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Cancel Culture


{ sulla Cancel Culture }

di Riccardo Paccosi


Intanto che noi giriamo in mascherina, la politica detta Cancel Culture prosegue e, come al solito, trova nell'Inghilterra la sua espressione più estremista e totalitaria.
Una delle più grandi biblioteche del mondo, la British Library, il 30 giugno scorso ha proclamato di voler diventare "una organizzazione attivamente anti-razzista, adottando tutte le misure necessarie per rendere questa promessa una realtà” [1].
Quali sono le "misure necessarie"? Semplice: compilare un Indice degli scrittori presuntamente "razzisti". A differenza che nella Germania degli anni '30, non c'è il rogo bensì l'interdizione futura da programmi scolastici, iniziative culturali e ristampe. Ma come nell'Urss di Stalin, lo stigma della colpevolezza coinvolge anche le relazioni famigliari.

E così, scopriamo che George Orwell va messo all'indice perché il suo bisnonno aveva degli schiavi in Giamaica.
E così, scopriamo che il poeta Ted Hughes - del Novecento - va messo all'indice perché discendente di un tizio che nel Cinquecento commerciava col traffico di schiavi.
E così, scopriamo che essere gay non basta più per sfuggire alla condanna: Oscar Wilde aveva uno zio a sua volta coinvolto nello schiavismo? All'indice pure lui.
Sembra un film comico, una parodia costruita per esasperare e deridere le follie della Cancel Culture e, invece, è quanto davvero accaduto.

Questo processo culturale è il medesimo che sta investendo il cinema, le statue e la toponomastica: nasce dall'idea che il passato debba essere cancellato laddove esso non risulti conforme all'ideologia del presente: la quintessenza d'ogni pensiero totalitario.

"Non vivremo più all'ombra del nostro brutto passato", ha detto nel giugno Andrew Ginther, Sindaco democratico di Columbus (Ohio), in occasione della decisione di rimuovere l'ennesima statua di Colombo.
"Giungerà l'ora di impegnarsi per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato", ha detto nel maggio 1930 Joseph Goebbels, in occasione dei Bücherverbrennungen (roghi di libri) a Berlino.

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Note

[1] : ''Oscar Wilde? Schiavista!'', Davide Brullo, L'Intellettuale Dissidente, 24 novembre 2020, [ https://www.lintellettualedissidente.it/nemico/wilde-hughes-orwell-british-library/ ].

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{ prima pubblicazione del post su FB, il 24 novembre 2020 [ 2 ]; su VK : [ 3 ] }.


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