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Fuori da FB #2

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Camminando

di Marco Poli


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La relazione tra i social net e l'aggressività espressa da singoli utenti e gruppi è cosa nota e studiata da molti anni.
Cito una descrizione del problema agglomerata dall'IA :


L'aggressività sui social network è alimentata da anonimato, distanza fisica e dinamiche algoritmiche che premiano l'indignazione con maggiore visibilità, portando a fenomeni di shitstorm e polarizzazione.
Questa "disinibizione online" riduce l'empatia e la responsabilità, trasformando il disaccordo in attacchi personali, spesso per difendere il proprio "io sociale" percepito come minacciato. Ecco i principali fattori che alimentano l'aggressività online:

● Effetto disinibizione (anonimato): l'assenza di contatto visivo e fisico fa sì che le persone siano più audaci ed esplicite, perdendo il freno inibitorio presente nelle interazioni reali.

● Algoritmi e gratificazione: i contenuti che suscitano rabbia, frustrazione o disgusto ricevono più "like" e condivisioni, spingendo gli utenti a esprimere maggiore indignazione morale.

● Polarizzazione e "shitstorm": l'ambiente social favorisce la formazione di gruppi che estremizzano le posizioni, spesso scatenando attacchi di gruppo coordinati (shitstorm) contro singoli o aziende.

● Velocità e bassa elaborazione: la rapidità con cui si scorrono i contenuti riduce il tempo di elaborazione emotiva, favorendo risposte istintive e reattive piuttosto che meditate.

● Difesa dell'Io virtuale: le critiche online vengono spesso percepite dal cervello come minacce reali alla propria reputazione o identità, innescando risposte aggressive difensive.

● Confronto sociale negativo: l'esposizione a standard di vita o opinioni irrealistiche provoca frustrazione e invidia, che possono sfociare in comportamenti aggressivi.

Conseguenze e contesto:

● L'aggressività online può degenerare in forme di cyberbullismo e odio, particolarmente rilevanti negli adolescenti.

● I social media possono amplificare emozioni negative, influenzando l'umore e provocando insicurezze.

● È fondamentale promuovere una comunicazione più rispettosa e consapevole, riconoscendo l'impatto dei contenuti proposti.

Per contrastare l'aggressività online, è essenziale promuovere una maggiore consapevolezza emotiva, riconoscere la natura della comunicazione digitale e lavorare su una cultura del dialogo rispettoso.
La gestione dell'aggressività digitale richiede quindi una maggiore autoconsapevolezza delle proprie emozioni e la comprensione che la realtà virtuale ha conseguenze reali.

[1]


Allego una condizione oggettiva che alimenta la sensazione di irrealtà :


● Asincronicità: la comunicazione sui social e nel web è asincrona ovvero non avviene in tempo reale, ma si avvale di lunghe pause, silenzi e risposte ritardate. Non dover affrontare la comunicazione immediatamente può favorire l’effetto disinibitorio.
[2]


E' interessante la sensazione della “livella” :


● Mancanza di autorità e sensazione di uguaglianza: la possibilità di esprimersi sui social e sul web è estremamente democratica, infatti non importa chi ci sia dall’altra parte dello schermo e quale potere ed autorità possa avere nel mondo ordinario, sui social tutti si sentono di potere dire la loro a chiunque. Nel mondo reale, specie davanti ad una persona autorevole, le persone sono riluttanti a dire ciò che pensano davvero, ma con l’effetto disinibitorio online tendono a dire tutto quello che pensano.
[3]


Ma io non credo che sia un male che le persone dicano ciò che pensano, è un'occasione di confronto “alla pari” stimolante nel caso i soggetti interagenti nel virtuale ricoprano ruoli diversi e su livelli diversi nella Realtà Materiale.

2

Certo, nessuno è obbligato a intrattenere una conversazione con chi percepisce come “inadeguato” e/o addirittura “maleducato”.
Alle corte, l'interlocutore ritenuto molesto oppure troppo distante dalla propria sensibilità può essere bannato senza limite. E, comunque, può essere liberato dalla “galera virtuale” dopo tempo, a discrezione dell'utente che ha operato la misura estrema.
Io, ho eseguito spicciativamente i ban nei casi in cui il profilo dell'interlocutore palesava almeno due tra queste caratteristiche :

● immagine non fotografica, non reale, usata come avatar;

● bacheca personale chiusa ai non amici;

● molti post brevilinei ( propaganda ), di cui molti condivisi da altre bacheche;

● reiterata insistenza alla provocazione e all'offesa personale.

Ma bannare i molesti – attività che richiede non poco tempo siccome sono davvero tanti – non ha migliorato la mia esperienza relazionale complessiva.
La stragrande parte degli utenti di Facebook ( e di altri social ) ha un approccio compulsivo al feed dei post della propria cerchia di contatti ed affini, sono di fatto tossicodipendenti alla ricerca di dopamina in pillole sulle bacheche digitali [4]{[5]... }.
Cito una definizione :


La dopamina è un neurotrasmettitore fondamentale, spesso definito "ormone del piacere" o della motivazione, che agisce come messaggero chimico nel cervello per regolare funzioni vitali. Essa è cruciale per il circuito della ricompensa, motivando comportamenti legati al piacere, all'apprendimento, alla memoria, all'umore e al controllo dei movimenti.
Ecco i punti chiave sulla dopamina:

● Funzione principale: genera sensazioni di benessere e gratificazione quando raggiungiamo obiettivi o compiamo azioni piacevoli (cibo, sesso, musica).

● Motivazione e azione: non serve solo a provare piacere, ma spinge il cervello a desiderare, cercare e ripetere un comportamento ("motore" del desiderio).

● Controllo motorio: è essenziale per la coordinazione dei movimenti; la sua carenza nella substantia nigra è la causa principale della malattia di Parkinson.

● Salute mentale: livelli alterati sono associati a schizofrenia, ADHD, dipendenze da sostanze e depressione.

● Sistema nervoso periferico: svolge ruoli anche nel controllo della pressione arteriosa e nella motilità gastrointestinale.

Un eccesso di stimoli (come social media o videogiochi) può creare "dipendenza" dopaminergica, riducendo la motivazione per ricompense naturali e a lungo termine.

[6]


2.1

Sì, ho fatto bene ad allontanarmi da tutto questo.

2.2

Allego un articolo interessante sui benefici neurologici, psicologici, e sociali dello stacco temporaneo dai social net, il cosiddetto “digital detox” : “Cosa succede davvero al cervello dopo 3 giorni senza social, secondo la psicologia” [7].

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Note

[0] : ''Camminando'', Marco Poli, VK, 24 aprile 2026, [ https://vk.com/wall170191717_5057 ];
FB : [ https://www.facebook.com/Bufalo/posts/pfbid03tJSUTLq1o6Nz2Ewv2ZhCmPGYBSN98cYtZgPCj5Gcgnsh3jGBCJcopdSFpgAV17dl ];
ODB : [ https://orlodelboccale.blogspot.com/2026/04/fuori-da-fb.html ].
[1] : ''social net aggressività'', AI Overview, Google, [ https://www.google.com/search?q=social+net+aggressività ].
[2] : ''Perché molte persone sono disinibite e aggressive quando si esprimono sui social?'', Federico Frosoni, State of Mind, 14 ottobre 2020, [ https://www.stateofmind.it/2020/10/aggressivita-social-network/ ].
[3] : fonte #2.
[4] : ''Dopamina'', Antonio Griguolo, My Personal Trainer, agg. 10 giugno 2020, [ https://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/dopamina.html ];
vedi : ''Neurotrasmissione'', Manuale MSD – Versione per i professionisti, [ https://www.msdmanuals.com/it/professionale/malattie-neurologiche/approccio-al-paziente-con-disturbi-neurologici/neurotrasmissione ];
vedi : ''Dopamina'', AA. VV., Wikipedia ITA, [ https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dopamina&oldid=148859836 ].
[5] : ''Deficit di dopamina: come riconoscerlo e cosa fare per ritrovare equilibrio e motivazione'', Giulia Bertelli, My Personal Trainer, agg. 3 settembre 2025, [ https://www.my-personaltrainer.it/salute/deficit-di-dopamina-come-riconoscerlo-e-cosa-fare-per-ritrovare-equilibrio-e-motivazione.html ].
[6] : ''cos'è la dopamina?'', AI Overview, Google, [ https://www.google.com/search?q=cos'è+la+dopamina? ].
[7] : ''Cosa succede davvero al cervello dopo 3 giorni senza social, secondo la psicologia'', My Personal Trainer, agg. 26 marzo 2026, [ https://www.my-personaltrainer.it/benessere/cosa-succede-davvero-al-cervello-dopo-3-giorni-senza-social-secondo-la-psicologia.html ];
vedi : ''Digital Detox: le 5 cose che capitano al cervello dopo soli 3 giorni senza social'', Antonio Griguolo, My Personal Trainer, agg. 10 marzo 2026, [ https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/digital-detox-le-5-cose-che-capitano-al-cervello-dopo-soli-3-giorni-senza-social.html ].

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{ prima pubblicazione del post su VK, il 25 aprile 2026 [8] }.

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