Testata

Ulisse, il più noto migrante ?




Articolo di giornale tratto da FB [ 1 ]


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L'ignoranza, è qui conclamata. Nella “Iliade”, Ulisse ( nome dato dai latini al personaggio greco Odisseo ) partecipa alla Guerra di Troia, nella “Odissea” si narra del suo ritorno a casa.
Nulla a che fare con la mass-migrazione dei giorni sciagurati nostri.

Giornalismo.
Scuola.

Ma c'è qualcosa di più.

C'è la prostituzione – consapevole o meno, il risultato non cambia – alla narrazione fiabesca, incantata, lisergica di un Mondo Nuovo di fantasia totalmente sconnesso dai cardini materiali ( sostanza e meccanismi ) definiti da quella forma totalitaria imperante ed invasiva che è la Globalizzazione ... una chiacchiera che si alimenta di ulteriori e incessanti chiacchiere, a copertura di crimini vecchi reiterati, e di quello maggiore ed attuale che è l'erosione del Futuro nostro.
Dove “nostro” non può essere “di tutto il mondo”, “di tutta l'Umanità”.

Il punto non è la disarticolazione e la dissezione di parti dell'opera classica al fine di generare un'opera nuova – lungi da me il sostenere l'ortodossia rappresentativa in questa sede – ma il traslato di Ulisse da uomo radicato che torna a casa propria a migrante che cerca la terra nuova per stabilirvisi, un falso politico che diventa impianto concettuale per l'ennesimo spot delle migrazioni di massa, strumento indispensabile allo smantellamento delle garanzie sociali nei Paesi occidentali ( tra cui il nostro ) all'interno del sistema totalitario in auge.

Gravissimo, che questo laboratorio di mistificazione prostituita sia attuato in un liceo, cioè un luogo pubblico in cui la Cultura dovrebbe essere sacrale, trasmessa correttamente ai ragazzi ed essere utile alla loro crescita.
Ragazzi vittime del contesto e della propria ingenua inesperienza, che collaborano all'assassinio del loro stesso futuro, con un sorriso fissato dall'obiettivo che è ovviamente stupido ( stupito, incantato ) sulle labbra non più innocenti.


L'inganno antirazzista




La copertina de “L'inganno antirazzista. Come il progressismo uccide identità e popoli”


[BO] Una difesa della razza ariana al Centro Costa di via Azzo Gardino?

Aggiornamento. Ci pareva davvero strano che il Centro Costa potesse ospitare un’iniziativa del genere! E pare che la nostra denuncia abbia sortito come effetto l’immediata cancellazione dell’evento. Riteniamo dunque che non sussistano più le ragioni di boicottare il Centro Costa, e ritiriamo conseguentemente l’appello diramato ieri.

Resta comunque grave, a nostro parere, la poca chiarezza e la scarsa attenzione che, anche negli ambienti di sinistra (vedi qui e qui), permette a iniziative del genere di mimetizzarsi e trovare margini di agibilità. Per segnalazioni: staffetta at riseup punto net. Nessuno spazio al razzismo, nessuno spazio alla disumanità! [ ... ].

Staffetta


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Nella serata di venerdì 8 febbraio era programmata la presentazione del saggio “L'inganno antirazzista” di Stelio Fergola, edito da Passaggio al Bosco ( 2018 ), al Centro Costa [ 1 ] di 051 ( la cosiddetta “Bologna” ) [ 2 ].
Era stata organizzata da LUCI – Libera Unione Culturale Italiana [ 3 ] e sarebbero intervenuti : l'autore e direttore della rivista Oltre la linea [ 4 ], l'assessore al Comune di Budrio Gualtiero Via ( scrittore ed educatore ) e l'onorevole Galeazzo Bignami ( Forza Italia ), moderati dal prof. Gaetano Sorbetti ( dell'associazione LUCI ).

L'evento è stato cancellato dagli amministratori del centro sociale, dopo le pressioni eseguite dagli anti-fascisti locali che, attraverso il loro sito [ 5 ] ed appoggiandosi alla piattaforma riseup.net [ 6 ], hanno minacciato il normale svolgimento dell'attività.
E' stata l'ennesima occasione persa per un confronto dialettico tra le parti, SE gli intimidatori avessero almeno letto il libro.
Non solo : successivamente, è stata messa all'indice anche l'associazione culturale Belzebò [ 7 ] “rea” di avere condiviso l'evento sulla propria bacheca faccialibresca.

Sanremo e foibe/2




Il brano “Soldi” eseguito a Sanremo 2019




Il video ufficiale del brano “Soldi”


Soldi

alessandro mahmoud, charlie charles, dardust, dario faini, paolo monachetti

In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore [ ma ] era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla TV danno Jackie Chan
Fuma narghilè mi chiede come va
Mi chiede come va, come, va come va
Sai già come va, come va, come va

Penso più veloce per capire
Se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire
Perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l'orgoglio lasci casa in un giorno
Tu dimmi se

Pensavi solo ai soldi soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti
Mi chiedevi come va, come, va, come va
Adesso come va, come va, come va

Ciò che devi dire non l'hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà
Mi chiede come va, come, va come va
Sai già come va, come va, come va

Penso più veloce per capire
Se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire
Perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l'orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi, soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Prima mi parlavi fino a tardi, tardi
Mi chiedevi come va, come va, come va
Adesso come va, come va, come va

Waladi waladi habibi ta'aleena
Mi dicevi giocando giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi sembrava vera
La voglia la voglia di tornare come prima

Io da te non ho voluto soldi
È difficile stare al mondo
Quando perdi l'orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Volevi solo soldi, soldi
Come se avessi avuto soldi, soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua ora dove sei papà
Mi chiedi come va, come va, come va
Sai già come va, come va, come va

MTV Testi e canzoni


Sanremo 2019, Mahmood e le polemiche: 'Sono italiano al 100% faccio Marocco-pop'

"Non piaccio a Salvini? Musica è soggettiva. Eurovision? Forse"

Claudia Fascia, 12 febbraio 2019

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"Salvini? La musica è soggettiva e ognuno ascolta ciò che vuole. Io comunque sono nato a Milano e sono un ragazzo italiano al 100%" [ ... ].

ANSA.it

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Il brano “Soldi” non è male, è bene costruito, ha ritmo, consta di una melodia vocale marcata dal timbro trans-etnico del cantante e di un testo abbastanza cattivo.
Il brano “Soldi” non è male, secondo me poteva anche starci la vittoria e comunque lo avrei piazzato tra i primi 4 – 5 pezzi, ma sappiamo tutti perché Mahmood ha vinto il Festival di Sanremo.
Non ho nulla da scrivere contro il ragazzo, che è frutto del meticciamento in carne tra un uomo egiziano e una donna sarda, è nato a Milano e di nome proprio fa Alessandro. E non sono contrario al meticciamento e, pregiudizialmente, alla trasformazione della società umana.
Oltretutto, il testo della canzone è un'accusa contro il padre, la sua falsità espressa e il tradimento della madre e poi della famiglia. Madre che, però, nel video ufficiale viene ritratta con il velo islamico [ 1 ].
Confrontando con la nota affermazione post-vittoria ripetuta dai mass media – “sono un ragazzo italiano al 100%” – non possiamo non notare l'incongruenza tra testo e immagini : l'Islam non fa parte della tradizione italiana, è stato impiantato per qualche tempo in Sicilia dopo la conquista araba, poi espiantato. Gli avversari musulmani compirono razzie in questo Paese, fino alla Seconda Guerra Mondiale [ 2 ]. Adesso ritornano con l'invasione in corso d'opera, ed è già a buon punto.
Ma tutto tiene, perché questo Paese ( che chiamo “0039” ) è deflagrato, precisamente imploso, poi farcito di ogni cosa e in quantità abbondante, e oramai c'è dentro tutto il mondo.
Il punto è, come sostiene sovente il crociato Lorenzo, che nella neolingua imposta “italiano” significa “come tutto il mondo”.
E il punto dolente, è che la trasformazione eseguita rapidamente in una ventina di anni non è stata ragionata né coscientemente desiderata in alcun modo dagli italiani, nemmeno è avvenuta spontaneamente : il processo in esecuzione, chiamato convenzionalmente Globalizzazione, è stato disegnato a tavolino dalla Élite apolide che controlla l'economia mondiale e i mezzi di comunicazione che hanno condizionato le masse.

Nell'ottica del Sistema, Alessandro Mahmoud è un testimonial perfetto del cambiamento in corso. Ha anche dichiarato un'apertura a 360° sull'orientamento sessuale [ 3 ]. In altre parole, e secondo una valutazione posta non sul piano personale ( che secondo me va rispettato, nella sua complessità ) ma allargando al sistema nel quale siamo irretiti, è approssimativamente conforme all'uomo di pongo degno di vivere il Mondo Nuovo.
Il problema non è Alessandro Mahmoud ( che è meticciamento vero, quello auspicabile ) ma la sua strumentalizzazione come testimonial contro le politiche immigratorie del Governo Conte ( e in tal senso il peggio l'hanno fatto i Negrita con un testo sfacciatamente a favore dell'immigrazione clandestina ) e a favore di una società non integrata ma spaccata in ghetti : la celeberrima società multi-etnica ( altro termine sovvertito nel significato dagli ingegneri neo-linguistici ).
Non potrebbe essere altrimenti, in presenza di un forte fenomeno immigratorio cui abbiamo assistito impotenti, peraltro coadiuvato per molti anni da uno Stato correo.
A questo, si aggiunga l'effetto dell'onda mediatica festivaliera che ha praticamente cancellato il Giorno del Ricordo [ 4 , 5 , 6 , 7 ... ] siccome il festival è stato programmato a ridosso della giornata di lutto e riflessione nazionale. Una coabitazione assai problematica, quella tra i due argomenti, e alla fine i media hanno scelto le canzoni.
E non per caso.
Trattasi di sostituzione della Storia nazionale con la Psico-storia vigente ai giorni nostri.
Augusto Baldi su il Giornale.it paragona questa intellighenzia al Ministero della Cultura hitleriano, e non ha tutti i torti [ 8 ].


Sanremo e foibe/1




L'Istria in età romana, da Wikipedia




L'Istria in età veneziana, da Wikipedia




L'Istria in età veneziana, da Wikipedia




L'Istria in età austro-ungarica, da Wikipedia




L'Istria tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, da Wikipedia




La mappa delle principali foibe, da Focus [ 1 ] e altre fonti


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Di solito non seguo il Festival di Sanremo – come scritto in un commento sul blog di Uomo [ 2 ] – e pertanto non so se tradizionalmente esso viene messo in scena la prima settimana di febbraio ( SE consideriamo come ''prima'' la prima settimana con tutti e sette i giorni inclusi nel mese ).
Non conosco il processo che ha determinato il 10 febbraio come data simbolica del ricordo della tragedia degli italiani di Istria, Quarnaro e Dalmazia [ 3 , 4 , 5 ... ].
MA l'essere posta immediatamente a ridosso della serata finale del popolare festival della canzone italiana ha, oltre a creare un contrasto irrisolvibile tra un evento tutto sommato gioioso ed un altro liturgico, che dovrebbe essere una giornata di profonda riflessione per gli ''italiani'' ( SE questo fosse un Paese serio ), cancellato mediaticamente il ricordo della tragedia degli italiani.
Il festival ha divorato gli spazi mediatici a discapito dell'altro, importante, evento.

Premio Darwin [ 6 , 7 ... ] ha chi non ha risolto il pasticcio.


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Istriana




Alida Valli


«Lasciai la mia Istria: da più di 70 anni mi sento senza patria»

Racconta la diva: «Le ferite degli altri mi toccavano nel profondo e mi chiedevo: perché faccio questo squallido lavoro nel cinema?»

Enrico Groppali - Lun, 10/04/2006

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«Qualche anno fa, ci tornai per una fiction con Raf Vallone che è stato il mio addio allo schermo».
Tutto era cambiato di nuovo, no?
«Sì, perché oramai Pola era croata. Fu allora che mi fecero quell'incredibile proposta».
A cosa si riferisce?
«I nuovi padroni della mia terra non avevano più nessuno da esibire come eroe nazionale. Così non gli parve vero di offrire ad Alida Altenburger la cittadinanza onoraria di artista croata».
E la Valli cosa rispose?
«Che troppe volte, come la mia città, avevo cambiato pelle, ma ero nata e sarei morta italiana. Scrivetelo sulla mia tomba».

il Giornale.it


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Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo [ 1 , 2 ] in memoria degli italiani massacrati dai partigiani di Tito nelle terre italiane d'Istria e Quarnaro, rubate dai comunisti al nostro Paese.

Massacri orrendi, tacitati dai compagni “italiani” perché commessi da loro sodali e quindi cattiva pubblicità per la grande distopia realizzata. E i profughi vennero trattati come infami nella Italietta del Dopoguerra, smemorata e venduta.
Comportamento che i comunisti “italiani” devono ancora pagare.

La crisi




Grafica virale su Facebook




IL RAPPORTO DELLA POLITICA ODIERNA CON LE CLASSI SOCIALI, TRA RAPPRESENTANZA E RAPPRESENTAZIONE

di Riccardo Paccosi

Questo meme contro il Movimento 5 Stelle induce, senza volerlo, a riflessioni molto più serie della polemichetta spicciola e politicista - e di taglio socio-razzista - che vorrebbe veicolare.

Tanto per cominciare questo meme, senza volerlo, una cosa a favore del M5S la sottolinea: in quel partito maggiormente che in altri, chi proviene da una condizione lavorativa precaria e a basso reddito, ha qualche possibilità di fare carriera. Da questo portato biografico dei dirigenti, infatti, discende il maggior grado di connessione sentimentale del M5S con la working class del XXI secolo. In questi tempi strampalati, del resto, non dovrebbe stupire nessuno il fatto che, ad avere maggiore colleganza di classe, sia un partito i cui esponenti neppure sanno cosa voglia dire la parola "classe".
D'altro canto, in partiti come il PD o Liberi e Uguali - e parlo per conoscenza interna e diretta - la condizione e la cultura medio-alto-borghesi sono da tempo onnipervasive, totalizzanti e hanno eretto un muro, emotivo e cognitivo, tra quelle classi dirigenti e la maggioranza della società italiana. Suddetto muro cognitivo, difatti, è espresso da questo stesso meme anti-grillino laddove, per attaccare il Movimento 5 Stelle, non ci si rende neppure conto di stare esprimendo un respingente razzismo sociale nei confronti del lavoro precario.

Detto questo, il meme sottostante indica altresì aspetti più generali e questi ultimi sono decisamente meno lusinghieri per il M5S.
Intanto, viene indicata una correlazione inquietante fra dimensione pubblico-spettacolare e sfera politica. Come parimenti evidenziato dai percorsi biografico-televisivi di Renzi e Salvini da giovani, si sta materializzando il senso comune secondo cui il percorso che conduce alla carriera politica non consterebbe tanto dello studio delle discipline e delle pratiche sociali a questa connesse, quanto dell'aver appreso competenze inerenti soltanto alla comunicazione e alla spettacolarità. Quindi, chi ha partecipato a programmi d'intrattenimento televisivo, risulta in qualche modo "più competente" di chi ha svolto inchiesta sociale.
A fare da unico contraltare a questo paradigma della politica-spettacolo, al momento, è il culto di una tecnica iper-specialistica. Questo culto - principalmente sostenuto in Italia dal centrosinistra - nasconde, però, la prospettiva dell'uniformità ideologica: a profili come quelli di Casalino e soci, cioè, viene contrapposto oggi chi ha fatto il Master negli Stati Uniti, chi ha lavorato con Ocse o FMI e altri ambiti specificamente predisposti per la classe dirigente e per i suoi specifici interessi - che sono per l'appunto interessi specifici di classe. Il modello dei "tecnici"- che forse anche questo meme sottintende - consta insomma d'un trucco retorico che sottende l'idea d'un ceto dirigente integralmente e pedissequamente aderente all'ideologia liberista-globalista.
In tutto questo, grande assente risulta essere il percorso politico militante - fatto di studio e applicazione sociale - che era garantito agli esponenti di tutte le classi, che teneva conto della correlazione di non sovrapponibilità fra tecnica e visione del mondo e che, un tempo, era caratteristico dei partiti a iscrizione di massa.

Infine, l'immagine sottostante ci suggerisce un ulteriore e discutibile messaggio. Dal momento che l'ascensore sociale è nei paesi occidentali - secondo tutte le istituzioni di ricerca esistenti - completamente bloccato, l'immagine di lavoratori precari divenuti ministri reca con sé una discutibile concezione di lotteria sociale.
Infatti, nei sistemi capitalisti occidentali il cosiddetto "darwinismo sociale" risulta da tempo superato. Il successo e l'ascesa a una classe più elevata, sono obiettivi oggi all'insegna di una scarsità tale che, ormai, il paradigma darwinista secondo cui il più determinato e aggressivo ha possibilità di emergere, risulta insufficiente. Il nuovo paradigma post-meritocratico del neoliberismo, più puntualmente, punta dunque sull'evidenziare il fattore della fortuna, sullo spostare le aspettative verso l'imponderabilità del Caso; sull'idea del successo, insomma, paragonata a una vincita alla lotteria.
Dunque, il meme sottostante ci restituisce sì l'immagine di un M5S dove il precario può fare carriera ma, finché l'ascensore continua a risultare bloccato a tutti i livelli della società, restituisce al contempo l'apologia di un precariato che può solo aspirare al modello selettivo della lotteria.

Cosa possiamo trarre da tutto questo?
Il campo d'indagine che una riflessione come questa potrebbe aprire, consta della necessità di una politica che rifletta sui meccanismi di formazione che le sono propri, sulla continuità dei propri canali di comunicazione con la sfera sociale, sulla necessità di organizzazioni di massa che garantiscano tale continuità.
Questo affinché, nel rapporto fra politica e classe lavoratrice, si passi dall'attuale rappresentazione a un'autentica e compiuta rappresentanza.




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Replico l'analisi di Riccardo Paccosi [ 1 , 2 ] che supera il livello dell'avanspettacolo per centrare il punto della crisi della politica, che è crisi di rappresentanza e quindi democratica.

Qualcuno direbbe “mutazione” dopata dagli strumenti mass-mediatici, una mutazione tossica, che nasconde ulteriormente i termini basilari delle questioni sul tavolo.
L'amico è chiaramente nostalgico di un certo modo di fare politica, ma io non vedo la possibilità del ritorno ai grandi partiti di massa, essendo la società “italiana” ed europea occidentale in genere framtumata in milioni di sfaccettature singole, oggi difficilmente riconducibili ad un afflato comune, massivo, e tale difficoltà è stata esponenzializzata dalla mass-immigrazione di plurime etnie affatto dissimili tra loro e da noi cosiddetti “autoctoni”, sempre più “frullati”.

Reggerà ?

Avrà vita lunga, l'attuale schema ?

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Design italiano




La scrivania Cavour di Carlo Mollino, 1949




La moto Aermacchi Chimera, 1957


Different by Design: 1957 Aermacchi Chimera

Sleek, chic and packaged in jazzy space age design, the Aermacchi Chimera was definitely different, but being different didn’t guarantee success.

By Greg William, March/April 2014

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Being different doesn’t guarantee success. Consider the Italian-made Aermacchi Chimera. Unlike many small-bore motorcycles of the 1950s, the Chimera was sleek, chic and packaged in a jazzy space age design.

Equipped with alloy body panels and monoshock rear suspension — none of which was truly new, but definitely unusual — the machine didn’t capture the imagination of the motoring public. That’s not to say the Chimera wasn’t a great little motorcycle. It was; it just didn’t sell. Built from 1956 to 1964, production was minimal, with only 119 of the 175cc models and 177 of the larger 250cc machines rolling out of Aermacchi’s Varese-based factory [ ... ].

Motorcycle Classics


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Replico alcune immagini postate da Luca Oleastri aka Innovari [ 1 , 2 ] nella sua bacheca faccialibresca [ 3 ].
Opere di stile autoriale, oggi apprezzate dalla critica e dal mercato, ma, questo vale almeno per la moto, non abbastanza dai contemporanei negli anni del lancio.

La valutazione di mercato della scrivania Cavour disegnata da Carlo Mollino e riedita da Zanotta [ 4 ] è di 10-11K € [ 5 ].
La motocicletta Chimera di Aermacchi [ 6 ] si può acquistare sborsando tra 14K e 24K € [ 7 ].

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Una famiglia normale


Mamma, papà e figli: schiavi del web

Choc nel Salento, famiglia connessa giorno e notte. Segregati in casa per anni.

Nino Femiani

In Inghilterra l'hanno definito con un acronimo, IAD, ovvero Internet addiction disorder. Un vero disturbo tanto da avere aperto, da un quarto di secolo, dei centri contro l'intossicazione da internet. Ed è probabile che anche di questo avrà bisogno una giovane famiglia salentina: mamma di 43 anni, papà di 40, due figli di 15 e 9 anni. Sempre connessi al web, giorno e notte, senza staccare mai.

[ ... ] [ Il comportamento è stato ] scoperto a ottobre grazie alle insegnanti della bimba di nove anni. Osservandola svogliata, trascurata e in precarie condizioni di igiene e nutrizione, le docenti hanno allertato i servizi sociali. Gli assistenti hanno così scoperto una storia che ha dell'inverosimile: un'intera famiglia si è autosegregata mantenendo i contatti con l'esterno solo grazie a una spasmodica ciberdipendenza. Non solo. Il figlio 15enne, che aveva lasciato la scuola, avrebbe anche rischiato di cadere nella trappola della Blue Whale, il folle gioco della Balena blu che spinge gli adolescenti al suicidio grazie all'ubbidienza a cinquanta regole dell'orrore.

[ ... ] Gli assistenti sociali hanno accertato che la condizione autoinflitta andava avanti da oltre due anni e mezzo. I due genitori, il padre percepisce una piccola pensione di invalidità con cui la famiglia tira avanti, erano convinti che la finestra Internet bastasse a loro due e ai figli per stabilire relazioni a distanza, in assenza di una presenza fisica. Per tutto questo tempo, papà, mamma e figli si sono nutriti solo di merendine, biscotti e caramelle. E agli acquisti di questi generi alimentari provvedeva la più piccola della casa: una bambina di 9 anni, l'unica che aveva un obbligo “esterno”, dovendo frequentare la scuola.

[ ... ]

QN, domenica 20 gennaio 2019, pag. 10


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Sembra una sceneggiatura buona per il serial Black Mirror [ 1 ] e diventerà la norma.

Reclusione domestica ( hikikomori ) oppure nomadismo metropolitano alla ricerca di hotspot con bivacco ( net cafè refugees ) [ 2 , 3 ] : la Grande Rete crescerà la propria presenza nelle vite dei precari, che saranno spinti verso la dimensione virtuale. E la quota dei precari è in aumento in tutto il Primo Mondo.

{ qui [ 4 , 5 ] altri dettagli sulla vicenda salentina, e qualche info sugli hikikomori : [ 6 , 7 , 8 , 9 ... ] }.

[ ... ]

2 + 2 = 22




Il video “Alternative Math”


– Danny is a free thinker.

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trad. : Danny è un libero pensatore.
il padre di Danny


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Sono abbastanza anziano da avere vissuto la fase storica in cui se si prendevano brutti voti a scuola, seguiva la ramanzina dei genitori.

Figuriamoci una nota.
E' noto che al giorno d'oggi le parti si sono invertite : se il cinno prende un cattivo voto, la colpa è sempre e solo dell'insegnante.
Per la nota ( ammonizione ) ricevuta dal pargolo i genitori arrivano anche a picchiare l'insegnante [ 1 ] che poi deve provvedere di tasca sua alla parte legale della vicenda [ 2 ].
Perciò, quando l'amico Raffaele ha proposto questo video non freschissimo sulla sua bacheca di FB [ 3 ] ho sorriso.
Descrive esattamente lo stato degenerativo della scuola trasformata in una azienda che sforna ignoranti, non solo negli SUA ( Stati Uniti d'America ) ma anche nella “Italia” in cui gli esperti del ministero della Istruzione consigliano l'accantonamento dell'insegnamento frontale a favore di una forma “più democratica”, l'apprendimento cooperativo in cui gli studenti “imparano dai compagni, non dagli insegnanti”.

Cesare Battisti ( il terrorista ) e il Paese Materiale




Immagine pubblicata sul sito del quotidiano Libero.


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Uh.

Pare che un'azione congiunta delle polizie di 3 Paesi ( Italia, Brasile, Bolivia ) abbia raggiunto l'obiettivo di arrestare Cesare Battisti, il terrorista di un gruppo armato di comunisti che negli anni '70 ferì ed accoppò un po' di persone. Il cambio di orientamento politico del Governo federale brasiliano, passato a Destra, sembra avere propiziato l'intesa con il Ministero italiano competente [ 1 ] [ 2 ]. Ma del presidente brasiliano uscente Michel Temer [ 3 ] era stata la firma sulla revoca dello status di residente permanente, e sul decreto di estradizione ( continuità di azione politica ).
Giubilo sui mass-media italiani per il “regalino” ( così ribadito dal figlio di Bolsonaro ) [ 4 ].
Scoppia un caso politico nella Bolivia di Evo Morales [ 5 ] ...

La notizia mi ha annoiato.

Anzi, vedere i festoni organizzati e gli ennesimi orwelliani due minuti d'odio [ 6 ] organizzati in questo caso dalla Destra, mi ha decisamente dato fastidio.
Per capire il motivo, è sufficiente che chiunque di noi scenda in strada, si guardi attorno e verifichi la situazione.