Testata

Coatto , coattume/coatteria




La ricerca di “coatteria” con Google Immagini, ha restituito come primo risultato queste foto della fashion blogger spagnola Marta Purriños [ 1 ].


coatto

agg. [sec. XIV; dal latino coactus].

1) Imposto con la forza o reso obbligatorio dall'autorità; domicilio coatto, provvedimento di polizia con il quale in passato si costringeva a vivere in un domicilio obbligato i delinquenti abituali e quanti erano giudicati pericolosi per l'ordine pubblico. Successivamente è stato sostituito dall'obbligo di soggiorno. Ant., costretto.

2) Nell'uso popolare, con diffusione soprattutto nel Lazio e nell'Italia centrale, bullo di periferia (forse perché costretto a vivere in condizione di emarginazione sociale a causa del suo modesto livello culturale ed economico nonostante le aspirazioni al successo personale ed economico): nella compagnia che frequenti ci sono troppi coatti; non c’è rimedio, è proprio un coatto.

Sapere.it


Coattume

La parola ha origine da coatto, termine del dialetto romanesco che indica un giovane con atteggiamenti volgari, superficiali e un comportamento trasgressivo, a volte anche illegale, per il solo gusto di essere diverso. La sua etimologia è antica, dal latino coactum, cioè costretto al proprio domicilio in seguito a provvedimenti giudiziari per reati. Da qui, un vero e proprio stile di vita: il coatto cerca sempre di superare i limiti della legalità, per mettersi in mostra. Coattume è lo stato di fatto di coloro che hanno comportamenti da coatti: oziosi, improduttivi e con una socialità legata agli incontri abitudinari in piazza o al bar, sguaiati, spericolati e facilmente distinguibili per uno stile d’abbigliamento sgargiante e “fuori” da ogni moda.

Sapere.it


1

Indeciso sul sostantivo significante la qualità del coatto ( inteso nell'accezione di maraglio [ 2 , 3 ] cioè gran cafone compiaciuto della propria cafoneria, che diventa stile personale di vita e di costume originale ) ho buttato “coatteria” nel post dedicato alla roulette russa [ 4 ] ... poi ho controllato la definizione nel www : il termine dato sia da Sapere.it che dalla Treccani on-line è coattume ( che suona come pattume e forse non a caso ) ma nella lingua viva è parecchio usato anche coatteria : [ 5 ].
{ le definizioni di Sapere.it mi sembrano più centrate e chiare di quelle date dalla Treccani [ 6 , 7 ] }.

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Udo Ulfkotte è morto


Udo Ulfkotte è morto. A 56 anni. Aveva rivelato che giornalisti sono “comprati” dalla Cia. I colleghi esultano.

Udo Ulfkotte è morto, improvvisamente, dicono di attacco cardiaco. Aveva 56 anni.
Ulfkotte era il giornalista, che, dopo aver lavorato al Frankgfurter Allgemeine Zeitung, rivelò come lui ed altre “firme” fossero al soldo dei servizi americani.. Il suo libro, “Giornalisti Comprati” (2014), descrive i metodi con cui la Cia imbecca, istruisce, paga (fino a 20 mila dollari) giornalisti tedeschi ma anche italiani perché scrivano articoli favorevoli alle politiche americane.

[ ... ]

Insomma è stato il primo a rendere pubblico il fatto che i media scrivono “fake news” (notizie false) a pagamento. Oggi sono i media ad accusare i social di diffondere notizie false.
Dopo essere stato bollato come pazzo dal suo ex giornale, la FAZ, Udo Ulfkotte ha preso posizioni di veemente denuncia di Angela Merkel, della sua gestione dell’euro, e della sua politica di “accoglienza” di centinaia di migliaia di islamici. “Die Asyl Industrie”, “Mekka Deutschland” sono i titoli dei suoi più recenti saggi [ ... ].

Maurizio Blondet


1

Udo Ulfkotte era un giornalista tedesco fuori dal coro, che come leggete nell'articolo del bravo Blondet [ 1 ] aveva denunciato sé stesso e i colleghi che si sono venduti alla CIA scrivendo articoli favorevoli alla globalizzazione in cambio di denaro, e pubblicato dossier critici sulla “meravigliosa” importazione dei doni in Germania ( 1+ M solo nel 2015, con pronti risultati “meravigliosi” [ 2 ] ) :


MI DETTAVA TUTTO LA CIA , IMPORTANTE GIORNALISTA TEDESCO , SIAMO UNA COLONIA AMERICANA

«Per 17 anni sono stato pagato dalla Cia». Udo Ulfkotte è il più famoso giornalista della Germania, vincitore di tanti premi internazionali. «Io e altri centinaia abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca». Ulfkotte è stato uno dei più importanti corrispondenti esteri del più prestigioso quotidiano tedesco, “Frankfurter Allgemeine”.

Informazione X

Roulette russa


Roulette russa

La roulette russa è un gioco d'azzardo, potenzialmente letale, che consiste nel posizionare un solo proiettile in una rivoltella, ruotare velocemente il tamburo, chiudere l'arma da fuoco senza guardare, puntarla verso la propria testa e premere il grilletto.

Storia

L'origine del nome deriva dalla similitudine col gioco d'azzardo della roulette, in cui si fa girare una ruota, e si scommette su quello che sarà il risultato.

L'aggettivo "russa", probabilmente, è dovuto al fatto che la prima descrizione di una simile pratica è resa dallo scrittore russo Mikhail Lermontov, nel racconto Il fatalista, contenuto nel romanzo Un eroe del nostro tempo del 1840. Lermontov narra la storia del sottotenente Vulič, ufficiale di origini serbe dell'esercito zarista, che, per dimostrare la propria fiducia nell'immutabilità del destino, impugna una pistola presa in camerata e la punta alla propria testa. Poi lancia una carta da gioco in aria e, appena questa tocca il suolo, preme il grilletto.
Wikipedia


1

Sapevate senz'altro cos'è una roulette russa, ed ora conoscete anche l'origine letteraria del nome del gioco tendenzialmente letale ( la certezza del suicidio prende inesorabilmente concretezza con il protrarsi della sfida alla sorte, con o senza frullo del cilindro tra un colpo e l'altro, con 1 o più pallottole ) : indimenticabile è la scena cruciale ne “Il cacciatore” di Michael Cimino ( 1978 ) [ 1 ] nella quale si intrecciano ancóra le vite dei personaggi interpretati da Christopher Walken e Robert De Niro, due combattenti della Guerra del Vietnam di origini russe [ 2 ].

Esistono molti generi di questo azzardo nichilista : ad esempio, il fenomeno borderline introdotto dalla fotografia sotto riprodotta è una performance di coatteria eseguita da singoli e piccoli gruppi [ 3 ] ... nel tubo sono disponibili vari video [ 4 ].

Aggiungere la lista degli ultimi commenti al blog { Blogger }




La struttura grafica ( layout ) della spalla ( sidebar ) di questo blog, nell'editor di layout di Blogger : la posizione del gadget “Ultimi commenti” è evidenziata in rosso.



La lista degli ultimi commenti pubblicata al momento di scrivere questo post, uno degli elementi interattivi nella spalla di questo blog.


[ ... ]

0
 

{ scrivo questo post per gli amici Stefano Borzumato [ 1 ] e Sara [ 2 ], e per chi passerà di qua }.

Blogger non distribuisce un elemento ( gadget ) della struttura del blog ( layout ) finalizzato alla visualizzazione degli ultimi commenti lasciati dai lettori, non ce n'è traccia nella raccolta ufficiale usufruibile all'interno dell'ambiente di programmazione del blog, e pertanto l'amministratore deve arrangiarsi in altra maniera ... 
procedo ad illustrare un metodo passo-passo.

Chill { playlist }




Chill

[ ... ]

chill vi          slang (relax)          rilassarsi, riposarsi v rif

I'm just chilling at home today.
Sto passando la giornata a rilassarmi a casa.

WordReference.com


1
 

La divina Ghita Bolgan ha pubblicato questa immagine sulla sua bacheca faccialibresca [ 1 ] e con una ricerca inversa [ 2 ] sono arrivato alla playlist “Chill” [ 3 ] di sublimexxx [ 4 ] nel social 8tracks ch'è dedicato all'ascolto e condivisione di playlist di video, ed ancóra non conoscevo;
la descrizione dell'immagine data dal motore di Google è “ilusion optica de amor”, ed essa è stata generata con uno degli effetti classici di Photoshop – il pattern mezzetinte – centrando l'occhio del volatile.

Russofobia




La copertina dell'edizione italiana del saggio di Guy Mettan, pubblicata da Sandro Teti Editore [ 1 ].


Le prove degli 007
«Putin ordinò di aiutare Trump»


Il neopresidente: possibile un ruolo tra gli hacker

di Massimo Gaggi

I capi dei servizi segreti americani ieri pomeriggio si sono recati a New York, alla Trump Tower, per illustrare al neopresidente le prove sulle interferenze degli hacker russi nel voto americano. Trump ammette lo spionaggio, non le interferenze.

Corriere della sera, sabato 7 gennaio 2017, prima pagina


1
 

Ancóra i media “italiani” pestano ( e pesteranno ) la pista della minaccia russa alla “meravigliosa” democrazia occidentale che è in conclamata putrefazione ( cacca indorata dall'ideologia global );
ogni fallimento abbisogna di capri espiatori da dare in pasto al Popolo bovino e dronizzato, e V. V. Putin sembra essere quello idoneo per una società liquida che sta degradando verso pericolose opzioni, tra le quali la meno distruttiva potrebbe essere il Socialismo E barbarie [ 2 ].
Il Cremlino, da parecchi mesi viene ipocritamente accusato di avere agito “interferenze” nella campagna elettorale USA che ha visto vincitore Donald Trump, che consistono nel benemerito sputtanamento ( e tale – “benemerito” – dovrebbe essere considerato anche nella cultura giornalistica nord-americana, liberale ) del sordido inciucio tra emiri arabi e la Clinton, e del fatto che la Clinton sapeva che i sauditi finanziavano direttamente l'ISIS [ 3 ].
La seconda finalità di questo polverone mediatico, è la riduzione della vittoria di Trump a una furbata degli hacker russi, eludendo e censurando la ribellione dell'altra America [ 4 ] – quella esterna alla psicobolla [ 5 ] – e il rigetto della globalizzazione espresso con il voto contrario alla Clinton e alla linea politica di Obama Barack.

{ sabato 9, il Corriere della Sera ha dedicato il titolo di prima pagina alla vicenda, che è un richiamo alle pagine 2 e 3 in cui si esplora anche la cyberguerra tra Stati Uniti d'America e Federazione Russa, salvo poi specificare, in taglio basso, che con l'insediamento del nuovo presidente i toni saranno smorzati in una possibile collaborazione tra le due potenze }. 

Evil Empire




Una copertina dell'edizione originale in lingua inglese.



Una tavola dell'edizione originale in lingua inglese disegnata da Ransom Getty, albo # 1, dal sito Comic Book Critic [ 1 ].


1

Nel corso del 2016 la benemerita casa editrice reggiana Editoriale Cosmo [ 2 , 3 ] ha pubblicato la storia a fumetti “Evil Empire” raccogliendo i 6 albi editi dalla losangelina Boom! Studios [ 4 ] nel 2014, in 3 albi di formato “bonelliano” tradotti in lingua italiana e stampati integralmente a colori, a 4,90 € l'uno; il terzo numero è stato distribuito nelle edicole a metà dicembre.

E' un fumetto autoconclusivo ( graphic novel ) scritto dal musicista e sceneggiatore newyorkese Max Bemis [ 5 ] e realizzato graficamente a turno, da diversi disegnatori : molto bene Ransom Getty [ 6 ], Joe Eisma [ 7 ] e Andrea Mutti [ 8 ]; non all'altezza degli altri Victor Santos ( il disegnatore del terzo albo ITA ) che rompe con lo standard della serie per qualità e stile grafico.

Conversazioni con Bernardo Bertolucci




La copertina della prima edizione, novembre 2016.


Dialogo. L'attore James Franco incontra il maestro. Il colloquio in una raccolta di interviste pubblicata da Minimum Fax

«Così inventai il mio cinema»

Bertolucci e l'esordio: lo devo a Pasolini, ma trovai la formula per essere me stesso

[ ... ]

Prima eri andato a Parigi per studiare, ma poi di fatto non hai mai studiato cinema.

«No, non ero andato a Parigi per studiare. Ero andato per vedere cose che non avevo visto, film alla Cinémathèque.»

A me interessa esattamente questo: capire come nasce un grande regista, quali sono i suoi primi passi.

«Non ho fatto nessuna scuola. E per moltissimo tempo, non avendone fatta nessuna, dicevo: “No, la scuola è uno schifo”, e cose del genere. Poi ho capito che uno deve imparare cosa significa essere un regista nella realtà delle cose.»

[ ... ]

L'altra volta mi avevi detto che prima delle riprese [ di “Ultimo tango a Parigi” ] dicevi a Brando: «Riuscirò a ottenere da te qualcosa di molto personale».

«Sì.»

E lui ha detto: «No che non ci riuscirai».

«In realtà mi ha detto: “Sei sicuro?” (Ride). Come a dire: sei capace di farlo? E di fatto dopo avere visto il film ce l'aveva con me. Alla fine della prima del film era un po' triste.»

Perché secondo te?

«Non l'ho mai capito. Credo che fosse arrabbiato per il fatto che nel film ci fossero così tanti... non dico suoi segreti, ma pensieri intimi, come se non si fosse reso conto di cosa mi stava dando. Perché non c'era una vera e propria sceneggiatura.»

[ ... ]

Corriere della Sera, sabato 7 gennaio 2017, pag. 39


1

Segnalo questo stralcio di una intervista in forma di conversazione a Bernardo Bertolucci, inclusa in una raccolta pubblicata recentemente da Minimum Fax : “Cinema la prima volta. Conversazioni sull'arte e la vita” [ 1 ];

almeno in questa, la scelta di editing è stata quella di lasciare la forma della lingua parlata ch'è tipica del discorso diretto ( spontanea ), ed è dissimile da quella scritta ( pesata e più forbita ) : la parsimonia dei segni di punteggiatura ( virgole che ci starebbero ma sono assenti ), la doppia negazione che, in termini di pura logica darebbe come risultato un'affermazione, quindi non coerente con quanto l'intervistato intende comunicare ( è un vizio di forma così frequente nelle chiacchierate degli “italiani” ) ... tale scelta è discutibile, ma senz'altro rende più realistica e domestica ( in una parola sola, “volgare” ) la conversazione.

{ il testo estratto è stato stampato sul Corriere della Sera cartaceo in edicola oggi }.

Megan Fox non tira lo sciacquone




Copertina di GQ dedicata a Megan Fox, da una galleria fotografica nel sito SaveBest.ru [ 1 ].


1
 

Ricordo un soprammobile a casa di una zia, che parecchi anni fa abitava in via Torleone nel centro di 051 : esso raffigurava un re più o meno foggiato come Dave Gahan nel video di “Enjoy the silence” [ 2 ], seduto sulla tazza di un gabinetto, e la didascalia ricordava che anche i re la fanno, esattamente come i plebei, e che al cesso siamo tutti uguali.
L'altro ieri, cercando materiale su George Michael [ 3 ] ho ritrovato anche la nota vicissitudine dell'arresto per atti osceni a Beverly Hills, nel 1998, siccome si stava masturbando in un bagno pubblico [ 4 ] ... successivamente alla diffusione globale della notizia, il cantante dichiarò pubblicamente la propria omosessualità.
Elton John commentò così :


As Elton John said of the incident: “To be busted in a toilet is not the best way to come out of the closet is it?”

=

tr.

“Essere arrestato in una toilette non è il modo migliore di fare coming out, giusto ?”

Mirror