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Quante volte mi è capitato, camminando per via Indipendenza ( per chi non è bolognese : è il principale corso della città, che unisce la Stazione Centrale dei treni e l'Autostazione con Piazza Maggiore ... ad essere precisini, la dizione corretta sarebbe via dell'Indipendenza [ 1 ] ma nessuno la chiama così ), di essere approcciato e poi intomellato da ragazzi e ragazze, carini e vestiti decentemente se non alla moda, ma un po' malinconici, dal passato corrotto dalle droghe sussurrato a bassa voce, che chiedono un'offerta volontaria ( “anche 1 euro solo, è importante il gesto” dicono ) a supporto di una onlus che si occupa di reinserire gli ex-tossici e i ragazzi problematici in cambio di un dono simbolico ( di solito, una biro ) ?
Magari, l'aggiunta di una firma accanto a nome-e-cognome, e al numero della carta d'identità e altri dati personali sensibili che chiedono per essere inseriti in una lista di “sostenitori”.
Loro dicono di fare parte di un'organizzazione no-profit, ma se gli chiedi di mostrare qualche documento tirano fuori autorizzazioni di altre città, magari situate in altre regioni italiane, mica di Bologna ...