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E le cacche di sauro in Piazza Maggiore




Dettaglio del titolo di Artribune [1].



Archivio, e Commento

di Marco Poli


Commento postumo all'installazione di enormi sassi – nel gergale locale, sono detti ''giaroni'' da ''gera'', ghiaia, oppure ''masagni'' – in Piazza Maggiore, 051, nelle giornate del Natale secondo il calendario cattolico :


Gigantesche rocce gonfiabili atterrano in Piazza Maggiore. L’installazione natalizia che fa discutere Bologna

“Iwagumi Dismisura” è il progetto itinerante dello studio australiano Eness, che arriva per la prima volta in una città occidentale, confrontandosi con il centro storico di Bologna in allestimento site-specific. Dal 21 al 26 dicembre

[1]


“Site-specific'' ?

Ooooooooooooooooooooooooooooooh !

1

L'installazione era intitolata “IWAGUMI – Dismisura” ed è stata realizzata dallo studio australiano ENESS diretto dall’artista Nimrod Weis, che ha posizionato personalmente i manufatti.

“Iwagumi” è una parola giapponese che descrive il posizionamento di rocce in un paesaggio naturale – in scala 1:1 oppure in miniatura – secondo uno schema armonioso. ''Dismisura'' indica le dimensioni dei giaroni fatti di un tessuto gonfiabile simile al goretex e che sono stati illuminati dopo il tramonto, alcuni dei quali erano lunghi 14 metri { [2]...[5]... }.
A corredo, un ambiente sonoro naturale come sfondo a brani per pianoforte [6]:

● Ravel, Jeaux d’eau ( Giochi d’acqua ), performato da Bertrand Chamayou ( pianoforte );
● Schumann, da Waldszenen op. 82, ( Scene della foresta ) n. 7 Vogel als Prophet ( Uccello profeta ), Arcadi Volodos ( pianoforte );
● Saint-Saëns, da Le Carnaval des animaux ( Il Carnevale degli animali ), n. 7 Aquarium, Lang Lang e Gina Alice ( pianoforte ), Gewandhausorchester ( direttore Andris Nelsons );
● Debussy, da Suite bergamasque, n.3 Clair de lune, Seong-Jin Cho ( pianoforte ).

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Non sono mai stato e non sono preventivamente avverso all'arte concettuale, detta altrimenti arte moderna e mille altre definizioni, quando non è una mera presa in giro [7].
L'arte concettuale è sostanzialmente un enigma che racchiude in sé il proprio significato – anche quando consta di ingombro materiale cospicuo, come in questo caso – e impone all'osservatore lo sforzo mentale di esplicarne il senso.

Ma non credo sia opportuno fare qualsiasi cosa in una piazza del Basso Medioevo come quella bolognese.
Credo che l'opera, l'installazione, debba interagire con l'importante contesto architettonico e storico.
Nella situazione dei giaroni, che mi hanno fatto subito pensare a grandi escrementi fossili ( coproliti ) lasciati sul “crescentone” da dinosauri di passaggio, non solo è mancata l'interazione – con i grandi solidi che, illuminati nottetempo, hanno di fatto cancellato gli edifici storici – ma la stessa dimensione spingeva l'osservatore ad uno stato di alienazione profonda dal contesto.
E credo che nemmeno la soddisfazione infantile che ho letto in vari post faccialibrari, scritti da osservatori pervasi dal “sense of wonder”, dallo stupore fanciullesco, possa riparare quanto invece è stato sottratto agli altri, a coloro che legittimamente volevano godere dello spazio architettonico storico di una delle più belle piazze italiane e non solo.
E nemmeno giova la motivazione della temporaneità, perché l'opera ha impattato la più popolare chiesa di Bologna, la basilica tardo gotica di San Petronio – costruita tra il 1390 e il 1630 – proprio nei giorni della festa religiosa più sentita.
Che la CEI, attraverso il suo quotidiano ( Avvenire ) abbia lodato l'opera [8], è solo l'ennesimo segno di un tempo di totale sbandamento.

Poi, in generale, lo spiazzamento mi sembra un trucco che oramai ha fatto il suo corso.
Montare qualcosa di ingombrante, fuori posto, e impattante per il semplice gusto della polemica social ( clickbait ) è davvero obsoleto, e disgustoso al medesimo tempo.

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Ma veniamo ad un altro punto cruciale. 051 è un paesone centripeto, con una sola grande piazza usabile per questo genere di eventi.
Nel corso dei decenni, grandi progetti urbanistici avrebbero dovuto realizzare altri ''centri della città'', cuori pulsanti e vissuti da lavoratori e popolazione varia – ad esempio, il Fiera District – scaricando altrove parte della pressione ''sanguigna'' verso Piazza Maggiore, ma, inesorabilmente, le grandi idee si sono fatte progressivamente sempre più piccole. E' stata omessa anche la sistemazione degli spazi pubblici dentro le mura, agendo talvolta motivazioni prestate dal vincolo dei beni storici e culturali, talvolta attingendo all'ideologia politica – si veda anche la sistemazione definitiva di Piazza VIII Agosto, abbandonata dopo la IIGM, lasciando ai posteri uno squarcio davvero imbarazzante nel tessuto urbano che è una ferita nella bellezza della città vecchia.

051 era ed è rimasta una città con ambizioni da metropoli, rimasta paesone di provincia.

Giusto ieri ho letto un bel post di Marco Bordoni sull'argomento :


[ ... ]. Il voler essere metropoli e non il paesone che siamo. L'essere campagnoli ma far l'accento francese. Cose tipo: dai facciamo la chiesa più grande d'Europa. Poi finisci i soldi, pianti il lavoro a metà, e non riesci neanche a completare la facciata. C'è della tradizione, capite. Un senso di inadeguatezza che è, poi, il motore del nostro cosmopolitismo della bassa. Smaniosi, come siamo, di proiettarci in un contesto più ampio, fra gente multiculturale che ci considera lo scalo Ryanair fra Firenze e Venezia. Siamo così teneri: se vuoi fregare un Bolognese, basta dirgli che a Perth, Los Angeles e Zanzibar prenderlo nella bisaccia è l'ultima moda, e, ovviamente, la ritrosia è così provinciale!

[ ... ].

[9]


Esatto.
Discutendo nelle varie bacheche social, ho sempre trovato gli immancabili pseudo-acculturati radical chic che mi rinfacciavano il gradimento internazionale dell'installazione già montata a Melbourne ( Australia ) e a Singapore, ed era stata molto apprezzata ... come se si possa fare un confronto serio tra due non luoghi coloniali e una città bimillenaria che è purtroppo globalizzata ma insiste nell'ostentare le proprie ossa.
Oltretutto, in quelle località esotiche i giaroni erano stati sistemati in aree verdi.

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Chiarito il contesto antropologico, è inevitabile che le diverse richieste – partecipazione al circuito internazionale dell'arte da un lato, rispetto e promozione del patrimonio storico locale dall'altro – collidano, incrementando la polemica social già copiosamente nutrita dalle ''impressioni di pancia'', tra cui le mie.

Città claustrofobica, che induce alla fuga se non corporale almeno mentale.
Possibilità di rivalutazione e crescita mai perseguite, negli ultimi decenni sono stati buttati camion di soldi in un filobus mai nato e nel fallimentare FICO, e altro.
Senza scomodare complotti, se il cervello della borghesia agiata e patrocinante è piccolo e modesto, di conseguenza lo sono anche le prospettive della città.
Gli amministratori della cosa pubblica contano poco, sono quasi sempre meri esecutori di volontà altrui. E negli ultimi decenni hanno accondisceso e facilitato la globalizzazione cioè la trasformazione in non luogo dello spazio urbano, con il downgrade dalla mobilità motorizzata a quella muscolare spacciato con una delle tante etichette anglosassoni per imbecilli ma che fanno tanto figo, ''green''.

Però i giaroni aka cacche di sauri giganti sono stati apprezzati a Melbourne e Singapore.
Eh.

=

Note

[1] : ''Gigantesche rocce gonfiabili atterrano in Piazza Maggiore. L’installazione natalizia che fa discutere Bologna'', Livia Montagnoli, Artribune, 16 dicembre 2025, [ https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2025/12/bologna-installazione-iwagumi-dismisura-polemiche/ ].
[2] : ''Iwagumi-Dismisura by ENESS'', Cultura Bologna, 9 dicembre 2025, [ https://www.culturabologna.it/events/iwagumi-dismisura ].
[3] : ''IWAGUMI – Dismisura'', Bologna Festival, [ https://www.bolognafestival.it/it/iwagumi-dismisura/ ];
YT : [ https://www.youtube.com/watch?v=v4gxl86m13c ].
[4] : ''Cosa sono quelle "cose" in piazza Maggiore'', Michele Maestroni, BolognaToday, 16 dicembre 2025, [ https://www.bolognatoday.it/social/iwagumi-rocce-piazza-maggiore-installazione-artistica.html ].
[5] : ''Le polemiche per queste enormi rocce finte in piazza Maggiore a Bologna'', il Post, 22 dicembre 2025, [ https://www.ilpost.it/2025/12/22/piazza-maggiore-sassi-bologna-pietre-rocce-finte-gonfiabili-arte/ ].
[6] : fonte #3.
[7] : ad esempio, il caso della ''banana di Cattelan'', in ''10 domande e risposte per capire Comedian di Cattelan: perché una banana è un'opera d'arte'', Finestre sull'Arte, 25 novembre 2024, [ https://www.finestresullarte.info/arte-contemporanea/10-domande-e-risposte-per-capire-comedian-di-cattelan ];
Wiki ITA : [ https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Comedian&oldid=147873869 ].
[8] : ''Ci sono 19 enormi rocce in piazza Maggiore a Bologna'', Chiara Vitali, Avvenire, 23 dicembre 2025, [ https://www.avvenire.it/attualita/ci-sono-19-enormi-rocce-in-piazza-maggiore-a-bologna_102449 ].
[9] : post, Marco Bordone, Facebook, 30 dicembre 2025, [ https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=2710975485945730&id=100010999146099 ].

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{ prima pubblicazione del post su VK, il 31 dicembre 2025 [10]; su FB : [11] }.

[ ... ]

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