Testata

Notte




Una immagine notturna di Parigi creata digitalmente, immaginata senza elettricità, dalla serie “Darkened Cities” di Thierry Cohen [ 1 ].


Che fine ha fatto la notte ?

Al tramonto, vista dai satelliti, l'Italia appare tra i Paesi più illuminati del pianeta. Un gigantesco albero di Natale che nasconde la Via Lattea e che ci fa ammalare, sprecando energia e togliendo il sonno.

di Sandro Orlando. Foto di Thierry Cohen


Ogni sera, quando cala il sole, il cielo di Milano si accende. Un alone di luce giallognola si leva sulla città. Un'unica, grande nube luminosa, che si estende fino a Brescia e Novara, Como e Vigevano. Più ci si allontana e più appare in tutta la sua intensità. Dagli 800 km di distanza del Suomi National Polar Platform, il satellite americano che dal 2011 orbita intorno alla Terra, l'area milanese appare come un immenso fuoco d'artificio, un'esplosione di luci che per potenza luminosa può misurarsi solo con poche altre grandi metropoli nel mondo: Parigi, Rotterdam, Mosca, Shangai o New York. Del resto la valle Padana è una delle zone del pianeta con il più alto inquinamento luminoso, e anche il resto della penisola non sta messo bene: «Oltre il 90% del nostro territorio è esposto a livelli d'illuminazione artificiale che non consentono più di vedere la Via Lattea», sintetizza Fabio Falchi, astronomo che da decenni studia il fenomeno e oggi presiede l'associazione Cielobuio, Con altri ricercatori, e grazie al contributo di migliaia di volontari che in tutto il globo hanno misurato la luminosità del cielo notturno con un'app scaricabile dal cellulare (Loss of the Night), Falchi ha elaborato un Atlante mondiale dell'inquinamento luminoso che vede l'Italia al primo posto tra le nazioni industrializzate del G20, per la percentuale di territorio dove la notte è alterata dalla luce [ ... ].

D di Repubblica

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1

Chiunque abbia visto le foto satellitari della Terra di notte, ha senz'altro notato le zone più illuminate del pianeta e, tra queste, la “Italia”.
Qualche giorno fa, ho recuperato un vecchio numero di D di Repubblica – # 1075 – con quest'articolo che ripropone l'argomento dell'inquinamento luminoso notturno [ 2 ] : l'atlante citato è disponibile on-line, nel sito Science Advances [ 3 ]. Ed oltre a quello dell'associazione CieloBuio [ 4 ] esiste un sito dedicato in lingua italiana ed inglese, curato da Pierantonio Cinzano : Light Pollution in Italy [ 5 ].


Stylish




Il colore Blu nello spettro luminoso.


Attenti ai monitor led: la luce blu è un pericolo?

I led bianchi ad alta luminosità , grazie alla loro elevata efficienza energetica, longevità e compattezza, si stanno diffondendo a macchia d’olio nei dispositivi elettronici che ci circondano. Non solo sono già parte integrante dei display Lcd dei nostri computer, tablet e smartphone, ma stanno velocemente entrando negli ambienti in cui viviamo anche sotto forma di lampadine e di sistemi di illuminazione a stato solido. In realtà i led bianchi sono costituiti da led blu InGaN (nitruro di gallio e indio), ricoperti da fosforo Yag (granato di alluminio e ittrio) che emette luce gialla quando illuminato da fotoni con frequenza nel blu. I colori giallo e blu sommati appaiono ai nostri occhi come bianco, che può avere una dominante calda (tendente al giallo) o fredda (verso il blu) a seconda della quantità di fosforo Yag impiegato.

di Nicola Martello

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Pc Professionale


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Ho più volte esternato nei luoghi sociali della rete il mio affaticamento oculare nella fruizione di pagine-web con sfondo bianco, ad esempio : il blog UnUomoInCammino [ 1 ].

Da cui la scelta della pagina scura per questo mio diario on-line, per compiacere la mia fisiologia ed anche il mio peculiare gusto estetico, scelta che non è stata apprezzata da alcuni utenti.
Oltre il gusto personale, esiste una ragione fisica per la quale la lettura di pagine cromatizzate in certi intervalli di luminosità e colore affatica maggiormente il nostro apparato visivo, ed è legata alla tecnologia LED implementata nei dispositivi mobili [ 2 ] : è scientificamente provato che una esposizione moderata alla luce forte è positiva per la produzione di vitamine ed ormoni come la serotonina ed il cortisolo [ 3 ] ma una prolungata, eccessiva esposizione alla luce blu [ 4 ] dei moderni display può provocare danni all'organismo [ 5 ] e interferenze al ritmo circadiano [ 6 ] causate dalla soppressione della produzione di melatonina – detta anche “ormone del sonno” [ 7 , 8 ].

Feedback


Facebook tests 'downvote' button for feedback on comments

This isn't the long-desired "dislike" button. Instead, Facebook is trying out a feature that lets some people mark comments as "offensive" or "misleading."
by Ian Sherr, Steven Musil / February 9, 2018 11:41 AM PST


It's one of the easiest ways to express your opinion: like or dislike.

Yet for a more than a decade, Facebook only offered the happier option, the thumbs-up. That's about to change.

The social networking giant is testing a new feature that lets some people register a negative reaction to comments with a button called "downvote."

The goal, Facebook said, is to allow people to weigh in on comments people leave on public pages, like those for President Donald Trump. When selected, the button offers reporting options like "offensive," "misleading" and "off topic."

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c|net


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Quindi.
Da un mesetto, Facebook ha messo a disposizione degli utenti Usa il bottone Downvote per disistimare pubblicamente un post.

Ma gli utenti “italiani” possono comunque coadiuvare il lavoro degli schiavi meatware [ 1 ] segnalando i post ritenuti scorretti.
Una funzione collaborativa che può diventare strumento per la battaglia politica, per tacitare chi non la pensa al proprio modo : i kapò della porta accanto.
 



Cliccando sui tre puntini in alto a destra, si ottiene un menu di azioni eseguibili sul post e sull'autore.
Scegliendo l'opzione “Fornisci un feedback su questo post” è possibile spedire una segnalazione alla Censura faccialibresca.





Gli argomenti opzionabili per la segnalazione.


Ho utilizzato, ad esempio, un post [ 2 ] dell'adorabile Charlotte Matteini [ 3 ] proprio perché è un'utentessa molto corretta, al di sopra di tali critiche.

La Stanza di Luce




La copertina del National Geographic dedicata al ragazzino disforico, Avery Jackson.


1

Non ricordo di essere mai stato a disagio, a chiacchierare e bere una birra assieme a soggetti diversamente orientati da me e/o dall'identità sessuale in transizione.
Pertanto, mi sento di asserire che non soffro di fobie verso soggetti omo e trans.
Sono acido verso l'ideologia – detta brevemente gender nella “Italia” – che è stata costruita sopra le singole vicende personali ( rispettabili ), frammento di quella più ampia, detta arcobaleno : base esplicita non solo di specifici partiti politici – è il momento del boldriniano “Liberi e Uguali”, l'ennesimo ossimoro orwelliano spacciato alle masse come realtà fattibile – ma della trasformazione sociale in corso d'opera.


Balle


The greatest showman

I sogni servono per creare il mondo che vogliamo.

È la storia di un uomo eclettico che se la canta e se la suona; imbonisce il prossimo come pochi altri al mondo; è un visionario, un sognatore, un piazzista, un affabulatore; un romantico, un idealista, un filantropo.

No: non è Berlusconi.

È la storia di Phineas Taylor Barnum, folkloristico quanto controverso personaggio di fine 19° secolo.

I martoniani erano preoccupati per il paventato risvolto politico del film: Berlusconi è il peggior nemico che il Male abbia mai potuto eleggere a proprio paladino; i millennials... non sono mai preoccupati, loro: al più, addiverrebbero alla conoscenza di un personaggio storico altrimenti estraneo al loro universo definito da youtubers e videogame. Entriamo. Vediamo.

Il rischio della deriva socio-politica, ahimé, è però sempre presente nei film usa & getta: il claim del momento prevede forte interessamento per l'integrazione del diverso nel tessuto sociale stabilizzato. Guardiamo lontano.

[ ... ]

Integrazione, idealmente. Con la particella 'dis' posta davanti nel mondo reale.

E comunque è questo il primo punto a favore del film: chiunque si sia sentito diverso e non accettato nella società, troverà facile immedesimarsi negli eroi di questo lungometraggio.

[ ... ].

Stefano Borzumato

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1

Il musical è un genere che m'ha fatto sempre cagare. Quindi, a prescindere, non avrei mai pagato il biglietto del cinema per vedere “The greatest showman” [ 1 ].

E la recensione dell'amico Borzum [ 2 ] sul blog Da Rospo a Principe mi ha confermato l'alta tossicità del film.
E', tuttavia, un'opera significativa e da conservare, magari studiare, perché testimonia la riscrittura della Storia operata da Hollywood – il Ministero della Propaganda del Paese vincitore della Seconda Guerra Mondiale, gli Usa, epicentro dell'Impero Occidentale – questa volta in chiave arcobaleno : l'impresa di Phineas Taylor Barnum [ 3 ] è stata depurata dal cinismo che lo spingeva a sfruttare biecamente le sventure degli scherzi di natura e inventare reperti, personaggi, anomalie fisiche e storie false che, oggi, potremmo definire le fake news del suo tempo.

Bolla



LA BOLLA SPECULATIVA DELLA RISATA FACILE AFFOSSERA' I FILM DEI SUPEREROI.
PROPRIO COME UN'ALTRA BOLLA SPECULATIVA, NEL 1993, AFFOSSO' IL MERCATO FUMETTISTICO.


20/11/2017

Come ormai tutti sanno, l'imperativo categorico “la gente se vòle divertì” si è imposto sulla produzione dei blockbuster americani di genere supereroistico. Il taglio drammatico e tragico che regge da circa ottant'anni l'impianto dei fumetti di supereroi, è stato cioè capovolto in favore d'uno stile narrativo integralmente umoristico.
In “Thor Ragnarok” della Marvel/Disney, abbiamo visto la mitologia – sia norrena che marvelliana – ridotta a una sequenza ininterrotta di gag comiche degne d'un cinepanettone.
A distanza di poche settimane, ecco dunque arrivare la Distinta Concorrenza, ovvero la DC/Warner, con “Justice League”. Avendo visto i precedenti film coi medesimi personaggi e del medesimo regista, l'aspettativa era quella di trovarsi dinanzi a un'opera recante qualità espressiva diametralmente opposta: gli altri due film diretti da Zack Snyder sui personaggi della DC Comics ("Man of Steel" e "Batman vs. Superman"), difatti, erano tragici e carichi di atmosfere cupe.
Appena iniziata la visione di “Justice League”, però, ho subito cominciato a notare un numero maggiore del solito di battute umoristiche. Dentro di me, nel corso del primo tempo pensavo: beh, qualche battuta all'inizio ci può stare; tanto, quando si arriverà al climax, subentrerà lo stilema tragico come nelle pellicole precedenti. Invece, mano a mano che il film procedeva, l'ammontare delle battute – affidate principalmente al personaggio di Flash – non accennava minimamente a diminuire. Risultato: la sequenza di conflitto epico concludente “Justice League” è stata, dall'inizio alla fine, contrappuntata da gag e lazzi volti a smorzare e affossare qualsivoglia dinamica di crescendo drammatico.
In pratica, dopo aver osservato i mirabolanti incassi di Marvel/Disney al botteghino, la DC/Warner ha deciso di adeguarsi e di effettuare un deciso cambio di passo in favore del taglio umoristico.
Molti esperti veri e presunti, sul web, plaudono a questa deriva comico-farsesca dei film di supereroi adducendo, soprattutto, la tesi secondo cui “questo è quello che vuole il mercato”.
Io, invece, dissento radicalmente da questa interpretazione. Il fantomatico “mercato”, infatti, è qualcosa di un po' più complesso, nel senso ch'esso tende a non sottostare a interpretazioni univoche o semplicistiche. Innanzitutto, vediamo che lo Zack Snyder in versione comica ha finora raccolto molti meno incassi di quanto previsto dalla produzione. Inoltre, il precedente film legato ai fumetti DC – ovvero “Wonder Woman” – non era comico affatto e, guarda un po', è stato quello che ha regalato alla Warner i maggiori risultati economici degli ultimi anni.
Dunque, il mercato segue percorsi molteplici e una “formula del successo” può essere tale in un dato contesto ma risultare dannosa in un altro.
Ma non c'è solo questo.
Il mercato, oltre a funzionare secondo processi e dinamiche molteplici e talora contraddittori, ha una logica di breve termine e una logica di lungo termine. In una prospettiva che guardi oltre l'immediato, ebbene, è lecito ipotizzare che i “supereroi buffoni” non soltanto cessino nel prossimo futuro di fare incassi ma che possano, altresì, trascinare in basso con loro l'intero genere cinematografico.
In altre parole, potrebbe succedere qualcosa di simile alla bolla speculativa del 1993, quella che affossò il mercato fumettistico statunitense, determinando sul medesimo strascichi che giungono fino al nostro presente. In quella fase – soprattutto nel biennio 1990-1991 – i fumetti Marvel dominavano il mercato americano arrivando a vendere anche un milione di copie per singola testata. In quel caso, il “mercato” aveva imposto sceneggiature semplicistiche e disegni sempre più spettacolari fatti di anatomie e prospettive anti-realistiche, ma spalmati su splash-page colorate di grande effetto.
La bolla scoppiò per le speculazioni dei negozi specializzati sulle nuove testate che venivano lanciate: essi si ritrovarono a fare imponenti ordinazioni alle case editrici per ritrovarsi però, a partire dal 1993, con quintali di materiale invenduto. Il punto è che la rinuncia a sceneggiature di qualità, aveva mostrato la corda. La motivazione all'acquisto legata a splash page spettacolari e sceneggiature inconsistenti, aveva subìto una rapidissima obsolescenza. Difatti, alla fine dei '90, la Marvel dovette cambiare radicalmente prospettiva e – assoldati autori provenienti dalla linea “sperimentale” Vertigo della DC – riprese a puntare decisamente sulle sceneggiature riottenendo, così, vendite soddisfacenti.
Il punto che molti fanno finta di non vedere, è che i supereroi funzionano sul lungo termine secondo invarianti e meccanismi che non possono essere elusi. Quelle invarianti e quei meccanismi sono, né più né meno, gli stessi dell'epica antica e della mitologia.
Perché vi sia epos e perché vi sia mythos, il piano drammatico e tragico risulta essere dato non supplementare, bensì costitutivo.
Per comprendere questo, non sono necessarie esegesi raffinate: Superman fugge da un pianeta morente, alla deriva nello spazio, come Eracle bambino affidato a una cesta galleggiante fra le acque; Batman vede da bambino i genitori uccisi davanti ai propri occhi chiamando in causa, così, il tema centrale di tutta la tragedia attica che è quello della predestinazione e della Moira; Spider-Man è retto e motivato dal senso di colpa; Thor è il dio che cerca di essere uomo e di contrastare le implicazioni del proprio retaggio; Hulk invera il mito del Doppio e così via.
“La gente se vòle divertì”, dunque, è un assioma che può orientare una strategia di mercato di corto respiro. Ma i temi sopra citati, sono collegati ad archetipi, a principi invarianti del Mito e dell'Epica. E questi ultimi, necessitano dell'immanenza del tragico.
Sono questi temi afferenti alla tragedia greca – non “la gente se vòle divertì” – ad aver permesso al mitologema dei supereroi americani di sviluppare e di accrescere, a partire dagli anni '30 del secolo scorso, la propria presenza nell'immaginario collettivo occidentale. Per tutte queste ragioni, non occorrerà aspettare molto tempo affinché la giustizia inesorabile della Storia faccia il suo corso e affossi i cinepanettoni dei supereroi. Speriamo solo che, insieme a essi, non finisca per sprofondare l'intero genere narrativo.



1

Recupero questo post faccialibresco di Riccardo Paccosi [ 1 , 2 ] il marxista che legge i fumetti di Alan Moore e della Marvel, e tifa la fazione mutante di Ciclope [ 3 ]. E' di 3 mesi fa, ma affronta temi vigenti ( e storici ) dell'intrattenimento per le masse occidentali.

Specifico : non sono un lettore di fumetti super-eroistici assiduo, anzi è un gesto oramai inusuale, ma storicamente preferisco le vignette ( più cupe ) della DC Comics [ 4 ] con l'eccezione delle primissime storie dei personaggi marvelliani più noti, di Wolverine e gli X-Men, e poco altro.
In casa Marvel è stata sviluppata tanta, tanta roba e l'Universo si è espanso a dismisura [ 5 ] ma la cosa negativa è il pastroio di tutto conclamato, e peggiorato con il giro-di-vite politically correct delle ultime produzioni.

Offensive lineman




Confronto fotografico tra due uomini di linea di generazioni diverse ( il primo non indossa il casco solo per la fotografia, ma in campo lo usava ).




Le posizioni del football americano : ho evidenziato la linea d'attacco con un rettangolo giallo.


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Con l'eccezione dei tight end – che, oltre a bloccare, possono ricevere la palla dal quarterback ( il regista offensivo ) e segnare, ed alcuni di loro sono vere-e-proprie stelle della NFL ( come Rob Gronkowski e Zach Ertz ) [1] – gli uomini della linea di attacco [2] sono i protagonisti oscuri delle partite di football americano : sbrigano il lavoro sporco con alcune limitazioni nel contatto con gli avversari della linea di difesa ( non possono afferrare ma solo spingere e tenere botta ), cercando di aprire varchi utili per le corse centrali del runningback ( dette dive ) oppure proteggendo il quarterback nella cosiddetta tasca [3] per i secondi che gli sono necessari a selezionare il ricevitore smarcato e lanciare la palla.

Si notano se fanno qualche cazzata, e se lavorano bene, i riflettori e gli applausi sono per i compagni per i quali hanno sgobbato.
Qualche tempo fa Business insider ha pubblicato una galleria fotografica dell'evoluzione fisica del ruolo [4] basandosi sulle statistiche anno-per-anno pubblicate da Pro Football Reference [5] : nel 2011 il peso medio degli uomini di linea offensiva nella NFL era di 310 pound = 140,6 kg e l'altezza media era di 6,5 piedi = 1,98 m.

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Una cosa che i cinque uomini della linea d'attacco basica ( centro, 2 guardie e 2 tackle ) non dovrebbero fare – ma l'umana bramosia di qualche minuto di fama è comprensibile – è correre con la palla dopo avere ricoperto un fumble : nell'articolo di CBS Sports “Raiders' incredible fumble sequence shows why linemen should never carry the ball” [6] viene visualizzato un errore di questo genere nella partita della scorsa regular season Oakland Raiders – Miami Dolphins.
Le conseguenze sono lenite dall'esecuzione durante il 3° tentativo e 14 yard da conquistare, quindi con la squadra in attacco prossima al punt oppure a un tentativo ( difficile ) di field goal da una distanza di 60+ yd dai pali : il kicker di Oakland Giorgio Tavecchio ha stabilito proprio in quella partita il proprio record personale con una segnatura da 53 yd e avrebbe dovuto superare ancóra il proprio limite [7].




Marshall Newhouse perde la palla dopo il contatto duro con un difensore.




Dal sito CBS Sports.


E' una sentenza che può sembrare ingrata, ma rispecchia la preparazione dei giocatori : gli uomini di linea devono essere potenti ma non vengono allenati per portare la palla.
Alla fine, tuttavia, i Raiders prevarranno 27 – 24 nonostante la palla persa.

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Super Bowl LII




Il QB texano Nick Foles riceve in endzone al termine di un trick play al quarto tentativo-e-goal.




Il TE Zach Ertz segna in acrobazia, touchdown convalidato dopo la verifica alla moviola.


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L'anno scorso [ 1 ] ebbi una forte crisi di sonno attorno all'intervallo, siccome Atlanta sembrava avere già incassato la vittoria nel Super Bowl LI ( e, purtroppo per loro, lo pensarono anche giocatori, allenatori e dirigenti dei Falcons, che sottostimarono la capacità di rimonta degli avversari e persero ai tempi supplementari ). Ed alcuni amici cedettero ... maledicendo successivamente la propria debolezza e scarsa fede nel Dio Football.

Quest'anno, non s'è corso il rischio a causa dell'adrenalina offensiva che fin dal primo drive ha portato le iarde conquistate e il punteggio progressivamente verso diversi record di tutti i tempi per la finale del più importante campionato professionistico di football americano.
Attacchi dominanti, gioco aereo che definire “spettacolare” è un mero eufemismo, touchdown ( TD ) acrobatici e discussi alla moviola arbitrale, trick play sbagliati e riusciti [ 2 , 3 ] e quei giochi sbagliati dagli special team ( una trasformazione da 1 ed una da 2 punti sbagliate da Phila, un field goal – 3 punti – abbastanza facile sbagliato da New England con un palo, che in questo sport è una rarità ) a tenere sulla corda le squadre, i relativi tifosi, gli spettatori appassionati e quelli random.

Ice Bowl




Bart Starr sfrutta The Block ed entra nella endzone : Green Bay vince la finale NFL.




Il leggendario capo-allenatore dei Green Bay Packers, l'italo-americano Vince Lombardi.


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Mancano poche ore alla finale del campionato professionistico statunitense di football americano, il Superbowl LII [ 1 ] che verrà trasmesso in chiaro su Italia 1 [ 2 ].

E' il momento buono per fare qualche lettura su questo sport e sulla finale NFL di 50 anni fa, giocata al Lambeau Field [ 3 ] lo stadio di Green Bay ( Wisconsin ) [ 4 ] chiamato the Frozen Tundra – la tundra gelata – per il freddo usuale da quelle parti : quando la partita iniziò, il termometro segnava una temperatura di -15 °F pari a -26 °C, e durante l'incontro scese ulteriormente. In combinazione con il vento, è stato stimato che la temperatura percepita nello stadio arrivò a -38 °C.

Acqua



16/1/2018

Se le guerre del Novecento sono state combattute per il petrolio, quelle future avranno come oggetto del contendere l'acqua.
La decisione dell'Etiopia, un Paese di 102 milioni di abitanti, di portare a termine la costruzione (affidata alla Salini Impregilo) sul Nilo Azzurro della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), un progetto avviato nel 2011, che porterà la diga ad essere la più grande d'Africa, permettendo all'Etiopia di esportare energia elettrica e di consolidare la propria crescita economica, ha fatto riaffiorare un conflitto strisciante in particolare con l'Egitto, che già dai tempi dei faraoni deve la propria sopravvivenza al Nilo e che considera il mantenimento della capacità idrica come un tema di sicurezza nazionale, temendo che la costruzione dell'infrastruttura potrebbe portare a un serio impatto sul suo approvigionamento idrico, per una popolazione che a causa della rapida crescita demografica ha già visto dimezzare i consumi pro-capite di acqua.
Tensioni che portarono nel 2015 ad un accordo tra i tre Paesi interessati (Egitto, Etiopia e Sudan) per porre fine al contenzioso sulle preziose acque del grande fiume, ma che evidentemente non sono sopite, visto che recentemente il presidente egiziano al-Sisi, impegnato nella priorità di garantire la stabilità interna, ha detto che il Nilo è "una questione di vita o di morte" per il suo Paese, con una drastica intensificazione della retorica, pur se governo egiziano ha escluso un'azione militare, diversamente dai tempi del governo dei Fratelli musulmani, allorquando i salafiti parlarono apertamente di bombardare preventivamente la diga etiope.
Come visto, l'accresciuto fabbisogno energetico, unito ad un velocissimo incremento demografico, hanno mutato rapidamente gli equilibri dell'area.
Pur se il Paese nordafricano è esteso tre volte e mezzo l'Italia, i 96 milioni di egiziani vivono in gran parte nel cosiddetto Egitto utile (circa il 5 per cento del territorio). Per comprendere meglio, l'area del delta del Nilo, la regione più fertile, grande più o meno come la Lombardia, è abitata da oltre 60 milioni di persone. Proprio per decongestionare le zone del Delta e della valle del Nilo, la cui superficie agricola veniva erosa a causa della continua urbanizzazione, alla fine del 2015 al-Sisi ha lanciato un programma di recupero delle terre dal deserto, il cui scopo è espandere i terreni agricoli del Paese di almeno il 20%, con l'obiettivo di arrivare a 1,5 milioni di feddan di terre, pari a circa 630mila ettari, in linea con il piano di sviluppo Egypt's Vision 2030.
Un'idea quella di recuperare terre dal deserto che non è nuova: infatti nel 1997 Hosni Mubarak decise addirittura di sviluppare una nuova valle, presentando il faraonico progetto che avrebbe "raddoppiato" il Nilo: un canale lungo 1400 km, largo 30 metri e profondo sette, che dal lago Nasser avrebbe portato l'acqua passando per le oasi del deserto occidentale (Kharga, Dakhla e Farafra) verso la depressione di Qattara, sviluppando così quelle zone, adesso in gran parte desertiche, e favorendo così nuovi insediamenti urbani e nuove aree agricole.
Un sogno o un incubo?




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Riproduco il post dell'amico Stanis dalla sua bacheca faccialibresca, sull'argomento geopolitico dell'acqua : la costruzione della Grande Diga della Rinascita Etiope ( Grand Ethiopian Renaissance Dam ) ed implicazioni internazionali [ 1 , 2 ... ].