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+ Comodino




Snappata del 21 aprile


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Settimana fitta di piccoli impegni, tante cose importanti di cui scrivere e da postare a memoria ma poco tempo per elaborare il tutto.
E così, continuo la revisione di questo mio blog : ho creato la pagina Comodino [ 1 ] e l'ho inserita nell'Indice in spalla, contiene le mie ultime letture – di norma cartacee – ed è per ora un triplice listone parziale organizzato in testi, libri visuali e fumetti.
Infatti, la compilazione di questi elenchi è per così dire “pericolosa” : viene voglia di rileggere subito le opere scelte sugli scaffali degli sconti e sulle bancarelle delle fiere, eppoi si rischia anche  il paradosso del blogger-lettore  siccome la compilazione stessa delle liste – oltre alla eventuale stesura di una recensione accurata – richiede non poco tempo, che viene sottratto all'attività principale qui definita.


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E buone giornate festive a chi passa di qua.

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6 commenti:

  1. Quale paradosso? I libri servono per avere qualcosa da dire. Poi per leggere un libro serve solo una fonte di luce, nessuna complicazione. Il guaio semmai è che non è diverso da Internet, chiunque oggi scrive un libro.

    Ieri mi sono imbattuto per caso in un testo in latino scritto dal chirurgo che operava il futuro re inglese Enrico V (credo) che all'età di sedici anni (credo) si trovava con una freccia che l'aveva colpito al volto e si era incastrata nella parte inferiore del cranio. Il testo riporta come prima avessero allargato la ferita con degli stecchi coperti di lino imbevuto di miele e poi avessero costruito uno strumento con due sottili aste di ferro e una vite che, inserito nella ferita, agganciasse la testa della freccia (l'asta era già stata estratta). Incredibilmente, il principe sopravvisse, oltre che alla chirurgia maxillo-facciale senza anestetici anche alla ferita profonda senza antibiotici.

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    1. E millemila dettagli, dal fatto che di solito le frecce venivano "avvelenate" contaminandole con le feci o il terreno (aggiungiamo il tetano che viene dal letame), al fatto che di solito si potevano estrarre solo spingendole fuori dalla parte opposta, tranne quelle con la punta "perforante" per le armature a piastre, che era fondamentalmente un chiodo.

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    2. Quale paradosso?

      Si arriva al paradosso quando c'è uno squilibrio tra le due fasi, quella di lettura e quella di organizzazione dei dati e commento.

      Preso dal piacere di rivedere vecchi amici ho avuto la tentazione di continuare l'elenco a ritroso nel tempo, e non so quanti giorni mi sarebbero necessari già solo per intabellare le pubblicazioni e scansionare → talvolta, raddrizzare e ritagliare → ridurre le copertine.
      Poi, vorrei scrivere le recensioni ... e poi, ho anche altro da fare nel Real.

      Insomma, per mantenere un buon equilibrio ho deciso di fermarmi al 2017, per il momento.
      Già manca un po' di roba letta negli ultimi due anni, completerò questi e poi pausa, per il momento.
      Che ho altri libri da leggere.

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  2. Ti ci sei messo d'impegno!

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    1. Sì ...
      ho ripreso la redazione di questo blog. E penso che se una persona decide di condividere on-line il proprio diario, è giusto che dichiari le informazioni personali ritenute importanti. La propria carta d'identità digitale in altre parole.
      Per me – ad esempio – lo sono i libri letti.

      L'organizzazione di tali informazioni, d'altro canto, è doppiamente utile a me stesso : è costruzione di ulteriori, possibili percorsi di comunicazione con i viandanti digitali che capitano in questi luoghi della rete estesa, e memoria a me stesso delle esperienze di lettura eseguite, che prima o poi recensirò in forma di post.

      Con calma, e con cura.

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    2. { ovviamente, invito te e gli altri diaristi on-line a redigere e pubblicare la lista delle proprie letture }.

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