Testata

C19/N – Piano pandemico 2024–8




Dettaglio del titolo dell'ANSA [6].



Notizie, e Manifestazione

di Marco Poli


E' in corso la nuova stesura del fottuto piano pandemico quinquennale, che ripropone le abnormi fino ad assurde norme ''anti-Covid'' in uno schema legislativo che si rifà alle direttive dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ) cofinanziata da Bill Gates e altri ''filantropi'' { [1]...[5]... }, con gli organi esecutivi italiani ridotti a mero elemento della catena di trasmissione delle decisioni stabilite altrove.
Sommando i versamenti della Bill & Melinda Gates Foundation e della Global Alliance for Vaccines and Immunization ( GAVI ), il fondatore della Microsoft è il primo contributore globale. E si tratta di contributi volontari che non vanno a disposizione libera dell'organismo sovranazionale, ma sono legati a progetti precisi, soprattutto vaccinali.

1

Cito il dispaccio gianuario dell'ANSA :


Arriva il nuovo piano pandemico, vaccini la misura 'più efficace'

Testo alle battute finali, previsti limiti alle libertà personali in casi di emergenza

[6]


Il viatico era già abbastanza chiaro nelle premesse al Piano nazionale di comunicazione del rischio pandemico [7], ed è stato esplicitato nella bozza del piano pandemico in corso di discussione [8].

Pecepisco e in tanti percepiamo una fase di rilassamento nell'area popolare oppositiva, ma è bene ricordare che la servitù delle grandi famiglie dell'Élite apolide lavora senza pausa.

C19/N – Modifiche agli artt. 9 e 41




L'art. 41 della Costituzione prima e dopo le modifiche.



Archivio, e Qualche numero

di Marco Poli


Ringrazio Fabio Sipolino per avermela ricordata stamattina, che me n'ero completamente dimenticato.

L'avere trascurato una pesante modifica costituzionale fu colpa, in parte, della forte nausea accidiosa che all'incirca dal Natale 2021 iniziai a provare quotidianamente verso il regime sanitario, la discussione dei numerosi argomenti connessi, e la massa di pecore umanoidi che proditoriamente consumano l'ossigeno e le risorse alimentari del pianeta senza poi bruciare una sola caloria per usare il cervello.
E, in parte, della brusca smorzata mediatica causata dall'inizio dell'Operazione militare speciale nella Piccola Russia ( Малороссия ) detta ''Ucraina'' che saturò immediatamente gli spazi mainstream e alternativi.
Pur essendo cruciale, quella notizia passò in secondo piano e non ebbe lo spazio narrativo e la discussione che avrebbe meritato.

1

Le proposte di modifica degli artt. 9 [1] e 41 [2] e l'approvazione parlamentare furono perpetrate durante il pessimo Governo del contabile dell'Élite apolide Mario Draghi [3]:

● la prima deliberazione della legge costituzionale ebbe luogo il 9 giugno 2021 al Senato, e il 12 ottobre successivo alla Camera dei deputati [4];

● la seconda deliberazione ( maggioranza di almeno due terzi dei ''rappresentanti del Popolo'' ), il 3 novembre 2021 al Senato e l’8 febbraio 2022 alla Camera [4];

● la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale fu eseguita il 22 febbraio del 2022 [5], nemmeno 48 ore prima dell'inizio delle suddette operazioni militari.

Ordo ab Chao




In alto, dettaglio del simbolo del 33° grado della massoneria di rito scozzese che reca il motto ''Ordo ab Chao'';
in basso, uno schema della Finestra di Overton distribuito nella rete informatica estesa
[0].



Appunti


Riproduco un paio di appunti pubblicati da Fabio Sipolino sulla sua bacheca, sulla Finestra di Overton come strumento di Ordine dal Chaos ( ''Ordo ab Chao'' ).

1

Primo testo :


Problema-Reazione-Soluzione

“Problema-Reazione-Soluzione” è la più efficace tra tutte le tecniche di manipolazione degli Illuminati, specialmente per la centralizzazione del potere. Il motto del 33° grado del Rito Scozzese della Massoneria è “Ordo Ab Chao”, ovvero “Ordine dal Caos“, che racchiude la tecnica Problema-Reazione-Soluzione (P-R-S). Comprenderne il funzionamento significa diventare immediatamente più svegli riguardo agli avvenimenti quotidiani e ai loro veri antefatti. Gli Illuminati si servono del P-R-S nel momento in cui sanno che i cambiamenti che vogliono operare nella società susciterebbero opposizione da parte dell’opinione pubblica.

Funziona così: innanzitutto, in maniera occulta essi creano un problema incolpandone qualcun altro; quindi, attraverso un canale mediatico consenziente, comunicano alla popolazione una falsa versione del problema che è stato creato, presentandolo nel modo in cui vogliono che venga creduto; così facendo, provocano volutamente una pubblica reazione di paura o indignazione, in modo tale che la gente esiga che si “faccia qualcosa”; questo permette a coloro che hanno segretamente architettato il “problema” di offrire apertamente la soluzione – quei cambiamenti nella società che loro stessi hanno voluto per tutto il tempo.

Questa tecnica funziona talmente bene che le persone che prima del “problema” si sarebbero opposte a quei cambiamenti, a quel punto li accetteranno senza protestare, o addirittura li promuoveranno come una “soluzione” al “problema”. Notate, quanto spesso, in situazioni del genere, sentiamo dire alla gente: “Non vogliamo la restrizione delle libertà, ma dopo tutto quello che è accaduto non abbiamo scelta”. P-R-S.

Quella che ho appena descritto è la vera ragione che si cela dietro ai terribili avvenimenti dell’11 settembre 2001, quando gli Illuminati hanno creato il problema degli attacchi incolpando Osama Bin Laden, un uomo della CIA che invece non è stato assolutamente l’artefice. Hanno raccontato al pubblico una menzogna dopo l’altra di ciò che è successo, su chi è stato e perchè, e la gente ha reagito con paura e totale indignazione.

Questo ha permesso loro di introdurre delle leggi, come il Patriot Act (Atto Patriottico) degli Stati Uniti, per distruggere i diritti e le libertà fondamentali dell’essere umano e scatenare una finta “lotta al terrorismo”. Questa non è nient’altro che una guerra di conquista e acquisizione progettata per esplodere in un problema ancora più grande che, si dirà, soltanto un governo e un esercito mondiale avrebbero il potere di risolvere.

Il motivo per cui, dopo l’11 settembre, le leggi che distruggono le libertà basilari sono passate così facilmente, va ricercato nella percezione delle persone, le quali sono state manipolate a credere di doversi proteggere dai “terroristi”, quando invece i terroristi sono proprio gli stessi leader che, insieme ai loro “padroni”, hanno proposto quelle leggi.

E’ così che funziona il P-R-S, e il “problema” può essere qualunque cosa, da una guerra a un “attacco terroristico”, dalla caduta di un governo o del mercato azionario a uno “scandalo” politico – qualsiasi cosa conduca alla “soluzione” desiderata. Esiste poi un’altra versione che io definisco Nessun Problema-Reazione-Soluzione, la cui messa in scena più famosa ha a che vedere con le presunte armi di distruzione di massa dell’Iraq che, come si scoprì, furono invece frutto di un’invenzione bella e buona.

Per travolgere un intero Paese non avete nemmeno bisogno di un vero problema; vi basta crearne la percezione. Il P-R-S viene quotidianamente messo in pratica nel Medio Oriente. Nel settembre del 2005 due soldati inglesi delle SAS (Special Air Service, le forze speciali della Regina Elisabetta), vestiti da arabi e con una parrucca in testa, vennero arrestati dalla polizia irachena perchè non si erano fermati a un posto di blocco di Basra. Prima di essere catturati i due uomini aprirono il fuoco, uccidendo un poliziotto iracheno e ferendone un altro. All’interno della loro autocivetta questi soldati inglesi (che agivano per conto dell’élite), travestiti da arabi, avevano armi, espolsivi e un detonatore telecomandato. Il veicolo in realtà era un’autobomba pronta a esplodere. Chiaramente l’intenzione era quella di inscenare un “attacco terroristico” e di attribuirne la responsabilità a presunti “rivoltosi”. Le autorità britanniche erano così ansiose di far evadere i loro uomini prima che la verità potesse venire completamente a galla, che utilizzarono dei carri armati per assaltare la stazione di polizia irachena dove i due venivano custoditi. Riuscirono a “liberare” i due agenti provocatori e portarono via il loro veicolo. Fiuuu, per un pelo.

Il P-R-S sarebbe impossibile da attuare se avessimo dei mezzi di comunicazione che in qualche modo fossero legati alla parola “giornalismo”. Una volta che la finta storia è stata divulgata, i veri giornalisti dovrebbero metterla in discussione, condurre indagini e alla fine scoprire che invariabilmente si tratta di un’assurdità. Dovrebbero poi riferire alla gente quanto hanno scoperto, e la “reazione” pubblica sarebbe molto diversa di quella desiderata dai manipolatori.

Invece, in tutto il mondo i mezzi di comunicazione convenzionali sono così incredibilmente patetici che il P-R-S quasi sempre funziona perfettamente. Ma quel che è peggio riguardo a questi media arroganti, vigliacchi e menzogneri, non è soltanto il fatto che si rifiutano di indagare in quelle storielle inventate – ma che condannano coloro che invece lo fanno.

Ogni giorno, in tutto il mondo, vediamo il P-R-S messo in atto dai media, e l’antidoto più efficace sta nel porsi questa domanda: “Se io credo a questa versione dei fatti, o se accetto le soluzioni e i cambiamenti che mi vengono proposti, chi ne trae vantaggio?”. Come per tutte le situazioni in cui ci si serve del Problema-Reazione-Soluzione, la risposta sarà: “Chiunque voglia centralizzare il potere e sopprimere le nostre libertà”.

[1]

Appunti sulla Seconda Caduta




Dettaglio della home page del sito-web Sologamia ( SOLOgaMIA ), criticato nel paragrafo 2 [10].



Riflessione


Riproduco un pensiero dell'attore e autore teatrale Riccardo Paccosi [1][2] sul crepuscolo dell'essere umano cui stiamo assistendo e nel quale siamo nostro malgrado coinvolti. Al secondo punto del post lascio un mio approfondimento.
Cito [3]:


Appunti sulla Seconda Caduta:
il ronzio dei macchinari digitali che accompagnano il cupio dissolvi dell'umano, è molto più inquietante dell'eventuale fragore delle esplosioni nucleari.


Il confronto tra uomo e donna, si sa, è impegnativo, conflittuale, sovente doloroso.
Facendo dunque leva sulla deresponsabilizzazione e sul soddisfacimento codardo della comodità, la cultura dominante ha fatto di tutto, negli ultimi due decenni, per promuovere la progressiva separazione tra le due polarità, ovvero per allontanare gli uomini dalle donne: l'ha fatto con la propaganda omo-normativa, con il transgenderismo, con la misandria strumentalizzante i femminicidi, con l'equiparazione del corteggiamento allo stalking e con tanti altri dispositivi ancora.

In termini alchemici, assistiamo dunque alla fine dell'idea di Grande Opera, ovvero alla fine della ricerca di connessione fra i due opposti in nome d'una visione del mondo dove tutto risulta invece indistinto: uomo e donna cessano di essere categorie di qualificazione ontologica e questo significa che, all'atto pratico, esse sono ora destinate a rimanere definitivamente separate. L'uomo e la donna smettono di cercarsi e, quindi, smettono di cercare la connessione dell'origine, il che significa che non si rialzeranno mai dalla Caduta originaria.

Dopo la negazione delle polarità uomo e donna, il passo successivo di questo processo d'inabissamento spirituale non poteva che riguardare la negazione di tutto ciò che è altro da sé.
Cosa può infatti esservi di più comodo, di più deresponsabilizzante, di più codardo, del considerarsi affettivamente autosufficiente come individualità e, così, chiudere per sempre ogni ipotesi di amore verso l'Altro?
Che questo avvenga attraverso strumenti proiettivi come le bambole gonfiabili o che avvenga attraverso la sologamia ovvero sposandosi con se stessi [ ... ], poco cambia: siamo comunque di fronte a una Seconda Caduta nel mentre che il cielo tace.

La tragedia storica in corso, insomma, se osservata con occhio teologico ha una portata molto più devastante di quanto possa suggerire l'analisi materialista.
La seconda, infatti, ci porta a dover prendere atto d'un crollo di civiltà, ovvero di una resa dei conti di portata millenaria coinvolgente le forme e i principi dell'organizzazione sociale.
Ma la prospettiva teologica ci propone l'azzeramento nella coscienza umana - sia individuale che collettiva - del rapporto tra sé e altro da sé, quindi anche tra finito e infinito, tra singolarità e cosmo, ovvero la fine di quella tensione verso l'inconoscibile e il sovrasensibile che aveva caraterizzato fin da subito la specie umana, ben prima dell'invenzione della ruota.
Il ronzio dei macchinari digitali che accompagnano il cupio dissolvi dell'umano, è molto più inquietante dell'eventuale fragore delle esplosioni nucleari.

Riccardo Paccosi

C19/N – Le sette parti della notte




Fotografia della scena a Bologna.



Riflessione


Allego un'immagine della recente attività teatrale dell'attore e autore Riccardo Paccosi [1][2], tratta dalla serata a Bologna ( replicata pochi giorni dopo a Venezia ) dello spettacolo ''Le sette parti della notte'', ispirato dall'opera del filosofo Giorgio Agamben e realizzato in collaborazione con il musicista Andrea Seki.
E riproduco una sua dotta riflessione sull'interazione tra poesia e filosofia, e la funzione di tale connubio nel momento storico tragico ( io, direi tragicomico ) in cui viviamo; al paragrafo 2, un paio di appunti a margine del testo.

1

Cito [3]:


Poesia e filosofia: l'unico connubio che può sovvertire lo stato di cose esistente

A Bologna e Venezia, lo spettacolo LE SETTE PARTI DELLA NOTTE – realizzato da me in collaborazione con il musicista Andrea Seki e tratto da un testo del filosofo Giorgio Agamben – è andato in scena entro un format particolare: dapprima i cinquanta minuti dello spettacolo e poi subito a seguire un dibattito, all’incirca di pari durata, condotto da due intellettuali/studiosi intorno ai temi antropologici e filosofici evocati dalla messinscena.
Questa combinazione ha avuto decisamente successo: sia per l’aver fatto interessare all’evento spettatori che ancora non conoscevano gli artisti coinvolti nello spettacolo, sia per ciò che riguarda il consenso generalmente riscontrato.
Questo fa sì che io ora mi stia interrogando su come proseguire e sviluppare tale format, a prescindere dal mio coinvolgimento artistico diretto in esso.

L’importanza del connubio tra poesia e filosofia, va chiarito in rapporto ai processi linguistici, cognitivi e in ultima istanza politici della fase storica che stiamo attraversando.
Se negli ultimi quattro anni ho realizzato ben due spettacoli incentrati su testi di Giorgio Agamben, questo è dovuto innanzitutto al fatto che il filosofo in questione articola molto spesso le proprie riflessioni lungo una zona liminare tra poesia e filosofia. Del resto, questa non è neppure una novità giacché abbiamo conosciuto sia filosofi come Nietzsche che avrebbero potuto passare alla storia in quanto poeti, sia poeti come Leopardi che avrebbero potuto passare alla storia in quanto filosofi. Poesia e filosofia, infatti, sono accomunate dal fatto di generare una visione della realtà che fino a quel momento non esisteva: in altre parole, poesia e filosofia generano un’ulteriorità rispetto a quelli che sono gli automatismi del linguaggio e gli schematismi del pensiero.

Sulla filosofia nello specifico, va innanzitutto chiarita la sua rilevanza assoluta anche in un tempo di abbassamento della cultura media generale come quello attuale.
Il barista sotto casa che afferma di accettare la globalizzazione perché la storia non può fare altro che procedere in tale direzione, mostra d’aver introiettato non tanto un assioma politico quanto un filosofema: specificamente il filosofema del determinismo storico, oggi tramutatosi in dogma.

Sulla poesia nello specifico, va invece sottolineato come essa mostri un aspetto in comune con l’uso della retorica in politica: poesia e retorica sono infatti accomunate dal fatto di rivolgersi non solo all’intelligenza analitica di chi ascolta, ma anche alla sua sfera sentimentale/affettiva.
A tale aspetto comune, però, se ne affianca un altro che pone invece un’antitesi netta fra le due sfere linguistiche: mentre la retorica giunge al cuore delle persone attraverso la semplificazione dei concetti, la poesia a quel medesimo cuore si rivolge anche più efficacemente senza mai indulgere in semplicismi e, anzi, rendendo immediatamente intellegibili riflessioni di elevata complessità.

Al netto di tutte le questioni materiali dell’economia politica e della geopolitica, le strategie sovranazionali degli apparati di potere si svolgono oggi grazie a un consenso e a un silenzio-assenso generalizzati.
Suddetto consenso proviene in primo luogo da una catastrofe epistemica e cognitiva: i pensieri si riproducono attraverso strumenti digitali per i quali ogni glossa, ogni grafema, ogni concetto risulta essere un elemento codificato/archiviato dalla rete e, pertanto, destinato alla perpetua citazione/ripetizione. E così, mentre la soglia di attenzione delle persone tende ad abbassarsi progressivamente, ogni pensiero finisce per risultare nulla più che la reiterazione tautologica di un unico discorso dominante.
Dinanzi a questo eterno presente, poesia e filosofia rappresentano ancora la resistenza, inverano la dimensione nascente del linguaggio e del pensiero in contrapposizione al loro mortifero congelamento digitale.

La politica del dissenso è fallita su tutta linea e sarebbe inutile elencare, per l’ennesima volta, i come e i perché di tale fallimento: quello che sappiamo è che di politica si potrà parlare, forse, solo nel caso in cui il processo di distruzione controllata della civiltà dovesse sfuggire al controllo dei suoi artefici e, quindi, dovesse crearsi un vuoto di potere. Dal momento che quest’ultima, però, è nulla più che un'ipotesi speculativa, va in primo luogo preso atto del temporaneo fallimento della politica intesa come campo specifico.
Occorre che la volontà politica di opporsi si incanali dunque verso qualcosa di utile, ovvero verso la paziente costruzione di una contro-narrazione opponentesi alla narrazione dominante.

Solo il connubio fra poesia e filosofia, oggi, permette di inceppare la riproduzione linguistica - ovvero ideologica - di questo eterno presente fatto di stato d’emergenza permanente.
Solo il connubio fra poesia e filosofia, oggi, ci parla di sovversione dello stato di cose esistente.
Solo il connubio fra poesia e filosofia, oggi, esprime lo stato nascente del pensiero e del linguaggio in contrapposizione a un contesto desessuato e tecnologico dove nulla, ormai, risulta in grado di nascere.

Riccardo Paccosi

Pioggia




Due frame dal video musicato [3].



Video

di Marco Poli


Per quanto mi riguarda, negli ultimi tempi la Bellezza ha preso la forma della Musica.
Ne ho davvero bisogno.
Ascoltare la suite ''Regen'' del pianista e compositore Paolo Pagnani [1], tratta dall'album ''Heaven'' ( 2017 )[2], mi trasmette le migliori vibrazioni – chiamatela ''felicità'', se volete – e mi risetta.

Spina dorsale di piano dapprima protagonista assoluto ( ''Symphony Of Cloud'', e già di questo tessuto brillante nella pioggia ce ne sarebbe abbastanza da riempire i sensi ), poi, lungo lo scorrere del tempo immaginario, è accostato da preziosi inserti di chitarra elettrica, flauto, fisarmonica, violino, e violoncello, con riverberi che sfalsano cromaticamente il rigore dato nella prima parte, fino alla dimensione di un viaggio sognato ( ''Timeless Rain'', ''Beyond The Veil Of Silence'' ).

2

Il video [3] è montato con immagini retrò in bianco-e-nero che si integrano perfettamente con la musica, diventando un prodotto terzo e un ''film mentale'' a occhi aperti.

''Regen'' ( trad. : ''Pioggia'' ) è il titolo di un cortometraggio del 1929 diretto da Joris Ivens e Mannus Franken ( Paesi Bassi ), che fu proiettato nella serata finale della 1ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il 21 agosto 1932 [4].
Cito :


Pioggia (film 1929)

[ ... ].

Trama

Il film descrive lo scatenarsi e lo sviluppo di un improvviso temporale nella città di Amsterdam. Battelli solcano le acque dei canali, giochi di luce zigzagano sulle mercanzie trasportate dai carretti, il vento scuote gli alberi e fa svolazzare la biancheria stesa, voli di uccelli o di aerei zebrano il cielo, imposte e vetri sbattono. Si aprono ombrelli, le gocce d'acqua schizzano sulle pozzanghere, gli pneumatici lasciano impronte profonde sul suolo reso fangoso dalla pioggia. L'acqua ruscella dai tubi di scarico.

Critica

Il film è stato definito un cine-poema [ ... ].

[4]


=

Note

[1] : Paolo Pagnani, Bandcamp, [ https://paolopagnani.bandcamp.com/ ];
Facebook #1 : [ https://www.facebook.com/paolo.pagnani ];
Facebook #2 : [ https://www.facebook.com/thewhitecircleproject/ ];
Linktree : [ https://linktr.ee/paolopagnani ];
YouTube : [ https://www.youtube.com/@Paolopagnaniofficial ].
[2] : ''Heaven'', Paolo Pagnani, Bandcamp, [ https://paolopagnani.bandcamp.com/album/heaven ].
[3] : ''Paolo Pagnani: REGEN suite'', Paolo Pagnani Music, YouTube, 17 maggio 2019, [ https://www.youtube.com/watch?v=RbbeMxkrKP0 ].
[4] : ''Pioggia (film 1929)'', AA. VV., Wikipedia, [ https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pioggia_(film_1929)&oldid=125503318 ].

===



---

{ prima pubblicazione del post su VK, il 26 febbraio 2024 [5]; su FB : [6] }.

[ ... ]

RU→UKR/NNN – 13° pacchetto di sanzioni ... ah ah ah !




Grafico del PIL russo nel corso di due decenni, da Statista [5]; ho inserito una linea rossa per indicare l'anno di inizio del periodo di Putin.



Qualche numero, e Commento

di Marco Poli


Senz'altro ricorderete che le teste-di-legno occidentali dette ''politici'', i passaveline detti ''giornalisti'', e gli oracoli detti ''economisti'' annunciavano in coro che già il primo mitologico pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa avrebbe schiantato quell'economia in poche settimane, e conseguentemente sollevato la società civile contro il ''dittatore'' V. V. Putin ( Владимир Владимирович Путин ).

Siamo arrivati al 13° ( tredicesimo ) pacchetto della UE { [1][2] ... [3] }, e a 16.500+ sanzioni singole promosse da USA, UK, UE, e Paesi dell'Occidente allargato ( Australia, Giappone ... )[4] ma la Realtà Concreta dice che il grande Paese euroasiatico ha assorbito il colpo e sta crescendo.
E lo dicono anche i numeri ufficiali del Fondo Monetario Internazionale sul PIL russo pari a 1.862,47G $ nel 2023 [5], che nel mondo si attesta all'11° posto [6] con previsioni positive per i cinque anni successivi ( vedi grafico allegato; ho evidenziato l'inizio del periodo Putin con una linea rossa ).

1.1

Oramai sono poche, le voci ufficiali realmente convinte dell'efficacia delle nuove misure.
Persistono la burocrate di legno Ursula von der Leyen e i tanti prezzolati delle suddette categorie, nonché gli ''esperti'' dei think tank a libro paga dell'Élite ... ça va sans dire { [7] ... }.
Ma c'è una parte di mainstream che non elude l'evidenza dei fatti, e si strugge nel tentare di capire come mai le sanzioni non abbiano funzionato. Anzi, per i cittadini della UE sono state un boomerang ben percepito dalla maggioranza delle famiglie nelle spese domestiche quotidiane.

Ad esempio, il Washington Post :


Con l’economia russa lontana dal collasso, gli Stati Uniti optano per sanzioni più severe

Putin ha messo l’economia russa sul piede di guerra ed è sopravvissuto grazie alla Cina, mentre gli Stati Uniti lanciano una nuova tornata di sanzioni

[8]


Così Politico :


'L’Occidente ha cercato di schiacciare l’economia russa. Perché non ha funzionato?

Dal tetto massimo non applicato al prezzo del petrolio alla collaborazione dei paesi canaglia, Mosca sta sfruttando le debolezze dell’Occidente.

[9]


Eccetera.

...

RU→UKR/NNN – Le teste-di-legno loquaci e i fedeli a oltranza




Dettaglio del titolo dell'AGI [3].



Notizie, e Commento

di Marco Poli


Oggi ricorre il secondo anniversario dell'inizio dell'Operazione militare speciale nella Piccola Russia detta ''Ucraina'', e il mainstream spende tutte le energie per strombazzare una retorica indecorosa, davvero indecente.

1

Una breve rassegna stampa con i primi titoli che ho trovato googlando, e per le risate amare possono bastare.

1.1

Vi ricordate la Meloni sovranista ?

Quella che prima vengono l'Italia e gli italiani e poi – ad esempio – ha legiferato 500mila nuovi sbarchi in 3 anni [1].

Quella che sosteneva l'autodeterminazione delle genti russe della Crimea e del Donbass, e poi è diventata uno dei più accaniti sostenitori della giunta kievana [2].

Eccetera.

Ecco, oggi presiederà il G7 a Kiev, e i toni retorici si alzano a livelli che, in un Paese ancora minimamente assennato, riceverebbero uno scroscio di risate e sberleffi :


"L'Ucraina è un pezzo della nostra casa". Meloni presiede il G7 a Kiev

Nella capitale ucraina, a due anni dall'invasione russa, anche Von der Leyen, Trudeau e il presidente di turno della Ue, il premier belga De Croo. Altri leader si collegheranno da remoto. Zelensky: "Riconoscenti ai Paesi amici che ci hanno aiutato"

[3]


Ripeto : ''L'Ucraina è un pezzo della nostra casa'' ... la casa di CHI ?

RU→UKR/NNN – Chiedete chi era Gonzalo Lira




Ritaglio da un video di Gonzalo Lira.



Archivio

di Marco Poli


Sappiamo che il putrido ''giornalismo'' occidentale agisce con il doppio standard voluto dai Padroni del discorso, e durante l'Operazione speciale del Cremlino nella Piccola Russia detta ''Ucraina'' lo abbiamo verificato quotidianamente.
Se i giornalisti che criticano la giunta kievana vengono ammazzati, per i loro colleghi più simili a cani da grembo che ad esseri umani nemmeno esistono.

1

E' stato il caso del reporter italiano Andrea Rocchelli – ammazzato assieme al collega Andrej Mironov ( Андрей Николаевич Миронов ) nella campagna di Slavjansk ( Славянск ) il 24 maggio 2014 – ed è il caso del blogger, scrittore, sceneggiatore, filmmaker e vlogger cileno-statunitense Gonzalo Lira ( Gonzalo Ángel Quintilio Lira López, nato nel 1968 a Burbank in California )[1][2] che viveva a Khar'kov ( Харьков ) dopo il matrimonio con una donna ucraina da cui aveva avuto due figli e successivamente si era separato.

Gonzalo criticavava la giunta di Zelenskij ( nonché l'amministrazione Biden per avere ordinato la proxy war ) e la narrazione mainstream occidentale in genere sui suoi canali social [3], e questo è proibito nella ''democratica'' ''Ucraina'' che sarebbe il baluardo, l'ultimo bastione dell'Occidente per arginare l'ennesima, millantata ''invasione barbarica dalla steppa'' : nessuno dei cani da grembo italiani ed occidentali ha criticato l'art. 436-2 del codice penale kievano istituito in tempo di guerra, ma, al contempo, gli stessi cagnetti hanno attaccato e attaccano ferocemente e ripetutamente la Federazione Russa e V.V. Putin per avere promulgato una legge analoga e vietato le manifestazioni pubbliche contro l'Operazione speciale in corso.
Il solito doppio standard esercitato da chi ha venduto la propria coscienza per un piccolo stipendio fisso.

Pertanto, il vlogger è stato arrestato e trattenuto una prima volta dagli sgherri dell'SBU ( СБУ, Слу́жба безопа́сности Украи́ны; il servizio segreto erede locale del KGB ) il 15 aprile 2022 e rilasciato grazie all'attività dell'ambasciata cilena, e la seconda volta il 1° maggio 2023 [4][5].
Qui interruppe le trasmissioni a causa del sequestro dei suoi computer e smartphone, e di 3 mesi di carcerazione dura in un SIZO ( СИЗО, Сле́дственный изоля́тор; centro di custodia cautelare ) dove venne picchiato più volte dagli altri detenuti, torturato ( 30 ore di percosse e deprivazione del sonno ... ), e le guardie gli estorsero 79.000 dollari.
La data del processo venne fissata al 2 agosto, e sarebbe temporaneamente tornato in libertà alla condizione di non abbandonare la città, lasciare alle autorità i passaporti, e indossare un braccialetto elettronico. Tuttavia, gli sgherri della SBU fecero il contrario : gli restituirono i passaporti, la patente, il foglio di registrazione della moto, e non gli fecero indossare il braccialetto ... Gonzalo non se l'aspettava, ed in effetti era strano che gli dessero la condizionale E pure i documenti utili ad andarsene, cosa che lui interpretò come un invito abbastanza chiaro a lasciare la Piccola Russia prima della celebrazione del processo. Gli dicevano di non andarsene, ma di fatto gli lasciavano la porta aperta.
Così, fece 1.400 km sulla moto e il 1° agosto cercò di superare il confine con l'Ungheria per andare a chiedere asilo politico in quel Paese ... ma venne arrestato alla frontiera dalle guardie kievane, per violazione della libertà condizionata [6][7].
La cosa singolare, è che diede notizia di questa sua iniziativa in tempo reale, poco prima di arrivare alla frontiera, sia su X ( Twitter )[7] che su YouTube [8] ... una scelta che col senno di poi ha pagato davvero caro, ma evidentemente desiderava documentare e rendere noti ai propri follower gli ultimi 3 mesi di sofferenze e difficoltà.

A quel punto venne rinchiuso nella prigione di Khar'kov e i contatti con l'esterno si ridussero a una lettera manoscritta che riuscì a fare arrivare alla sua famiglia, nella quale spiegava di avere una polmonite bilaterale con un edema che gli rendeva parecchio difficile la respirazione, e che le sue condizioni di salute erano state trascurate dall'amministrazione carceraria per due mesi ( dalla metà di ottobre alla metà di dicembre ) nei quali non aveva preso in considerazione le sue richieste di assistenza medica [9].

L'11 gennaio di quest'anno, Gonzalo è deceduto nell'ospedale di Khar'kov in cui era stato tardivamente ricoverato [10].

L'assassinio “democratico e liberale” di Julian Assange




Un fotoritratto photoshoppato di Julian Assange, pubblicato su dozzine di pagine social e siti-web [0].



Notizie, e Commento

di Marco Poli


Mentre le teste di legno politicanti italiane e occidentali stanno piangendo finte lacrime per il decesso di Aleksej Naval'nyj in un carcere siberiano [1], e i tanti popolani italiani e occidentali zombizzati e intubati ai vetero-media si stanno strappando le vesti per qualcuno e qualcosa di cui sanno NULLA – ma per il Potere è fondamentale che essi ''sappiano'' che ''HA STATO PUTINA !'' – l'Impero Atlantico tanto ''democratico e liberale'' sta uccidendo lentamente il giornalista indipendente Julian Assange.

Un giornalista VERO, senza le virgolette, che paga l'avere fatto appieno il suo dovere – portare la verità ai propri lettori – rendendo noti su WikiLeaks [2] i tanti crimini di guerra e contro l'umanità compiuti dagli Stati Uniti d'America in Afghanistan, Iraq, e altrove hanno ''esportato la democrazia'', e alcuni dei sudici retroscena della posticcia politica statunitense di facciata ad uso dei popolani gonzi che non sono cresciuti e MAI cresceranno.

2

Dopo sette anni di effettiva reclusione come rifugiato politico all'interno dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, Julian Assange è detenuto da cinque anni nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh ( la prigione di Sua Maestà Belmarsh ) che è una prigione maschile di categoria A situata a Thamesmead, nel sud-est della capitale britannica, ed è detta ''la Guantanamo inglese''.

Nel corso del tempo privato della libertà, le poche foto circolate lo hanno mostrato progressivamente deperito, e in condizioni di salute critiche : il ''democratico'' e ''liberale'' Occidente lo sta assassinando con lentezza calcolata e sadica.

E' in corso la procedura di appello contro la sua estradizione negli USA, dove potrebbe essere condannato a morte, oppure fino a 175 anni di carcere :


Assange, i giudici rinviano il verdetto sull'appello contro la procedura di estradizione

L'Alta Corte di Giustizia britannica deve decidere sull'appello della difesa contro l'estradizione negli Usa, dove rischia fino a 175 anni di prigione per la vicenda Wikileaks. La moglie e il fratello: "Potrebbe fare la fine di Navalny"

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Assange non ha presenziato né in aula, né in videoconferenza.