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Mobile contro PC




Mercato dei PC e degli smartphone a confronto


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Passiamo all'oggetto che ha reso fattivamente possibile tutto questo, grazie al quale la tempistica del processo di incapsulamento degli Homo nel Matrix è stata accelerata e la cui diffusione endemica ha superato le barriere sociali nel mondo globalizzato : lo  smartphone .

Come l'Unico Anello [ 1 ] si può nascondere in tasca o nella bisaccia, e stabilisce con il Portatore una morbosa relazione che può distruggere i rapporti umani.
Sono state le dimensioni molto portabili e una grafica colorata e giocosamente interattiva a farne immediatamente un “( poco ) segreto oggetto del desiderio” che seduce gli utenti e non abbisogna di un interfacciamento cerebrale complesso, tanto che i bimbi piccoli imparano prestissimo a relazionarsi con la Macchina, sotto gli occhi di genitori incoscienti e compiaciuti.
Guarda caso, il techno-guru Steve Jobs non voleva che fino alla maggiore età i suoi figli maneggiassero i dispositivi mobili prodotti dalla sua stessa azienda [ 23 ].
Bill Gates ( Microsoft ) pose il limite del divieto al compimento del 14° anno di età [ 4 ] ed altri manager imposero e impongono limitazioni nell'uso del furbofono. Nelle scuole di base della Silicon Valley i dispositivi mobili sono banditi [ 5 , 6 ].

E il Popolo ?

Già al gennaio dell'anno scorso l'età media cui un bambino riceveva il primo dispositivo mobile era scesa a 10 anni. Gli effetti sulla salute dei ragazzi sono noti [ 4 ].
La morale è che “lo spacciatore non dà la droga ai propri figli” [ 7 ] ma i peoni rovinino pure i propri figli.
Si può sempre dare la colpa alla “società” e/o al fatalista “è così che vanno le cose”.

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Il grafico delle vendite comparate pubblicato su MarketWatch qualche tempo fa, nell'articolo “The rise and fall of the PC in one chart” di Jennifer Booton [ 8 ] rende perfettamente il trend storico del mercato.

La flessione delle vendite dello smartphone viene imputata alla crescita di un altro tipo di prodotto, il 2-in-1 ovvero i convertibili e i tablet-pc, cui appartiene la famiglia di pc che sto usando, Microsoft Surface [ 9 ].
Sembra paradossale che, avendo il primato netto nel mercato dei sistemi operativi per pc, la società di Gates non sia riuscita a realizzare una stimolante e proficua interazione con il proprio sistema operativo sugli smartphone Lumia [ 10 ].

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9 commenti:

  1. Io adoro il mio tablet, è una via di mezzo come schermo e come portabilità. Quello che faccio fatica a capire è l'acquisto a rate di dispositivi costosi, una borsa la puoi sfoggiare, un paio di scarpe, ma uno smartphone?!

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    1. Qualsiasi strumento tu non puoi smontare, rimontare, decidere cosa fa e come lo fa, NON TI APPARTIENE, ti viene dato in uso.

      Significa che ci puoi fare solo le cose che sono state pre-determinate da chi te lo mette in mano e che le puoi fare nelle modalità pre-determinate da chi te lo mette in mano.

      Non è un caso che tavolette e furbofoni spesso e volentieri sono dati "gratis" a completamento della sottoscrizione di un abbonamento.

      E' la logica inversa rispetto ai gadget Apple, che in origine ti davano il software "gratis" a completamento dell'acquisto dell'hardware.

      Microsoft ha raggiunto il quasi-monopolio nel software per i PC favorendo la pirateria, a suo tempo. Perché la logica era che, per creare l'ecosistema monopilista e tenere fuori eventuali concorrenti, poteva assorbire le perdite delle eventuali copie "amatoriali", idem per tutto l'indotto.

      Apple vende(va) aggeggi incompatibili perché invece di puntare al monopolio su tutti i PC della Terra, sceglieva di creare una "nicchia" più o meno legata al "lusso" e/o a certi settori professionali tipo editoria, grafica, moda. Cosi non aveva il problema del software che doveva "colonizzare" qualsiasi macchina, il software Apple gira solo sugli aggeggi Apple, l'ecosistema è controllato in maniera ferrea da Apple.

      Oggi siamo in una situazione ancora differente. Gli IPhone funzionano con la stessa logica dei prodotti Apple. Cioè di un ecosistema controllato da Apple, che non prova nemmeno a suggerire un concetto di "apertura", di "compatibilità" o di "universalità". Se compri un aggeggio Apple, sai che rimarrai chiuso dentro li.

      I produttori di gadget elettronici non-Apple in linea teorica potrebbero lasciare scegliere all'utente cosa fare, come era coi PC. Se non che coi furbofoni e con le tavolette in realtà NON PUOI FARE NIENTE, se non "fruire" dei servizi a cui ti abboni in una modalità molto simile alla TV.

      D'accordo, con il furbofono puoi "chattare" o puoi pubblicare le fotografie su qualche servizio di hosting che oggi si chiama "social media" perché altri vedono le tue foto e ci mettono la faccina o quello che è.

      Ma sono cose che vengono continuamente riscoperte da masse di analfabeti quando in realtà sono cose elementari che risalgono ai primordi di Internet.

      Sono cose elementari e sono cose pre-determinate. Quindi, cosa succede? Che a nessuno interessa che software e nemmeno che hardware c'è sul furbofono, fintanto che puoi "chattare" e mettere le foto sul servizio XYZ. Perché l'unica cosa che conta è PASSARE DAL CANCELLO DEL SOCIAL, non importa come.

      Risultato, nessuno sa davvero cosa c'è sopra i furbofoni ne cosa ci sia dentro i furbofoni, che sono tutti incollati, cosi come le tavolette. Non puoi nemmeno staccare la batteria, cioè l'alimentazione, quindi non puoi sapere se l'aggeggio è spento o acceso. Non puoi sapere COSA FA l'aggeggio sia quando ti appare "muto" sia quando "parla".

      A nessuno interessa. Nessuno si pone il problema. Nessuno pensa di fare o di dovere fare qualcosa di diverso da quello che fanno tutti e da quello che ti viene imposto dalla azienda, dalla banca, dalla scuola. Mia nipote l'anno prossimo va in prima media e pare che impongano ai genitori di mettere in mano al bimbo un furbofono.

      Vedi sotto.

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    2. Risultato, nessuno sa davvero cosa c'è sopra i furbofoni ne cosa ci sia dentro i furbofoni, che sono tutti incollati, cosi come le tavolette. Non puoi nemmeno staccare la batteria, cioè l'alimentazione, quindi non puoi sapere se l'aggeggio è spento o acceso. Non puoi sapere COSA FA l'aggeggio sia quando ti appare "muto" sia quando "parla".

      Vero.
      Ma, almeno, Android [ dovrebbe ] essere un sistema aperto basato sullo [ Android Open Source Project ] e quindi ci si potrebbe guardare dentro.
      Al netto del codice proprietario iniettato dal produttore hardware, e del codice proprietario delle app.

      Mia nipote l'anno prossimo va in prima media e pare che impongano ai genitori di mettere in mano al bimbo un furbofono.

      Pessima cosa, SE il furbofono non sinergizza con la macchina maggiore ( il PC ), e lo scolaro non impara a programmare le app del furbofono ma solo ad usarle.

      In generale, è sorprendente il numero risibile di sinergie possibili tra smartphone e pc.

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    3. @ Sara : Quello che faccio fatica a capire è l'acquisto a rate di dispositivi costosi, una borsa la puoi sfoggiare, un paio di scarpe, ma uno smartphone?!

      Beh, si sfoggia anche quello.
      Però, c'è un problema : i produttori di seconda fascia tendono a copiare il design dei marchi dominanti.
      Le differenze, quando sussistono, sono minime e non immediatamente riconoscibili da un occhio bene allenato.
      Comunque gli ultimi Galaxy, vuoi per il formato e vuoi per gli spigoli arrotondati, si notano.
      Aspettando i [ foldable ].

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    4. Che ne sai di che versione di "android" hai nel tuo furbofono, scusa. Non lo puoi ne modificare ne sostituire. Lo prendi cosi com'è, l'unica cosa che puoi fare è aggiungere "app" da uno "store", ancora senza sapere cosa fa realmente una "app". Poi sotto e sopra Android ci può essere qualsiasi cosa installata sia dal fabbricante dell'hardware, sia dal distributore del furbofono, che può essere il marchio dell'elettronica o il provider telefonico.

      "programmare le app"?
      Fantascienza. I ragazzi non imparano i congiuntivi e le divisioni. Mi diceva mio fratello che le maestre gli dicono che se la scuola non gli insegna le divisioni, perché preferisce fargli colorare le figure, ci deve pensare lui a casa.

      La scuola chiede ai genitori di dotare il bambino di furbofono per usare il furbofono come strumento di controllo. Il bambino ha sempre in mano il furbofono, quindi puoi sempre contattarlo, che sia la scuola o la famiglia. Sono finiti i tempi dei Ragazzi della Via Pal, che sparivano alla mattina e rincasavano col buio. Allo stesso tempo, il furbofono porta la scuola ovunque e lo ovunque nella scuola. Con la non-tanto-sottile aggiunta che la scuola non costruisce i suoi strumenti, si limita ad accodarsi a tutti gli altri su uazzap o feisbuc. Se Zuckemberg si incazza, pigia un bottone e chiude tutta la scuola italiana.

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    5. Parlavo tempo fa con un mio compagno di scuola delle elementari.

      Ai tempi c'era il bambino "ricco" che aveva la biciclettina "saltafoss" che tutti i bambini invidiavano. Però alla fine nell'ecosistema dei bambini, le cose erano tutte di importanza relativa, ogni giorno uscivi di casa, facevi cento cose, alcune delle quali implicavano un certo rischio di mutilazione o morte, quindi arrivati a sera non avevi certo il chiodo fisso della bicicletta. Ne risultava una "omogeneità" tra i bambini.

      Viceversa, oggi i bambini sono un po' come i topi da laboratorio, chiusi dentro una scatola. Fanno solo le cose che gli viene detto di fare, non hanno autonomia e le cose che fanno sono poche e ripetitive. Quindi alla fine sono condizionati per reagire in maniera sproporzionata a certi input, per esempio "tu che smartphone hai?" ma può essere anche un paio di scarpe.

      I genitori, nel timore che il figlio finisca per essere "lasciato indietro", tendono a dotare il figlio del meglio del meglio, se appena possono. Non gli insegnano che si vive anche senza, al contrario, gli insegnano che bisogna primeggiare sul "palco della vita" con il massimo possibile dell'apparenza.

      Da cui, è indubbio che il furbofono è incredibilmente più importante della borsa. Perché la borsa è un gadget, mentre la gente VIVE DENTRO IL FURBOFONO.

      Cosa tanto più vera quando pensiamo che il furbofono non ha niente di auto-determinato, nessuno lo può modificare aggiungendo o togliendo dei componenti, nessuno può decidere che software usare e come. Il furbofono è come il martello di Thor, tanto più grosso e rilucente, tanto maggiore è la tua "potenza". Sempre in quel mondo psichiatrico dell'apparire e dell'esibirsi.

      Aggiungo un'altra cosa: agli inizi dell'epoca dei furbofoni qualcuno si stupiva che la gente si ammazzasse per fare "selfie" sul precipizio o che si accalcassero per fotografare cadaveri sul luogo degli incidenti.

      Stupirsi di cosa? Se tu vuoi essere "popolare" nella cerchia dei "furbofonisti", esaurito il modello figo, ti rimangono i "contenuti". Dato che da sempre la plebaglia si eccita agli spettacoli cruenti, quale miglior modo per ottenere i "like" di mettere in giro gente sbudellata?

      Insisto, tutto questo è pre-determinato, non è accidentale.

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  2. Col grafico delle vendite mi ci pulisco le ruote della bicicletta.

    A parte l'ovvia considerazione che le vendite interessano i venditori e i venditori venderebbero la madre e non gli importa di niente altro.

    Il punto è che il mercato di qualsiasi cosa ha un punto di picco e poi si satura. Facciamo il caso delle automobili, ormai ne abbiamo una a testa, non sappiamo più dove metterle. Chiaro che, anche con tutti gli "incentivi" del mondo, il mercato può solo contrarsi e non può espandersi (se non colonizzando i "paesi emergenti", con ovvie ricadute).

    C'è una considerazione accessoria ma secondo me importantissima. Perché mentre nel settore dell'auto i governi da sempre sono "interventisti" e lo considerano "settore strategico", tanto che sono esistite, esistono e forse esisteranno "aziende/marchi" di proprietà statale, nel settore dell'elettronica e delle comunicazioni gli Stati, almeno in Europa, cercano in tutti i modi di starne fuori e non basta, evitano perfino di prendere qualsiasi provvedimento (vedi, "incentivi") che possa anche minimamente dare una "direzione" al mercato?

    La spiegazione semplicistica, cioè che nell'auto e nell'indotto si impiega molta manodopera poco qualificata, quindi i governi e i parlamenti cercano di mantenere il consenso, non spiega perché nell'elettronica e nelle comunicazioni funzioni alla rovescia.

    Non solo esiste la manodopera anche li ma ci sono pesantissime, catastrofiche ricadute in termini di dipendenza da entità esterne, che non sono nemmeno altri governi o parlamenti, sono entità "private" di dimensioni inconoscibili e anche dagli intenti inconoscibili, entrambe le cose "sovra-nazionali" e/o "globali".

    Nel posto sopra si presenta il fenomeno della "post-PC era" come qualcosa di regolato dalle ineluttabili "leggi del mercato".

    Primo, non esistono le "leggi del mercato", qualsiasi cosa è prestabilita e messa in opera da chi ha i mezzi per farlo. Il mercato viene determinato agendo sia con gli strumenti che creano "trend" e "mode", sia, come dicevo, agendo nei luoghi dove si determina la "politica", cioè la gestione del pubblico interesse.

    Secondo, basta guardare per capire che mentre il PC era un aggeggio concepito per "potenziare" le persone, il furbofono è uno strumento concepito per instupidire le persone e per renderle dipendenti. Renderle dipendenti sia determinando e controllando il pensiero, le abitudini, sia con la logica del "terminale di servizi" tramite cui si DEVONO sottoscrivere abbonamenti senza i quali non puoi vivere.

    Non solo, il furbofono è stato anche studiato per controllare le masse dei "paesi emergenti" o anche del "terzo mondo". Non è un caso che gli immigrati che arrivano in Italia hanno tutti in mano un furbofono. E' lo strumento tramite il quale vengono controllati e diretti.

    Torniamo alla domanda circa la ragione per cui Governi e Parlamenti, dell'Europa visto che siamo qui, fanno finta che non esista nemmeno la questione. Perché anche su questo blog si presenta la "meccanica" delle vendite, come se fosse l'andamento delle stagioni, invece di una questione politica, forse la questione più politica della contemporaneità.

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    1. Col grafico delle vendite mi ci pulisco le ruote della bicicletta.

      Oh, libero.
      A me, piace storicizzare i fenomeni di cui scrivo.

      A parte l'ovvia considerazione che le vendite interessano i venditori e i venditori venderebbero la madre e non gli importa di niente altro.

      Vabbè, niente di nuovo dall'alba dei tempi.

      Il punto è che il mercato di qualsiasi cosa ha un punto di picco e poi si satura.

      Impressione personale : la massa mi sembra non volere rinunciare all'ultima droga = smartphone disponibile.
      Il grafico postato riguarda il sorpasso dei dispositivi mobili sul pc, sorpasso marcato anche dalla differente quantità di tempo spesa dagli utenti → vedi prossimo post.

      C'è una considerazione accessoria ma secondo me importantissima.

      Cosa nota : le corporation globali sono più forti e influenti degli Stati liberali occidentali, svuotati di Potere proprio in nome del liberismo.
      Aggiungo che della distrazione anzi sottomissione dei cosiddetti “rappresentanti del Popolo” all'élite finanziaria ne scriveva già Bakunin in “Stato e Anarchia”, anno 1873, in cui vedeva la Germania prussiana come unico Stato europeo.

      Nel posto sopra si presenta il fenomeno della "post-PC era" come qualcosa di regolato dalle ineluttabili "leggi del mercato".

      Quale posto ?

      Secondo, basta guardare per capire che mentre il PC era un aggeggio concepito per "potenziare" le persone, il furbofono è uno strumento concepito per instupidire le persone e per renderle dipendenti.

      Sì.

      Perché anche su questo blog si presenta la "meccanica" delle vendite, come se fosse l'andamento delle stagioni [ ... ].

      Beh, non direi.
      Vedi mie considerazioni in questo post, e negli altri in sequenza.

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    2. Post, non posto. Refuso.
      Non ho tempo di rileggere la marea di pirlate che scrivo.

      Non hai capito il ragionamento sulle "vendite". Vendere un furbofono non è come vendere il pane. Metti che tu vuoi fare il fornaio. Vai a cercare una zona sprovvista di rivendita di pane, una zona con tot abitanti. Sai che tutti questi hanno bisogno del pane, sfornerai tot chili al giorno e ne venderai poco di più o poco di meno.

      Nel caso del furbofono come del 99% delle abitudini quotidiane di oggi, non si parte da una necessità come quella del pane. Si parte dal creare un "trend" o una "moda". Il "trend" induce il bisogno nelle persone non dell'oggetto o del servizio ma del conformismo. Ce l'hanno tutti, ce lo devo avere anche io. Se posso mi compro il modello X che è quello più figo, sennò il modello Y intermedio, cosi quando lo mostro tutti mi fanno i complimenti.

      Prego notare:
      Il pane è il pane, puoi fare qualche variazione ma alla fine è pane.
      Invece le "mode" si inventano da zero e possono essere qualsiasi cosa. che ne so, domani diventa di moda avere un vaso di fiori in mano, oppure farsi amputare il mignolo della mano sinistra. Cosa che non è iperbolica come sembra se pensi alla moda dei tatuaggi e del piercing, o a quella dei neri americani di farsi incapsulare gli incisivi o che ne so, certe culture antiche che fasciavano teste ai neonati per allungargli il cranio.

      Il grafico delle vendite mostra solo quanto è efficace il "marketing", cioè la azione di CREARE un mercato dove prima non c'era. Se prendi il grafico delle vendite di mitragliatrici negli anni tra il 1910 e il 1950, ci sono due picchi.

      Oppure, mi spiego meglio, tra poco in Italia entrerà in vigore l'ennesima direttiva europea che implica l'adozione di un ennesimo standard di trasmissione TV e questo a sua volta implica la rottamazione di tutte le TV "digitali" che in precedenza avevano sostituito le TV "analogiche".

      Il grafico delle vendite che ne consegue che informazioni ci darà? E' tutto pre-determinato, il grafico si potrebbe fare PRIMA dell'evento che rappresenta.

      A proposito di "smartphone = droga". Non è un paragone sensato. La droga serve ad attivare certi processi biochimici tuoi interni. Il furbofono invece viene usato per apparire, per mettersi in mostra. E' come "l'ora del dilettante" dove gli stramboidi si esibiscono su un palco e altri stramboidi assistono all'esibizione. Se vuoi è tipo quelle scene degli anni Ottanta della "breakdance" con i neri tutti attorno che incitano uno di loro in mezzo che fa le capriole.

      Quello a cui la gente non può rinunciare non è tanto un cambiamento interno come può essere la droga ma la possibilità di farsi vedere e di ottenere un feedback dagli astanti. E' un meccanismo tipicamente adolescenziale e quindi perfettamente allineato alla regressione infantile a cui ci porta il famoso Piano. Non è mica un caso che genitori e figli usano lo stesso furbofono per fare la stessa cosa. Genitori e figli oggi sono UGUALI.

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