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La Teofania ortodossa




Icona ortodossa del battesimo di Gesù [6].



Arte, e Religione

di Marco Poli


Secondo il Calendario giuliano – ch'è in vigore nella Chiesa ortodossa russa e serba – oggi 19 gennaio si festeggia l'epifania cristiana ortodossa ch'è detta più correttamente Teofania ( cioè ''manifestazione di Dio'' ) e che, a differenza di quella cattolica, non mette in primo piano l'arrivo dei tre Re Magi con oro, incenso, e mirra, ma il Battesimo del Cristo che, sulla linea temporale degli eventi tramandati, avverrà decenni dopo per mezzo di un riluttante Giovanni Battista nel fiume Giordano [1].
Cito :


Matteo 3,13-17

13 In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. 14 Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». 15 Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. 16 Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 17 Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

[2]


La parola ''teofania'' è più appropriata siccome nel rito del battesimo vi fu la rivelazione della natura trinitaria di Dio.
Cito :


trad.

Coloro che furono testimoni udirono la voce del Padre dal Cielo, videro lo Spirito discendere su Gesù e poterono vedere Gesù nella carne, che Dio confermò essere Suo Figlio con la Sua voce.

[3]


E :


trad.

Mentre Cristo fu battezzato nel fiume Giordano, fu in realtà il Giordano e tutta la creazione ad essere battezzati in Cristo. Come afferma il Cantico IV della Compieta della Teofania, Alla tua apparizione nel corpo, la terra fu santificata, le acque benedette, il cielo illuminato e l'umanità fu liberata dall'amara tirannia del nemico.

[3]


2

Nella memoria dell'episodio biblico si rinnova l'evento attraverso una grande benedizione dell’acqua, con i fedeli della chiesa ortodossa greca ed altre che in alcune località si tuffano nel fiume [4].
Dopo la cerimonia, i fedeli portano a casa una bottiglia di acqua benedetta che viene tenuta accanto alle icone nell'angolo domestico della preghiera e può essere usata in occasioni di grande bisogno.

In Russia, può accadere che le madri immergano i loro bimbi lattanti nelle gelide acque dell’inverno.

3

Lascio il collegamento a una pagina-web che spiega bene il canone delle icone della teofania, ed offre cenni dei canti sacri [5][6].

Mi sono tolto una curiosità sulle piccole figure raffigurate in basso e che cavalcano dei pesci.
Leggo che sono le allegorie del fiume Giordano e del mare, che fuggono alla vista di qualcosa di molto più grande di loro e maestoso che entra nell'acqua.

=

Note

[1] : ''Epifania nella tradizione ortodossa'', Matthias Altmann, SettimanaNews, Provincia Italiana Settentrionale dei Sacerdoti del Sacro cuore di Gesù - Dehoniani, 5 gennaio 2019, [ https://www.settimananews.it/ecumenismo-dialogo/epifania-nella-tradizione-ortodossa/ ];
vedi : ''Feste cristiane, ebraiche, e musulmane'', Christian Information Center, [ https://www.cicts.org/it/feste-cristiane-ebraiche-e-musulmane-2025 ].
[2] : Matteo 3,13-17, La Sacra Bibbia, [ https://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt3,13-17&versioni[]=C.E.I. ].
[3] : trad. da ''Theophany Icon Explained'', Fr. Jeremy, Orthodox Road, 18 gennaio 2013, [ https://www.orthodoxroad.com/theophany-icon-explained/ ].
[4] : ''Holy Epiphany in the Greek Orthodox Church'', Greek City Times, 6 gennaio 2025, [ https://greekcitytimes.com/2025/01/06/january-6-feast-holy-epiphany-2-2/ ].
[5] : fonte #3.
[6] : l'immagine allegata è tratta da ''Theophany: Baptism of Our Lord'', International Orthodox Christian Charities ( IOCC ), 6 gennaio 2021, [ https://iocc.org/blog/theophany-baptism-of-our-lord ];
vedi : Holy Trinity Serbian Orthodox Church, [ https://www.holytrinitybutte.org/ ].

===



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{ prima pubblicazione del post su VK, il 19 gennaio 2025 [7]; su FB : [8] }.

[ ... ]

RU→UKR/163 – Obiettivi missilistici e doppio standard




Due articoli del mainstream che palesano sfacciatamente l'uso di un servile doppio standard di giudizio e nessun principio.



Archivio

di Marco Poli


Alcuni appunti sul doppio standard usato dalla decrepita e bollita Europa occidentale nella trattazione degli eventi internazionali e, in particolare, dell'Operazione speciale del Cremlino nella Piccola Russia comunemente detta ''Ucraina'' : la doppia faccia ( da culo ) non mai è stata così impudicamente ostentata.

1

Anziché ragionare e perseguire una ragionevole e realistica strategia di Pace, i burattini dell'Unione Europea continuano a fomentare il conflitto in corso [1]:


Il Parlamento europeo dichiara la Russia 'Stato sponsor del terrorismo"

[ ... ]

La Russia è uno Stato sponsor del terrorismo. Questo il contenuto della risoluzione votata a stragrande maggioranza (494 voti favorevoli, 58 contrari e 44 astensioni sui 596 presenti) dalla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Secondo i deputati europei, le esplosioni e gli attacchi russi in Ucraina contro i civili ucraini, sono da classificare come atti terroristici di Mosca [ ... ].

[1]


Il riferimento è ai ripetuti attacchi missilistici alle infrastrutture energetiche sul territorio della Piccola Russia, perpetrati dalle forze russe con metodica assiduità dopo la controffensiva kievana di fine agosto e l'attacco esplosivo al Ponte di Crimea ( detto anche Ponte di Kerch )[2].

Tuttavia, gli obiettivi dei bombardamenti sono militari ( uffici dell'esercito e dei servizi, caserme, depositi di armi e munizioni ... ), oppure militari E civili : le centrali elettriche riforniscono di energia non solo le abitazioni, ma anche le fabbriche di armi e munizioni, le linee dei treni che trasportano armi, munizioni, e truppe al fronte, e gli strumenti di comunicazione necessari alla filiera di comando.
Certo, l'altro risultato di tale azione è lo sfiancamento psicologico e morale della popolazione civile ... chissà se un giorno cacceranno il burattino cocainomane e gli sgherri neonazisti che lo circondano.

E gli attacchi russi sono precisi : in quasi 10 mesi di conflitto, i decessi dei civili sono stati nel rapporto di 1:10 rispetto a quelli dei soldati su entrambi i fronti, rateo senz'altro parecchio appesantito dalla criminale strategia kievana di usare sistematicamente i civili come ''scudi umani'' delle proprie postazioni [3].
Confrontate con le ''azioni umanitarie'' perpetrate nel mondo dagli USA e cagnetti alleati nel corso dei decenni.

Tuttavia, la UE ha dichiarato che la Federazione Russa è uno Stato terrorista, con un'espressione per giunta errata siccome l'esercito russo è direttamente protagonista in prima linea : ''Stato sostenitore del terrorismo''.
Terrorismo perpetrato da chi ?

1.1

Qualcuno ha avuto la dignità di contestare la deriva auto-distruttiva della soppalcatura burocratica :


[ ... ].

Ma non tutti sono favorevoli a etichettare la Russia in questo modo.

Ad esempio, il deputato ungherese, Balázs Hidvéghi, il cui governo è uno dei pochi ancora favorevoli a Putin in Europa, sostiene che l'attenzione dovrebbe concentrarsi sulla fine della guerra.

"L'Unione europea dovrebbe porre l'accento sulla costruzione della pace e di un cessate il fuoco il prima possibile e, quindi, su una situazione che ponga fine alla guerra, che ponga fine al conflitto militare", ha puntualizzato l'eurodeputato ungherese, Balázs Hidvéghi.

[ ... ].

[1]


Complimenti all'eurodeputato ( da Fidesz; ex-EPP ora indipendente nel Parlamento UE )[4][5] che ha avuto il coraggio di esprimere l'ovvia verità nel mezzo di un flusso costante di menzogne.

Emir Kusturica dixit



Sul diritto serbo (e di ogni popolo)

Leggo su "il Manifesto" di oggi a pag. 7, e riporto :

[ Tommaso Di Francesco ] : "Prendendo la parola al grande raduno di Belgrado lei ha detto, tra gli applausi, che non appartiene alla mitologia di Hollywood.
Che reazione avranno avuto tutte le persone che amano il cinema ?"
[ Emir Kusturica ] : "Io non posso che amare e rispettare il cinema. Ma se mi rimproverano di avere il mito del Kosovo sono costretto a rispondere che sì, ognuno ha diritto alla sua mitologia, soprattutto ogni popolo.
E quello serbo ha l'archetipo di quella cultura straordinaria, di quella pittura medioevale unica al mondo, degli scrittori come Ivo Andrić [ premio nobel della letteratura nel 1961 e autore de "Il ponte sulla Drina", n.d.B. ] e Milos Crnjavski.
Perchè qualcuno ha il mito di Brad Pitt e noi non possiamo averlo per il Kosovo dove è nata la nostra storia ?"

Al guinzaglio di George W. Bush

La domanda non era granchè, ma la risposta dello "sportivo" cineasta (disponibile a due chiacchiere con Walter al festival di Venezia 1998) è stata esemplare ed è chiaro che i serbi non ne possono più degli abusi inteventisti dei servi degli Usa che sono l'italietta - che pure senza un governo in carica firma il riconoscimento della repubblichetta kosovara per mano di Massimo D'Alema - e gli altri paesi Ue.
L'altra sera in piazza a Belgrado c'erano anche le "icone" della nazione serba come il regista citato -
che non ha fama d'essere nazionalista, anzi ha fatto cinema proprio sulle diversità e i percorsi atipici - il cestista Dejan Bodiroga e l'attrice (e cantante) Milla Jovovich (di padre serbo e madre ucraina) : segno che la misura è colma, ed il popolo serbo è compatto oltre gli schieramenti politici.

Promesse di carta igienica

Ricordate l'impegno elettorale ulivista a ritirare le truppe da Iraq e Afghanistan (i vari comunisti avevano aggiunto un ottimista "subito") ? Ci si è spazzato il culo (ovviamente) e l'occupazione è diventata "missione umanitaria", in pratica ribadendo lo slogan berlusconiano.
E ora il baffetto con la fondazione gioca a "risiko" con gli esseri umani veri, e non con i soldatini e i carrarmatini di plastica.
Eh già, lui mica s'è respirato boccate di uranio impoverito a pieni polmoni !
(mi vergogno di leggere "italiana" al rigo della nazionalità sul mio passaporto, francamente).

n. b.

Kusturica si pronuncia "kusturiza" con la "z" di "pizza", che in cirillico è la lettera "
ц" : Кустурица .

Links

Emir Kusturica - scheda in wikipedia

Emir Kusturica - scheda in Ondarock.it

Festival di Venezia 1998 - video e interviste di Walter Ciusa

Il Kosovo è serbo



Jugoslavia : laboratorio di vivisezione etnica e sociale

Oggi verrà proclamata l'indipendenza del Kosovo : una mossa infelice della parkinsoniana politica estera dell'Unione (bancaria) Europea.
Con logica minimalista, il leader russo Putin ha fatto notare il "doppio standard" di valutazione delle etnie minoritarie nei vari stati europei : nessuno stato e nè tantomeno la piccola Unione (un nano politico e militare fatto dai piccoli burocrati statali capaci solo di parole, ovvero aria buttata fuori dai polmoni) si sono sognati di estrarre i Paesi Baschi da Spagna e Francia per farne un protettorato europeo.
Idem con la Cipro turca, l'Irlanda del Nord, il Tibet, il Kurdistan, la Cecenia (su scala globale) : la lista è ancòra lunga e i "botti" - oggi la notizia di un'altra bomba che ha massacrato un comizio del partito della già massacrata Benazir Bhutto - fanno audience televisiva.
Carne buona per gli hamburger, aggiungete ketchup (o maionese) e i cetrioli.
L'autodeterminazione dei popoli è un principio legittimo ma meramente ideale : sulla terra occorrono gli atti di forza politici e militari, le ingerenze esterne - come questa - partono da presupposti semplificati ma finiscono col complicare le cose.
La strada per l'indipendenza è lunga e sofferta, le lotte possono necessitare secoli : chiedete agli irlandesi per le informazioni del caso.
Questa odierna è una segaiola prova di forza di una commissione di apparatchik (c'è dentro anche il baffetto D'Alema della fondazione sua personale) contro il colosso russo.
Nel mondo comandano gli Usa e la Russia, la Cina sta crescendo ma le vorrà qualche anno ancòra per diventare una potenza globale politica e militare (oltre il bottone da pigiare nel consiglio di sicurezza dell'Onu) : gli europei - servi dell'uno o dell'altro padrone - sono capaci solo di fare casino, come nella fallimentare gestione della guerra civile jugoslava (il socialista Gianni De Michelis era allora in commissione).

Breve storia di un eterno "ritorno a casa"

Gli albanesi non hanno un passato storico democratico e culturale (nè recente, nè remoto) tale da rassicurare l'attuale minoranza serba : il Kosovo è una provincia serba e quello che avverrà oggi è uno stolto abuso esterno, foriero di una nuova crisi balcanica.
La regione venne slavizzata a partire dal VI secolo ed è sempre stata multietnica : fu parte dell'Impero serbo, vi si combatterono una "mitica" battaglia tra una lega cristiana di serbi e bosniaci, e i musulmani ottomani a Kosovo Polje (questi ultimi vinsero, ma le perdite ingenti rallentarono l'avanzata nei Balcani).
Tra '800 e '900 centinaia di migliaia di serbi dovettero abbandonarla in massa per fuggire dallo sterminio perpetuato dagli ottomani contro gli "infedeli", una recrudescenza che disonorò secoli di tollerante dominio sui cristiani : nonostante questo esodo, la proporzione etnica tra gli albanesi e i serbi (e altre etnie) al termine delle guerre balcaniche (1913) era di 60 a 40.
La corona dell'imminente neonato regno degli slavi del sud iniziò quindi a reintrodurre gli sfollati delle repressioni turche nella loro terra.
La regione kosovara venne spezzata in due aree di occupazione tra tedeschi e italiani durante la seconda guerra mondiale, e dopo l'8 settembre 1943 i nazisti la gestirono direttamente e in chiave filo-albanese, trucidando gli slavi.

"Underground" : da Tito a Slobo

Instaurato il regime della Jugoslavia comunista già dal 1944, il "maresciallo" impedì ai serbi sfollati il legittimo ritorno alle proprie case, che vennero quindi rubate dagli albanesi.
Il croato Josip Broz Tito sosteneva che "una Serbia debole equivale ad una Jugoslavia forte" : la Storia ha sentenziato il fallimento della sua sterile politica federale con la Guerra civile degli anni '90, la cui miccia è stata accesa dagli europei occidentali con il precoce riconoscimento degli stati secessionisti Slovenia e Croazia, ma nemmeno trovò in Belgrado una forza centripeta capace di tenere insieme il paese.
Era piuttosto vero il contrario : solo una Serbia forte poteva governare i Balcani occidentali.
Preoccupato di realizzare una utopistica convivenza tra i vari gruppi etnici presenti nel paese, Tito istituì una nazione (senza terra) pure per gli zingari ...
L'afflusso degli albanesi dall'Albania non si fermò, perchè là facevano la fame mentre il socialismo plavo comunque produceva e faceva "sedere a tavola" i propri cittadini : la proporzione etnica superò l'80 a 20.

La Jugoslavia amputata dalle secessioni del 1991 era nelle mani di un piccolo burocrate mercantile di nome
Slobodan Milošević e del suo clan : il capitolo finale di 50 anni di ipocrite menzogne e di verità negate dal regime, come magistralmente ritratto da Emir Kusturica in quel capolavoro allegorico ch'è "Underground" (1995). La democrazia (il socialismo plavo era più aperto e sperimentale di quello sovietico) non può essere imposta dall'alto, ma deve crescere nelle singole coscienze al "piano terra" : vedi le recenti campagne militari in Afghanistan e Iraq.
E ancòra oggi - in questa infausta data ch'è il 17 febbraio 2008 - gli europei occidentali vogliono fare casino nella regione, dividendo anzichè semplificando l'amministrazione politica. I produttori di armi applaudono : la ex-Jugoslavia continua a essere uno dei "laboratori di vivisezione" attivi in questo mondo cane.



18/2 : servi del padrone amerikano

Scrivevo poche righe fa che l'Unione (bancaria) Europea è un organismo politico servo di qualche potenza (interna o più spesso esterna) e oggi - cazzeggiando nella rete - ho trovato questa bella foto aerea nel blog "Hannah Smith family" (che a sua volta ha tratto da wikipedia) : è il campo amerikano "Bondsteel" costruito non lontano dal confine macedone, definito "una versione in scala ridotta di Guantanamo" e zampa yankee in terra balcanica.

Il "risiko" russo-amerikano continua ...

Gli amerikani gongolano e mentre a Pristina s'ubriacano, il presidente serbo Boris Tadic ha detto che non riconoscerà mai l'indipendenza kosovara.
Come la Spagna, Cipro, Grecia, Romania, Slovacchia e Cina (tutti paesi che vivono tensioni secessioniste al proprio interno) : era ampiamente prevedibile, l'Ue è così bloccata nella usuale postura di don Abbondio e lascia liberi i singoli stati di decidere in merito.
E poi leggo su Repubblica.it (e mi sganascio) : "Sul Kosovo abbiamo superato il test dell'unità, ha assicurato a Bruxelles il ministro degli Esteri sloveno e presidente di turno del Consiglio Ue, Dimitrij Rupel. Una tesi confermata dal ministro Massimo D'Alema [ ... ]". Insomma, anche in sede europea hanno la faccia come il culo e raccontano balle pure davanti all'evidenza dei fatti.
Francia e Inghilterra hanno già riconosciuto, e il baffetto ha detto che pure l'italia farà la mossa (assieme alla Germania, dicono) : quest'ordine gerarchico è così rispettoso del lignaggio delle nazioni ed involontariamente ridicolo, che mi ricorda la vestizione della regina di Francia in "Marie Antoinette" di Sophia Coppola ...

(continua).

Links

Kosovo - scheda in wikipedia

Storia della Serbia - scheda in wikipedia

Camp Bondsteel - scheda in wikipedia

Il Kosovo proclama l'indipendenza, Serbia : "Non lo riconosceremo mai" - articolo in Repubblica.it