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Burkini




Un modello di burkini.


Francia, anche Valls contro il burkini. "Incompatibile con i nostri valori"

Il premier si schiera a sostegno delle amministrazioni locali che hanno messo al bando il costume per donne musulmane che copre interamente il corpo. "Dietro c'è l'idea che per natura le donne sarebbero impudiche e impure". Per ora, nessun intervento legislativo: "Basta applicare la legge contro il velo integrale in pubblico".

la Repubblica


Burkini? Alfano: "In Italia c'è libertà di culto"

Il ministro dell'Interno: "Siamo severi ma non provocatori, serve buon senso: in Italia il fenomeno non è dilagante"

"L'Italia è l'Italia, da noi non c'è il dilagare del fenomeno del burkini. E la Costituzione prevede la libertà di culto". Angelino Alfano smarca il governo italiano dalla linea dura del premier francese Manuel Valls, che ha definito il costume da bagno delle donne islamiche "incompatibile con i valori della Francia", in quanto "espressione di un'ideologia basata sull'asservimento della donna". "Dobbiamo essere duri e severi", sull'integralismo, ha spiegato il ministro dell'Interno a Rtl 102.5, "ma non provocatori". "Dobbiamo e stiamo facendo arresti, controlli, indagini ed esplusioni". Ma la Costituzione parla chiaro.

la Repubblica


1

Dittico di prese di posizione politiche su questa ennesima perversione DAVVERO FEMMINICIDA derivata dal velo islamico cioè dalla repressione/amputazione della figura femminile ( ma no, non si dica che una cultura altra configuri il femminicidio concettuale, fattivo e seriale, siccome secondo le femministe solo gli uomini “italiani” sarebbero femminicidi, da cui una chiosa storta sul femminicidio come fenomeno di massa che nella Realtà concreta italiana non sussiste [ 1 ] ) tra il freno posto dalle amministrazioni locali francesi [ 2 ] cui il Governo Valls ha dovuto dare il benestare, e la posizione incongruente e paradossale nei termini di questo figuro che da parecchi anni è Ministro della Repubblica Italiana;
la verità è che, mentre la Francia è già satura di quartieri etnici – islamici e non solo – problematici ( vedi la respinta dei migranti a Ventimiglia [ 3 ] ) da questa parte delle Alpi non si devono irretire i musulmani, che costituiscono uno dei flussi immigratori più copiosi verso la penisola italiana;

una volta incamerato il problema nella misura patologica evidente nei Paesi europei di più datata immigrazione, vedrete che anche a 0039 si prenderanno provvedimenti ...
{ SE il giocattolo non si romperà prima }.

2

E siccome Alfano tira in ballo la Costituzione, è bene ricordare l'Articolo 3, che cito dal sito del Senato :



Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

fonte


E' evidente, nel pur ambiguo testo della Costituzione italiana, come l'enunciazione della libertà di religione sia inclusa – quindi subordinata – tra l'incipit sulla pari dignità sociale e la chiusura sulla difesa del pieno sviluppo della persona umana;
confrontare, a questo punto, la condizione delle donne musulmane piegate all'usanza del velo fin dalla pubertà e in ogni luogo sociale, con le espressioni “pari dignità sociale” e “pieno sviluppo della persona umana”.

3

Sull'argomento “burkini”, consiglio la lettura del post faccialibresco di Riccardo Paccosi ( uomo di Sinistra ma eccezione nella Sinistra “italiana” odierna ) [ 4 ] e di quello bloggato di UnUomoInCammino [ 5 ].


08 - 26

Il Consiglio di Stato francese ha sospeso il provvedimento del sindaco di Villeneuve-Loubet in quanto violerebbe i princìpi costituzionali che garantiscono la libertà di culto : [ 6 ];
quindi : siano giustificati i riti mansoniani con il sacrificio della donna incinta e del neonato.

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6 commenti:

  1. Risposte
    1. Ti ringrazio, e ho linkato il tuo post nel mio ( paragrafo 3 ).

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  2. Riporto qui il post faccialibresco ( status ) di Riccardo Paccosi ( bella e rara testa nella Sinistra “italiana” odierna ) per gli amici che non hanno un account in Facebook e che in quel social net non ci vogliono nemmeno entrare per dare una sbirciata :

    UN NO AL BURKINI SUDDIVISO IN DUE ARGOMENTAZIONI: LA RECIPROCITA', IL RETAGGIO STORICO DELLE LOTTE.

    Torno su facebook e trovo tutti a parlare del burkini, con il 90% dei contatti di sinistra schieratissimi a favore delle usanze musulmane in territorio italiano.
    Il fatto che il divieto esistente in Francia abbia una matrice storica anche di sinistra (non solo, anche), sembra non contare: tra il modello assimilazionista francese e il modello comunitarista inglese, la borghesia italiana ha sempre dimostrato una propensione più favorevole al secondo. Dunque, l'opzione che per l'Italia viene perorata è quella di una società multietnica in cui ogni etnia, enclave o tribù non debba adattarsi al paese ospite ma, al contrario, possa mantenere inalterati i propri usi e costumi.
    Il fatto che quest'ennesimo scimmiottamento del modello anglosassone sia in logica contraddizione con un altro concetto cultuale del ceto progressista - ovvero il meticciato - ovviamente è dubbio che non sfiora alcuno. Eppure, dovrebbe essere evidente che, se le enclave restano barricate entro i propri usi e costumi, diventa alquanto arduo che qualcosa possa, poi, riuscire a meticciarsi.
    In generale, i tentativi di teorizzare la compatibilità dell'Islam con le democrazie costituzionali europee mi paiono - nell'insieme - una gigantesca arrampicata sugli specchi, ma provo comunque a confutarli con due argomenti generali e tutto sommato semplici:

    1) Il primo elemento di confutazione riguarda la RECIPROCITA'.

    Affermare che stare nudi sulla spiaggia e indossare il burkini sono diritti individuali del tutto equivalenti, significa applicare la dottrina liberale o il pensiero libertario a una religione, a una filosofia e a una cultura - vale a dire l'Islam - che del liberalismo e del libertarismo non condividono assolutamente nulla. Al di fuori dello jihadismo, infatti, nella cultura islamica - anche la più pacifica e ufficiale - permane comunque la sharia come orizzonte parzialmente politico e decisamente valoriale.
    Questo significa che una donna in topless sulla spiaggia, è accettata da un musulmano nella misura in cui i rapporti di forza nel paese in cui egli è immigrato glielo impongono: questo però non implica affatto, per la sua cultura, il contemplare l'ipotesi che quella donna stia esercitando un legittimo diritto.
    Di prove riguardo a quanto affermo, è piena la cronaca internazionale: i conservatori australiani che propongono di vietare il topless in spiaggia per "rispettare" i musulmani; giovani immigrati che s'introducono nelle spiagge nudiste tedesche minacciando di morte i bagnanti e così via.
    In sintesi, l'equivalenza tra nudità e burkini è una proiezione - tutta occidentale - di principi liberali o libertari su una cultura che, invece, non prevede alcun rapporto di reciprocità su tali temi.


    { segue }

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  3. 2) Il secondo elemento di confutazione riguarda la SEDIMENTAZIONE STORICA DELLE LOTTE.

    Oggi la sinistra ha quasi del tutto abbandonato la memoria storica delle lotte sociali, optando per la proiezione nichilistica verso un "avanti" indeterminato. Fino a qualche decennio fa, però, era diffusa l'idea che le lotte sociali necessitassero di una comprensione storica e della necessità di salvaguardare le quote di parziale potere e di compromesso nel tempo conquistati.
    Questo significa che porre la cultura occidentale e quella islamica in termini di pariteticità, è assolutamente impossibile senza disconoscere il proprio retaggio e i risultati prodotti da oltre un secolo e mezzo di conflitti di classe e sociali.
    La pariteticità può esserci fra due culture sovrane, appartenenti a processi storici e ambiti territorali diversi; ma quando si parla di normare un solo e specifico territorio - quello italiano o di altro paese europeo - la pariteticità non può esserci perché ciò che è stato conquistato con le lotte sociali dev'essere, per forza di cose, posto in una condizione di primazia rispetto a qualsiasi altra cultura o dottrina politica.
    All'atto pratico, se il welfare si è strutturato in occidente come potere degli organismi di rappresentanza dei lavoratori, una visione dello stato sociale verticista e paternalista - come ad esempio quella di Hamas e Fratelli Musulmani - dev'essere considerata inferiore; non inferiore in assoluto, ovviamente, bensì inferiore rispetto a quelle che sono le necessità del nostro specifico retaggio storico e rispetto ai tratti con cui, nel nostro territorio, l'autovalorizzazione di classe ha preso forma. Parimenti, una cultura che disconosce le conquiste sociali ottenute dalla componente femminile della popolazione, non può - per le medesime ragioni - essere considerata alla pari bensì gerarchicamente subordinata se non, almeno per certi aspetti, del tutto respinta.

    Concludendo, direi che tra i concetti neo-imperialistici tipo "esportazione della democrazia" e il dissolvimento delle proprie conquiste sociali in una liquida indistinzione, esiste una terza possibilità: la sovranità popolare e territoriale, la continuità culturale fra generazioni, come strumenti coscienti della propria soggettività e del proprio retaggio di lotta.


    [ fonte ]

    ===

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  4. Togliamo il burkini, ma copriamo anche le scosciate televisive fuori luogo!

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    1. Ma ...
      quali e dove sarebbero, le scosciate televisive fuori luogo ?

      :O

      E ...
      scommetto che i maschi un po' scoperti non ti dispiacciono, eh ?

      ;)

      ===

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