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Non ci sarà, al centenario del club.
Proprio nei giorni in cui sto soppesando seriamente di trasferirmi all'estero, cinque minuti fa ho aperto la posta e ho trovato questo scritto del Marmus : sapevo anch'io che Bulgarelli era malato da tempo, e da poco "ha sbattuto le ali".
Il Bologna F.c. e quello scudetto vinto contro le mafie del pallone - e non solo - sono una cosa speciale per i bolognesi d.o.c. ... come mio padre, che ancòra mostra con orgoglio quel poster scolorito della squadra ch'è il paginone centrale di "Stadio" (testata regionale allora indipendente, poi fusasi con il "Corriere dello Sport" di Roma) incollato su cartone, accanto a una foto di Gilles Villeneuve, giù in garage.
Devo scrivere che adesso ho gli occhi bagnati anch'io : grazie Marmus, sei un bastardo.
Giacomo Bulgarelli, un capitano
Fischio dell'arbitro, gioco fermo: esce il Capitano.
Giacomo Bulgarelli, classe 1940, durante una telecronaca televisiva disse di un giocatore era veloce come un Saiano. L'altro cronista, dopo un silenzio, chiese cosa fosse un Saiano. Un Saiano - rispose il Bulgaro - è un uccello palustre che vive nelle valli di Comacchio, talmente veloce ed imprendibile che nessuno l'ha mai visto.
Nel 1963/64, Bologna aveva in squadra 11 Saiani.
Allora il capitano era Mirko Pavinato. Il Bulgaro ancora una giovane promessa, appena sfornata dal vivaio di casa.
Per chi non lo sa, per chi pensa che il Fòtbal sia solo lobotomia, quella stagione fu un Romanzo. L'unica, per cui si rese necessario uno spareggio.
A Febbraio, 5 giocatori Rossoblu risultano positivi al doping. La squadra condannata a 1 punto di penalizzazione. Da parte della stampa nazionale, parte una campagna moralizzatrice distruttiva e impressionante: Bologna, "La Rossa", è vergogna nazionale. E Bologna, letteralmente, insorge: in prima fila, il Sindaco Dozza. A 3 giornate dal termine, le indagini stabiliscono che la percentuale di doping nelle urine dei calciatori avrebbe ammazzato un cavallo. I prelievi erano falsi e truccati. La prova di ciò che Bologna ha sempre saputo. La squadra è assolta e va in testa alla classifica, a pari punti con l'Inter. Il campionato finisce così: si va allo spareggio. Il 3 giugno, 4 giorni prima della partita, il Presidente Renato Dall'Ara ha un infarto mentre discute in una riunione di Lega Calcio. Bologna invade e straripa per le strade, piangendo dietro il suo funerale. Mister Bernardini ringrazia, per avergli insegnato che "di Bologna si può anche morire".
Roma, Stadio Olimpico, 7 giugno 1964. Luca Goldoni è un giovane giornalista insperto, inviato dalla sua redazione in giro per le strade mentre c'è la partita. Deserto e silenzio assoluti. Fino a quando, dalle finestre, dai portici, non esplode ciò che darà titolo all'articolo che gli cambia la carriera: "Il boato della città". La prima pagina di Stadio, apre con un titolo semplice e immenso: "Abbiamo vinto: contro tutto e contro tutti".
Il 3 ottobre di quest'anno, il Bologna ne compie 100.
Senza il Bologna di Giacomo Bulgarelli, alle spalle, non avrebbe senso sopportare retrocessioni, 2 campionati in serie C, un fallimento, e questo schifo di calcio a busta paga della TV. Senza il Futbòl di Giacomo Bulgarelli, non avrebbe senso il freddo, la pioggia e tutti i Pensionati collegati a Rete7, con Sabrina e Civolani, ogni sacrosanta volta che il Bologna scende in campo.
Giacomo Bulgarelli è il Bologna. Giacomo Bulgarelli è il Futbòl, come lo intendiamo noi.
E' un animale strano, il Saiano: talmente veloce e imprendibile, che a un certo punto scompare dalla vista, ma rimane sempre lì.
Giovedì 12 febbraio 2009. Fischio dell'arbitro, gioco fermo: sta uscendo il Capitano.
Tutti in piedi.
(vè, non pensavo: sto piangendo).
[ mrms ]
Links
Giacomo Bulgarelli = pagina ne "Il museo di Pignaca"
Foto in Artistigando.org
Etichette: Bologna, sport