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Eternità aumentata


Un esercito di morti sta marciando su Facebook

Ogni giorno si contano 8mila profili di utenti scomparsi in più. Entro la fine del secolo gli account di persone decedute ammonteranno a cinque miliardi. E potrebbero superare i vivi in 50 anni, se questi ultimi non crescessero. Cosa fare con i loro dati?

di Andrea Daniele Signorelli, Contributor, 3 May, 2019

[ ... ].

Tornare indietro

A questo punto, è inevitabile ricorrere a una citazione di Black Mirror. Ricordate Be Right Back, l’episodio della seconda stagione della serie distopica ideata da Charlie Brooker? Nella puntata, Ash, fidanzato di Martha, muore in un incidente stradale. Durante il funerale, un’amica racconta a Martha dell’esistenza di un programma in grado di ricreare un avatar virtuale dei defunti, utilizzando tutte le sue foto, mail, video, commenti postati sui social, sms e quant’altro per ridare vita a una versione digitale di Ash – dotata di una personalità indistinguibile da quella originale – con cui avrebbe potuto chattare.

La storia prende poi pieghe ancor più fantascientifiche. Ma l’aspetto più importante è un altro: la tecnologia per dare vita a questi avatar virtuali è già in fase di sviluppo. Come racconta The Verge, la startupper russa Eugenia Kuyda, attraverso il machine learning e sfruttando tutti gli sms, messaggi, email e altro ancora di un suo caro amico scomparso, Roman Maruzenko, ha creato un chatbot in grado di replicare le risposte che Roman avrebbe dato agli amici.

Nel mondo reale, l’esperimento non sembra essere riuscito bene come in Black Mirror, ma con il continuo miglioramento del machine learning è possibile che tra pochi anni questi chatbot basati sui defunti possano davvero imitare il comportamento di una persona specifica. È una prospettiva realistica?

La risposta dello scienziato del Mit Media Lab Hossein Rahnama – che sta creando un altro chatbot, simile a quello di Kuyda – sembra essere positiva: “Tra 50 o 60 anni, avremo raggiunto il punto in cui durante le loro vite raccoglieremo migliaia di miliardi di dati, che è tutto quello che ci serve per creare una versione digitale di noi stessi”; spiega lo scienziato a Quartz. In questo modo, si verrà a creare una sorta di “eternità aumentata”.

[ ... ].

Wired ITA
CC BY-NC-ND 3.0


[ ... ]

1

In altre parole : più dati daremo al Matrix, più accurato sarà il feticcio digitale che ci rappresenterà dopo la morte del corpo biologico.
Grazie al machine learning [ 1 , 2 ] il feticcio potrà tornare ad apprendere secondo i parametri ereditati dalla nostra esperienza digitale trasudata dal Concreto, ibridata con i nostri desideri e i sogni.
Il campo delle possibilità derivate da questo plot ed esplorabili è molto, molto vasto.


Apple, lo stato delle Cose





1

Tim Cook ( CEO ) ha presentato l'Apple Watch [ 1 ] assieme a revisioni di vecchi cavalli di battaglia : [ 2 , 3 ].
Un oggetto della famiglia indossabile e più generale di quella delle cose intelligenti ( l'inoculazione di chip e sensori negli oggetti quotidiani, dal frigorifero alle scarpe ) ... che non mi sembra una necessità irresistibile, stante che gli smartphone che tutti ( tranne Lorenzo ) abbiamo in tasca assolvono ( più o meno bene ) a tanti compiti, tra cui le basiche attività dell'orologio da polso ( anche multiple, come nelle “vecchie plastiche” dei Casio multi-funzione di 30 anni fa ...
ve li ricordate ? ).
Mi sembra che la casa di Cupertino sia arrivata - e rapidamente - alla preannunciata “palude” post-Jobs, il nuovo Mac Pro [ 4 ] non ha spaccato e il presente-futuro dell'alienazione digitale ( “interazione homo-macchina” se preferite ) è l'Oculus Rift : [ 5 ]
.

Furries







1

Le comunità furry fandom aggregano gli appassionati degli animali antropomorfi [ 1 ] e constano di artisti dal disegno ai costumi da indossare.
E' in corso la convention Eurofurence 19 [ 2 ] al Maritim Hotel di Magdeburgo, in Germania.
In estate !
D'accordo che oltre le Alpi ci sarà qualche grado in meno che nel Belpaese ( ed è stata un'estate clemente ) ... ma ve lo immaginate, un albergo pieno di questi fuori-di-testa completamente impellicciati d'agosto, che amabilmente discutono di faccende pelose ?


Bruce Sterling intervista Gianroberto Casaleggio





1

Bruce Sterling è stato a Milano, e negli uffici della Casaleggio Associati [ 1 ] ha intervistato Gianroberto Casaleggio, lo stratega ( o co-stratega ) del fenomeno mediatico “Beppe Grillo” e del m5s.
Al servizio interno ( pagg. 44 - 49 ) commissionato al cyberpunk guru texano [ 2 ] già blogger della testata [ 3 ] è dedicata la copertina del numero 08 - 13 di Wired ( cartaceo, edizione italiana ) ora in edicola.
Che dire ?
Una “bella” noia.

Sterling usa un profilo basso, tanto che un paio di volte si sente in dovere di giustificare le proprie opinioni con la formula “tenete presente che io vengo dal Texas”, e quello che tira fuori dal resoconto in prosa è roba risaputa.
“Il parlamentare è l'esecutore del volere della collettività. Per questo ogni decisione importante va sottoposta a referendum.” ... “Un ridimensionamento analogo andrebbe fatto per le grandi opere pubbliche, come i treni ad alta velocità e le centrali nucleari.” ... “Detesta così cordialmente l'attenzione dei media che mi veniva voglia di chiedergli scusa per l'intervista.” ... e così via.
Qualche sprazzo di Storia risorgimentale, il Manzoni, la Grande Depressione degli anni '30 americani ... vaghe suggestioni simil-steampunk nel connubio tra comunicazione informatica moderna e vecchi protocolli di lotta.
Una copertina più 6 pagine di nulla assoluto, un breviario di mantra che già conoscevamo, un intervistato che gioca a fare il guru e assomiglia a quei rocker di 60 anni che fanno tanto le belle fighe sperando che la forza carismatica ancòra una volta li assista, e un intervistatore ( coetaneo ) che lo asseconda, più docile che mai.

Ma anche pigro : non salta fuori 1 solo dettaglio stimolante. Tanto che la redazione ha ritenuto di rintuzzare l'articolo inserendo nella spalla il dietro le quinte con le impressioni dello staff che ha realizzato il materiale fotografico e video.
Anche qui, nulla di significativo.


Sorci e Supercomputer




In alto : un topo ( Мышь in russo ) [ 1 ]. In basso : parte dello schema del supercomputer IBM Blue Gene/P [ 2 ].


1

Il Wired cartaceo in lingua italiana è una delle mie letture preferite della colazione.
In quello ch'è adesso in edicola ( n. 08 - 13 ) [ 3 ] ho gustato l'articolo “Rifacciamo il cervello.” di Daniela Cipolloni ( pagg. 74 - 79 ) dedicato all'esperimento neuro-informatico della simulazione di un cervello umano eseguita da una rete europea di supercomputer [ 4 ] di Università e altri enti, incluso il calcolatore Fermi del CINECA di Bologna [ 5 ] e altri nel Belpaese.
Lo Human Brain Project ( HBP ) [ 6 , 7 ] è diretto dal neuroscienziato Henry Markram, ed è la continuazione del Blue Brain Project [ 8 , 9 ] ch'era finalizzato alla produzione del modello di un cervello di topo, obiettivo raggiunto in minima parte. Il sostegno economico iniziale programmato è di 1 miliardo di Euro in 10 anni, che verrà erogato dalla UE.
In una infografica efficace a pag. 77, sono raffigurate le capacità di calcolo ( espresse in FLOPS [ 10 ] acronimo di FLoating-point Operations Per Second = operazioni in virgola mobile al secondo ) dei calcolatori al silicio ( iPad 4, PS4, supercomputer ) a confronto di quelle dei cervelli biologici del topo e dell'uomo.
Bene ...
l'infografica [ 11 ] presenta due errori : il primo è madornale, e riguarda l'unità di misura.
Chi ha disegnato il grafico ha descritto quantità espresse in FLOP ( FLoating-point OPeration ) anzichè in FLOP/S → FLOPS ( numero di operazioni in virgola mobile per l'unità di tempo, il secondo ) ... sono acronimi ed ogni lettera è importante, il secondo termine non è semplicemente il plurale del primo.
Secondo punto, l'infografica non è aggiornata : cita 100.000 gigaflop( s ) performati dagli elaboratori più potenti realizzati dagli ingegneri informatici ( pari a 0,1 Pflops ), ma già nel novembre del 2011 il K computer della Fujitsu [ 12 ] ha toccato i 10 Pflops ( 10 milioni di Gflops ) ovvero quanto il cervello di un sorcio può mediamente sprigionare ... cioè 100.000 volte la potenza di calcolo di un fichissimo iPad 4 [ 13 ] ad esempio.
In questo momento ( 8 agosto 2013 ) il supercomputer più potente del mondo è il cinese Tianhe-2 [ 14 ] sviluppato dall'Università nazionale della tecnologia difensiva [ 15 ] e situato a  Guangzhou, che lavora a 33,86 Pflops con il picco massimo certificato di 54,90 e usa il sistema operativo Linux ( il più usato su questa categoria di elaboratori ipertrofici ).
L'Homo Sapiens deve ancòra imparare a sfruttare una massa cerebrale capace di 100.000 Pflops ( 100 miliardi di Gflops ).


PLAY




...


Riflessione di Matteo Bittanti [ 1 ] sul videogioco e gli orizzonti di sviluppo creativo (tratta dal “wired” italiano, ott. 2010).
Che lega bene con il tema trito ma attuale della violenza performata nei simulatori di mondi. Ed è un dibattito cruciale : i vg sostituiranno il cinema come lo intendiamo oggi, saranno sempre più presenti ed importanti in tutti gli ambiti delle relazioni sociali ... una cosa è certa.
Si “giocherà”.
Parecchio.

(e ora, vado a rompere il cazzo ...).

1

La prima obiezione riguarda l'infelice scelta lessicale operata dall'autore, per descrivere un lavoratore privo di fantasia :
“artigiano” al posto di “operaio” ... è un errore madornale.
(forse un indizio).
Di conseguenza, traballa il distinguo netto tra artigiani ed artisti (tutta la prima parte della retorica) come se fosse possibile scindere la capacità tecnica dalla creatività : entrambe hanno bisogno l'una dell'altra, ed è piuttosto improprio catalogare gli artigiani come meri bracci-robot capaci solo di eseguire i programmi dati dagli “intellettuali”.
Pensiero settario ch'è imparentato con la Sinistra montante, quella dei laureati fregnoni che piangono dal mattino alla sera perchè “ho studiato 20 anni della mia vita e adesso non ho il lavoro che desidero io”.
Probabilmente a quegli artisti (a modo loro) dei poligoni componenti le grafiche vettoriali dei prodotti d'intrattenimento più avanzati, non viene chiesto altro. Ma questo è un problema di scelte direttive, che sono legate pur sempre all'audience (il pubblico pagante).
Che ostinata chiede un certo tipo di prodotto, ma non viene educata ad altri modelli di impegno cerebrale ed emotivo.
Chi ?
Chi dovrebbe educare i ragazzi ad una fruizione del virtuale formativa dell'utente-persona ?
La scuola di base che omette questo dovere e parecchio altro (dalle discipline manuali alla musica).
Che quasi mai viene tirata in ballo dagli striscioni nelle piazze, che sono invece sempre dipinti per gridare i piccoli interessi corporativi delle nicchie, spacciati come interesse nazionale. E quando viene citata, è solo per difendere il posteggio pomeridiano dei bimbi più piccoli nel cosiddetto tempo pieno, senza ardire alcuna richiesta di miglioramento qualitativo.
Loop perdente : per avere degli adulti migliori domani, bisogna educare meglio i piccoli di oggi.
La vera chiave di volta [ 2 ] di un futuro migliore.

2

E vabbè.
Il problema posto è concreto.
Concordo con l'apprezzamento dei prodotti non convenzionali, la sperimentazione visuale. Ma come recuperare una massa di fruitori sempre più numerosa, che chiede al 90% di sparare ad un nemico umano o alieno, e di tirare due calci al pallone ?
Ad esempio : sono rimasto tante volte meravigliato dal livello tecnico dei programmatori e dei grafici dei giochi. Abbiamo un numero cospicuo di fps [ 3 ] (sparatutto in prima persona) dalle ambientazioni suadenti, ma dalle storie deboli.
Dico che, dopo poco, m'annoiano : non voglio qui tessere una crociata moralistica contro la violenza nei videogiochi, che ha pure la funzione profilattica di scaricare gli eccessi di energia aggressiva accumulati durante la giornata.
Ci mancherebbe.
Cosa manca all'impianto dei videogiochi attuali ?
Gli sceneggiatori.
Quello che manca è - a monte - la volontà delle case a produrre delle grandi storie che siano realizzate con un ibrido effettivo di avventura ed azione (incluso il free-roaming totale) e che abbiano spazi aperti all'improvvisazione (non solo un numero limitato di finali possibili).
Giochi che il player dovrebbe vivere con il piacere di ogni singolo frame e compulsione ridotta al minimo. In cui la modalità sociale dovrebbe constare delle esperienze fisiologiche di crescita - procreazione - trasformazione ... solidarietà fattiva nella risoluzione dei problemi comuni e non solo nel mettere insieme una squadra armata per ammazzare gente.
Giochi che il player dovrebbe anche avere il diritto di non concludere, se - ad esempio - è soddisfatto della vita sociale e delle chiacchiere che è solito fare con altri amici on-line ... nella bettola di qualche porto immaginario ... o nel night di una stazione orbitante attorno a Giove.
Un livello intermedio tra gli fps e Second Life [ 4 ] o per meglio dire, una flessibilità intrinseca dai fps a SL ... in cui i giocatori - da soli o riuniti in gruppi, assistiti da tutorial adeguati anche a chi programmatore non è e nemmeno lo vuole diventare - possano anche iniziare a modificare l'aspetto degli oggetti e le regole interne (fisiche) di alcuni settori del gioco, implementando utility esterne che diventerebbero bene comune ... e altro.
Magari le idee innovative verranno - come sostiente Bittanti - dalle piccole case indipendenti ... però sono le major ad avere il potenziale economico per affittare i server necessari alla vita delle grandi comunità on-line e l'interesse a modificare il prodotto-base per dare progressivamente nuovi stimoli ai giocatori paganti l'abbonamento.
Più facile flettere le tipologie sul mercato, che proporre un concetto totalmente nuovo di esperienza ?

3

In effetti, la Nintendo ha proposto e prodotto in serie il Wii [ 5 ] : una console con un approccio più intuitivo tra player e macchina, basato sui gesti che si compiono con diversi tipi di controller, che ha avuto un notevole successo globale.
Molto divertente, ma soffre di un chipset grafico limitato.
La Microsoft ha lanciato il Kinect [ 6 , 7 ] : scompare il controller, vengono rilevati i semplici gesti del corpo ... un passo ulteriore, ma occorrerà tempo per giocare lavori davvero sperimentali.
E la base hardware ufficiale del dispositivo di rilevamento - la gloriosa Xbox360° - è ormai osoleta (vedi sopra) ...
Molto meglio collegarlo ai pc in frenetica crescita di prestazioni : dovrebbe arrivare il primo pc-game gestito con le mani nude [ 8 ].
Ma il punto, ancòra una volta è : con una tastiera, sarà anche possibile programmare l'interfaccia e il registrato, e di conseguenza creare qualcosa di personale e pienamente condivisibile.
Anche l'intuizione più plastica e corporea deve essere sistemizzata, per renderla fruibile in un codice standard elaborabile dalle altre macchine, perchè non sia l'espressione unica di un attimo - che alcuni definirebbero “geniale”, definizione data dai sacerdoti del segmento di mercato - ma possa essere ripetuta.
Rimodulata.
Per un prodotto maneggiabile dagli altri utenti.

4

Concludendo.
La mia visione del rapporto possibile tra arte e videogame è diametralmente opposta a quella del Bittanti : non credo che la cosiddetta “arte” possa arrivare dall'alto di una élite di creativi.
Con il rispetto e la curiosità che, fino ad oggi, m'ha spinto ad avvicinarmi all'arte moderna ... ed ancòra nei prossimi anni.
Credo invece nella possibilità di trasformare in creativi (lasciamo perdere il vocabolo “artista”, una volta per tutte) tanti utenti dei videogiochi in modalità singola e sociale (anche massiva) se verranno dati loro gli strumenti idonei.
“Little Big Planet” [ 9 , 10 ] è uno strumento software valido, per fare un esempio : creativo - arcade - sociale.

In
una
sola
parola :

giocabile.

...

(cliccate sull'immagine per leggere l'articolo in grande formato).

Link

Mattscape = sito personale di Matteo Bittanti

Wi-Fi




Cambia ?

Mi chiedevo che cosa sarebbe capitato al wi-fi pubblico italiano, dopo l'abolizione del decreto Pisanu nell'ultimo pacchetto-sicurezza.
Martina Pennisi fa il punto della situazione ... da tenere presente, anche il nuovo regolamento AgCom [ 1 ].

...

Link

10 cose da sapere sul Wi-Fi (dopo l'abolizione della Pisanu) = articolo di Martina Pennisi in Wired.it

Wired n. 016






Così fan tutti

Tempo di mondiali di calcio, quindi numero con diversi articoli dedicati al pallone : copertina del Wired italiano cartaceo n. 16 (giugno 2010) per Eto'o, che s'è lasciato decodificare il dna con il test di 23andme [ 1 ] per capire in quali cromosomi è inscritto il suo estro sportivo.
Incredibile lo spazio dato a Sony - “marchettone” del mese - per promuovere il 3d domestico : una tecnologia concettualmente antiquata di decenni, ripescata dalle grandi compagnie per rallentare il rinnovamento dei prodotti al consumo ... prima di lanciare nuovo hardware per la realtà virtuale (già sviluppato) devono sgomberare i magazzini strapieni di ogni.
E aspettare che le tasche dei consumatori più giovani e ricettivi delle novità siano di nuovo (abbastanza) piene per chiedere loro un sacrificio ... che pare plausibile ai geronto-tecnofili che non vedono oltre il televisore : sono i vecchi, quelli che c'hanno i soldi.

Cosa salvo

(pagg. 29 - 32)

La rivoluzione solare degli ingegneri scalzi (in India e nei Paesi in via di sviluppo) [ 2 ] : una ong che forma gli analfabeti dei villaggi (di solito donne e sole, ovvero gli individui più svantaggiati) alla costruzione - impianto - manutenzione delle tecnologie che facilitano la vita.

(pag. 36)

La pagina dedicata allo stato evolutivo dei pezzi di ricambio tecnologici : arti e organi per gli esseri umani danneggiati.
Ogni tanto, è comodo leggere il punto della situazione.

(pag. 38)

L'esploratore low-tech che blogga dalla sua Vespa [ 3 ] : un dritto che si fa sponsorizzare i viaggi.

(pagg. 52 - 53)

L'intervista di Luca Sofri ad Amelia Andersdotter : parlamentare europea di 21 anni, è stata eletta in Svezia nella lista del Partito Pirata.
Niente di eccezionale, ma uno spunto per rileggere la storia del Partito Pirata svedese. E per constatare che - nei Paesi più evoluti - c'è chi sceglie d'essere rappresentato da una ventenne.

(pagg. 78 - 85)

La bellezza inquietante della natura radioattiva : insetti geneticamente modificati ... i bellissimi disegni di Cornelia Hesse-Honegger mi ricordano le creazioni d'alta oreficeria di Boris (amico russo di Berlino).

(pagg. 92 - 97)

Il servizio sul brasiliano Primeiro Comando da Capital (Pcc) : considerata la seconda organizzazione malavitosa più pericolosa del mondo, è comandata da una cupola quasi interamente in carcere, che usa i dispositivi portatili per acquisire informazioni ed impartire gli ordini.

...

Link

wired magazine : 06.10

iPad n. 03




L'Apple ha brevettato l'acqua calda

Ennesimo “marchettone” di Wired (n. 15 ed. italiana, dopo quello gentilmente offerto alla Microsoft) e questa volta è l'iPad [ 1 , 2 , 3 ] della Apple a beneficiarne, presentato come “pietra miliare” dell'informatica e della scrittura in senso lato : la tavoletta assira (usata per la scrittura cuneiforme) datata 1900 - 1800 a. C. - la lavagnetta di grafite del 1700 - il block-notes inventato nel 1888 - l'introduzione del PADD (personal access display device) nella serie “Star Trek” - il MessagePad del 1993 ... che faceva ridere : la stessa didascalia all'immagine recita “[ ... ] (e il suo sistema operativo Newton) quasi riconoscevano la scrittura a mano libera” - infine : l'iPad.

Oh ... gran macchina.

Leggo sullo stesso magazine (pag. 67, dall'opinione di Vincenzo Novari, CEO di 3 Italia) : “non c'è una videocamera (almeno per ora), non fa sms, ha una memoria limitata [ max 64 GB interni e non c'è lo slot multi-standard per inserire schede esterne, n. d. B. ], non è né un telefono né un computer [ ... ]”.
Continuando a parlarne, l'amministratore delegato di una società che è concessionaria dell'iPhone 3GS in abbinamento con i propri servizi, la spara grossa ... in sincrono con il coro di bottegai e mistici della mela :

“Ciò che mi interessa di più, molto di più, è il complesso delle trasformazioni antropologiche che l'iPad innesca : non tanto per il suo essere single-tasking, escludendo così la possibilità di fare le cose in parallelo [ difetto pesissimo, che pare verrà ovviato con il rilascio dell'iPhone Os 4 nel prossimo autunno, n. d. B. ], quanto per la tendenza dell'iPad a essere un prodotto always on, always with me, mobile, sì, ma capace di essere modellato sulle mie esigenze, inclusa quella di portare sempre con me, per essere condiviso, il mio tesoro di foto, musica, e ora anche libri, quotidiani e magazine”.

Scusate un attimo.

Tutto questo (e anche di più : in multitasking) forse non può essere eseguito da un qualsiasi notebook ?

Ne parlano manager - professionisti del settore informatico e di altri - creativi sul citato Wired e su Pc Magazine n. 280 (maggio 2010).
Mi sono segnato gli interventi di James Fallows sulle precedenti e bene riuscite implementazioni del tablet-pc nell'ambito aeronautico (in assistenza ai piloti, gli EFB : electronic flight bags) e quello di Nicholas Negroponte sull'evoluzione dell'OLPC XO-1 (nel progetto “One laptop per child”) in tablet e la valutazione positiva di questo tipo di hardware in chiave educativa.

Concordo con l'editoriale di Riccardo Luna : destinato a tutte le parti del mondo informatico (produttori e progettisti sw e hw - prosumers - semplici utenti) per divulgare agli “analfabeti” i vantaggi di un accesso più ampio e più libero alle informazioni, e della condivisione di gruppo e di massa ch'è già cardinale nelle relazioni sociali.
E mi va bene anche l'usare come testimonial un personaggio della scatola totalitaria - alias televisore - ch'è popolarissimo e simpatico alle casalinghe : Fiorello (nato Rosario Tindaro Fiorello).
Solo che ... non credo che la casalinga spenderà una cifra dai 500 € agli 800 € per comprarsi un iPad, penserà prima alla dispensa (e di questi tempi ...).
Resta l'“oggetto” : una lavagna luminosa e interattiva che è accattivante nel suo minimalismo e nella semplicità (anche d'uso) che palesa ... con un display (pare) di ottima qualità.
Ma è una scatola mezza-vuota.
E il figlio della casalinga, già avvezzo allo smanettamento di sistemi più complessi e ad usare più applicazioni in multitasking (browser - chat - social networks - p2p - etc.) troverà senz'altro insoddisfacenti i limiti operativi di questa presunta “macchina rivoluzionaria”.

Conclusione

I pc del futuro assomiglieranno senz'altro all'iPad (anzi : io ne uso uno - da un anno e mezzo - molto simile a quelli che saranno ... anche se fisicamente pesa molto più dell'ultima mela) che - appunto - non è un pc.
E' l'ennesima dimostrazione della capacità retorica di Steve Jobs, talvolta innovatore e talvolta - come in questo caso - mero “venditore di fumo” : questa è una macchina capace di attrarre una vasta gamma di utenti che però - viste le limitazioni pesanti dell'hardware - rimarranno molto delusi quando, infoiatisi, sbatteranno il muso contro la limitatezza del sistema.
Ultima - triste - annotazione : l'iPad necessita di campo wi-fi per potere essere utilizzato nelle sue (limitate) funzioni, altrimenti diventa un costoso ed ingombrante fratellone del Nintendo DS ... in itaGlia, come stiamo messi con la connettività pubblica (piazze - caffè - pub - etc.) ?

[ seguiranno alcuni miei post su Bologna ]

Senza dubbio - oggi - è meglio spendere i propri soldi per un Apple iPhone.

29 - 05

Pare che Adobe stia chiedendo ai propri utenti - attraverso uno dei suoi ricercatori - se desiderano visualizzare i file di Photoshop sull'iPad : sembrerebbe un passo indietro per la grande “a”, nella guerra in corso tra i due colossi.
E pare che anche nel Belpaese ci sia la fila per acquistare l'ultimo prodotto ideato a Cupertino ...

31 - 05

Un melomane - che vanta di essere stato l'acquirente bolognese n. 2 - mi ha segnalato che la tavoletta può lavorare in multitasking già oggi, usando l'app Backgrounder [ 4 , 5 ] : un po' complicato ...

Links

Adobe chiede agli utenti se desiderano avere la possibilità di visualizzare i file PSD sul proprio iPad ! = post in ipadevice.com

iPad arriva in Italia: code ai negozi Apple = post in Tecnoblog di Pianeta Donna

Wired n. 009




definizione

“wire /ˡwaɪə(r)/ noun fil m di ferro; (electrical) filo m elettrico [ ... ]

wire vtr (equip with wiring) installare fili elettrici cablare vtr ⇒ They wired the house themselves. Hanno cablato la casa da soli”.

(dalla scheda in wordreference.com)

Sempre (dis-)connessi

L'altroieri aprivo qualche pacco di vecchie riviste di informatica e di fumetti ... e sinceramente mi emozionavo, al tenere tra le mani i vecchi numeri di “Microcomputer” (l'italiana migliore) e di altre testate gloriose.
Quando era di moda comprarsi uno Spectrum 48k o un Commodore 64 (raramente tutti e due : c'era una bella distinzione tra “clan”).
E oggi ?
Cosa si trova in edicola, per chi naviga ore al giorno nel web ma gradisce ancòra la sensazione tattile e olfattiva della carta (ne scriverò) ?
Beh ... in lingua italiana, la risposta è scontata : “Wired”. Nel n. 9 trovo uno spottone pro Microsoft (due lunghi articoli, dedicati al motore di ricerca Bing e al chief software architect Ray Ozzie) ... blah ... ma anche pagine dedicate ad un archivio di pellicole fotografiche in Pennsylvania e al porno on-line per grandi numeri (numerosi altri argomenti).
Leggo :
“Secondo l'Eurispes 9.000.000 di italiani sono consumatori di pornografia - secondo la Doxa 9.000.000 di italiani fanno attività di volontariato : speriamo che non siano gli stessi” ...
e perchè ?
Quale sarebbe il nesso negativo ?
Che vada a cagare chi ha composto la pagina : moralista di merda, un essere umano sano consuma pornografia ...
E' apprezzabile lo sforzo di realizzare un prodotto omnicomprensivo : notizie brevi e articoli di approfondimento, fatti recuperati dal repertorio ed altri attuali. Cercare l'impresa, cogliendo e criticando i movimenti in atto nel web (ma non solo) con i limiti della differita stampata.
E l'impaginazione è superlativa : mi ricorda un po' quella di “MacWorld” ... l'edizione internazionale di 10 - 15 anni fa ... e ci risiamo col vintage : meglio staccare, sennò bagno la tastiera.

...

(lettura in corso).

Conclusione

Una lettura succedanea delle riviste del barbiere : buona per riempire piacevolmente il tempo del cazzeggio, e con spunti di riflessione.
Stimolante per la varietà di argomenti e la qualità dell'aspetto grafico : “si mangia con gli occhi”.
Il rischio è evidenziato da Valerio Porcu in “Scusate se non mi alzo” (blog) con un post al vetriolo, dedicato allo stesso numero della rivista : “[ ... ] creare un bellissimo mondo fatato, che faccia innamorare il lettore, che lo rapisca e gli offra sogni di un mondo nuovo. Non si può rovinare un sogno dicendo all’intervistato che sta sparando cazzate, oppure sì ?”.

(buona lettura).

Links

Wired = sito italiano

Wired = sito americano