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Apple, lo stato delle Cose





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Tim Cook ( CEO ) ha presentato l'Apple Watch [ 1 ] assieme a revisioni di vecchi cavalli di battaglia : [ 23 ].
Un oggetto della famiglia indossabile e più generale di quella delle cose intelligenti ( l'inoculazione di chip e sensori negli oggetti quotidiani, dal frigorifero alle scarpe ) ... che non mi sembra una necessità irresistibile, stante che gli smartphone che tutti ( tranne Lorenzo ) abbiamo in tasca assolvono ( più o meno bene ) a tanti compiti, tra cui le basiche attività dell'orologio da polso ( anche multiple, come nelle “vecchie plastiche” dei Casio multi-funzione di 30 anni fa ...
ve li ricordate ? ).
Mi sembra che la casa di Cupertino sia arrivata - e rapidamente - alla preannunciata “palude” post-Jobs, il nuovo Mac Pro [ 4 ] non ha spaccato e il presente-futuro dell'alienazione digitale ( “interazione homo-macchina” se preferite ) è l'Oculus Rift : [ 5 ]
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Consiglio anche a voi la lettura del pezzo di Antonio Dini su Wired ITA [ 6 ] e le opinioni critiche degli utenti esperti eco.logico e Luca Travaglini, lasciate nei commenti.  

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4 commenti:

  1. Quando io leggo di "dispositivi intelligenti" (molto spesso "diversamente sciocchi") mi viene sempre da sorridere.
    Trasferiscono presunta intelligenza lì e a ciò corrisponde, regolarmente, il rincoglionimento di regressioni cognitive di masse sempre più grandi di homo, oltre a nuove forme di dipendenze e patologie.
    Più o meno un'umanità assai ben ritratta nella parte finale di Wall-e.

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    1. Sì.
      C'è un evidente trasferimento di abilità da Homo a Macchina.
      Dovrebbe essere uno scambio alla pari, anzi gli esseri umani dovrebbero potenziare le proprie facoltà intellettuali grazie all'ausilio delle macchine ...
      ma stante la pigrizia degli esseri umani, il rapporto sta procedendo nell'altro senso.
      A vantaggio massimo dei Padroni delle macchine.

      +++

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    2. * da Homo a Machina.
      D'ora in avanti userò il termine latino.

      +++

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  2. I dispositivi Apple sono concepiti come "simboli di status sociale" da esibire in mezzo alla gente. Non vengono misurati da un punto di vista "pratico/funzionale" ma dal messaggio che veicolano sullo "status sociale" di chi li porta.

    Quindi è evidente lo scopo dei cosiddetti "dispositivi indossabili", non sono una "figata" per quello che fanno ma perché tutti li vedono quindi sono un chiaro messaggio di quanto sia "figo" colui che li indossa.

    Tutto il resto è una conseguenza. Per imitazione, la gente converge verso le attività e gli attributi di chi è "figo", senza chiedersi la "utilità" o la "opportunità" del gesto o della abitudine.

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