Testata

Coronavirus ?




La curva demografica europea nella Storia


La Peste Nera: Qual è la Cosa Peggiore che ci può Capitare con il Coronavirus?

[ ... ] esiste un accordo generale sul fatto che la grande peste del 14 ° secolo (correttamente definita "Peste Nera") abbia spazzato via circa il 40% della popolazione europea, alcuni dicono di più. Se questo non è il caso peggiore, quale sennò? Una nuova epidemia potrebbe causare qualcosa di simile?

In linea di principio, se una cosa è successa nel passato, potrebbe succedere di nuovo. Ma, naturalmente, può succedere solo se si verificano condizioni simili. Se esaminiamo in dettaglio il caso delle pandemie europee, vediamo che non hanno mai colpito in momenti casuali, hanno colpito popolazioni già in difficoltà. Virus e batteri sono creature opportunistiche che tendono ad espandersi quando trovano un bersaglio debole. Nel caso della peste nera del XIV secolo, colpì l'Europa dopo il fallimento del tentativo di espandersi ad est con le crociate. L'Europa si era trovata sovrappopolata, nel mezzo di una crisi sociale e culturale, e senza via d'uscita. Il risultato fu una serie di carestie, guerre interne e turbolenze sociali e politiche che aprirono la porta alla pestilenza. Qualcosa di simile è accaduto con la seconda esplosione principale della peste del 17 ° secolo. È arrivata dopo la guerra dei 30 anni che aveva distrutto il tessuto stesso della società europea, creando povertà, carestie e lo sfollamento di intere popolazioni.

La regola secondo cui le pandemie arrivano con le carestie vale anche per l'ultima (finora) grande pandemia mondiale: l'influenza spagnola del 1918-1920. Era associata alle carestie generate dalla prima guerra mondiale. A differenza del caso della Morte Nera, tuttavia, la spagnola è arrivata in un contesto di espansione economica e crescita della popolazione. Certo, è stato un disastro: potrebbe aver ucciso circa l'1-2% della popolazione mondiale dell'epoca (ovvero 20-50 milioni di vittime su una popolazione di circa 2 miliardi). Ma è a malapena visibile nelle curve di crescita della popolazione del 20 ° secolo. Altre moderne epidemie, AIDS, Ebola, SARS, ecc., si stanno espendendo solo in paesi dove ci sono carenze alimentari, di assistenza sanitaria, e di altro tipo. In occidente o non esistono oppure, come l'AIDS, sono in netta remissione (di nuovo, finora).

[ ... ].

Effetto Cassandra


1

Ne parlavo con un amico medico qualche tempo fa : le grandi epidemie ( pandemie ) fanno stragi quando sommate ad altri fattori che hanno pesantemente inficiato la salute delle comunità umane.

{ sorprendente caso della Vita : proprio mentre componevo questo post, ho sentito bussare alla vetrina dell'Ufficio – il bar cinese che ho battezzato come mia sosta quotidiana – e ... chi ti vedo là fuori ? Davide, “ovviamente” ... che non vedevo da un bel pezzo ! }.
Il post di Ugo Bardi su Effetto Cassandra [ 1 ] aiuta a riportare un po' di razionalità sull'argomento, mentre la psicosi apocalittica ammorba qualche disgraziato tra noi.

Ed il buio se ne andrà


Ed il buio se ne andrà
di Kalidia

L'incertezza mi sta avvolgendo
Quale strada prenderò?
E se la luce non tornerà
Di me cosa sarà?

Seguo i tuoi passi e cerco la luce
Questa notte finirà

Supera i limiti e lasciati andare
Il Sole ritornerà
Ricordati chi sei nel tuo profondo
E l'ombra svanirà
Oltre tutto il loro mondo
Oltre il giudizio e la follia
Se qualcosa è di nuovo impuro
Ed il buio se ne andrà

E se la luce non tornerà
Cercherò una via d'uscita
Da questa vita già vissuta
Il mio perno nell'oscurità

Seguo i tuoi passi e cerco la luce
Questa notte finirà

Supera i limiti e lasciati andare
Il Sole ritornerà
Ricordati chi sei nel tuo profondo
E l'ombra svanirà
Oltre tutto il loro mondo
Oltre il giudizio e la follia
Se qualcosa è di nuovo impuro
Ed il buio se ne andrà

Supera i limiti e lasciati andare
Il Sole ritornerà
Ricordati chi sei nel tuo profondo
E l'ombra svanirà
Oltre tutto il loro mondo
Oltre il giudizio e la follia
Se qualcosa è di nuovo impuro
Ed il buio se ne andrà

fonte




Il video in studio


1

Pezzone di metallo melodico dei Kalidia [ 1 , 2 ] che dimostra la fattibilità del genere in lingua italiana.

E sinceramente lo preferisco alla versione originale in lingua inglese : “Shadow will be gone” [ 3 ] dall'album “Lies' Device” ( 2014 ) [ 4 ].
Bel testo e linea melodica perfetta per la voce potente della sacerdotessa dark Nicoletta Rosellini [ 5 ].

C'è una luce che non si spegne mai


There is a light that never goes out

Take me out tonight
Where there's music and there's people
And they're young and alive

Driving in your car
I never, never want to go home
Because I haven't got one
Anymore

Take me out tonight
Because I want to see people
And I want to see life

Driving in your car
Oh please, don't drop me home
Because it's not my home, it's their home
And I'm welcome no more

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die

And if a ten tonne truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure, the privilege is mine

Take me out tonight
Take me anywhere
I don't care, I don't care, I don't care

And in the darkened underpass
I thought, 'Oh God, my chance has come at last!'
But then a strange fear gripped me
And I just couldn't ask

Take me out tonight
Oh take me anywhere
I don't care, I don't care, I don't care

Driving in your car
I never, never want to go home
Because I haven't got one
Oh, I haven't got one

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die

And if a ten tonne truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure, the privilege is mine

Oh, there is a light and it never goes out
There is a light and it never goes out
There is a light and it never goes out
There is a light and it never goes out
There is a light and it never goes out
There is a light and it never goes out
There is a light and it never goes out
There is a light and it never goes out...

---

trad. corretta

C'è una luce che non si spegne mai

Portami fuori stasera
dove c'è musica e c'è gente
e sono giovani e vivi

In giro con la tua macchina
non voglio ritornare a casa mai e poi mai
perché non ne ho più una
oramai

Portami fuori stasera
perché voglio vedere gente
e voglio vedere la vita

In giro con la tua macchina
oh ti prego, non mollarmi a casa
perché non è più la mia casa, è la loro
e io non sono più il benvenuto

E se un autobus a due piani
si schiantasse contro di noi
morire al tuo fianco
è un modo di morire paradisiaco

E se un camion di dieci tonnellate
ci uccidesse entrambi
morire al tuo fianco
beh, il piacere, il privilegio è mio

Portami fuori stasera
portami ovunque
non m'importa, non m'importa, non m'importa

E nel sottopassaggio buio
pensai: 'Oh Dio, alla fine è arrivata la mia occasione!'
Ma poi una strana paura mi ha preso
e proprio non sono riuscito ad aprire bocca

Portami fuori stasera
oh, portami da qualsiasi parte
non m'importa, non m'importa, non m'importa

In giro con la tua macchina
non voglio tornare a casa mai e poi mai
perché non ne ho più una
oh, non ne ho più una

E se un autobus a due piani
si schiantasse contro di noi
morire al tuo fianco
è un modo di morire paradisiaco

E se un camion di dieci tonnellate
ci uccidesse entrambi
morire al tuo fianco
beh, il piacere, il privilegio è mio

Oh, c'è una luce che non si spegne mai
c'è una luce che non si spegne mai
c'è una luce che non si spegne mai
c'è una luce che non si spegne mai
c'è una luce che non si spegne mai
c'è una luce che non si spegne mai
c'è una luce che non si spegne mai
c'è una luce che non si spegne mai...

fonte




Versione studio ( rimasterizzata )




Versione live ( 2007 )


1

Giusto l'altro ieri perculavo bonariamente il personale di un bar, rinfacciando che quando gli amici mi facevano le cassette degli Smiths [ 1 , 2 , 3 ... ] loro non erano ancóra stati concepiti.

{ cose che possono capitare quando si è già vissuta una cinquantina di anni in questa dimensione }.
“There is a light that never goes out” [ 4 ] è una delle canzoni più belle che io abbia ascoltato, a distanza di circa 35 anni.
Incluso nella pietra miliare “The Queen Is Dead” ( 1986 ) [ 5 , 6 ... ] e pubblicato come singolo ( 1992 ) anni dopo lo scioglimento della band, è un pezzo romantico che condensa l'adolescenza irrequieta dei bravi ragazzi un po' imbranati che eravamo. Il tirare tardi è un viaggio alla scoperta del mistero della Vita.
Mi sembrava già irresistibilmente malinconico ed attraente allora, figuriamoci adesso.

Sovietosfera




Copertina




Copertina


1

Per “sovietosfera” s'intende quell'ambiente umano fatto di norme sociali e costruzioni concrete stabilite dai bolscevichi [ 1 ] in seguito alla Rivoluzione d'Ottobre ( 1917 ) [ 2 ].

E' chiaro che 73+ anni = 3 generazioni abbondanti di continuità amministrativa ed etica, che ha improntato 15 nazioni euro-asiatiche nella medesima struttura imposta con l'autorità totalitaria, non possono essere spazzati via facilmente né in breve tempo dalle anime e dal vasto territorio fisico che fu scenario della vicenda.

Qual è lo stato della sovietosfera ai nostri giorni ?

Apprendo dal blog di Federica [ 3 ] che l'antropologa norvegese Erika Fatland [ 4 , 5 ] ha dedicato anni della sua vita nel viaggio e nello studio di quest'area particolare.
Il risultato di questo impegno è stato fissato in due libri : “Sovietistan” ( 2014 ) [ 6 ] e “La frontiera” ( 2019 ) [ 7 ] entrambi editi da Marsilio e poi recensiti dalla diarista.

{ sto scrivendo qualche appunto del mio viaggio a Tashkent del 2008 – 9, che allegherò a questo post }.

[ ... ]

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Scarpette da ballo nelle nevi di Siberia




Copertina



Preludio

Si racconta che nell'agosto del 1939 il sole al tramonto sembrava trasformare il mar Baltico in un mare di sangue e che, prese da un terrore premonitore, le vecchie scrutassero il cielo fiammeggiante. Oggi è difficile separare ciò che appartiene alla verità da ciò che appartiene all'immaginazione, ma non ha molta importanza, la tradizione popolare seleziona e arricchisce il ricordo dei fatti e dei fenomeni, stabilendo correlazioni significative. L'Europa si trovava alla vigilia della guerra e, retrospettivamente, la gente interpretò questo spettacolo naturale come un oracolo che annunciava la guerra che avrebbe fatto più morti di tutta la Storia.

[ ... ].

pag. 13


1 – Premessa

“Rosso”.
Il rosso – colore simbolico del sangue – è parte di svariati racconti baltici sul disastro dell'ennesima ma catastrofica sottomissione al vicino di casa russo, come quello riportato nel preludio del libro.

Ad esempio, a Vilnius i locali vi diranno che la terra di un parco pubblico al termine del corso principale Gedemino prospekt, poco distante dalla sede locale del KGB ( divenuta un night club negli anni immediatamente successivi al 1991, ed è possibile che fosse gestito proprio da uno degli ufficiali della polizia segreta ... già in epoca sovietica, il confine tra dovere di Stato e business era talvolta labile ), è rossiccia perché là sotto vennero sepolti dozzine di esseri umani ammazzati durante le epurazioni del regime comunista.


Sandra Kalniete
Scarpette da ballo nelle nevi di Siberia

Mia madre aveva tre desideri: tornare in Lettonia, rivedere i suoi fratelli, avere un appartamento per la nostra famiglia.
Tutti e tre i desideri sono stati esauditi.
Però, ancora oggi, la mamma ha spesso degli incubi.
E' notte, bussano alla porta. Uomini sconosciuti entrano, le danno l'ordine di prepararsi.
L'orrore della deportazione ricomincia e mia madre disperata si dice: “L'ultima volta non era che un sogno, questa volta è la realtà”.
Quando si sveglia, contempla a lungo il vuoto della notte, il tempo di calmarsi e di capire che è a casa. In Lettonia.

quarta di copertina


2 – Descrizione generale

Questo testo è una memoria di prima e seconda mano della deportazione di due famiglie lettoni nei campi di concentramento sovietici, nel quadro della repressione dei popoli baltici perpetuata attraverso la cinica disumanizzazione dei cosiddetti nemici del Popolo eseguita dall'apparato di Josif Stalin – “il più sublime e umano degli uomini” – nel nome della “più giusta delle idee” mai praticata.
Gli stessi vagoni che la propaganda democratica ci ha mostrato in foto e video fino alla nausea, i campi di concentramento con le stesse grandi baracche in cui i deportati vivevano in promiscuità, lo stesso termine usato per descrivere i campi ( lager ), gli stessi corpi scheletrici che hanno patito la stessa fame fino alla morte per sfinimento. Solo il tragitto era notevolmente più lungo, e già lo stesso viaggio selezionava i disgraziati costretti all'asfissia, al fetore dei propri escrementi, alla sete e a bere, saltuariamente, l'acqua di fosso con la quale non di rado si ammalavano.
Ma, in questo caso, i crimini vennero firmati col timbro recante la Falce e Martello comunista, anziché la Svastica nazista.

E lo sterminio era dato dalle condizioni spaventose in cui i deportati erano costretti, non c'era bisogno di camere a gas : i primi a cedere erano i bambini, i malati, i vecchi.
Ma per la storiografia della Sinistra “italiana” questa repressione non esisteva affatto – era una calunnia mossa dagli avversari politici – oppure era una “deportazione buona” e necessaria alla costruzione di un mondo migliore : un ossimoro che nonostante lo slancio epico di milioni di socialisti sovietici e il conseguimento di alcuni risultati politici, scientifici e tecnologici notevoli, si è esaurito all'inizio degli Anni Novanta.
Più forti e duraturi dell'egualizzazione forzata, sono stati i legami di sangue come quelli descritti nell'epopea familiare raccontata dall'erede di tale memoria gravosa.
La psicologia dei singoli esseri umani e delle famiglie compromessa dall'immane urto rivoluzionario ha conferito una caratterizzazione netta e riconoscibile nel carattere chiuso e cauto ( talvolta scontroso ) al primo contatto, della gente di quella lontana terra baltica raccolta attorno il Golfo di Rīga. E l'amore indissoluto per la propria civiltà, rende preziosa ed amabile quell'area che scoprii quasi per caso spostandomi per l'Europa in pullman, una decina d'anni fa.

Compagno mitra




Copertina



LA BELLA E LA BESTIA

Jolanda aveva 16 anni nel 1943, quando accettò - o fu costretta - di aggregarsi a uno dei reparti tedeschi che scendevano in Italia.
Accettò o fu costretta per via della lingua tedesca che studiava al liceo di Capodistria: la Wehrmacht aveva bisogno di interpreti.
L'accusa di essere spia era un'accusa semplice, terribile e inesorabile che in quei venti mesi colpì nel lutto migliaia di famiglie.
Era un'accusa che i partigiani rivolgevano prima di tutto agli interpreti, poi alle ostetriche condotte, alle sartine e lavandaie di caserma, eccetera.
Se ne salvarono poche.
Jolanda fu lasciata libera di tornarsene a casa quando il suo reparto raggiunse i confini con il Lazio. Da qui cominciò il suo calvario.
Per giorni peregrinò, lontano dai paesi, per strade e sentieri. Poi la pioggia, la fame il freddo la costrinsero a bussare alle case.
Macilenta, sporca, coi pidocchi, i suoi abiti puzzavano e nessuno le apriva.
Poi a Lugnola, paesino a confine con l'Umbria, una famiglia ne ebbe compassione e l'accolse. Ben presto si dimostrò la buona ragazza che era, disponibile ad aiutare, a far legna, a lavare i piatti e ne fu ricompensata con il rispetto e la gratitudine della gente semplice.
Ma la presenza di questa sconosciuta giunse ai partigiani che subito pensarono a una spia.
Il comandante dei partigiani, Egisto Bartolucci (1902-1978) [ ... ] senza esitare ordinò al boia del distaccamento di andare a prelevarla, di condurla in luogo isolato e sopprimerla.
Jolanda era a tavola in lieta armonia quando entrò il Male: irruppero due partigiani col mitra spianato.
La prelevarono e si allontanarono dal paese dirigendosi verso la collina.
Al limitar d'una radura si fermarono.
Era il luogo dell'esecuzione.
Jolanda piangeva, supplicava i due di lasciarla andare.
Fu violentata. Poi il boia le disse che poteva andarsene perché era libera.
Incredula mosse, incerta, qualche passo e voltandosi, si allontanò.
Fu richiamata a gran voce: era il boia che le gridava di afferrare il regalo che le stava lanciando.
Jolanda si fermò, si voltò e allungò le braccia per prendere quella cosa che finì ai suoi piedi esplodendo.
Era una bomba a mano che le squarciò il ventre.
Urlava di dolore, trattenendosi le viscere scoperte, mentre il boia divertito le si avvicinava.
La fece tacere con due colpi di pistola alla testa (atti istruttori).
Questo boia si chiamava Francesco Marasco, nome di battaglia "Pizzo", partigiano comunista della formazione Gramsci di Terni. Dopo la liberazione era alloggiato come tuttofare nella sede della federazione provinciale del Pci, nel palazzo Mazzancolli. Fu arrestato e rimesso in libertà. Nuovamente arrestato fu inquisito per questo omicidio, dal quale fu prosciolto per amnistia, essendo prevalso il carattere politico del suo crimine.
Chi dice che le amnistie servivano ai fascisti?






1

Una settimana fa è stato celebrato e mediaticamente trascurato – “casualmente” a ridosso del Festival di Sanremo [ 1 ] e della peggiore edizione degli ultimi anni, forse di sempre, usata come sfacciata propaganda del Globalesimo [ 2 ] – il Giorno del Ricordo [ 3 ] con lo scopo di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Ma quegli italiani sono stati solo una parte degli offesi ed assassinati per mano partigiana.
Lo scrittore e saggista storico Gianfranco Stella [ 4 ] si definisce brevemente sulla sua pagina faccialibresca [ 5 ] con “2 LAUREE - 9 LIBRI - 6 PROCESSI [ ... ]” e ha descritto in alcuni libri le atrocità compiute dagli “eroici partigiani” “italiani” – che qualcuno ebbe ed ancora ha l'incoscienza di chiamare “Padri della Patria” – tra cui la storia che riproduco sopra.
L'ultimo suo libro è Compagno mitra ed è acquistabile al prezzo di 25€ + spese di spedizione [ 6 ].

Grecopiteco






Reperti del Graecopithecus


L'antenato europeo di uomo e scimpanzé

Il parente più antico che condividiamo con questi primati viveva forse in Europa orientale e non nella savana africana, come finora ipotizzato. Nel nostro continente potrebbe essersi consumata un'importante separazione nell'albero genealogico degli ominini.

Gli odierni scimpanzé sono i nostri parenti più prossimi tra le grandi scimmie. Da tempo si discute su dove vivesse il più antico antenato comune tra noi e questi primati: l'ipotesi prevalente vuole che la separazione della linea evolutiva sia avvenuta in Africa orientale, nell'area della comparsa dei primi uomini, tra i 7 e i 5 milioni di anni fa. Due studi pubblicati su PLOS ONE sembrano però disegnare uno scenario diverso.

Via da qui. Fino a 12 milioni di anni fa il continente europeo era il paradiso delle scimmie: quasi ovunque si registrava un clima subtropicale che garantiva ai primati frutta in abbondanza. Ma attorno a 10 milioni di anni fa le condizioni climatiche mutarono e i primati gradualmente abbandonarono quest'area, rimanendo confinati in Africa, dove si differenziarono in gorilla, scimpanzé e umani. Questo era quanto si dava finora per assodato, o quasi.

L'unico rimasto. Tuttavia nel 2012 Nicolai Spassov, paleoantropologo del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia, in Bulgaria, riportò la scoperta di quello che potrebbe essere stato il più giovane fossile di scimmia europea mai rinvenuto: un dente di Graecopithecus, un primate che viveva in est Europa 7 milioni di anni fa, quando già le grandi scimmie avevano abbandonato il continente.

Un aspetto familiare. Ora Spassov e alcuni colleghi delle università di Tubinga (Germania) e Toronto (Canada) hanno studiato la struttura interna di questo premolare superiore rinvenuto in Bulgaria e dell'unico altro fossile di Graecopithecus, un osso di mascella inferiore venuto alla luce in Grecia nel 1944. Hanno così scoperto che le radici dei premolari di questo animale erano fuse, convergenti come quelle dell'uomo moderno e di diversi ominidi (tra gli altri, l'Australopithecus e l'Ardipithecus).

[ ... ]

Focus.it


1

Premesso che parlare di “Africa” ( e di “Europa” ) cioè di appartenenza africana ( e di appartenenza europea ) a proposito dei nostri supposti lontani progenitori costituisce una forzatura retorica macchiata dalla condizione di falso : gli ominidi non avevano nemmeno cognizione dei limiti della terra che abitavano ( figuriamoci se mai avrebbero potuto forgiare un lemma fonetico consapevole e descrittivo il perimetro circoscritto dagli oceani ), il termine è di origine latina – afrus [ 1 ] – o forse punica [ 2 ] ed ha assunto lo specifico significato geografico, sociale e culturale nel corso dei secoli nel tempo storico recente.

Viceversa : la retorica dell'Uomo Africano viene usata oggi per confutare e negare la legittimità di qualsiasi confine statale, al fine di lubrificare ideologicamente le mass-migrazioni che soddisfano l'interesse della classe dominante.

Bellezza italiana






Maty Fall Diba ( a destra nella seconda foto )


Fashion

Vogue Italia di febbraio: le due copertine

Di Vogue Italia
6 febbraio 2020


Vittoria Ceretti e Maty Fall sono le protagoniste delle due copertine di febbraio che vi mostriamo in anteprima.

[ ... ]

Sotto, la copertina di Paolo Roversi, con lo styling di Ibrahim Kamara, che ritrae Maty Fall, modella di origine senegalese che lo scorso maggio, a 18 anni, è diventata cittadina italiana. Lo scorso settembre è stata scelta da Pierpaolo Piccioli per chiudere la sfilata primavera estate 2020. In gennaio ha sfilato anche per la couture della maison.

[ ... ].

Vogue Italia


1

Premessa : le parole “italiano”, “italiana” hanno perso il proprio significato alla fine della cosiddetta Guerra civile italiana ( 1943-5 ) [ 1 ] che fu persa dagli italiani.


2

Appena terminato il Festival della Società Liquida detto anche “Festival di Sanremo”, ecco che il Sistema continua il martellamento plagiatore delle minuscole coscienze e dei minuscoli intelletti degli italici, ribadendo l'ennesima imposizione neo-linguistica.
L'edizione italiana della rivista mensile Vogue pubblica in copertina la bella modella Maty Fall di origine senegalese con cittadinanza italiana, e titola con facile provocazione : “Italian beauty”.
Bellissima ragazza di nessuna ascendenza italica e che vive nella “Italia” da soli 9 anni [ 2 ] e pertanto non può nemmeno lontanamente essere definita di madrelingua italiana, ma ha studiato quanlche anno nelle scuole del Paese, e, al compimento del diciottesimo anno di vita, ha fatto richiesta ed ha ottenuto d'ufficio la cittadinanza italiana : non avendo altri dati sulla ragazza, non capisco però in base a quale norma ella abbia potuto usufruire di questa facoltà [ 3 ].

Ma dico : è disdicevole definire questa ragazza “afro-italiana” ? E' un'espressione “razzista” ?

Ricordo bene che i prefissi etnici e razziali erano utilizzati come norma descrittiva gli abitanti degli Stati Uniti d'America e di altri Paesi multi-etnici ( Regno Unito, Francia ... ) al fine di dichiararne rispettosamente le ascendenze, e quindi avevamo : afro-americano, italo-americano, sino-americano ... eccetera. Fino a pochi anni fa era una prassi editoriale ed un modo di dire comune.
Da qualche tempo, tuttavia, il Sistema mass-mediatico globalista – e non solo la branca italica – ha deciso di dare un giro di vite nel senso della totale indistinzione delle persone : i prefissi sono così caduti, sbianchettando la specifica e complessa identità dei diversi soggetti con una censura tra le più radicali.

Maty Fall Diba è “italiana”. Punto.
Mario Balotelli è “italiano”. Punto.
{ eccetera }.

E così facendo, l'aggettivo “italiano” – che, come detto in apertura di questo post, abbisognerebbe di un dibattito ricostitutivo il senso del termine – diventa descrittivo di ogni cosa, siccome ogni entità ( persona, animale, cosa ... ) può essere definita “italiana”. E così anche “belga”, “francese”, “inglese”, “tedesco”, “svedese” ... qualsiasi aggettivo perde o sta perdendo il proprio significato di pari passo con le mass-immigrazioni che sopraggiungono ad un certo stadio presuntamente evolutivo di una comunità umana : precisamente nel momento in cui la pedagogia de-generativa del regime produce un edonismo individualista che sfocia nella sterile indistinzione confusa con l'uguaglianza dei diritti civili [ 4 ].
I Paesi stessi si svuotano di significato e nella tragica dimensione liquida nella quale viviamo diventano nient'altro che mere aree topografiche disegnate sulla cartina e dal nome sbianchettato, meri contenitori degli eventi determinati dal Sistema ed agiti da una umanità cerebralmente manipolata e in perenne transumanza, che vive un perenne Presente senza Passato, e dal Futuro deciso e già scritto dalla Élite apolide.
Non mi sembra che la modella in questione abbia espresso contrarietà alla pubblica amputazione della propria identità : la fluidità è – oggi – cosa normale, e radicata come condizione di default nelle minuscole coscienze che vivono alla giornata.
Anzi, fa pure ( radical ) chic.
Spero in un suo riscatto personale.


Liquida fiera




Snappata della pagina faccialibresca de la Repubblica



Settant'anni di storia della musica rock e pop, coincidono con settant'anni di palcoscenici solcati dal travestitismo e dall'ambiguità di genere.
Ma per il fanatismo ideologico di Repubblica, basta qualche elemento effeminato nel 2020, per far precipitare nell'oblio della memoria David Bowie, Freddie Mercury e compagnia e gridare che questo giovanotto avrebbe, con la performance di ieri, "distrutto secoli di machismo e maschilismo tossico".
Il fanatismo ideologico dei mezzi di informazione, combinato all'oblio di ogni memoria storica, è espressione di una società sempre più isterica, sempre più potenzialmente aggressiva, sempre più guidata da pulsioni irrazionali.



---

{ prima pubblicazione del post su Facebook, 5 febbraio 2020 [ 1 ] }.


1

Massì.

E' stata consumata la messinscena sì-global della Fiera della Società Liquida detta anche Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2020 [ 2 ] ed è giusto trattare questa spazzatura malamente riciclata – ovviamente applaudita dalla “critica” prezzolata e dalla Gazzetta della Globalizzazione detta la Repubblica [ 3 ] – con l'ironia dell'amico Riccardo Paccosi [ 4 , 5 ].
Quello ritratto è un personaggio musicalmente inconsistente, un “cantante” pressocché sprovvisto di tecnica vocale che rifà visualmente il verso a David Bowie e a personaggi storici per contundere la sensibilità residua di un pubblico oramai totalmente ebetizzato dalla incessante propaganda del regime, un prodotto di marketing costruito per essere una delle icone applaudite del Mondo Nuovo.
L'ennesimo gadget discutibile di una edizione imbottita di tutte le tematiche del Globalesimo.
L'obiettivo del baraccone non era certo quello di proporre musica : non ho ascoltato tutte le canzoni – ho giusto spizzicato qua e là – ma questa mi è sembrata nettamente inferiore a quella del 2019 [ 6 ] sia nella conduzione che nei brani musicali.

Da cosa nasce cosa




Tong Crane Ship – opera di Eric Geusz e fonte d'ispirazione




Shuttle – opera di Eric Geusz e fonte d'ispirazione


1

Non sono stato l'unico bambino che giocava con gli oggetti comuni immaginando fossero astronavi, mentre li muoveva nell'aria in eroiche missioni di esplorazione e combattimento.

Eric Geusz è un ingegnere del software che mentre scrivo lavora alla Apple [ 1 ] ed è un grande appassionato di fantascienza con la genuina immaginazione di un bambino.
Disegna macchine fantascientifiche partendo da banali oggetti della vita quotidiana di ciascuno di noi e lavora anche come illustratore ( copertine di romanzi ... eccetera ). Il suo nome è circolato nella rete estesa nel 2018 [ 2 , 3 , 4 , 5 , 6 ... ].

Una lista di siti e pagine-web :



#
base
sito/pagina
1
FB
Eric Geusz
2
LinkedIn
Eric Geusz
3
ArtStation
space gooose
4
DeviantArt
entroz
5
Instagram
spacegooose
6
YouTube
egeusz


Innovari/1




Winter – copyright © 2019 by Rotwang Studio




Senza titolo – copyright © 2019 by Rotwang Studio


Luca Oleastri

Nato a Bologna, ha lavorato nel campo degli effetti speciali per il cinema, è stato giornalista ed editore curando l'edizione italiana delle riviste di cinema horror Fangoria e Gorezone. Attualmente svolge a tempo pieno l'attività di illustratore e copertinista fantascientifico e fantastico. La sua clientela è quasi esclusivamente statunitense e le sue opere sono utilizzate e pubblicate nell'ambito della letteratura fantascientifica e dei giochi da tavolo.

Cose da altri mondi


1

Da qualche tempo l'amico Luca [ 1 ] si firma con l'anagrafico, ma mi piace ricordare il nickname Innovari [ 2 ] che usava anni fa.

Posto un riepilogo dei siti-web dedicati alle varie attività del poliedrico esperto di fantascienza, genere che è di nicchia in Paesi arretrati come la “Italia” e altri del Secondo – Terzo Mondo.
E inizio la pubblicazione di una selezione di opere che mi sono piaciute. La novità è il sodalizio con l'artista grafica Paola Giari [ 3 ] :




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ABOUT

Rotwang Studio is Luca Oleastri and Paola Giari, digital artists who works on book covers, illustrations and concept design, and as a board game illustrators.

Rotwang Studio


Edizioni Scudo/Gennaio 2020




Le novità pubblicate nel mese di gennaio



Nuove storie marziane
di Fabio Calabrese
collana Long Stories SF


[ ... ]

Calabrese torna su Marte, perché in fin dei conti non se ne era mai andato. Non c’è un pianeta che rappresenti così bene la passione per la scienza, per l’astronomia e alla fin fine per la fantascienza, come il nostro caro pianeta rosso. Soprattutto per quegli autori che, come lui, sono stati testimoni di tutta l’avventura dell’esplorazione spaziale fino ad oggi.
Avrà modo di spiegarlo esaurientemente lui stesso, prima con una serie di affascianti racconti, ambientati su Marte o che in qualche modo lo riguardano e, in coda, con alcuni interessanti articoli sul tema che rendono questa raccolta molto appetitosa per i tanti fan di quest’autore. Non vi resta che accendere l’abatjour e mettervi a leggere, aspettando che Deimos e Fobos facciano la loro comparsa sull’orizzonte rosato.

Fabio Calabrese, nato a Trieste il 12.11.1952, laureato in filosofia, insegnante di scuola superiore, coniugato, due figlie. È attivo nel fandom fin dai primi anni ‘70. Nel 1976 ha dato vita insieme a Giuseppe Lippi (attuale direttore di “Urania”) alla fanzine del fantastico Il re in giallo. Nel 1978 ha partecipato all’antologia Universo e dintorni pubblicata da Garzanti e curata da Inisero Cremaschi.
Nel 1979 ha pubblicato all’estero due articoli sulla fantascienza italiana, sulla prestigiosa “Foundation” (Gran Bretagna) e sulla polacca Fantaztyka.
Negli anni ‘80 ha collaborato con le maggiori case editrici specializzate nel settore fantascientifico, soprattutto con la Fanucci di Roma.
Negli anni ‘90, ottiene alcuni piazzamenti a concorsi letterari di prestigio: 2° classificato al premio Courmayeur Fiction nel 1997, 3° classificato al premio San Marino nel 1999. Sempre in questo periodo, inizia a collaborare con “Gli eredi di Isildur”, sezione triestina della Società Tolkieniana Italiana, con i quali realizza il dizionario tolkieniano pubblicato da Rusconi nel 1999, e poi da Bompiani nel 2003.
Dal 1998 inizia a collaborare assiduamente con la Perseo Libri (poi diventata Elara Libri) di Bologna, sulle cui riviste “Futuro Europa” e “Nova SF” ha pubblicato sia saggistica sia narrativa. Sempre nel 1998, è pubblicato per la prima volta su “Urania” con il racconto Starlight.
Nel 2000 dà vita assieme a Roberto Furlani alla webzine fantascientifica “Continuum”.
Tra 2004 e 2005 pubblica 5 articoli su “Urania”. Nel 2005 esce per la Perseo Libri l’antologia Occhi d’argento. Nel 2006 si classifica al 1° posto al premio Silmaril della Società Tolkieniana Italiana con il racconto L’arma di Dio.
Nel 2007 pubblica in rivista (“Futuro Europa” n. 48) il romanzo Uomini e Sauri. Nel 2008 pubblica per la Dagon Press l’antologia Nel tempio di Bokrug ed altri racconti lovecraftiani, ed è di nuovo presente su “Urania” con il racconto Relazione di storia.
Dal 2008 diventa un collaborare fisso delle Edizioni Scudo pubblicando molti racconti in Short Stories. Per edizioni Scudo ha pubblicato anche le antologie “Il risveglio della spada”, “Dentro e fuori di noi”, “Incubi e prodigi”, nonché il romanzo “La spada di Dunnland”.




testo
Fabio Calabrese
copertina e illustrazioni interne
Luca Oleastri
formato
15,24 x 22,86 cm
stampa
copertina a colori, contenuto interno in bianco e nero
pagine
162
rilegatura
copertina morbida con rilegatura termica
data di pubblicazione
22 gennaio 2020
edizione
prima edizione
editore
Edizioni Scudo
sito editore
www.innovari.wix.com/edizioniscudo
link diretto per l'acquisto del libro stampato
www.lulu.com/shop/product-24404170.html
link diretto per l'acquisto in ebook formato Kindle
www.amazon.it/dp/B083RCMHL5


1

E' con vero piacere che inauguro la vetrina mensile dei lavori curati dall'associazione culturale Scudo.

Piccola realtà indipendente che da parecchi anni promuove bravi autori italici di fantascienza attraverso l'attività redazionale delle Edizioni Scudo : una iniziativa editoriale di Giorgio Sangiorgi ( scrittore, saggista ed illustratore ) e Luca Oleastri ( illustratore professionista ed esperto in fantascienza ), nata per la promozione della letteratura di genere scritta soprattutto da autori di nazionalità italiana.

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Buongiorno


Aggredita di mattina in pieno centro: «Mi ha presa a pugni, ora ho paura»

Via Begatto, la vittima è una studentessa di 22 anni: ha riportato ferite alla testa, ma non sono gravi. L'uomo voleva rubarle lo zainetto. «Ma io non ho lasciato la presa e ho iniziato a urlare».

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Eleonora, che è successo?

«Erano circa le 11:30, stavo rientrando nell'appartamento che condivido con alcuni inquilini – risponde lei, dolorante, con un cerotto sulla fronte e sangue su naso e sopracciglio – [ ... ] Lui mi ha detto, con un forte accento straniero: “Quello zaino è mio”, indicando lo zainetto che portavo su una spalla [ ... ]. Probabilmente mi sono trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato, però questo non deve più succedere. Servono controlli e tutele»

Federica Orlandi

QN – Il Resto del Carlino Bologna, 28 gennaio 2020, pag. 17


1

Puntuale.

Una ''meravigliosa'' ''risorsa'' ha così deciso di dare il benvenuto al secondo quinquennio di LVI Bonaccione, nella città [ 1 ] e nella regione [ 2 ] che da svariati anni sono al vertice della classifica italica della criminalità. Ma non si deve dire ... ''sono tutte balle'' rispondono i beoti piddini che eleggerebbero anche un cavallo ( cit. Raffaele ) purché ''anti-fascista''.
Lo spurgo è probabilmente un seriale di questo tipo di crimine : nell'articolo si legge che si è allontanato tranquillamente dal luogo dell'aggressione, camminando e non correndo, parlando addirittura con una donna che gli aveva chiesto spiegazioni. Ed è sparito.
E' la calma di chi l'ha fatta franca tante volte, e sa che la farà franca ancora tante volte.
Come talvolta lascio a commento di questi casi, e rimarcando la gravità dell'episodio nonché l'auspicio ch'esso venga punito celermente ( speranza che statisticamente è però assai esigua ) spero, nella disgrazia, che la sventurata sia una ''sardina'' ''no border'' di quelle che vanno in piazza con i cartelli ''Welcome to the refugees'', ''Abbasso i confini'', contro le forze dell'ordine, e simili.
E non lo scrivo per sadismo né per meschina “rivalsa” né per altro tipo di piacere personale “di pancia” : giusto per la coerenza tonda del rapporto causa-effetto.


Chi è Elly Schlein


Soros, gender e femminismo. Chi è Elly Schlein, il volto della “nuova sinistra”

Di Elena Sempione
28 Gennaio 2020


Roma, 28 gen – È stata la più votata di tutta l’Emilia Romagna, con ben 22mila preferenze. Un vero plebiscito. Stiamo parlando di Elly Schlein, il volto della new left che ha abbandonato le fabbriche per sistemarsi comodamente in un loft nel centro storico. La Schlein, in effetti, ha tutto di questa sinistra urbana, liberal e post-operaia. Giovane, ecologista, femminista, immigrazionista, la Schlein ha tutte le carte in regola per rappresentare quel segmento di sinistra sempre più globalista e sempre meno nazional-popolare. Erede di Clinton, non certo di Gramsci.

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Il Primato Nazionale


1

Annoto una politicante sulla rampa di lancio, di cui credo sentiremo parlare presto e molto.

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Appunti post-elettorali



E-R ?

Ha vinto il traffico lucroso dei clandestini detti ''profughi che scappano dalla fame e dalla guerra'', hanno vinto i terribili abusi amministrativi del Sistema Bibbiano, ha vinto la ri-programmazione della lingua italiana volta a cancellare le identità fin dalla radice del pensiero, ha vinto la ''spontanea'' menzogna organizzata delle ''sardine'' che hanno incassato l'endorsement e forse anche i soldi sporchi di Soros ... e tanto altro.

L'E-R si dimostra ancora vittima dell'intorpidimento post prandium, il risultato dell'opposizione al blocco di Potere piddino è stato buono ma non sufficiente.

Buona Bolla psichica a tutt*.


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{ 2 }

Si discetterà per giorni della sconfitta della leghista Lucia Borgonzoni in E-R e delle cause che l'hanno generata, io annoto qualche mio appunto personale :

1 – che al PD freghi nulla del ceto popolare è cosa conclamata, ma altrettanto si può dire della Lega : durante la campagna elettorale non ho ascoltato né letto 1 sola parola concreta volta ai meno abbienti e ai loro problemi, ovvero tale argomento non è stato un topic della comunicazione politica;
finché la Lega non svilupperà una sinistra interna, cioè finché non costruirà una vera dialettica e una struttura democratica interne, non vincerà attivamente nelle regioni pervicacemente rosa fucsia ma delegherà le speranze di affermazione al protrarsi e al peggiorare della crisi socio-economica in atto.

2 – la sconfitta in E-R ha dimostrato che la ''fase muscolare'' della retorica salvinista è giunta al capolinea : azioni come il supporto ultrà all'assassinio del generale Qasem Soleimani compiuto dagli USA e la gag da commedia italiana anni '70 della citofonata al Pilastro gli hanno sì restituito il primo piano mediatico, ma hanno anche spaventato l'elettorato mite, che ha reagito andando alle urne e votando il PD → vedi dati dell'affluenza, e dati dei partiti; se davvero Capitan Calippo vuole comandare in questo Paese, non otterrà l'egemonia attraverso la reiterazione seriale degli atteggiamenti detti, che è il massimo che può fare dopo che ha abbandonato il Governo : sono atteggiamenti di facciata e divisivi, e persino una quota sostanziosa dell'elettorato di destra vuole dei fatti e non solo chiacchiere, fatti che non sono realizzabili all'opposizione.




1

Ri-posto dalla mia bacheca faccialibresca [ 1 ].

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L'avvocato dei migranti


Arrestato l'avvocato dei migranti

Trucchi sui permessi di soggiorno. I pm: «Documenti falsi per soldi».
Fabio Loscerbo è finito ai domiciliari con un suo collaboratore: 800 casi. A casa del legale la polizia ha sequestrato quasi 200mila euro in contanti.

di Federica Orlandi


Serve un permesso di soggiorno? Nessun problema, basta venire a Bologna. E pazienza se l'immigrato in questione non ha un domicilio in città né forse ci sia mai stato prima dell'appuntamento in Questura per le pratiche: una soluzione si trova, se ci si rivolge all'avvocato giusto.
Sono accuse pesanti, quelle rivolte dal pubblico ministero Rossella Poggioli, all'avvocato Fabio Loscerbo, bolognese di 39 anni, ora ai domiciliari. Identica misura è stata eseguita nei confronti di un suo collaboratore, Farouk Zoghlami, tunisino di 56 anni, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Roberta Dioguardi.

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«Fingi che sia il poliziotto: non devi dirmi la verità»
In studio le “prove generali” in preparazione alle domande dell'Immigrazione. Ma alcuni ammettono: non abbiamo mai abitato a Bologna.

Come il gioco che si faceva da bambini, «facciamo finta che». Solo che secondo l'accusa della Procura, a «fare finta» di essere un poliziotto dell'Ufficio immigrazione era l'avvocato Fabio Loscerbo, ora agli arresti domiciliari, che per fare ottenere ai propri clienti, immigrati, il permesso di soggiorno, li “preparava” recitando insieme finti interrogatori, concordando le risposte che avrebbero poi dovuto dare agli agenti della Questura.

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Corse con una lista civica alle amministrative di Malalbergo nel 2019
Fu candidato sindaco, ora tutti i partiti lo scaricano.
L'attacco di Salvini: «Schifo, campione della sinistra». Bonaccini: «Non lo conosco, faceva convegni con la Lega».

Era candidato sindaco alle Amministrative 2019 a Malalbergo, l'avvocato Fabio Loscerbo, a capo della lista civica multietnica e di centro sinistra “La nuova Malalbergo”. Ora, in vista delle Regionali, sui social condivideva una propria foto con la scritta “Io sto con Bonaccini”.

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QN – Il Resto del Carlino Bologna, 21 gennaio 2020, pagg. 2 – 3


1

Raccontarla non è utile ?

La sporca filiera della mass-immigrazione di clandestini viene saltuariamente svelata da inchieste giornalistiche ed iniziative giudiziarie come quella sopra raccontata.
Ma mentre in Calabria i cittadini l'hanno fatta pagare alla “Sinistra” [ 1 ] in E-R la maggioranza continua ad applaudire l'accoglienza senza limite ed i suoi fautori.

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Il buon padre di famiglia sessista


Cesano. Un consigliere usa l’espressione ‘buon padre di famiglia’, Spadafora: “frase sessista”

3 Gennaio 2020

Melissa Ceccon

E’ quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale di Cesano Maderno del 30 dicembre. Il consigliere Luca Bonfanti (Lega) si è espresso asserendo che un comune dovrebbe essere amministrato con la diligenza del “buon padre di famiglia”: espressione che ha fatto accapponare la pelle alla collega del Pd Sara Spadafora che l’ha definita una frase “obsoleta e sessista”. Polemica che, in queste ore, è stata ripresa anche dal consigliere regionale Andrea Monti (Lega) che commenta: “Un avvocato del Pd, che siede nei banchi del Consiglio Comunale, ha accusato di sessismo il nostro Luca Bonfanti. Surfando con disinvoltura sull’onda dell’ignoranza, visto che il concetto è normato nel diritto e anche nel nostro Codice Civile, qui si è ormai perso il senso della ragione e del ridicolo”.

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MBNews


Buon padre di famiglia: significato

25 Luglio 2018

Agire e comportarsi come un buon padre di famiglia: cosa significa? In cosa consiste la diligenza del buon padre di famiglia nell’ambito delle obbligazioni del diritto civile: l’obbligo di adempiere alla prestazione in buona fede e in modo corretto.

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La Legge per Tutti


1

L'annotazione di questa “perla” capitata nella località brianzola di Cesano Maderno [ 1 ] non poteva mancare su questo diario, a testimonianza dello smantellamento dell'entità che era considerata la base della società italica – la famiglia – attraverso la cancellazione dei ruoli interni e principalmente la castrazione della figura maschile, al fine di realizzare una distopica uguaglianza di tutt* con tutt*.

{ a tal proposito, consiglio la lettura del testo di Riccardo Paccosi [ 2 , 3 ] su indistinzione e uguaglianza : [ 4 ] }.
Il compito del buon padre di famiglia è inscritto chiaramente nel Codice Civile italico, esplicitato in svariati articoli : [ 5 ].
E non ho dubbi sul fatto che i solerti esecutori del Globalesimo ( nella aree LeU e PD, LGBTQ+, neo-femministe ... ) che attraverso la ri-programmazione della lingua italiana stanno variando i paradigmi della società umana verso il reset di tutte le identità, eserciteranno pressioni per cambiare il testo di tali norme.
Nell'articolo sulla faccenda brianzola ( che non è solo brianzola ma fondamentale ) si rammenta che lo Stato francese ha già provveduto alla sostituzione di “padre di famiglia” con una espressione che significa tutt* quindi significa nulla : persona ragionevole [ 6 ].

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Google ci spia/2 : TPER connection




La strutturazione accurata di un percorso tra due punti, da eseguire con i mezzi pubblici; l'orario gravato di un ritardo è sbarrato, e l'ora prevista è segnata con l'inchiostro rosso.




E' possibile sviluppare i tragitti del bus e visualizzare tutte le fermate.


Se l'autobus è in ritardo lo dice Google Maps

L'accordo tra la Regione e il motore di ricerca permette di controllare in tempo reale il trasporto pubblico. Donini: «Primi in Europa»
di Paolo Rosato


«Un accordo storico, unico per ora a livello europeo, tra una Regione, l'Emilia-Romagna, e un player mondiale come Google per rendere immediata e semplice l'informazione sugli orari effettivi di treni e autobus di tutta la Regione. Si comincia da Bologna. Il servizio è già attivo». Sono già partiti gli aggiornamenti in tempo reale di treni e bus regionali su Google Maps e Raffaele Donini, vicepresidente della Regione, spiega la rivoluzione sui nostri telefonini.

Vicepresidente, cosa cambia per un cittadino che si muove in città e sul territorio con il trasporto pubblico?

«Nel concreto: lei attraverso il suo smartphone è costantemente geolocalizzato. Se intende raggiungere con l'autobus o con il treno una destinazione in città o in provincia basta che ne digiti su Google Maps l'indirizzo e potrà trovare immediatamente il mezzo pubblico più utile e sapere in tempo reale se è in orario o con quanti minuti di ritardo sta viaggiando. Se il mezzo pubblico è in ritardo il numero comparirà in rosso, se in anticipo in verde [ ... ].»

Perché Google Maps?

«È il primo player al mondo per infomobilità e dalle nostre rilevazioni quasi tutti i cittadini lo utilizzano quotidianamente. Per avviare un progetto così innovativo abbiamo puntato in alto e ci siamo riusciti, offrendo anche le nostre capacità tecniche per costruire ad hoc il servizio per i cittadini. Saremo la prima regione d'Europa a rendere accessibili questi dati: sono certo che molte altre regioni ci seguiranno.»

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QN – il Resto del Carlino Bologna, 11 gennaio 2020, pag. 7

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[ ... ]

1

Già scrissi della violazione della privacy eseguita dall'azienda regionale dei trasporti TPER [ 1 ], una infrazione allo stesso regolamento aziendale di cui non fregò a nessuno, giusto per rimarcare che questa società umana dirittista ha rinunciato totalmente al diritto alla riservatezza.
Ora aggiungo la lucida azione in chiaro dell'amministrazione regionale emiliano-romagnola di marca PD, citando uno stralcio dell'articolo cartaceo stampato sul quotidiano locale – nella rete è stata caricata una versione ridotta [ 2 ].
E' penoso che un amministratore pubblico prenda così sotto-gamba l'argomento della privacy del cittadino.
Sarebbe gradito conoscere i termini esatti dell'accordo con Google : cercando “Google Maps” nel portale Iperbole [ 3 ] non si ottengono risultati utili, con il motore di ricerca si trovano solo pagine che riprendono la notizia del Carlino e un video in cui Donini celebra la novità in prima persona, infilandola in uno spot elettorale [ 4 ].

Peraltro il servizio è già attivo e l'ho usato l'altroieri per raggiungere il Fiera District ( vedi snappate soprastanti ) : devo dire che è pratico ed efficiente, MA si può usare anche senza attivare la geolocalizzazione.

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Google ci spia/1




Google Maps chiede il permesso di accedere alla posizione dell'utente


Google ci spia, italiani spaventati

Sondaggio[:] L'82% ignora che ogni nostro spostamento è tracciato. Nove su dieci: deriva pericolosa

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QN, prima pagina, 12 gennaio 2020


Utilizza o consulta Google Maps?
Qualche volta al mese
23%

74%

Un paio di volte a settimana
19%
Ogni giorno
12%
Raramente
20%
Mai
18%
No
18%

Senza opinione
8%



E' a conoscenza che Google Maps archivia ogni spostamento?
No
82%

10%
Non risponde
8%


Ricevuto messaggio da Google Maps che informa su ogni spostamento, con data e ora?
No
78%

18%
Non risponde
4%


Ritiene pericoloso che un soggetto privato possa avere queste informazioni personali?

92%
No
5%
Senza opinione
3%


Lo Stato italiano dovrebbe adottare regole più stringenti per tutelare la privacy?

91%
No
5%
Senza opinione
4%


Fiducia su come i giganti del web rispettano la privacy dei cittadini
Non mi fido
68%
Mi fido
22%
Senza opinione
10%


Quando navighi pensi di essere spiato?

55%
No
25%
Senza opinione
20%


Quando parli con lo smartphone vicino pensi di essere spiato?

48%
No
34%
Senza opinione
18%


Avendo vicino lo smartphone è mai capitato di pronunciare una parola e poi ricevere un messaggio pubblicitario su FB?

54%
No
35%
Senza opinione
11%


1

Secondo l'indagine eseguita dall'Istituto demoscopico Noto Sondaggi [ 1 ] l'11 gennaio 2020 e pubblicato su QN il giorno successivo, gli italici presentono oppure sanno con cognizione di causa che Google li spia attraverso vari software.

Google ha messo a punto un ecosistema d'uso che sembra gratuito ed è piuttosto semplice da maneggiare.
Il contrappasso della gratuità apparente è che paghiamo con il sangue delle nostre esperienze vitali quello che ci viene dato a disposizione con apparente generosità.
Eppure, spesso sono gli stessi utenti ad acconsentire a tale parassitismo ematofagico : come visualizzato sopra proprio con Google Maps nell'esempio soprastante, al primo uso ( ed anche nei successivi, se non si spunta la casella “Non chiedermelo più” ) di un'app fresca d'installazione il programma chiede vari permessi. Alcuni sono opzionali ed altri sono fondamentali per l'uso dell'app.
Gli italici hanno il presentimento oppure la certezza d'essere spiati, eppure quando installano le app sullo smartphone spesso concedono gioiosamente tutti i permessi richiesti dal programma senza ragionarci sopra nemmeno un secondo.
Perché così fanno tutti.

Quindi “siamo tutti sulla stessa barca” e allora perché preoccuparsi ? Si sa che lo stare in compagnia lenisce le sofferenze.

[ ... ]

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