Testata

Con compassione, io vi disprezzo



Con compassione, io vi disprezzo

di Marco Poli aka Astio

Per l'ennesima volta, trapasserò l'anno da solo, in raccoglimento intimo.
La voltura tra un anno e il successivo è mera convenzione umana da ragioniere, ma comunque beneficia di una temporanea ed effettiva smobilitazione dei propri impegni routinari ch'è propedeutica ad una riflessione personale sul blocchetto degli ultimi 365 giorni di vita staccati, in famiglia e/o da soli.
Una riflessione volta a cogliere il senso degli accadimenti, il giusto valore da riconoscere alle cose significative che ci sono capitate che, magari, non abbiamo ancora valutato a dovere. Un momento ideale per mettere a posto alcune importanti faccende personali.
Poi, si potrebbe fare ''festa'' tutti assieme l'indomani. Una festa sobria e consapevolmente lieta di qualche considerazione utile, felice di qualche bene prezioso che il tempo e le situazioni recenti ci hanno trasmesso, sazia del sapore di un briciolo di Verità in più.

E invece no.

Ci si deve stordire, abbruttire di pura convenzione – perché ''si fa così'' cioè ''così fan tutti'' – e poi di sostanze varie senza nemmeno ragionare sul senso delle proprie azioni perché, stanotte, di senso non ne avranno se non di consumare una disperazione comune nel falò collettivo.
Tutti assieme, disperatamente mossi dal vuoto interiore spinto, per lenire ( solo per qualche ora, fino al risveglio ) la sofferenza esistenziale diluendosi nella massa e diventando una ''cosa'' indistinta con essa, pastroiata con essa, il tripudio della stupidità umana : siccome l'identità e le esperienze di vita derivate fanno soffrire, negando l'identità si soffre meno. Un ''bel'' reset del tutto simile a un elettroshock, metodo abiurato dalla medicina ufficiale ma ancora diffuso nelle pratiche della società civile.
E si torna al punto Zero per ricominciare a correre a perdifiato nella Grande Ruota l'indomani. Però che sballo. Che divertimento, eh.
Che ricordi !
Volete mettere ?
Del malessere generale è sintomatico e stigmatizzante il rogo del Vecchio : insistito retaggio di un passato di miseria nel quale si odiava l'avaro anno appena trascorso e si poteva spendere solo la Speranza di un anno migliore.
Che bruci tutto, l'anno passato, perché il discernere nel proprio malumore dissimulato da festa è azione troppo faticosa.
Ci vuole un bel reset.
Aggiungiamoci alcool a profusione, altro, e tanti botti : altro non è che una festa chicana senza i mariachi, con più petardi e meno sparatorie, ma è la stessa mentalità da Pueblo.

Con compassione, io vi disprezzo.





1

{ ri-posto il mio ultimo status faccialibresco del 2019 }.

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Robert de Beaumont, I conte di Leicester




Jotham Annan nei panni di Robert de Beaumont


Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato.

George Orwell


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Matteo Luca Andriola ci ricordava su FB [ 1 ] il caso assurdo di un personaggio storico inglese di origini normanne che nel 2017 è stato interpretato, nel docu-film “1066: A Year to Conquer England” prodotto dalla un tempo autorevole BBC, dall'attore nero Jotham Annan [ 2 ] che vedete qua sopra in foto. Uno dei tanti esempi di alterazione della narrazione storica – sia della Storia con la “s” maiuscola, che dei prodotti della fantasia – cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

Il regime globaritarista [ 3 ] non ha più alcun ritegno nel pastroiare la Storia delle nazioni occidentali al fine di farne un falso utile alla propaganda sì-global favorevole alla società multi-etnica da realizzare hic et nunc nel minore tempo possibile, stante lo sbandamento cognitivo delle masse occidentali rimbambite da 70 anni di Paese dei Balocchi consumistico.
Su quella bacheca è stato sarcasticamente commentato che, però, la scelta di un uomo è stata sessualmente discriminante. Ed è vero : una donna nera pansessualista sarebbe stata l'ideale per interpretare Robert de Beaumont, I conte di Leicester [ 4 ].

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Indistinzione



PROMUOVERE L'INDISTINZIONE, CHIAMANDOLA UGUAGLIANZA

di Riccardo Paccosi

L'amore romantico come espressione patriarcale da abbattere: come al solito, l'ideologia liberal – in questo caso [ 1 ] declinata in termini di femminismo intersezionale – gioca a confondere le acque e a definire impropriamente "uguaglianza" quella che è, in realtà, una spinta all'indistizione.
Con buona pace di quanto afferma la blogger spagnola nel link sottostante, le donne e gli uomini tendono sempre e comunque ad assumere dei ruoli definiti nelle dinamiche di coppia e questo per un semplice motivo: donne e uomini sono diversi e ognuno dei due insiemi è definito internamente da tratti comuni.
Ma è esattamente questa diversità che il pensiero liberal rifiuta perché, se accettato, il principio della differenza fra uomini e donne implicherebbe il riconoscere l'esistenza d'un piano identitario, negli esseri umani, che non sia intersezionale e transitorio.
E' molto semplicistico affermare che la volontà d'imporre come verità scientifica la teoria transgenderista – cioè l'idea che l'identità di genere non abbia nulla a che fare col sesso biologico di nascita – sarebbe dovuta alle "lobby gay".
Le lobby esistono in ogni campo, ma alla macchina riproduttiva del capitalismo, non importa nulla né dei diritti dei gay né dell'emancipazione della donna: importa, invece, usare strumentalmente qualsivoglia istanza utile a dissolvere i dispositivi identitari collettivi; questo in modo che la società e l'immaginario siano composti, esclusivamente, da singoli individui il cui insieme rispecchi la fluidità e la rapidità di trasformazione dei mercati. A tale scopo, l'azione livellatrice volta a creare un Uomo Nuovo deprivato di retaggi generazionali e comunitari, si dispiega su più livelli:

a) attraverso la negazione dell'identità territoriale e l'esaltazione del nomadismo;
b) attraverso la negazione della memoria storica, ovvero attraverso la proposta di abolizione dalle scuole di quella letteratura del passato che non è conforme all'ideologia egemone del presente;
c) attraverso la negazione del sacro e del sovrasensibile: l'aspirazione dell'uomo a interrogarsi sulla propria finitezza e sull'universo intorno a sé, si è articolata per millenni in termini cultuali e collettivi; la realtà virtuale, oggi, rende ogni piano sovrasensibile fabbricabile e, soprattutto, esperibile individualmente, al di fuori di qualsivoglia ritualità di gruppo;
d) attraverso la negazione della propria identità biologica: questo può avvenire negando la relazione tra genere e biologia, oppure definendo "un parassita dentro al proprio corpo" la condizione di gravidanza, oppure ancora definendo "patriarcale" l'esistenza di differenze fra l'uomo e la donna.

In tutto questo, a essere spazzati via sono altresì decenni di teoria femminista della differenza: un approccio che, a differenza del femminismo odierno, connetteva la tematica dell'emancipazione della donna a quella della lotta di classe. Mi auguro che le femministe che si riconoscono ancora in suddetta prospettiva, facciano sentire la propria voce.



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[ 1 ] : Paola Giura, “Coral Herrera: «L'amore romantico è un concetto patriarcale»” su LetteraDonna, 15 dicembre 2019.


indistinzióne

indistinzióne s. f. [comp. di in-2 e distinzione], non com. – Condizione di ciò che è indistinto, mancanza di distinzione: una notevole i. fra letteratura e poesia (Montale).

Treccani


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Il tipo di amore diverso basato sul «cameratismo» teorizzato dalla Herrera non è altro che la libertà amorosa teorizzata e praticata dalle socialiste russe in epoca pre-rivoluzionaria.
Per quanto si possa essere elastici sulla ( ri-)definizione dei generi e dei ruoli nel Presente – ad esempio, non mi trovo in disaccordo con diverse affermazioni della neo-femminista spagnola criticata – il reticolo delle istanze mosse è direzionato e partecipa alla piallatura = reset dell'essere umano denunciato dall'amico Riccardo [ 23 ].
Il difetto di ragionamento sta nello scambiare un legittimo percorso sperimentale individuale con l'obiettivo finale comunitario scritto in anticipo e assurto a rigido dogma.

La richiesta di ( totale ) indistinzione – come detto, è cosa ben diversa dall'uguaglianza dei diritti che, contrattata, può essere applicata in aree e modi differenti – è un default contraddistinto dal puro masochismo femminile nella rinuncia alla centralità negli affari sentimentali, e, quindi, azione coercitiva delle menti e delle coscienze nella direzione della distopia in fase di realizzazione. Come ho scritto tante volte : cancellare la sofferenza, cancellando l'identità. Ma tale sofferenza può essere definita “universale” ? Essa è una caratteristica intrinseca – se preferite, naturale – di ogni essere umano che nasce sessuato femminile ? 
Qui sta la falsificazione smerciata, stante una universalità implicita del presupposto tutte le donne soffrono nell'amore a causa dello “schema patriarcale”, che è ovviamente falso.
Come dire, viceversa, che ( tutti ) gli uomini non provano sofferenze di Cuore e, anzi, ( tutti ) gli uomini sono menefreghisti alla Vronsky [ 4 ] quindi meccanicamente aguzzini delle donne, le povere vittime designate. Gli agnelli sacrificali
Vedi anche l'inevitabile, stucchevole citazione dell'“uomo violento” nell'intervista.

Henry Lee




Video ufficiale del brano




Cover di Konstantin Dikov & Nicole Dikova


testo originale

Henry Lee

"Get down, get down, little Henry Lee,
And stay all night with me
You won't find a girl in this damn world
That will compare with me"

And the wind did howl
And the wind did blow
La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee
"I can't get down and I won't get down,
And stay all night with thee,
For the girl I have, in that merry green land,
I love fair better than thee"

And the wind did howl
And the wind did blow
La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee

She leaned herself against a fence,
Just for a kiss or two,
And with a little pen-knife held in her hand
Well, she plugged him through and through —

And the wind did roar
And the wind did moan
La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee

Come take him by his lily-white hands,
Come take him by his feet,
And throw him in this deep, deep well
That's more than one hundred feet —

And the wind did howl
And the wind did blow
La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee

Lie there, lie there, little Henry Lee,
Till the flesh drops from your bones
For the girl you have in that merry green land
Can wait forever for you to come home —

And the wind did howl
And the wind did moan
La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee

La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee
La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee

La, la-la-la-la
La, la-la-la-li
A little bird lit down on Henry Lee

fonte


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1

Ancora un po' di miele prima di occuparmi nuovamente di faccende diversamente pesanti.

Simmetricamente alla ballata precedentemente postata [ 1 ] qui abbiamo l'omicidio di un maschio compiuto da una ragazza possessiva e gelosa, che di lui si era invaghita.
PJ Harvey e Nick Cave sono decisamente caldi e nella parte – la collaborazione artistica sarà la scintilla di una breve e intensa relazione amorosa spezzata dalla donna e genitrice dei successivi album [ 2 , 3 ] – il cantato è struggente dichiarazione del lato oscuro dell'umanità, la torbida terra interiore di frontiera.
{ allego una bella cover pubblicata nel tubo appena due giorni fa da un bravo interprete bulgaro [ 4 ] }.
E' il riarrangiamento di una canzone folk tradizionale scozzese che narra della vendetta di una moglie tradita che, però, confesserà il delitto e verrà bruciata sul rogo : “Young Hunting” [ 5 ].

Where the wild roses grow




Video ufficiale




Live al Koko


testo originale

Where the wild roses grow

They call me The Wild Rose
But my name was Eliza Day
Why they call me it I do not know
For my name was Eliza Day

From the first day I saw her I knew she was the one
She stared in my eyes and smiled
For her lips were the colour of the roses
That grew down the river, all bloody and wild

When he knocked on my door and entered the room
My trembling subsided in his sure embrace
He would be my first man, and with a careful hand
He wiped at the tears that ran down my face

They call me The Wild Rose
But my name was Eliza Day
Why they call me it I do not know
For my name was Eliza Day

On the second day I brought her a flower
She was more beautiful than any woman I've seen
I said: "Do you know where the wild roses grow
So sweet and scarlet and free?"

On the second day he came with a single red rose
He said: "Give me your loss and your sorrow?"
I nodded my head, as I lay on the bed
"If I show you the roses will you follow?"

They call me The Wild Rose
But my name was Eliza Day
Why they call me it I do not know
For my name was Eliza Day

On the third day he took me to the river
He showed me the roses and we kissed
And the last thing I heard was a muttered word
As he knelt above me with a rock in his fist

On the last day I took her where the wild roses grow
She lay on the bank, the wind lied as a thief
And I kissed her goodbye, said "All beauty must die"
And I lent down and planted a rose 'tween her teeth

They call me The Wild Rose
But my name was Eliza Day
Why they call me it I do not know
For my name was Eliza Day
My name was Eliza Day
For my name was Eliza Day

fonte


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1

L'ovattato periodo festivo m'induce a questi ascolti romantici, come la ballata a due voci – quella dell'anima stupita e non ancora cosciente del trapasso, e quella della coscienza macchiata dell'altro – che racconta dell'assassinio di una ragazza per mano del suo spasimante.

Dalla scheda wikipediana in lingua inglese [ 1 ] ho appreso che Nick Cave scrisse il testo pensando proprio a Kylie Minogue, per la quale ebbe una vera ossessione che durò anni e compose parecchie canzoni, tuttavia nessuna gli sembrava meritevole d'essere proposta alla cantante. Quando concepì Where the Wild Roses Grow capì che era quella giusta, gliela inviò, e lei rispose l'indomani → ho implementato l'informazione sulla scheda in lingua italiana [ 2 ].
Il testo e il ruolo sono perfetti per la voce e l'interpretazione della cantante pop australiana, contrappuntata dal tono baritonale dell'ombroso connazionale bravo a calarsi nel personaggio negativo.
La versione dal vivo che propongo non perde nulla, anzi, è accresciuta dalla sincera e calda empatia tra il pubblico e i performanti.
Una leccornia doppia da ascoltare e riascoltare senza stancarsi mai, una creazione ispirata e sublime.

Ghosteen




Il video ufficiale dell'album è al momento disponibile su YouTube


testo originale

Ghosteen

[Verse 1]
Once there was a song, the song yearned to be sung
It was a spinning song about the king of rock 'n' roll
The king was first a young prince, the prince was the best
With his black jelly hair he crashed onto a stage in Vegas

[Verse 2]
The king had a queen, the queen's hair was a stairway
She tended the castle garden and in the garden planted a tree
The garden tree was a stairway, it was 16 branches high
On the top branch was a nest, sing the high cloudy nest
In the nest there was a bird, the bird had a wing
The wing had a feather, spin the feather and sing the wind

[Verse 3]
The king in time died, the queen's heart broke like a vow
And the tree returned to the earth with the nest and the bird
But the feather spun upward, upward and upward
Spinning all the weather vanes
And you're sitting at the kitchen table, listening to the radio

[Outro]
And I love you, and I love you, and I love you, and I love you
And I love you, and I love you, and I love you
Peace will come, a peace will come, a peace will come in time
A time will come, a time will come, a time will come for us
Peace will come, a peace will come, a peace will come in time
A time will come, a time will come, a time will come for us

fonte

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Tempo festivo, tempo di fiabe.
Dopo il post di UnUomo.InCammino [ 1 ] pubblico questo capolavoro della band alternativa australiana Nick Cave and the Bad Seeds, ancora sul rapporto tra padre e figlio.
Qui abbiamo il capitolo ( forse conclusivo ) dell'elaborazione di un lutto, siccome il cantante e scrittore del gruppo perse il figlio Arthur nel 2015 [ 2 ].
E' una commovente fiaba visionaria fino all'esoterismo, con diversi riferimenti biblici.
Gli amici faccialibreschi ne sono stati positivamente e profondamente colpiti, e Valerio Zekkinivate dei PCC – ha commentato : “Tutti dicono che questo e` il disco dell'anno - non sono mai stato un fan di Cave, ma questo e` oggettivamente bello” [ 3 ].
Il video è l'animazione di un cielo in evoluzione, una trama grafica accurata e sensibile al cantato.
Un capolavoro da brividi.

{ per eventuali acquisti, vedi lo store ufficiale : [ 4 ] }.

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La Marcia di Radetzky “nazista”




La nota variante del Concerto di Capodanno, diretta da Daniel Barenboim nel 2014


Concerto di Capodanno di Vienna, epurata Marcia di Radetzky: "La parte finale è nazista"

Polemiche sul Concerto di Capodanno. Il ritmico applauso finale sulla Radetzky Marsch è opera di Leopold Weninger, compositore iscritto allo Nsdap, il nuovo direttore del Philarmoniker di Vienna ha commissionato un nuovo arrangiamento

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L' arrangiamento musicale eseguito fino ad oggi è di Leopold Weninger un compositore che era iscritto allo Nsdap il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori. Se si confronta il brano incriminato con la “Urfassung”, la versione originale di Johann Strauss senior, si può notare come quella di Weninger sia leggermente più ritmica e vivace. Il tutto studiato per coinvolgere il pubblico.

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Il nuovo direttore dei Philarmoniker di Vienna, il lettone Andris Nelsons, si è rifiutato di dirigere questa versione. Così per non lasciare un vuoto ha commissionato all'archivio dell'orchestra la stesura di un nuovo arrangiamento che il primo violino Daniel Froschauer descrive come “finalmente libero dalle ombre brune del passato”.

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il Giornale.it, 21 dicembre 2019


Lo strano caso della Marcia di Radetzky de-nazificata in ritardo

Rivisto l'arrangiamento del brano suonato al concerto di Capodanno a Vienna: più morbido e meno marziale. E allora i legami con l'impero asburgico anti-libertario? Quella musica si è già auto riscattata: lasciateci solo il piacere di ascoltarla.

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Vietato anche battere le mani a tempo?

Nel mirino anche l’abitudine di battere a tempo le mani accompagnando l’orchestra: consuetudine nazista. Insomma, il pubblico internazionale che da sempre affolla quella che è forse la più popolare manifestazione musicale non pop-rock dei nostri tempi soggiace ignaro da più di settant’anni alla propaganda hitleriana. Fosse vero che da qualche parte in Sudamerica il dittatore è sopravvissuto a lungo all’incenerimento del suo Reich millenario, avrebbe avuto di che compiacersene.

Dunque si sono accorti con 73 anni di ritardo

Eppure, una domanda sorge spontanea – come suole dirsi. Ammesso e non concesso che sia davvero così, che l’arrangiamento di Weninger è un’esaltazione in musica del nazismo, com’è possibile che a Vienna ci abbiano messo 73 anni a liberarsene? Pare che qualche direttore, nei decenni scorsi, avesse avuto qualche perplessità, ma che non sia mai riuscito a far prevalere l’idea di cambiare. È un fatto che se cercate la Marcia su Google, la prima occorrenza che trovate è un video di YouTube, il cui titolo affianca la venerata memoria di Claudio Abbado, sicuro democratico, con il nome dell’oscuro nazi-arrangiatore…

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Lettera43, 21 dicembre 2019


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A proposito di musiche festive.

I krauti non mi fanno impazzire ( eufemismo ) ma non posso omettere di annotare che la psicosi del politicamente corretto continua a imperversare come un flagello sul disastrato continente europeo in conclamata decadenza spirituale e materiale ... senza che 1 intellettuale di varia natura e di primo piano alzi la voce per porre il proprio autorevole dissenso ad un processo che sembra inarrestabile, soprattutto nell'area che per decenni è stata detta Europa Occidentale.
L'ennesimo vandalismo della Forma e della Dignità è stato compiuto a Vienna una settimana fa circa, ai danni di una composizione classica che, nella trascinante versione modificata da Leopold Weninger – qui la versione originale di Johann Strauss ( padre ), detta Urfassung : [ 1 ] – tutti abbiamo ascoltato e ammiccato, se non applaudito, a ritmo, seppure lontani, almeno una volta nella vita.
Come ricorda l'articolista de il Giornale, si dovrebbe obiettare al solerte direttore della Filarmonica che il concerto che si appresta a dirigere è stato istituito da Adolf Hitler, e quindi, se egli fosse coerente, dovrebbe rifiutarsi di dirigere l'intero evento e persino chiederne la cancellazione per ( delirante ) “apologia di nazismo”.
La scelta di agire violenza a un solo brano, anche se cruciale nella struttura del concerto e certamente popolare, appare ruffiana ed ipocrita ricerca di notorietà mediatica.

Ma c'è dell'altro.

Oratorio di Natale – 2ª




Christmas Oratorio, BWV 248 – opera completa



Oratorio di Natale

Io ti conserverò diligentemente,
io vorrò con te
vivere qui,
e poi dipartirmi con te.
Con te desidero innalzarmi alla fine
colmo di gioia
per sempre
là nell'altra vita.


33 - Corale

Questo è il primo Natale da qualche anno che non lo passerò con UnBipedinone. Ho lavorato tutto il giorno e ora arriva il tempo per qualche riflessione.
Quando andavo in Germania, con sua madre, i suoceri ci portavano tutte le volte al Weihnachts Oratorium di Johan Sebastian Bach, verso le diciassette. A quel tempo era un po' una una forzatura della mia inerzia, anche se, poi, in chiesa, le note e il canto corale di Bach mi vincevano. Corni inglesi e organo sono i grimaldelli che Bach utilizza con maestria per aprire ogni porta corazzata e arrivare al nostro nucleo emotivo, intimo.
Passano gli anni e anche la mia anima cambia. Oggi l'ho ascoltato tutto, questa maestosa introduzione a questa festa della famiglia, dell'oscurità niziante a morire nella luce, introduzione al rito della nascita del sangue del nostro sangue.
Complice l'assenza di UnBipedinone e questa solitudine operosa ho quella predisposizione d'animo introspettiva e con un leggero velo di malinconia che è un buon viatico a vivere queste ore con emozione.
Penso a tutte le persone che non hanno avuto la grazia di avere un figlio. Da sempre noto alcune tanghere senza figli, così inquiete... Questo è il momento del focolare, di quella vicinanza d'anime e di affetti (e pure di odi che vengono insieme, o tutto o nulla) e del sangue, della carne, del fuoco, di mamme, di papà e di noi figli. Vivo il paradosso di essere, stasera, lontano dai miei cari ed essere loro così vicino.
Un pensiero, allora, a coloro che, nel loro sacrificio, per alcuni o forse molti inconsapevolmente ecologico, non hanno discendenze e un Buon Natale per loro più sentito.



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{ prima pubblicazione del post sul blog Un uomo in cammino, martedì 24 dicembre 2019 [ 1 ] }.


1

Replico questo testo intimo eppure universale scritto dall'amico UUIC in occasione della corrente festività, siccome è uno status di maturità e un brano di buona letteratura.

E ringrazio per il pensiero finale, io sono proprio nel gruppo umano dei destinatari del messaggio.

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[ ...

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Book of brilliant things




La versione live, da “Live in the City of Light” ( 1987 )


testo originale

Book Of Brilliant Things

Thank you for the voice, the eyes and the memories shine
Thank you for the pictures of living in the beautiful black and the white
Some say we'll be together for a very long time
Some say that our first impressions never will lie
I open up to take a look into the bright and shiny book
Into the open scheme of things
Book of brilliant things
Book of brilliant things
I open up to take a look into the bright and shiny book;
Into the open scheme of things
Book of brilliant things
Oh, book of brilliant things

I thank you for the shadows
It takes two or three to make company
I thank you for the lightning that shoots up and sparkles in the rain
Some say this could be the great divide
Some day some of them say that our hearts will beat
Like the wheels of the fast train, all around the world

I open up to take a look into the bright and shiny book
Into the open scheme of things
Book of brilliant things
Book of brilliant things

Some say we can be together for a very long time
Some say our hearts will beat like the wheels of a fast train
All around the world
All around the world
All around the world
Some say our hearts beat like the wheels of a fast train
All around the world
All around, all around, around, around
All around the world

Our hearts beat like the wheels of a fast train
A very long time
All around and all around and all around and all around the world
Some say we'll be together
Some say

A very long time, some of them will say
A very long time all around the world

fonte


1

Un modo di augurare un buon periodo festivo agli amici blogger e ai naviganti che passeranno casualmente da questa pagina, è il riproporre questo meraviglioso brano dei Simple Minds, e secondo me la versione live riarrangiata con l'introduzione di archi e un'atmosfera del tutto diversa dall'originale danzereccio è la cosa più bella della loro lunga e gloriosa carriera.

{ la versione studio del brano, da “Sparkle in the Rain” ( 1984 ) : [ 1 ] }.

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Brexit/2




Un buon uomo angosciato dall'esito del referendum sull'uscita del Regno Unito dall'UE


[ ... ]

1

Quando ...

quando ...

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah !

Scusate.
Quando leggo questo ritaglio snappato dall'esimio L'Eco del Mondo Nuovo – detto anche la Repubblica – non riesco a fermare le risate. M'è successo anche adesso, ri-postando l'immagine su questo blog.
Sappiamo che i collaborazionisti sì-global presero davvero male la vittoria dei favorevoli all'uscita dalla UE nel referendum sulla Brexit [ 1 ] e chissà adesso, dopo quella dei conservatori britannici pro-Brexit nelle recenti elezioni politiche [ 2 ] ... gli pseudo-professionisti di molti mestieri, devoti alla Causa, già si prodigarono nel fabbricare nuove presunte evidenze della tossicità del sovranismo politico, anche inventando patologie funzionali alla propaganda filo-UE [ 3 ].
Chissà se lo Stress da Brexit verrà incluso nella prossima edizione del DSM – Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali [ 4 ] vale a dire la “Bibbia” delle psicopatologie ...

[ ... ]

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Brexit/1




No ... non è andata così ... chi racconta le bugie sulla Realtà ?




voti
%
diff.
seggi
diff.
Conservatori
13.966.565
43,6
+ 1,2
365/650
+ 48
Laburisti
10.269.076
32,1
- 7,9
202/650
- 60
fonte


1

Erano le elezioni politiche anticipate, ma per il mondo intero era soprattutto il “secondo referendum” sulla uscita del Regno Unito dall'Unione Europea ( la cosiddetta Brexit ) [ 1 ] e la risposta è stata chiara. In molti Paesi europei la “Sinistra” è al minimo storico : la giusta punizione per un'area politica snaturata, che appena crollato il Muro di Berlino – a 051 la Svolta della Bolognina [ 2 ] venne messa in scena 3 giorni dopo – iniziò a ripudiare le radici socialiste cioè la propria identità.

Un'area politica fortemente filo-UE e globalista che viene punita da un Popolo europeo sempre più immiserito e precario.

Schiavi



[ ... ] Io non disprezzo la vittima protagonista della vicenda.
In sé, è sfacciata la tragedia grottesca di una madre che ha appena perso un figlio e nel dolore viene ingiuriata dai presenti. Roba buona per l'ennesimo film di Lars Von Trier sulla borghesia europea-occidentale malata. Tanto estrema che potrebbe non essere vera : vedi la smentita eseguita dal personale ospedaliero e dei carabinieri presenti [1][2].

Io disprezzo voi che commentate.

Scrive James Ellroy nell'introduzione a ''Scorciatoie per l'inferno'' :

''Otteniamo l'eccitazione mozzafiato perché l'eccitazione mozzafiato ha sempre eclissato l'approfondimento psicologico e la critica sociale come motore più importante della narrativa poliziesca in tutte le sue forme.''

Si riferisce alla narrazione true crime e al genere poliziesco, ma, se eclissate l'aggettivo ''poliziesca'', si adatta bene alla narrazione pietistica pro-mass-immigrazione in auge sulle testate ''giornalistiche'' ''italiane'' da molti anni.
A voi non interessa ragionare sulle notizie, altrimenti vi fareste delle domande e, tra queste, non ultima : ''cosa ha eroso la capacità di tolleranza di tanti italici, fino a mostrare insopportazione per una scena così assolutamente drammatica ?''
Ma, ancora prima : ''A quante scene di razzismo ho assistito direttamente nell'ultimo anno, nell'ambiente fisico topografico in cui vivo e mi muovo ?''
''Il razzismo è largamente diffuso in questo Paese ?''
Cioè : ''Gli italiani sono un popolo razzista ?''
Eccetera.

Ma a voi non interessa ragionare.

Anelate l'assoluto, l'assoluto Orrore, per rintanarvi nella buca che già vi siete scavati, fradici delle vostre stesse lacrime quotidiane di costernazione.
Siete dei masochisti eccitati dall'arrivo del Master = del Fascista che vi ridurrà al punto minimo, al massimo di impotenza e repressione. Ciò che voi temete, in Realtà desiderate. E il ''giornalismo'' ''italiano'' vi rifornisce quotidianamente di storie adeguate allo scopo, si inventa – cioè configura i contorni e riempie il perimetro con parabole idonee ad eccitare la vostra fantasia morbosa – un razzismo di massa che nella Realtà non esiste. Più difficile e razionale, è cominciare a ragionare sull'inevitabile impatto sociale ed economico di una massa ingente e clandestina di senz'arte né parte spostati su questo territorio da ogni luogo del mondo.

Siete stati programmati dal Sistema proprio per questo, ed è il premio che meritate.

{ mio commento a un post frignone sul caso della madre nigeriana all'ospedale di Sondrio }

=

[ 1 ].

[ 2 ] : nell'articolo di RaiNews si legge che il post di denuncia è stato scritto su questo social net dalla ''sardina'' Francesca Gugiatti, maestra elementare e consigliera comunale che casualmente si trovava nella struttura per cure. Quando si dice il ''caso''.



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{ prima pubblicazione del post su faccialibro, giovedì 19 dicembre 2019 [ 3 ] }.


[ ... ]

1

E nel frattempo, cresce l'evidenza di una menzogna artata come fake news contro i fantomatici razzisti : “Il razzismo immaginario all'Ospedale di Sondrio” [ 4 ].

Panorama specifica quanto segue :



[ ... ]

- il giorno dopo l'Ospedale smentisce: "Stando alle testimonianze dei medici e degli infermieri presenti al pronto Soccorso non ci sarebbe stato alcun commento, grida, insulto razzista nei confronti della donna nigeriana". Ma c'è di più.

- un Colonnello dei Carabinieri era anche lui presente in quei momenti all'Ospedale, al Pronto Soccorso. "Non 'è stato nessun commento e nessun insulto razzista - la sua testimonianza -. Al momento erano presenti solo la madre della bambina, il padre, una parente, il personale medico ed i Carabinieri. Nessuno ha gridato frasi razziste all'indirizzo della donna e la donna non può aver reagito a questi insulti perché non c'è stata interazione tra chi aspettava di essere curato e lei".

- la stessa donna nigeriana, intervistata ieri, dice di non aver sentito nulla.

[ ... ]

Panorama, 20 dicembre 2019


E' l'ennesima menzogna sul presunto “razzismo” diffuso, artata per eccitare gli psicosofferenti rinfocolando l'ossessione per il “fascista” e il “razzista” = per il “leghista” ?
Per scaldarli alla temperatura giusta in prossimità delle importanti elezioni regionali emiliano-romagnole ?
Molte le testate “giornalistiche” che hanno subito strillato la notizia senza eseguire le minime doverose verifiche, sicuri di colpire le coscienze dei tanti malati che degradano l'ex-Belpaese.
E' divertente che quella che appare sempre più come fake news sia stata dispacciata su FB da una “sardina” a pochi giorni dalla diffusione del programmino [ 5 ] particolarmente austero sul mondo dell'informazione ed i social in particolare.

Intanto, le testate che hanno strillato fin dal primo minuto ora tacciono gli aggiornamenti della notizia. Insabbiando il caso lentamente.

[ ... ]

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Sardine ?




Il programma delle Sardine circolato nella rete




Questo è il programma delle ''sardine'' : di ampiezza mentale ristrettissima, 6 punti su 6 sono tarati precisamente contro la Lega.

Liberi e dissenzienti, né con la Lega né con il PD ...

CERTO.

Ma, a ben vedere e come è già stato stigmatizzato da vari utenti, il nucleo del programma contiene un'esplicita censura della rete informatica siccome essa ha dimostrato, nel Bene e nel Male, di essere un medium indipendente dagli invocati ''canali istituzionali''.

Il tutto con un tono sommesso E violento - il reiterato ''pretendiamo'' che diventa ''pretendiamo che il mondo dell'informazione [ ... ]'' - da ''bravi ragazzi'' che poi te la fanno alle spalle : mi ricorda lo stile viscido di un Fabio Fazio.

Questo programmino fortemente tossico è l'invocazione della dittatura del ''politically correct'', della narrazione allucinogena E rassicurante che non ammette dissenso alla linea politica del Potere finanziario.



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{ prima pubblicazione del post su faccialibro, martedì 17 dicembre 2019 [ 1 ] }.


1

Il pesce avariato puzza dalla testa.

E fin dall'inizio i capi-banco e le testate collaborazioniste della Globalizzazione hanno dispacciato la menzogna di un movimento “spontaneo” nato da una catena di messaggini sui social lanciata da quattro amici come una “scommessa” [ 2 ].
Una balla sfacciata, siccome l'organizzazione e il tempismo di un fenomeno di queste dimensioni può essere solo professionale e progettato a tavolino, così come la sincronizzata attenzione dei media e l'endorsement ricevuto da personaggi nefasti della Storia recente e corrente – Mario Monti e Romano Prodi – erano stati concertati anzitempo.
Le ennesime piazze ad orologeria e già dovremmo essere stati abituati a maneggiare questi fenomeni artificiosi dalle rivoluzioni colorate e dalle primavere arabe ordite dalla rete Open Society Foundations [ 3 ] di George Soros.
Di “spontanea” c'è l'adesione massiva dello strato sociale degli psicopatici razzisti anti- ( secondo l'efficace definizione di UnUomo.InCammino ) e dei minus habentes sofferenti che non mancano mai qualunque cazzata di piazza pur di fare massa = di diluire la propria identità ( già debole di suo ) nel Tutto = nel Nulla.
Un movimento finto-antagonista, finto-libertario, ultra-liberista, sì-global, pro-Governo in carica e filo-UE, nato in concomitanza con l'apertura della campagna elettorale leghista in E-R e sul crinale di questioni europee cruciali come il MES.

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Sono dei vigliacchi



Sono dei vigliacchi.
Non potendo vincere con il voto, provano ad eliminare la concorrenza.
Una concorrenza peraltro ridicola, ma questo passa il panorama politico nazionale.
Si chiama sovversione ed ha molte facce.
Costituzionale, giudiziaria, mediatica...
Adesso vorrebbero nuovamente processare Salvini nientemeno che per sequestro di persona.
Invece io mi chiedo, stante le leggi italiane, perché non si sia MAI indagato sui precedenti governi per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Questo lasciando perdere il business che questa alimenta.
E poi voglio proprio vedere cosa succederà con il ministro Lamorgese, che lo scorso ottobre tenne ferma la Ocean Viking per 11 giorni nel mare tra Libia e Italia in attesa dello svolgimento delle elezioni umbre (e per fortuna non ce ne erano altre...), nelle quali il PD rimediò comunque una bella tranvata.
Salvini ha fatto semplicemente quello per cui era stato messo, ovvero difendere i confini dello Stato.
In NESSUNA altra parte del mondo potrebbe succedere una roba del genere.
E non parlo del caso Rackete per carità di patria (ci fosse), anche se, come ennesima beffa, è di queste ore l'ennesimo dissequestro della Sea Watch.
Comunque sia, questo VERGOGNOSO atteggiamento, che rimette al giudizio di una certa magistratura le scelte politiche di questo Paese, non riuscirà ad evitare loro un ben più pesante (e speriamo definitivo) giudizio popolare.



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{ prima pubblicazione del post su faccialibro, venerdì 20 dicembre 2019 [ 1 ] }.


1

Quoto la descrizione – una delle tante possibili – della drammatica anormalità di un Paese.

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Insulti alla capotreno, fermato il convoglio


Insulti alla capotreno, fermato il convoglio

Chiesto l'intervento dei carabinieri. Passeggeri trasbordati sulla corsa successiva, arrivati a Bologna con oltre quaranta minuti di ritardo

Un passeggero insulta e minaccia la capotreno e il convoglio con 150 passeggeri a bordo si ferma per 40 minuti. E' successo ieri mattina a Crespellano sul treno Bologna-Vignola delle 6 e 43. Come effetto-domino (la linea è ad un solo binario) il ritardo ha contagiato anche le corse seguenti e quelle in direzione opposta. Risultato: un'aggressione verbale si trasforma nell'ennesima Caporetto per una tratta che per i motivi più vari nelle ultime tre settimane si segnala per una raffica di ritardi a due cifre.
Questi i fatti, così come sono stati riferiti da Tper (gestore del servizio sulla linea Fer): «Verso le sette la capotreno della corsa 91802 partita da Vignola e diretta a Bologna redarguisce (purtroppo senza esito) alcuni ragazzi che fumavano in vettura e tenevano le scarpe sui sedili. Per tutta risposta due facinorosi del gruppo aggredivano verbalmente la capotreno con pesanti insulti e minacce. Venivano allertati i carabinieri, intervenuti alla stazione di Crespellano, dove il treno veniva soppresso» [ ... ].
«Quando il treno si è fermato e nessuno si è degnato di darci spiegazioni ci siamo preoccupati. C'è chi è arrivato in ritardo sul lavoro, chi a scuola, chi ha perso tutte le coincidenze in stazione. E il tutto per cosa? Per un insulto? Ci abbiamo parlato con il ragazzo, credo che fosse uno studente, che ha esibito il permesso di soggiorno e forse non aveva un documento... I carabinieri sono arrivati molto velocemente, hanno accertato i fatti e il ragazzo ha poi continuato il suo viaggio, a quanto pare la cosa non era così grave... ma di mezzo a questa diatriba ci sono rimasti 150 passeggeri in attesa e in ritardo su tutti i loro impegni. Francamente mi pare eccessivo» commenta un manager utente abituale che ha assistito in diretta al fatto [ ... ].

il Resto del Carlino – Bologna, 11 dicembre 2019, pag. 19

[ ... ]

1

Avete notato ?

Da qualche tempo, sulle testate “giornalistiche” “italiane” è in uso l'oscuramento dell'identità etnica dei protagonisti negativi delle vicende di cronaca, come già da anni avviene in Francia e in altri Paesi dell'Europa Occidentale. Un dispositivo che credo ipertrofizzerà i pregiudizi nel buio della comunicazione omessa anziché chetarli o cancellarli – per questo risultato, abbiate fiducia nella macchina magnifica in progettazione all'IIT [ 1 ] – facendo incazzare di più gli autoctoni.
Parlando di altra epoca, la si sarebbe definita pubblicamente “censura” eseguita da un regime. Perché tale è. Oggi, nel regime sì-global a basso contenuto di democrazia effettiva : censura.
Guardate, quindi, che razza di peripezie deve fare il cronista onesto per trasmettere l'informazione dell'ennesima “risorsa” extra-comunitaria che rompe il cazzo. 

Stimolazione cerebrale non invasiva


La stimolazione cerebrale non invasiva contro pregiudizi e stereotipi sociali

(A cura di Maddalena Marini, ricercatrice IIT)

Nel corso degli ultimi decenni, la globalizzazione ha portato a un’intensificazione degli scambi internazionali nella nostra società, favorendo su una scala senza precedenti il crescere dell’economia mondiale e la coesistenza di differenti gruppi socioculturali.

Tale processo, però, oltre ad avere certamente aspetti positivi molto rilevanti per l’evoluzione della società moderna come il superamento dei confini spazio-temporali, la velocità e la circolazione delle comunicazioni, e l’arricchimento culturale, ha portato a ripercussioni e scontri a livello sociale dovuti allo scambio culturale tra civiltà e culture molto diverse tra di loro.

Infatti, nonostante la nostra società sia ora popolata da individui appartenenti a diverse culture, la nostra mente riflette ancora le tracce di un’eredità evoluzionistica dove gli esseri umani vivevano in piccoli gruppi composti da individui con caratteristiche genetiche e sociali simili tra loro, portandoci tuttora a preferire le persone che sono socialmente e culturalmente “simili a noi” rispetto a quelle che “differiscono da noi”.

[ ... ]

L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi.

In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze.

Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.

[ ... ].

L'HuffPost, 16 agosto 2019


1

Non è stato uno scherzo ferragostano.
Metodi degni della letteratura distopica, ma tutto è lecito per consolidare il Mondo Nuovo, anche queste tecniche manipolative della Coscienza dell'essere umano.

Metodi in corso di progettazione all'interno di un istituto finanziato dallo Stato per i quali mi sembra che nessun politico, intellettuale, giornalista, scienziato, medico “italiano” si sia indignato, né abbia chiesto una indagine etica e amministrativa a mezzo stampa e/o nelle opportune sedi istituzionali, complice una opinione pubblica sopita e rimpinzata di “urgenze” quali gli Odiatori della Rete.
Ogni regime si sorregge grazie a una larga collaborazione sia attiva che passiva ( omertosa ) e vale anche per questa forma di finta democrazia che ha ammorbato la “Italia” e l'Europa Occidentale.

17 a 3




Governi tedeschi e governi “italiani” lungo la linea temporale


[ ... ]

1

Questa grafica che ho trovato e ripostato su FB [ 1 ] e di cui non conosco l'autore – chiedo scusa per la mancata attribuzione – manca del Governo Conte II [ 2 ] e il colore associato al Conte I [ 3 ] è quello che nella legenda marca il governo tecnico ( errore ).
Ma rende bene il ridicolo teatrino italico dei bisticci, delle alleanze tradite, dei pronunciamenti impettiti di principio ad uso di un Pueblo avvinto dagli scontri dialettici degni del Processo biscardiano cioè dei saltimbanchi verbosi nelle peggiori osterie.
Contando il Governo Conte II abbiamo visto 17 esecutivi in 30 anni, 25 dei quali coperti dal sistema bipolare [ 4 ] che avrebbe dovuto risolvere e cancellare gli intrighi di palazzo, tutto a vantaggio dei cittadini – si diceva.
{ qui [ 5 ] altri numerini }.
E tra una crisi di governo ad orologeria ed un'altra – l'ultima è stata generata dialetticamente da Capitan Calippo a Ferragosto [ 6 ] – sulle questioni più importanti ( lavoro, scuola, sanità, immigrazione ... eccetera ) c'è stata una sostanziale linearità d'esercizio tra centro-destra e centro-sinistra : i capi politici del mitologico arco costituzionale sono figure di cartone disegnate e mosse dall'Élite per catturare e trattenere in ambito pseudo-democratico il dissenso.
Nel frattempo il Paese è sempre più depredato, impoverito, fragile, e sta diventando Secondo Mondo, mentre gli italici si baloccano con vuoti slogan ideologici deqquà o dellà.

E adesso il MES.

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{ after hours }


after hours

after hours ‹àftëë àuë∫› (o after-hours) locuz. ingl. (propr. «dopo le ore [di lavoro] »), usata in ital. come agg. e s. m. – 1. a. Fuori orario, dopo la chiusura, e sim.: un bar, un locale after hours. [ ... ].
Vocabolario Treccani



Perché la crisi di Ferragosto mi cambiato la vita, e in meglio

E così, siamo al fatidico 20.
Ma alcune riflessioni le ho già fatte, indipendentemente da come proseguirà la tragicomica soap opera del Governo.
Di più : posso asserire che la scellerata Crisi di Ferragosto mi ha, alla fine, migliorato la vita.

Il dato agghiacciante della crisi, non è stata la stupidità di Capitan Calippo, e nemmeno le già nefaste conseguenze operative agite da sordidi personaggi al ''rompete le righe'' gridate dal poco lungimirante Leader Maximo leghista, quanto, in democrazia, l'assordante silenzio dei dirigenti leghisti, in totale deferenza all'amato Migliore Padano.
Non ho letto critiche frontali ( correggetemi, se sono stato sbadato ) alla sfiducia di Conte, probabilmente i capetti erano troppo impegnati a trastullarsi al sole in qualche dove ... cosa volete mai che sia, una crisi di governo ? Ci penserà Il Migliore, suvvia.
A questo silenzio, ha fatto da controcanto il sostegno vociato, monolitico, della base leghista. Nella quale, pochissimi hanno sentito puzza di bruciato ( per non dire altro ) e hanno contestato la decisione dell'Uomo del Destino 2.0.

Tradotto : dal Cerchio Magico a Uno Solo al comando.
La Lega non consta di una struttura democratica interna, di aree di parziale dissenso organizzate, si procede barbaricamente per acclamazione.

E nulla pare cambiato, non una scintilla, nelle lunghe giornate della crisi.

Questa evidenza scabrosa mi ha risolto con grande anticipo il pluri-decennale dilemma che mi prende a qualche giorno dalle elezioni : andare a votare, o stare a casa ?
Bene, so già che alle prossime e successive, starò a casa a grattarmi la pancia, leggendo un buon libro.
E, nell'ambito urbano, eserciterò una indifferenza politica al contesto, essendo esso irrisolvibile in democrazia.

Per quanto riguarda la Vita Virtuale, ho iniziato a bannare i baluba ''di Destra'' che gridano e rompono il cazzo - già da tempo, facevo lo stesso con i minus della ''Sinistra'' fucsia e arcobaleno - e a sloggarmi da alcuni gruppi non solo emotivi ( lecito ) ma con i paraocchi.
Mi dedicherò maggiormente a suicide girl e cosplayer, e sarò più felice.

Insomma, questa crisi mi sta davvero migliorando la Vita.

Un sentito ringraziamento a Capitan Calippo.

E buona giornata a tutti.




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Cos'hanno fatto a Loredana Chivu ?




La pagina del sito rumeno


1

Avevo visto le foto on-line di una ragazza splendida, ed ero curioso di conoscere l'identità del soggetto. L'ho trovata nelsito WOWbiz.ro : [ 1 ].

L'odierna modella e pin up rumena bianca Loredana Chivu [ 2 , 3 , 4 , 5 ... ] era, secondo me, perfetta come Madre Natura l'aveva fatta. Dopo numerose operazioni di chirurgia estetica e una congrua dose di abbronzatura, è diventata in un “cyborg”, o, meglio, una “replicante” programmata per l'intrattenimento maschile, difficilmente riconoscibile da chi l'aveva vista prima delle modifiche a seno, labbra, glutei e altro.
Personalmente, reputo i maschietti che si eccitano per le labbra a canotto alla stregua di macachi indegnamente reputati “esseri umani”.

Quando il padre vide le sue foto di nudo su Playboy – storica e pessima rivista amerikana e filo-amerikana che da sempre promuove l'idea di una donna erotizzante solo se simile nell'aspetto a una bambola gonfiabile da quattro soldi – quattro anni fa, rimase talmente sconvolto che dopo due mesi si tolse la vita impiccandosi a un trave della casa, proprio prima di un incontro chiarificatore con la figlia : [ 6 ].

{ amen }.

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Yana




La copertina di Tattoo Life n. 119


1

Ho un forte debole per queste ragazze tatuate, è sovrascrittura che ha origine storica nelle pratiche sciamano-terapeutiche e già in epoca romana era usata per la marchiatura dei criminali [ 1 ], ed offre una iper-sollecitazione dei sensi : è il bello sul bello ... more is more contro il minimalista less is more.
A ognuno la sua scelta.
Io non ho un partito preso sull'argomento, dalla bellezza femminile al design lato, ma queste modelle mi fanno sbroccare da sempre.
{ lo so, questa mia dichiarazione d'amore riceverà il biasimo dell'oplita Lorenzo [ 2 ] }.

Nella mia personale ottica, queste ragazze sono devi [ 3 ] nel tempo della dissoluzone dell'Occidente sul ciglio dell'abisso di Moria, una terra che ha sospinto il mondo per secoli ma ora è prossima al punto del non-ritorno nel Grembo Virtuale.

Contro Ferrero




La copertina del numero 1312 di Internazionale, dedicata al dossier sulle attività dei Ferrero.


Il gusto amaro delle nocciole

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Quella della Ferrero è la storia di una famiglia di pasticcieri diventati proprietari di un’azienda che nel 2018 aveva un fatturato di 10,7 miliardi di euro, 94 società e 25 impianti produttivi sparsi in cinque continenti. Un’azienda che, nonostante le dimensioni e le ambizioni crescenti, rimane a gestione familiare: non si quota in borsa e vuole mantenere, per quanto possibile, un profilo basso e una discrezione quasi ossessiva.

[ ... ]

Diventato presidente a 32 anni dopo la morte del padre Pietro e poi dello zio Giovanni, Michele fa compiere all’azienda notevoli salti in avanti: inventa nuove linee di produzione (il Mon Chéri nel 1956, le Tic Tac nel 1969, gli Ovetti Kinder nel 1974, il Ferrero Rocher nel 1982), conquista mercati esteri (prima la Germania, poi la Francia, l’Irlanda, il Regno Unito, fino allo sbarco negli Stati Uniti e da lì in tutti i principali paesi fuori dall’Europa). Moltiplica il fatturato, mantenendo alcune regole: non indebitarsi, crescere senza lanciarsi in operazioni azzardate, conservare un rapporto solido con il territorio d’origine.

[ ... ].

Internazionale


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Ancóra.
Da anni, svariate testate fanno il pelo-e-contropelo alla nota e ricca famiglia produttrice della mitica Nutella e, per Carità, è un'attività giornalistica lecita. Ma non esiste attività giornalistica pura e disinteressata.
E non occorre nemmeno leggere l'intero articolo di Internazionale, nota pubblicazione sì-global, per arrivare al punto, cioè al motivo per cui la famiglia Ferrero è da anni sotto attacco mediatico, vedi il problema-? dell'olio di palma e altro.
Già al terzo capoverso dell'ennesimo attacco alla famiglia viene esplicitato il motivo di tanto livore, cioè il non aderire al grande mercato finanziario e ai suoi perversi meccanismi.
Il resto, è il solito e trito spin sul Padrone cinico e sfruttatore, che peraltro è abbastanza smentito dallo stesso testo, ad una lettura integrale e attenta a sorvolare gli slogan retorici.



11 G




Crescita della popolazione terrestre per continente, previsioni fino all'anno 2100.


Popolazione mondiale: nel 2050 saremo 10 miliardi

World Population Prospects, il nuovo rapporto dell'ONU sulla crescita della popolazione mondiale e sugli scenari economici e sociali alla base dello studio.

La popolazione mondiale continua a crescere, anche se a piccoli passi e a un ritmo più lento di quanto stimato in precedenza: eravamo circa 2 miliardi nel 1927 e 6 miliardi a fine '900, adesso siamo circa 7,7 miliardi, le proiezioni a 30 anni mostrano che nel 2050 toccheremo i 9,7 miliardi e tutti gli indicatori suggeriscono che a fine secolo, nel 2100, sulla Terra cammineranno 11 miliardi di persone.

[ ... ].

Focus.it


[ ... ]

1

Un ribaltamento dell'assetto demografico terrestre meriterebbe una schietta discussione pubblica. Che non c'è.
La piega retorica dell'articolo sopraccitato e di altri on-line, rasenta il ridicolo nel tentativo di sminuire l'impatto della progressione prevista : “anche se a piccoli passi e a un ritmo più lento di quanto stimato in precedenza”, perciò cosa volete che sia, se “eravamo circa 2 miliardi nel 1927 e 6 miliardi a fine '900, adesso siamo circa 7,7 miliardi” ... eccetera ?