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ODM




“DELL - How your laptop is build” : un video che mostra la fase di assemblaggio di un laptop Dell, nella catena di montaggio in una fabbrica cinese.




“Assembling Android Tablet Factory Tour in China ( This is how your tablet is made )” : un video che mostra la fase di assemblaggio di un tablet con os Android, nella catena di montaggio in una fabbrica cinese.



L'espressione inglese original design manufacturer, sigla ODM, è utilizzata per definire un'azienda progettatrice e produttrice di articoli rivenduti a terze aziende le quali commercializzeranno i prodotti col proprio marchio. Tali aziende ODM permettono che la ditta del marchio produca (come integrazione alla propria produzione o in modo esclusivo) senza che si debba impegnare nell'organizzazione o nella gestione di una fabbrica.
Le dimensioni delle aziende ODM sono molto aumentate negli ultimi anni e molte di esse riescono a gestire le esigenze di molteplici clienti, fornendo spesso gran parte della intera produzione delle aziende terze.
Mentre ODM indica che l'azienda effettua sia la progettazione che la produzione dell'articolo, le aziende OEM si occupano della sola produzione.

[ Wikipedia ]


1

E lungo una delle tante discussioni, il buon Lorenzo mi ha consigliato [ 1 ] la lettura di un suo post di qualche tempo fa, in cui ha focalizzato un nodo del mondo tecnologico e della produzione dei dispositivi informatici ch'è spesso trascurato e/o dissimulato, pubblicato sul suo blog Eldalie : “Rebranding - laptop di marca o l'imbroglio dei marchi” [ 2 ].
L'ho letto, e – dando a Cesare quel che è di Cesare [ 3 ] – lo giro e ne consiglio la lettura a chi passa di qua.


2

Sappiamo grosso modo che molta della tecnologia che usiamo viene materialmente fabbricata in Cina ( mainland, Taiwan ). Una lista dei maggiori produttori ODM ( da Wikipedia ) [ 4 ] :


Produttore
Unità vendute
M, 2014

Unità vendute
M, 2011

Quota di mercato
%, 2011

Compal
43,0
55,7
26,0
Quanta
48,5
54,0
25,2
Wistron
21,1
31,5
14,7
Foxconn
N/A
18,4
8,6
Pegatron
9,8
17,5
8,2
Inventec
18,6
17,0
7,9
Flextronics
N/A
5,0
2,3
altri
N/A
15,0
7,0
totale
N/A
214
99,9


Ma.

Per mettere a massima definizione il rapporto di Potere e interdipendenza tra le aziende committenti e quelle manifatturiere dei prodotti, dovremmo conoscere l'assetto societario e proprietario delle ODM. Sempre che tale messa a fuoco abbia un senso, nell'era della globalizzazione e della cessione di sovranità alle società multinazionali.
Ed inoltre : tali aziende assemblano i pc, ma chi produce ogni singolo componente ?

[ ... ]

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5 commenti:

  1. Io all'inizio ho pensato "ma chissenefrega".

    Poi però mi è balenato un problema fondamentale: se tu compri una Ferrari ti aspetti che le viti siano di titanio, il cruscotto di legno pregiato o di qualche materiale futuribile, insomma tutto risponda a massimi criteri di qualità e funzionalità.

    Se tu compri una Ferrari che in realtà è stata progettata e costruita dalla Yundai, con un prezzo per unità che dipende da un calcolo forfettario in cui il committente cerca di strozzare il fornitore e il fornitore gonfia il prezzo in partenza per poi strozzare i suoi sub fornitori, ecc, succede che le viti saranno di metallo di merda, il cruscotto di plasticaccia che si deforma al sole, eccetera.

    Quindi il problema è nel fatto che il cliente pensa di comprare un prodotto HP, rispondente a certi standard "storici" di qualità e invece si trova un prodotto PincopaWanZu che risponde al criterio della minima qualità possibile purchè funzioni. Apri il coperchio e fa "squeak" e immediatamente presagisci la fine.

    Siccome poi nel "rebranding" non ti dicono mai chi ha fatto cosa, tu non sai mai quale sia il livello qualitativo REALE del prodotto. E' come comprare un dipinto di Rembrandt e poi scoprire che in realtà è una copia fatta da Lorenzo con la tempera.

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    Risposte
    1. Mi diceva un rivenditore abbastanza tecnico che risparmiano persino sulla pasta termica dell'impianto di raffreddamento, che un suo amico aveva l'abitudine, appena acquistato un notebook nuovo, di aprirlo subito, pulire la pasta di fabbrica, e applicare pasta nuova.

      Ho avuto due esperienze traumatiche con HP : ben 2 notebook che hanno cessato di vivere dopo poco più di due anni di utilizzo l'uno.
      Fighissimi a vederli, eh.
      Le carcasse sono lì, impilate nella libreria assieme ad altre donate da conoscenti, in attesa ch'io trovi la voglia di rimediare le schede madri ( usate ) e ciappinare.
      POI - errore - sono andato nei forum degli utenti ENG, e ho imparato che alcune versioni di alcuni modelli HP hanno un impianto di alimentazione progettato male ... bruciano dopo due anni o poco più. Pensa tu il caso : poco dopo il termine della garanzia standard.
      Quando si dice il destino cinico e baro.

      Ci sarebbe da discutere anche sul fatto che i maggiori brandizzatori buttano sul mercato millemila versioni hardware di ogni modello, e lo fa anche la Apple anche se dichiara il contrario ( ho messo le mani su un vecchio iMac 3G e sono diventato stronzo a individuare il modello esatto ).

      A questo punto, ho scelto la famiglia Surface ( RT nuovo a prezzo molto scontato, Pro ricondizionato ) per le ragioni ergonomiche e d'uso che ti ho spiegato in quella discussione.
      A conti fatti e stante anche l'esperienza di amici, piuttosto che un pc nuovo ( sulla carta fighissimo ) e dispendioso, conviene cogliere al volo una buona offerta di usato ricondizionato.
      Se si vuole puntare ad un nuovo a prezzo basso, bisogna fare molta attenzione alla qualità dello schermo : sui notebook di prezzo basso vengono montati anche dei cessi di display con contrasto infimo e range RGB pure, dopo sono cazzi a fare qualcosa di più che leggere la posta.
      Per mia prassi acquisita, quando mi chiedono un parere per un acquisto, consulto innanzitutto [ Notebookcheck ], poi i forum specifici.

      ===

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    2. Per la cronaca e per esattezza, prima dei forum sgrosso una prima opinione anche consultando i [ PassMark Benchmarks ] ed eseguendo comparazioni tra i componenti.

      ===

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    3. E' tutto sbagliato. L'etica di queste aziende, che poi è l'etica del management.

      Gente che non ha niente da dire, nessun talento e quindi pensa di avvantaggiasi nell'unico modo che sanno, che poi è quello che gli viene insegnato, cioè imbrogliare, truffare e ingannare.

      Approfittano anche del fatto che chi dovrebbe stabilire delle regole in realtà è della loro stessa natura quindi pensa solo a spartire l'utile ingiusto e ingiustificato.

      E la gente non alza la testa dal pascolo.

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    4. Sì, Lorenzo.
      Direi che non ho nulla da aggiungere o da togliere a questo che hai scritto.
      Gas fluido è l'ambiente in cui viviamo.

      ===

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