Testata

Contro Ferrero




La copertina del numero 1312 di Internazionale, dedicata al dossier sulle attività dei Ferrero.


Il gusto amaro delle nocciole

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Quella della Ferrero è la storia di una famiglia di pasticcieri diventati proprietari di un’azienda che nel 2018 aveva un fatturato di 10,7 miliardi di euro, 94 società e 25 impianti produttivi sparsi in cinque continenti. Un’azienda che, nonostante le dimensioni e le ambizioni crescenti, rimane a gestione familiare: non si quota in borsa e vuole mantenere, per quanto possibile, un profilo basso e una discrezione quasi ossessiva.

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Diventato presidente a 32 anni dopo la morte del padre Pietro e poi dello zio Giovanni, Michele fa compiere all’azienda notevoli salti in avanti: inventa nuove linee di produzione (il Mon Chéri nel 1956, le Tic Tac nel 1969, gli Ovetti Kinder nel 1974, il Ferrero Rocher nel 1982), conquista mercati esteri (prima la Germania, poi la Francia, l’Irlanda, il Regno Unito, fino allo sbarco negli Stati Uniti e da lì in tutti i principali paesi fuori dall’Europa). Moltiplica il fatturato, mantenendo alcune regole: non indebitarsi, crescere senza lanciarsi in operazioni azzardate, conservare un rapporto solido con il territorio d’origine.

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Internazionale


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Ancóra.
Da anni, svariate testate fanno il pelo-e-contropelo alla nota e ricca famiglia produttrice della mitica Nutella e, per Carità, è un'attività giornalistica lecita. Ma non esiste attività giornalistica pura e disinteressata.
E non occorre nemmeno leggere l'intero articolo di Internazionale, nota pubblicazione sì-global, per arrivare al punto, cioè al motivo per cui la famiglia Ferrero è da anni sotto attacco mediatico, vedi il problema-? dell'olio di palma e altro.
Già al terzo capoverso dell'ennesimo attacco alla famiglia viene esplicitato il motivo di tanto livore, cioè il non aderire al grande mercato finanziario e ai suoi perversi meccanismi.
Il resto, è il solito e trito spin sul Padrone cinico e sfruttatore, che peraltro è abbastanza smentito dallo stesso testo, ad una lettura integrale e attenta a sorvolare gli slogan retorici.

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39 commenti:

  1. La cosa che mi ha fatto ridere è l'accusa di comprare cacao all'estero. Dai, smettiamo di fabbricare e mangiare qualsiasi cosa con dentro il cioccolato, visto che in Italia non cresce. Però, i pomodori, i peperoni, le patate, sono piante originarie delle Americhe e importate dai primi coloni europei, ci vollero circa 200 anni per capire cosa farci. Allora, eliminiamo anche tutti i piatti a base di questi ingredienti "esotici". Ovviamente i negozi di robaccia cinese o i kebab, quelli sono sacrosanti.

    O tempora o mores.

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    1. Comunque, la Nutella è grasso al gusto di cacao. Per definizione, non è una roba salutare. Non cambia niente se invece dell'olio di palma ci mettono lo strutto.

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  2. Io non mangio Nutella da una vita, fa ingrassare, ma soprattutto non mi piace.

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    1. Aò ... de gustibus non disputandum est.

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    2. Non esiste nessun alimento che "fa ingrassare", dipende dalla quantità.

      Poco olio di oliva ha lo stesso quantità di energia di un chilo di pane.

      Questa è la ragione per cui noi siamo programmati per cercare come "leccornie" le cose che "fanno male/ingrassare", perché in natura sono rare e "valgono" come una quantità molto maggiore di cose più comuni. Solo che oggi di queste cose ne abbiamo una disponibilità illimitata e quindi sono più presenti nella nostra dieta.

      Mia nonna mi raccontava che da bambina mangiavano la polenta fredda strofinandola su una aringa appesa sopra il tavolo, solo per dare il sapore. A quel tempo era comune che la gente soffrisse varie malattie causate da una carenza di vitamine. Non avevano il problema delle cose che fanno ingrassare.

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    3. Crema spalmabile tipo nutella fatta in casa.

      100 gr di nocciole intere o granella tostata
      - L'unica cosa sana.

      100 gr di cioccolato extra fondente
      (il cioccolato è fatto col burro di cacao, un grasso solido ottenuto dalla spremitura ad alta pressione delle fave di cacao)

      50 gr di cioccolato dolce al latte
      (come sopra ma c'è meno pasta di cacao e più grasso)

      150 ml di latte parz. scremato
      (grasso)

      3 cucchiai di olio di semi di arachidi
      (grasso)

      125 gr di zucchero a velo
      (zucchero)

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    4. “Video non disponibile”.

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    5. Adesso bene.
      Eh ...
      un prodotto fatto in casa, meno grasso, e modificabile a piacere.

      SLURP !

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  3. Dopo lo scandalo delle nomine pilotate dei Magistrati in funzione della "lottizzazione", ecco lo scandalo dei concorsi truccati per i professori universitari.

    Dai, dicevi della Nutella?

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    1. L'olio di palma è la rovina del pianeta !!!
      Non lo sai ???
      Ma cosa vuoi che ce ne freghi di questi trivii casi di ordinaria lottizzazione piddina, quando la nostra casa è in fiamme – cit. [ Greta Thunberg ] ???

      :D

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    2. I bambini non sanno e non capiscono che il mondo funziona cosi.

      Nota: in tutto l'articolo non si fa menzione del fatto che NON SI SA se il glifosato sia tossico, quando, come, dove, perché. In compenso, microplastiche. Nota che le quantità di glifosato usate in Italia sono dell'ordine delle centinaia di tonnellate, non dei grammi.

      In compenso, l'articolo ci informa che le decisioni che stabiliscono se il tale prodotto è da usare o da proibire sono prese da fantomatiche "giurie" popolari americane, alle cui decisioni poi le multinazionali si conformano a priori. In un senso e nell'altro, ovviamente.

      E' tutto un mondo assurdo.

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    3. Cosi come oggi ci sono articoloni sui giornali circa il ponte di Genova ma nessuno dice che fu costruito con una tecnica particolare di cemento armato SOLO PERCHE' ERA QUELLA PIU' ECONOMICA, visto che l'Italia di allora non si poteva permettere l'acciaio. La tecnica economica presumibilmente significava durata limitata del manufatto, come poi è stato. Ma siccome in Italia nessuno vuole dire che tutti gli edifici con più di 50 anni sono da abbattere, dato che hanno un valore fittizio su cui si basa tutta l'economia fittizia, allora il ponte doveva durare diecimila anni. Quello e gli altri migliaia che sono in giro.

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    4. Beh ...

      1 – nell'articolo che hai linkato c'è scritto :

      Pochi minuti dopo è arrivato il comunicato di Elliott Associates, che diceva di apprezzare la scelta del gruppo di Leverkusen rendendo noto di avere investito 1,1 miliardi di euro in azioni Bayer. La quota di Elliott dovrebbe aggirarsi attorno al 2,1% del capitale. Il giorno dopo, giovedì, la reazione in Borsa è stata potente: sul listino di Francoforte Bayer è balzata dell’8% mettendo a segno il maggior rialzo giornaliero degli ultimi 10 anni.

      E :

      Dopo avere subito tre condanne consecutive in tre diversi tribunali Usa, l’ultima delle quali pesantissima, il teutonico management di Bayer, guidato dal presidente Werner Wenning e dal Ceo Werner Baumann, ha capito che non poteva continuare ad andare nelle aule giudiziarie americane esibendo studi scientifici che attestano che il glifosato non è cancerogeno.

      Poi :

      Nel 2018 il Roundup è stato ritenuto la causa di tumori da altri due tribunali della California e Bayer è stata condannata a pagare risarcimenti nel primo caso da 80 milioni di dollari e da 289 milioni nel secondo. Il crescendo dei risarcimenti ha fatto vacillare le convinzioni del management di Bayer che in prospettiva deve fronteggiare altre 13.400 cause, tanti sono i ricorsi depositati presso la magistratura americana.

      Eccetera eccetera.
      E' economia finanziaria.
      Che ti puoi aspettare, dalla testata Business Insider – proprietà di GEDI Digital S.r.l. ?

      Guarda il “caso”, lo sputtanamento giudiziario amerikano del glifosato è partito subito dopo l'acquisizione della Monsanto da parte della Bayer, quindi l'investimento del Fondo Elliott.

      Guarda il “caso”, l'UE che ci racconta ?

      Bayer ha sempre sostenuto che il Roundup non è nocivo se usato in maniera appropriata. Una visione condivisa anche dalle istituzioni europee, che l’anno scorso sono arrivate a queste conclusione sotto una fortissima pressione del governo tedesco. Ma adesso anche Angela Merkel ha i suoi dubbi e mercoledì ha dichiarato che “alla fine anche gli agricoltori tedeschi dovranno smettere di usare il glifosato”. Questo cambiamento di opinione potrebbe trasformarsi in uno sgambetto per l’ultima iniziativa del fondo Elliott.

      2 – Non dirlo ai miei genitori.

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    5. Piu invecchio più mi sembra incredibile la stupidità media che vedo in giro. La gente, anche quelli che ti sembrano "evoluti", non ha idea di come è fatto il mondo, vivono di quelle quattro cagate che vedono in TV e su Internet.

      Se tanto mi da tanto, la maggior parte non può fare altro che lavori manuali o timbrare carte inutili, perché non può fare nemmeno 2+2. Poi dice Radio Radicale che devono "legalizzare" la droga. Hanno ragione, perché no? Non farebbe differenza.

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    6. La televisione è l'imbuto semplificatore per antonomasia.
      Certo, anche nel web c'è una quantità notevole di merda.
      Ma non solo, quindi puoi confrontare, eventualmente aggregare, e valutare.
      Si fa fatica, ad agire.
      S'inciampa, si riparte.
      Si fa meno fatica a introitare col “tubo catodico” inserito direttamente nello stomaco la pappa già masticata e spesso già digerita da altri.

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    7. Demolizione del ponte.

      La cosa che fa un po' incazzare è che tutti sapevano, come lo so io, che i manufatti hanno una durata limitata. Eppure...

      Ancora oggi Renzo Piano fa discorsi sul suo ponte che dura mille anni. Discorsi onirici e la gente se li beve.

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    8. Il ponte che verrà costruito al posto del Ponte Morandi ?

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    9. Il delta tra il video che ti dice che tutti sapevano che il ponte andava abbattuto e i discorsi di Piano sul prossimo ponte eterno mostrano che siamo nell'epoca della follia, dell'irrazionale.

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    10. Nota che nella città di Grillo la ragione per non abbattere il ponte, a parte le "palanche", era che non è possibile fare un progetto che superi interessi e veti quando ci sono diverse parti in causa alla voce "territorio" (le case, le aziende, la ferrovia, ecc).

      Quindi hanno aspettato di proposito che la natura facesse il suo corso, è costato solo 40 morti.

      L'unico modo che aveva la società concessionaria di tutelarsi era chiudere il ponte. Ma anche li, ci volevano manager coi coglioni che facessero un danno alla proprietà per un bene superiore. Cacchio gliene frega al manager che oggi è li e domani è la, gli interessano solo gli "amici".

      Qui siamo davanti alla "manzogna Marvel".
      I super-eroi hanno grandi poteri e grandi responsabilità quindi arrivano ad immolarsi per la causa. Nel mondo reale, gente con grandi poteri ha piccole responsabilità, in un rapporto inverso e ha questi poteri perché non ha alcuna morale, quindi non solo non si sacrifica ma non rinuncia ne ad un giorno di ferie ne a un piccolo "bonus", a costo di fare una strage.

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    11. I ponti dei Romani ci sono ancora in tante città d'Italia e del mondo.
      Queste strutture in CA o tensostrutture etc. hanno vita limitata.
      La hybris dà alla testa. Piano e non solo.

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    12. UCoso, non so come dirtelo, per favore potresti evitare di tirare fuori cose di cui non sai niente?

      Non esiste nessun manufatto che sopporta qualsiasi sollecitazione e non esiste nessuna tecnologia che non ha un decadimento causato dal passare del tempo e azione degli elementi.

      Quando ero soldato e conduttore automezzi, credo di averlo già detto, ci istruivano a controllare apposito cartello giallo apposto sui ponti che stabiliva la "classe" e quindi il tipo di mezzo militare che poteva passare (e in che condizioni). Certi ponti potevano sopportare un autocarro, altri un carro armato, altri una colonna di carri armati. Questo nella ipotesi ottimistica che il ponte fosse conforme alla "classe" indicata nel momento in cui ci passavamo sopra, altrimenti si finiva di sotto.

      Tra l'altro, ci dicevano anche che, quando si faceva marciare una colonna di soldati su un ponte, "rompere il passo", cioè non farli marciare in maniera cadenzata, per evitare che si potesse innescare una eventuale risonanza con la struttura, che, amplificando via via le oscillazioni, poteva determinare il cedimento.

      Ora, io non penso proprio che un carro armato possa passare su un ponte romano. Certo, se è questione di vita o di morte, uno ci prova e magari funziona, magari no. Il primo carro armato, poi il secondo, il terzo...

      Nel caso di Genova erano state fatte le prove dovute e ci si era accorti che il ponte stava cedendo. A quel punto invece di costruirne un altro a fianco e demolire quello, si è preferito aspettare che crollasse "per caso", perché altrimenti saltava fuori un altra agonia tipo la TAV. Infatti a Genova non hanno ancora fatto un cazzo dopo decenni e decenni di discussioni su cose ovvie.

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    13. A parte tutte le solite manfrine delle "holding" disumane che pensano a fare utile spennando gli Italiani, i 40 morti di Genova sono una delle conseguenze di quella aberrazione che è la "decrescita".

      La ragione l'ho detta e ridetta. Chi straparla di "decrescita" è capace solo di ragionare in termini quantitativi e ignora (per varie ragioni, una peggio dell'altra) le variabili qualitative.

      Nel concreto, quando tu pensi che un utente della piattaforma Rousseau possa decidere su qualsiasi argomento senza nemmeno consultare Wikipedia, perché non conta sapere qualcosa dell'argomento, contano i "valori".

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    14. > UCoso, non so come dirtelo, per favore potresti evitare di tirare fuori cose di cui non sai niente?

      Tu non sai se io sappia o non sappia.


      > Non esiste nessun manufatto che sopporta qualsiasi sollecitazione e non esiste nessuna tecnologia che non ha un decadimento causato dal passare del tempo e azione degli elementi.

      Ora, in Europa ci sono decine di ponti romani ancora perfettamente funzionanti. A Rimini, a Roma, altrove moltitudini di persone li usano ancora quotidianamente.
      Gugglando puoi arrivare velocemente ad una lista di ponti romani ancora in ottima forma.

      Anche se non resisteranno 2M di anni, 2000 anni sono assai meglio dei pochi lustri delle ciofeche in CA, fatte male e pure, spesso, mantenute peggio.

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    15. Sai che mi fai ridere? Sul ponte di Genova sono morte 40 persone perché fino all'instante del crollo era "perfettamente funzionante". Adoperare un qualsiasi manufatto vecchio di duemila anni (ignorando per ipotesi che sia stato ricostruito a più riprese) è una cosa stupida e anche criminale. NON E' UNA COSA INTELLIGENTE e nemmeno può essere "buona pratica".

      I manufatti in calcestruzzo e ferro hanno una vita utile, lo ripeto di circa 50 anni.

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    16. E siccome io non faccio chiacchiere tanto per, ecco un elenco di ponti romani. Ci sono le fotografie, non di tutti, ovviamente.

      Dalle fotografie si capisce bene quale può essere lo stato "perfettamente funzionante" di un manufatto in pietra di duemila anni.

      Prendiamo quindi un esempio di ponte "romano" in uso:
      Il ponte di Treviri, sulla Mosella. Si vede chiaramente che la parte romana sopravvissuta è il basamento dei piloni mentre gli archi e la sede stradale sono "moderni". Cosi ad occhio non so datare il rifacimento, so per certo che il ponte fu ricostruito nel Settecento.

      Anche cosi, la sede stradale è dimensionata al transito di due carri trainati da animali in direzione opposta, diciamo due corsie attuali. I ponti delle attuali autostrade devono avere almeno tre corsie per ogni senso di marcia, che significa 2/3 più larghi. Senza contare che se devi superare altri manufatti sotto il ponte, non solo un fiume, come nel caso di Genova dove sotto c'erano case, fabbriche e diverse linee ferroviarie, il ponte è molto più alto, a Genova erano 90 metri.

      Quindi, confermo, UCoso, straparli per vezzo.

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    17. 2/3 per due, cioè per ogni direzione.

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    18. Il tempo di vita utile dei manufatti in calcestruzzo, è minore.
      Non siamo preparati ( e dico, in prima istanza, noi occidentali ) ad affrontare questo problema.
      Parlando di sovietosfera : i casermoni popolari costruiti in tutte le periferie dell'Impero da Chrushëv per lenire il sovraffollamento negli appartamenti comuni ( komunalka ) erano stati progettati per durare 20 anni.
      Li stanno ancora usando e rappezzando. Ci ho dormito qualche mese, qua e là.

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    19. Lorenzo, vuoi far polemica anche quando ti servono un caffè.
      Ovviamente tutti i manufatti hanno una vita limitata: quello che NON hai capito è che se andiamo a studiare il comportamento al contorno abbiamo alcuni ponti romani che sono ancora perfettamente funzionanti dopo secoli e secoli.
      I manufatti in CA invece sono già kaputt dopo alcuni lustri.
      Tu non hai capito questo passaggio.

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    20. La decrescita significa
      1 - manutenere bene le strutture
      2 - rispettare i limiti per i quali sono state progettate e realizzate.

      A Genova entrambi i punti sono stati violati.
      Come al solito, tutto molto ragionevole e sensato.
      Lorenzo, insomma, non ci arrivi.

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    21. 2 - rispettare i limiti

      Ho dimenticato il grassetto, sopra.

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    22. Oh, UCoso, tu sai che io sono poco paziente. Non farmi dire cosa penso del tuo ragionare.

      Di quelli che tu chiami "ponti romani" è rimasto poco o niente, quelli che vedi sono stati tutti ricostruiti nel corso dei secoli.

      Inoltre, il fatto che siano "funzionanti" è relativo alle specifiche, ovvero che sono manufatti piccoli costruiti per farci passare sopra un carretto trainato dal cavallo.

      Se tu costruisci un manufatto alto novanta metri e largo sei volte il ponte romano più largo, con qualsiasi tecnologia e ci fai passare sopra tot millemila tonnellate di aggeggi in su e in giù, più tutte le sollecitazioni geologiche e metereologiche, il manufatto diventa "n" volte più complesso e delicato, quindi si usura molto più velocemente.

      E' come paragonare una bicicletta ad un elicottero. La bicicletta se la ungi e gli cambi le gomme e l'imbottitura del sedile, praticamente funziona per sempre. L'elicottero richiede tot ore di manutenzione ogni ora di volo e dopo tot ore va rottamato per l'usura del telaio e di tutte le parti.

      Decrescita significa non fare un cazzo.
      Non fare un cazzo significa che nessuno deve sapere fare qualcosa o dire qualcosa, quindi tutti straparlano di cose di cui non sanno niente, tipo Grillo che decide se per andare su Marte dobbiamo usare una vela solare o un motore a ioni.

      Le strutture NON si mantengono, nel caso di Genova erano cementi precompressi con all'interno cavi d'acciaio. Non si poteva fare niente se non demolire e ricostruire. Nel caso dei "ponti romani", se un arco in pietra sta per cedere, non puoi "mantenerlo", devi ugualmente abbatterlo e rifarne un altro da zero. Oppure, puoi metterci sotto dei puntelli d'acciaio, come esercizio di stile, che è l'idea geniale con cui i "decrescitisti" pensano di rendere antisismici i famosi "borghi medievali".

      I limiti.
      Trovami in ingegnere che firma un progetto di un manufatto in cemento armato che te lo garantisce a tempo indefinito. Anzi, trovamene uno che te lo garantisce per più dei 50 anni che dicevo sopra.

      Io non ci arrivo?
      Sto contando fino a cento per non rispondere come mi verrebbe di fare.

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    23. Allora, forse è utile dare qualche indicazione tecnica. Il cemento armato è fatto da due parti disomogenee, che non c'entrano niente una con l'altra.

      Una è una roccia artificiale, porosa, meccanicamente fragile, realizzata con sabbia e un legante, la calce, che a seguito di una certa reazione chimica, si solidifica in un aggregato. Se aggiungi la ghiaia, diventa calcestruzzo.
      Il cemento o il calcestruzzo si usano come sostituto della pietra e hanno la funzione di resistere alla COMPRESSIONE, cioè ai carichi verticali.

      Se si sottopone il calcestruzzo ad una forza trasversale, di taglio, si frantuma facilmente. Per ovviare, si annega nell'aggregato una struttura reticolare formata di tondini di acciaio. La funzione dell'acciaio è aumentare la resistenza del manufatto alle sollecitazioni trasversali. Oltre che, ovviamente, garantire la resistenza dei giunti, i punti dove si incontrano diversi elementi dell'aggeggio.

      Ora, il cemento è poroso, ci piove sopra. L'azione dell'acqua e delle altre sostanze come acidi, sale, eccetera, progressivamente lo deteriora. Non solo, appena il ferro annegato nel cemento viene esposto all'aria, inizia ad ossidarsi, cioè si arrugginisce.

      In un manufatto "convenzionale", tanto più che sono volutamente sovra-dimensionati, il deterioramento chimico del cemento e del ferro non influisce più di tanto sulle sue caratteristiche meccaniche. Per esempio, un palazzo non si muove, finché non viene un terremoto, deve solo sostenere il suo stesso peso.

      Viceversa, un ponte come quello di Genova viene progettato per sollecitazioni estreme. Per realizzare una struttura economica e relativamente leggera, si usa la tecnologia di tendere i cavi di acciaio prima di annegarli nel calcestruzzo e poi rilasciarli quando questo si è consolidato. Cosi facendo la forza di compressione esercitata dai cavi aumenta la capacità delle travi di resistere ai carichi trasversali.

      Succede allora che il deterioramento dell'insieme cemento e cavi determina il venire meno della azione congiunta, cioè i cavi non svolgono più la funzione prevista quindi la trave non sopporta il carico originario. Dato che i cavi sono annegati nella trave non puoi fare altro che sostituire la trave e questo significa abbattere il ponte.

      Punto. Non c'è altro da dire. Al posto del ponte in cemento precompresso ne faranno uno d'acciaio che per sua natura, se non è ancora "estremo" e quindi, per esempio, non entra in risonanza col vento o con il traffico, è intrinsecamente molto più stabile. L'acciaio si muove come un corpo unico, ha una certa capacità di deformarsi senza cedere.

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    24. La ragione per cui all'epoca si fece un ponte in cemento armato era che non c'erano i soldi per farne uno di acciaio. Pretendere che una soluzione scelta perché era la più economica si potesse mantenere in uso indefinitamente è abbastanza folle.

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    25. Marco, i nostri avi costruivano case che andavano ricostruite in tutto o in parte ogni estate. Il tetto era di paglia, i muri di un misto di paglia e fango. Anche le case migliori, fatte tutte di legno, richiedevano comunque costante manutenzione, dato che l'unico modo di proteggere il legno dagli agenti atmosferici era di carbonizzarne la superficie.

      Ora, la "pseudo-modernità" si è inventata questa idea ridicola di congelare tutto nel solito Eterno Istante Presente.

      Se il nostro avo schiodava un'asse marcia e ne inchiodava una nuova, noi adesso pretendiamo di fare "manutenzione" senza apportare alcun cambiamento, con arti taumaturgiche e incantesimi.

      Le città antiche erano costruite sopra strati e strati delle città precedenti. Noi pensiamo che le nostre siano eterne, che basti una mano di vernice.

      E' tutta una follia indotta ad arte.
      I casermoni sovietici dovevano costare poco per alloggiare la gente in fretta. Una logica che ha un suo perché. Quello che l'Unione Sovietica non diceva era che non sarebbe mai stata in grado di ricostruire case nuove al posto di queste fatte di fretta, che il "paradiso dei lavoratori" non si sarebbe mai concretizzato. Anche perché bisognava costruire tot carri armati eccetera invece delle case.

      Il ponte di Genova era l'equivalente dei casermoni sovietici. Un ponte tirato su al risparmio con l'idea che tanto nel 2000 avremmo abitato nelle città volanti.

      Una promessa che anche qui non si è realizzata, anzi, adesso c'è gente come UCoso che si immagina di tornare nelle case col tetto di paglia. Che però deve essere paglia eterna.

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    26. Ripeto perché mi sa che questo particolare è sfuggito. Il signor Morandi si aggiudicò la gara per il ponte non perché fosse la soluzione tecnicamente migliore ma perché era quella più economica. Il suo "genio" all'epoca era quello di riuscire a fare ponti immensi con una soluzione particolarmente conveniente. Ha funzionato fino a che non ha funzionato più.

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  4. Risposte
    1. Letto e commentato en passant.
      Presto tornerò alla piena operatività nella blogosfera.

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