero/ ].
[22] : ''L’antica Israele e il passo falso dello storico Barbero'', Samuele Rocca, Moked, 16 giugno 2023, [ https://moked.it/blog/2021/06/16/lantica-israele-e-il-passo-falso-dello-storico-barbero/ ].
[23] : ''Curriculum'', Ad pugna parati, [ http://www.adpvgnamparati.eu/curricula/ ].
[24] : Evropantiqva, YouTube, [ https://www.youtube.com/@Evropantiqva ].
[25] : ''Cosa c'era in Israele nel X secolo a.C.? Analisi di alcune affermazioni del prof. Barbero'', Evropantiqva, YouTube, 28 giugno 2021, [ https://www.youtube.com/watch?v=sgkmYuN__-Y ].

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{ prima pubblicazione del post su VK, il 26 ottobre 2023 [26]; su FB : [27] }.

[ ... ]

C19/N – Docenti contro il Green Pass



Archivio

di Marco Poli


All'inizio di settembre, è stato reso pubblico un appello dei docenti e ricercatori universitari contro ''la natura discriminatoria del “green pass”'' [1].
Sostenuto da alcune centinaia di adesioni [2], ora arrivate a un migliaio [3].
La firma più nota e tra le più autorevoli contro un'evidente aggressione commessa ai danni di cittadini che non hanno infranto alcuna legge, è stata quella dello storico Alessandro Barbero [4], docente di Storia medievale presso l'Università del Piemonte Orientale, divulgatore, autore di numerosi testi, e curatore di programmi culturali televisivi.
Riproduco l'appello dalla fonte originale :


Dal primo settembre per frequentare le università italiane, sostenere gli esami e seguire le lezioni si deve essere in possesso del cosiddetto “green pass”. Tale requisito deve essere valido per docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e studenti e ciò estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico.
Molti tra noi hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia. Tutti noi, però, reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”) e con quanto stabilito dal Regolamento UE 953/2021, che chiarisce che “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate” per diversi motivi o “che hanno scelto di non essere vaccinate”.
Nello specifico della realtà universitaria, i docenti sottoscrittori di questo pubblico appello ritengono che si debba preservare la libertà di scelta di tutti e favorire l’inclusione paritaria, in ogni sua forma. Nella situazione attuale, o si subisce il green pass, oppure si viene esclusi dalla possibilità di frequentare le aule universitarie e, nel caso dei docenti, si è sospesi dall’insegnamento: tutto questo viola quei diritti di studio e formazione che sono garantiti dalla Costituzione e rappresenta un pericoloso precedente.
In sostanza, la “tessera verde” suddivide infatti la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione).
Quella del “green pass” è una misura straordinaria, peraltro dai contorni applicativi tutt’altro che chiari, che, come tale, comporta rischi evidenti, soprattutto se dovesse essere prorogata oltre il 31 dicembre, facendo affiorare alla mente altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere.
Auspichiamo che si avvii un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico tutto (incluse le sue fondamentali componenti amministrativa e studentesca), per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti, per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l'accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi (che sono, di fatto, discriminatori) a servizi universitari.
Chiediamo pertanto che venga abolita e rifiutata ogni forma di discriminazione.

[1]


2

Allego una discussione in video [5] tra il direttore di MicroMega Paolo Flores d'Arcais [6] e il prof. Barbero : il primo, più anziano quindi più fragile ed impaurito dal propagandato ''virus killer'', limitato ed ostinato sostenitore della linea bio-securitaria ... ripetutamente rimbeccato e battuto dal secondo, più giovane, coraggioso, mentalmente agile, provvisto di una visione più ampia del contenitore ''pandemia di Covid-19''.
All'interno del quale sono stati costruiti quelli delle varie ''emergenze nazionali'', di cui il Green Pass è un fondamentale strumento ricattatorio e privo di valenza sanitaria, come affermato onestamente da alcuni televirologi come Matteo Bassetti [7] e Andrea Crisanti [8], e confermato platealmente dalla surreale disposizione dell'obbligo di possesso del lasciapassare anche nelle situazioni di smart working ( telelavoro a distanza, da casa ) inserita nella bozza delle linee guida per i lavoratori del pubblico impiego da Renato Brunetta [9], Ministro per la Pubblica amministrazione in carica [10].

La situazione è tanto più insostenibile nel nostro Paese, il più costrittivo ed il primo e unico in Europa e nel mondo ( ad eccezione di Indonesia, Micronesia, Tagikistan e Turkmenistan, nei quali l'iniezione di preparati sperimentali ''anti-Covid'' è obbligatoria per tutti i cittadini ) a vincolare il costituzionale diritto al lavoro della maggioranza dei lavoratori ( sia del settore pubblico, che di quello privato ) al possesso di tale codice a barre quadrato [11].

Buona visione.

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Note

[1] : ''Appello dei docenti universitari: “No al green pass”'', [ https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/ ].
[2] : ''Sottoscrittori'', ibidem, [ https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/s/ ].
[3] : ''L’appello dei docenti universitari contro il Green Pass raggiunge le 1000 firme'', La Stampa, 28 settembre 2021, [ https://www.lastampa.it/cronaca/2021/09/28/news/l-appello-dei-docenti-universitari-contro-il-green-pass-raggiunge-le-1000-firme-1.40751322 ].
[4] : Alessandro Barbero, curriculum vitae, Unipo, { PDF }, [ https://upobook.uniupo.it/personale/cv/45/0/Cv.BARBERO.Alessandro.Ita.pdf ].
[5] : ''Flores d’Arcais/Barbero: Green pass, discriminazione o libertà?'', MicroMega, 8 settembre 2021, [ https://www.micromega.net/green-pass-dialogo-barbero-flores-darcais/ ];
su YouTube : [ https://www.youtube.com/watch?v=7zM2U-f-WAc ].
[6] : ''Flores d’Arcais, Paolo'', Enciclopedia on line, Treccani, [ https://www.treccani.it/enciclopedia/paolo-flores-d-arcais/ ].
[7] : ''La virostar confessa: «Il pass serve solo a farvi fare il vaccino»'', Francesco Borgonovo, La Verità, 18 agosto 2021, [ https://www.laverita.info/bassetti-pass-vaccino-2654698383.html ].
[8] : ''Green pass, Crisanti: "Non è una misura di sanità pubblica"'', Piazza Pulita, La7, 16 settembre 2021, [ https://www.la7.it/piazzapulita/video/green-pass-crisanti-non-e-una-misura-di-sanita-pubblica-17-09-2021-397462 ].
[9] : Renato Brunetta, curriculum vitae, { PDF }, [ https://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Organizzazione/OrganiIndirizzoPolitico/GovernoDraghi/Min_Brunetta/Brunetta_Renato_CV.pdf ].
[10] : ''Le nuove norme: niente smart working senza green pass'', Federico Garau, il Giornale, 6 ottobre 2021, [ https://www.ilgiornale.it/news/politica/nuove-norme-niente-smart-working-senza-green-pass-1980158.html ].
[11] : ''Green pass al lavoro, così l'Italia supera le prescrizioni degli altri Paesi europei: il quadro'', la Repubblica, 16 settembre 2021, [ https://www.repubblica.it/economia/2021/09/16/news/green_pass_al_lavoro_cosi_l_italia_supera_le_prescrizioni_degli_altri_paesi_europei_il_quadro-318042455/ ].

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{ prima pubblicazione del post su VK, il 10 ottobre 2021 [ 12 ]; su FB : [ 13 ] }.


[ ... ]

RE – 9 agosto 378 ...




Copertina dell'edizione economica Laterza.


[ ... ]

1

Contrariamente al saggio dell'affabile prof. Alessandro Barbero da me bruscamente recensito [1], in questo “9 agosto 378. Il giorno dei barbari” (Economica Laterza; prima edizione 2005) la sovrastruttura narrativa è assolutamente preponderante, mentre le note – nemmeno indicizzate nel testo principale con gli usuali numerini apicali tra parentesi quadrate – sono raccolte nell'appendice “Consigli di lettura”.
Il risultato di tale impostazione è un testo leggero e scorrevole, adatto ad un pubblico allargato, che, dopo alcuni capitoli introduttivi alla situazione geopolitica del rapporto tra Impero Romano e barbari, ed in particolare alla relazione particolare con i Goti nell'area danubiana, incede negli eventi della Guerra Romano-gotica del 376-382 d. C. [2] fino alla determinante Battaglia di Adrianopoli [3][4].
Una disfatta che, come viene spiegato nella tesi dello storico, non sarebbe stata solamente figlia di alcune scelte scellerate dei comandanti sul campo (che pure ci sono state), ma il risultato di una sequenza di azioni fallate dalla corruzione e dalla superbia personale dei principali attori romani, dal conte Lupicino all'imperatore d'Oriente Valente.
Il risultato finale è un evento che lascerà tracce pesanti nelle prassi romane, un giro-di-vite dell'ammaloramento di un'entità statale vasta, problematica da organizzare efficientemente, e già viziata dalla corruzione.

2

Dovendo scegliere un episodio da riportare in riassunto, credo che la mass-immigrazione disastrosa delle masse gotiche in fuga dalle brutali tribù nomadi centro-asiatiche sia cruciale.
Già da generazioni, nell'Impero venivano eseguite l'importazione e l'assimilazione di genti barbare per supplire alla necessità di braccia per il lavoro dei campi, talvolta alla ripopolazione di zone abbandonate a causa di epidemie e/o guerre, e alla leva di giovani soldati da istruire e inquadrare nell'esercito. Ma tale processo era organizzato e graduale, e portava benefici all'economia e alla struttura complessiva.
Nella seconda metà del IV secolo d. C., però, quando la pressione violenta esercitata dall'orda nomade unna si fa più forte sul popolo oramai semi-stanziale dei Goti – da generazioni in rapporti sempre più stretti con Roma, e una parte di loro è già stata cristianizzata al tempo degli eventi – le richieste d'ingresso nell'impero diventano numerose, e una moltitudine di migliaia di profughi si accampa sulla sponda opposta del Danubio.
Essendo l'imperatore lontano migliaia di chilometri – ad Antiochia, impegnato a preparare l'ennesima guerra contro i persiani sassanidi, vera ossessione degli augusti orientali – gli amministratori locali rimangono senza ordini precisi per svariate settimane, e non agiscono, nonostante la massa di persone sull'altra riva cresca di giorno in giorno e chieda di entrare.
Quando giunge finalmente l'ordine di accogliere i profughi e di provvedere al loro ricollocamento all'interno e secondo le necessità produttive, i generali romani, e in primo piano il famigerato conte Lupicino ch'era il comandante di zona, si dilettano nell'arte della depredazione e della mazzetta: saltano gli usuali controlli, dietro un pagamento in oro od altri beni i barbari entrano in gran numero e riescono persino a portare con sé le proprie armi anziché lasciarle ai soldati romani di confine (come di prassi), quindi vengono ammucchiati in “campi profughi” ante litteram nei quali, tuttavia, le condizioni igieniche sono pessime e le razioni di cibo scarse (i comandanti lucrano persino sulla sbobba data ai barbari).
Questo andazzo prosegue per settimane, cosicchè i comandanti romani possano lucrare fino all'ultimo soldo sulla pelle degli immigrati, che talvolta devono persino cedere i propri figli come schiavi per ottenere qualche pasto, e, in generale, sono assai esasperati dal trattamento ricevuto.
Da qui, inizia a maturare un sentimento fortemente avverso, che dopo altri errori organizzativi di ordine pratico sfocerà in una rivolta estesa a tutta la regione, cui si uniranno per afflato etnico alcuni goti precedentemente inseriti nella società romana, e schiavi d'altra origine etnica.
Dopo alcune battaglie disastrose, il confronto cruciale sarà quello combattuto nei pressi di Adrianopoli con i più esperti e validi soldati romani d'Oriente, che sarà ingaggiato dall'imperatore senza aspettare i rinforzi guidati dal nipote e imperatore d'Occidente Graziano: per merito dell'astuzia del capo gotico Fritigerno e della cavalleria costituita da alcune tribù unne ed alane giunte a supporto, sarà decretata la disfatta dell'esercito romano.

Dopo Adrianopoli, il rapporto di forza tra Roma ed i barbari si sposterà a vantaggio netto dei secondi, che saranno introdotti nella società romana senza più l'opportuna gradualità dei secoli precedenti, e, nell'esercito, addirittura meglio pagati – sebbene mercenari – dei soldati regolari. L'alba della mercenarizzazione delle truppe italiche che, purtroppo, sarà una piaga costante per parecchi secoli.

RE – Barbari ...




Copertina dell'edizione GEDI del 2021.


1

“Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano” – primo paragrafo dell'introduzione : [1] – è un testo stopposo, faticoso, tremulo e definitivamente frustrante.
L'autore, il noto prof. Alessandro Barbero, è un personaggio simpatico e capace di intelaiare conferenze e video trattando in modo semplificato qualsiasi argomento storico – vedi, ad esempio : [2][3] ... – ma in questo saggio del 2006 ha fallito ( in modo che definirei irritante ) la fase dell'approfondimento pur avendo a disposizione, nell'edizione che ho acquistato in edicola, ben 331 pagine. Nonostante il lodevole proposito enunciato nelle righe introduttive, abbiamo una lista della spesa di notizie sintetiche accuratamente referenziate – diamogliene atto, le note sono l'unica parte del libro che a mio parere ottiene la sufficienza – estenuanti l'attenzione del lettore, che meccanicamente rimarcano n volte gli stessi concetti basilari oppure vengono etichettate con giudizi trancianti come “improbabile”, “esagerata” e simili, ma senza spiegare esaustivamente il motivo di tali opinioni ( oppure dilungandosi con pignoleria degna di una nota a piè pagina piuttosto che di una menzione nel testo principale ) né riportare brani dai testi originali con traduzione a lato, a beneficio di una immersione nel periodo ( giusto brevissimi virgolettati intercalati nel testo ). La sensazione di nausea, dinanzi tale pedanteria frammentaria e discorsivamente degna di un atto notarile più volte rimaneggiato, si fa marcata già a partire dai primi capitoli.
Il saggio manca completamente di cartine geopolitiche, schemi delle battaglie più importanti, mappe dei siti archeologici, schede dedicate alla cultura delle popolazioni barbariche citate ( usi, costumi, religione ... ), timeline comparative, brani originali ed altro : apparati fondamentali nel definire gli spazi, le azioni, e le caratteristiche etniche di popolazioni che per secoli interagirono con l'Impero Romano, talvolta ne entrarono a far parte oppure stipularono accordi, talvolta si romanizzarono completamente ed altre rigettarono l'integrazione per tornare al confronto frontale, infine esiziale per l'immensa struttura statale. In altre parole, il confine fisico ed amministrativo tra la romanità e l'alterità ad essa venne definito e ridefinito molteplici volte, a discrezione degli uomini agenti un Potere inizialmente a favore dei nostri avi, e dopo quasi quattro secoli ribaltato dagli altri.
Sarebbe stato enormemente più proficuo l'esaminare in modo approfondito uno o due casi emblematici per ogni capitolo, elencando gli altri in una tabella al termine di ogni sezione.
V'era, insomma, cospicuo materiale utile a ordire una narrazione storiograficamente ferrata ED avvincente anche per il lettore non professionista del settore, utile a comprendere i rapporti tra Romani e barbari, nonché il delicato passaggio tra l'Antichità classica e il Medioevo ... ma la missione è stata malamente fallita dall'autore. E non credo che un testo siffatto possa essere utile in qualche modo agli storiografi professionisti, i quali molto probabilmente hanno già visionato le opere citate prima di dare una scorsa al saggio recensito. Detto questo, non si comprende l'utilità di tale progetto, se non quella di fare cassa grazie alla popolarità acquisita dall'autore in altri media.