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Product placement




Un iPhone traslato nella realtà fantastica, e posizionato nel poster del film “Zootopia” ( 2016 ) della Disney ( vedi paragrafo 2 ).





Un florilegio di dispositivi Apple, in una scena del serial televisivo “House of cards” ( 2013 - ) [ 1 ].


[ ... ]

1

Con il termine inglese product placement s'intende il posizionamento di un marchio ( che sia il solo logo, oppure il prodotto specifico ) all’interno di un prodotto mediatico, a fronte del pagamento di un corrispettivo da parte dell’azienda che viene pubblicizzata [ 2 ].

Il sito brandchannel: ( b: ) [ 3 ] si occupa di marketing e design, e da più di 15 anni la redazione si prende la briga di contare i posizionamenti dei vari brand nei film #1 di incassi negli USA ( approssimativamente, tale insieme coincide con i blockbuster globali ), assegnando i Brandcameo Product Placement Awards ai vincitori delle varie categorie.
La Apple è sovente vincitrice assoluta di questa classifica di visibilità, e non è una sorpresa : [ 4 ]; nel 2014, il film con più brand inseriti è stato “Transformers: Age of Extinction” con 55 marchi e prodotti riconoscibili ... praticamente il volantino di una grande catena commerciale.

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[ ... ]

1

{ recupero }.


Ri-propongo una chiacchierata da bar di Manny Pham ( What Mobile ) con l'hacker white hat Steve Lord, titolare della società britannica Mandalorian Security Services Ltd [ 1 ] sul tema della sicurezza dei dispositivi mobili ( smartphone, tablet ... altro ).
Roba di un mese fa, ma comunque sfiziosa e centrata su di un topic sempre in auge.

Dopo l'incipit dedicato dal magazine alle ulteriori sortite del mitico Edward Snowden sul tema della sorveglianza governativa eseguita sui cittadini dormienti - precisamente l'agenzia britannica GCHQ [ 2 ] - l'hacker dichiara un'esperienza di 15 anni nei penetration test - il superamento delle barriere software difensive e l'intrusione nei sistemi - su varie tipologie di macchine ( dal singolo telefonino ai sistemi missilistici ... dice lui ) per conto dei produttori interessati a conoscere le falle dei propri apparecchi al fine di mettervi le “pezze” ( patch ) prima che a tali vulnerabilità ci arrivino gli hacker cattivi ( i black hat ...  cracker ... che i media generalisti di 0039 confondono sempre con i buoni, mettendoli tutti nello scatolone del termine “hacker”, flettendolo a una negatività totale, come se non esistessero un lato buono ed uno cattivo della Forza ...
sì ...
sta per uscire il primo episodio del sequel di Guerre Stellari e l'autore di questo blog non è immune dall'hype globale ).

{ sui buoni e i cattivi nell'ecosistema informatico, vedi la breve nota al paragrafo 3 }.