Testata

Contro Ferrero




La copertina del numero 1312 di Internazionale, dedicata al dossier sulle attività dei Ferrero.


Il gusto amaro delle nocciole

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Quella della Ferrero è la storia di una famiglia di pasticcieri diventati proprietari di un’azienda che nel 2018 aveva un fatturato di 10,7 miliardi di euro, 94 società e 25 impianti produttivi sparsi in cinque continenti. Un’azienda che, nonostante le dimensioni e le ambizioni crescenti, rimane a gestione familiare: non si quota in borsa e vuole mantenere, per quanto possibile, un profilo basso e una discrezione quasi ossessiva.

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Diventato presidente a 32 anni dopo la morte del padre Pietro e poi dello zio Giovanni, Michele fa compiere all’azienda notevoli salti in avanti: inventa nuove linee di produzione (il Mon Chéri nel 1956, le Tic Tac nel 1969, gli Ovetti Kinder nel 1974, il Ferrero Rocher nel 1982), conquista mercati esteri (prima la Germania, poi la Francia, l’Irlanda, il Regno Unito, fino allo sbarco negli Stati Uniti e da lì in tutti i principali paesi fuori dall’Europa). Moltiplica il fatturato, mantenendo alcune regole: non indebitarsi, crescere senza lanciarsi in operazioni azzardate, conservare un rapporto solido con il territorio d’origine.

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Internazionale


1

Ancóra.
Da anni, svariate testate fanno il pelo-e-contropelo alla nota e ricca famiglia produttrice della mitica Nutella e, per Carità, è un'attività giornalistica lecita. Ma non esiste attività giornalistica pura e disinteressata.
E non occorre nemmeno leggere l'intero articolo di Internazionale, nota pubblicazione sì-global, per arrivare al punto, cioè al motivo per cui la famiglia Ferrero è da anni sotto attacco mediatico, vedi il problema-? dell'olio di palma e altro.
Già al terzo capoverso dell'ennesimo attacco alla famiglia viene esplicitato il motivo di tanto livore, cioè il non aderire al grande mercato finanziario e ai suoi perversi meccanismi.
Il resto, è il solito e trito spin sul Padrone cinico e sfruttatore, che peraltro è abbastanza smentito dallo stesso testo, ad una lettura integrale e attenta a sorvolare gli slogan retorici.



11 G




Crescita della popolazione terrestre per continente, previsioni fino all'anno 2100.


Popolazione mondiale: nel 2050 saremo 10 miliardi

World Population Prospects, il nuovo rapporto dell'ONU sulla crescita della popolazione mondiale e sugli scenari economici e sociali alla base dello studio.

La popolazione mondiale continua a crescere, anche se a piccoli passi e a un ritmo più lento di quanto stimato in precedenza: eravamo circa 2 miliardi nel 1927 e 6 miliardi a fine '900, adesso siamo circa 7,7 miliardi, le proiezioni a 30 anni mostrano che nel 2050 toccheremo i 9,7 miliardi e tutti gli indicatori suggeriscono che a fine secolo, nel 2100, sulla Terra cammineranno 11 miliardi di persone.

[ ... ].

Focus.it


[ ... ]

1

Un ribaltamento dell'assetto demografico terrestre meriterebbe una schietta discussione pubblica. Che non c'è.
La piega retorica dell'articolo sopraccitato e di altri on-line, rasenta il ridicolo nel tentativo di sminuire l'impatto della progressione prevista : “anche se a piccoli passi e a un ritmo più lento di quanto stimato in precedenza”, perciò cosa volete che sia, se “eravamo circa 2 miliardi nel 1927 e 6 miliardi a fine '900, adesso siamo circa 7,7 miliardi” ... eccetera ?


Sui barconi è salita la classe media


Ceto degli sbarcati dall'Africa tra il 2013 e il 2018
Europa %
Italia %
Reddito basso
5
1
Reddito medio-basso
60
65
Reddito medio-alto
29
33
Reddito alto
7
1
fonte




Una panoramica più ampia, 1990 – 2015


1

Con 10+ anni di ritardo, la “Sinistra” “italiana” ha ammesso che lo slogan Scappano dalla fame e dalla guerra è stata una grande menzogna a sostegno del guadagno spicciolo delle tante associazioni non-?-profit e della realizzazione della Globalizzazione sul territorio “italiano” ( ed europeo occidentale in genere ) attraverso la spaccatura della società umana in mille quartieri ed unità etniche, una moderna Babele irriducibile a un solido intento comune di ostacolo al Potere ma propedeutica alla guerra di tutti i peoni contro tutti i peoni.
Lo ha fatto comodamente ( ed ovviamente ) fuori tempo massimo – cioè dopo i provvedimenti di Minniti eseguiti nell'ultimo scampolo del Governo Renzi e la chiusura definitiva dei porti eseguita da Matteo Salvini nell'attuale Governo Conte, che hanno smorzato e chiuso un fenomento già conclamatosi nel corso di due decenni abbondanti – e lo ha fatto attraverso la paladina locale del fact checking, la giornalista Milena Gabanelli già autrice e conduttrice della trasmissione televisiva Report [ 1 ] : [ 2 ].

Agli esseri senzienti, doveva perlomeno stonare che individui in maggioranza maschi adulti estremamente poveri potessero pagare il biglietto per un viaggio verso l'Europa pari a 6+ m € se non attraverso un lavoro retribuito e/o la schiavitù in terra europea.
Ma molti ebetini semi-automatici della “Sinistra” sono pressocché privi della facoltà di ragionare e di auto-aggiornarsi, così di fronte all'evidenza conclamata da personaggi della stessa loro cosmogonia negano, e continuano a negare, tacciando ancóra di “razzismo” chi ricorda loro la cruda realtà dei fatti.

Gli hanno fatto il film


Rinfreschiamo la memoria ai piddini su chi è davvero De Benedetti, uno dei loro eroi

La ‘complicità’ (lo affermerà la stessa Magistratura) tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti inizia nel luglio 1982, quando Prodi viene nominato presidente dell'IRI, il più grande ente economico dello Stato, in casa del suo storico compare Carlo De Benedetti (proprietario del gruppo Repubblica ed Espresso e di altre 30 riviste/quotidiani/settimanali/mensili in tutta Italia), nel caso di Repubblica addirittura De Benedetti ne è l'unico editorialista, quindi gli articoli se li scrive lui stesso (ci immaginiamo l’obiettività).

L'attività di Prodi dal 1982 al 2007 è stata concentrata principalmente in un solo unico compito:

Svendere (o regalare) tutti gli enti pubblici dello Stato al suo alleato Carlo De Benedetti a un prezzo irrisorio con bandi truccati.

De Benedetti, dal canto suo, si è poi puntualmente affrettato a rivendere immediatamente tali società al loro reale valore di mercato (di solito 20 volte il loro prezzo d'acquisto) a gruppi stranieri (o addirittura allo Stato stesso, che li ricomprava a prezzi folli), realizzando guadagni incalcolabili a danno degli italiani.

Prodi, per 7 anni guidò l’ IRI dello Stato, concedendo tra l'altro incarichi miliardari alla sua società di consulenza "Nomisma", con un evidente conflitto di interessi.

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FOL


0

Mi spiace sporcare la pagina del mio blog con certi argomenti, ma tutto sommato il mio corpo calpesta a fasi alterne il suolo “italiano” da ben 49 anni.

Voglio quindi tenere un minimo repertorio dei mostri che hanno dominato la vita mediatica del Paese. 

1

Ho trovato un testo riassuntivo di una parte delle gesta del prof. Romano Prodi nel forum del sito Finanza On Line [ 1 ], ne riproduco l'incipit e vi invito a leggerlo con attenzione e per intero. Per ulteriori confronti ed eventuali correzioni.
E' la prima parte dell'attività amministrativa e politica ed è centrata sul sodalizio con il secondo figuro, per cui mancano perle come “Con l'euro lavoreremo un giorno in meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno in più” [ 2 ] che stigmatizzano la politica filo-UE e filo-Euro del professore.

L'agriturismo sovranista




Il post sulla bacheca faccialibresca della testata


Negli agriturismi della Lombardia solo pesce e vini della regione: la norma 'autarchica' voluta dalla Lega

Approvata da tutta la maggioranza la modifica della legge regionale 31: nelle strutture limite massimo di 160 pasti al giorno e 100 posti letto. La somma dei prodotti di propria produzione e di quelli del territorio non potrà essere inferiore all'80%

11 giugno 2019

Più autarchia di così: il consiglio regionale della Lombardia ha approvato una norma, proposta dal centrodestra, per imporre vino e pesce solo di provenienza lombarda negli agriturismo della regione, imponendo anche un massimo di 160 pasti al giorno e non più di 100 posti per l'alloggio. Il motivo? Dare "particolare attenzione alla valorizzazione della cucina tradizionale e ai prodotti del territorio", con una norma ad hoc per l'enoturismo.

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Repubblica.it


1

La filosofia dell'agriturismo dovrebbe constare nel vivere la realtà contadina di un certo luogo, partecipando o meno al lavoro nei campi, soggiornando nel casolare e degustando i prodotti locali della terra ( a km 0, oppure con filiera corta ).

Lo sanno anche i bambini.
E la Lega ha promosso assieme agli alleati del Pirellone una legge regionale lombarda in tal senso, ma per il gazzettino del Globalesimo edito dall'ing. Carlo De Benedetti – evasore fiscale [ 1 ] poi limato in elusore fiscale [ 2 ] italo-svizzero [ 3 ] più volte salvato dalla magistratura [ 4 ] – la decisione dell'assemblea è stata – ça va sans dire – un affronto “sovranista” e “autarchico” alla ineludibile e gioiosa globalizzazione per la quale il radical chic ha il diritto di mangiare cous cous oppure sushi in – ad esempio – un casolare nella campagna brianzola spacciato come “agriturismo”.
{ sono abbastanza sicuro che i cervelli intorpiditi dei lettori di quel fogliaccio non avranno colto la grossolana fesseria dell'ennesima propaganda anti-leghista = anti-sovranista }.

[ ... ]

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Greta ?



Greta Thunberg

di Stanis Vlad

Considerando l'interesse politico e dei media mainstream per questa ragazza, ed essendo io favorevole (ovviamente) alle tematiche proposte, quello che mi chiedo è: ok, salviamo il clima (come se fosse facile), ma a parte le frasi accattivanti, in realtà dove si vuole andare a parare?
Detto che a certi livelli nulla accade per caso, ma tutto è "funzionale", perché un messaggio politico di questa valenza è stato affidato alla innocenza e al viso pulito di questa giovane, rapidamente trasformata in icona dai media mainstream?
Addirittura si comincia a parlare di premio Nobel, su proposta di tre parlamentari norvegesi. Norvegia che esporta annualmente 170 Mtep di petrolio...
Ragazza che ha parlato anche al World Economic Forum (WEF) di Davos, dove notoriamente si entra ad invito.
Domanda: l'hanno fatta intervenire perché questo era funzionale (altro che zittito i pre-potenti), oppure l'esibizione è stata vista da quella congrega di squali alla stregua di quello che rappresentavano gli spettacoli di bizzarrie (in questo caso lessicali) a cavallo tra il XIX e il XX secolo?
Perché un conto è la giusta lotta all'inquinamento, un altro vedere situazioni funzionali perché gli imbonitori che gestiscono i canali delle tematiche dominanti vogliono così.
Forse c'è una componente umana nei cambiamenti climatici o forse sfortunatamente ci troviamo in un passaggio epocale, non ho questa certezza, ma certamente stiamo entrando in una crisi che rischia di essere sistemica, con il rischio di una grave recessione economica globale, che sta colpendo per primi proprio quei giovani di cui si straparla.
Perché qui tutti, io per primo che sto utilizzando questi strumenti (di morte) e non faccio nulla affinché la situazione possa cambiare davvero, siamo causa di una situazione che sta giungendo al suo compimento.
Spero che questa non sia la via "capitalista" al salvataggio del pianeta: minore produzione, maggiore povertà (tranne per quelli di Davos), minori consumi e maggiori austerità. E oplà, ecco che l'inquinamento si riduce.
Basta crederci.




{ recupero }

Per varie vicissitudini personali ho pubblicato con periodicità assai lasca, nelle ultime settimane.

Con questo post inizio a recuperare scritti e appunti dedicati ai topic sociali e tecnologici che ritengo meritevoli.

1

I lineamenti del viso sono da bambina down, il corpo non si è sviluppato ( la si veda nelle foto di gruppo con i coetanei, ed anche assieme ai genitori ) e pure lo sviluppo mentale è stato disturbato da una patologia simile all'autismo ch'è detta Sindrome di Asperger [ 1 , 2 ].


Cos'è la sindrome di Asperger, la malattia di Greta Thunberg

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Ma che problemi hanno gli individui affetti dalla sindrome di Asperger? Sicuramente difficoltà nelle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi in alcuni casi ristretti. Diversamente dall'autismo, non si verificano significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o nello sviluppo cognitivo.

Alcuni sintomi di questa sindrome sono correlati ad altri disturbi, come ad esempio il disturbo non verbale dell'apprendimento (Nonverbal learning disorder), la fobia sociale, il disturbo schizoide di personalità. La sindrome di Asperger non è diagnosticata solo per le caratteristiche proprie, ma anche per una vasta gamma di condizioni di comorbilità (disturbi non dovuti alla sindrome in sé), come depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo.

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Il Messaggero.it


Diego Fusaro ha colto un automatismo da burattino in scena volto a tutelare l'aura sacrale di vestale dell'Ecologia che nasconde l'inevitabile, sfacciata ignoranza della ragazzina : [ 3 ].
La ragazzina con un nome da protagonista di fiabe gotiche è una perfetta opinion leader a manovella per questo mondo malato.

Noa ?


Era giovane e bella

Orrore in Olanda: eutanasia per Noa. Aveva 17 anni, era depressa dopo uno stupro subito da piccola

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Stuprata da bambina, da anni in preda alla depressione, all'anoressia, al disordine da stress post-traumatico, a 17 anni non riusciva più a vivere, e le autorità olandesi hanno dato l'ok per l'eutanasia. Noa Pothoven, domenica pomeriggio, ad Arnhem, su un letto d'ospedale nel salotto di casa è morta senza soffrire, assistita dalla madre e da un'équipe di medici. In un primo momento la ragazza aveva ricevuto un secco rifiuto: era troppo giovane, non in grado di decidere, avrebbe dovuto attendere di compiere 21 anni. [ ... ] Nel 2017, in Olanda i suicidi assistiti sono stati 6.585, il 4,4% di tutti i decessi. Come in Belgio e in Canada per l'eutanasia non occorre avere un male incurabile, e volere evitare dolori. Basta dichiarare che «la vita è diventata insopportabile». La depressione, se non superabile, provoca sofferenze atroci.

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L'addio su Instagram

«Tra 10 giorni sarò morta». La sua rabbia in un libro: nessuna struttura d'aiuto.

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QN – il Resto del Carlino, 5 giugno 2019


1

Errori.


Il nocciolo della notizia è stato dato così dalle testate “italiane” ed internazionali { poi corretto nei giorni successivi : [1][2][3]... } e contiene alcuni errori.
La toponomastica posta è sbagliata : si deve scrivere Paesi Bassi e non “Olanda” – che è come definire “America” ( tutta ) gli Stati Uniti d'America abbr. SUA, “Inghilterra” il Regno Unito oppure, fino a qualche tempo fa, “Russia” l'Unione Sovietica. Si tratta di semplificazioni erronee purtroppo usuali nel gergo popolare, nelle quali un professionista della cronaca non dovrebbe incappare.
{ da quell'errore si ottiene, ed altrettanto comunemente ed erroneamente si usa, l'aggettivo “olandese” mentre quello corretto sarebbe nederlandese che indica anche la lingua sovraregionale [4] }.

La “Olanda” consiste di due sole province ( Olanda Settentrionale, Olanda Meridionale ) sulle dodici che formano il Paese [5] e la stessa cittadina in cui è avvenuto il fatto è sita nella Gheldria [6].

Secondo errore : le autorità nederlandesi non hanno concesso alcuna autorizzazione formale ad eseguire il percorso di morte all'interno di una struttura pubblica.
La ragazza aveva richiesto la procedura eutanasica lo scorso anno, e le era stata rifiutata siccome minore di 21 anni – età considerata arbitrariamente come termine del compimento dello sviluppo cerebrale – e perché le sofferenze psicologiche invalidanti una vita degna d'essere vissuta sembrano site nella zona grigia della legislazione di quel Paese sulla morte programmata.

2

Se non è zuppa, è pan bagnato.


Altra questione dibattuta, è l'uso del termine “eutanasia” come descrittore del percorso di morte programmata di Noa. “Non è stata eutanasia”, ho letto parecchie volte nelle discussioni on-line.
Sul termine tecnico “eutanasia” vira da anni un dibattito molto acceso nella “Italia” ( e in altri Paesi ) per la legalizzazione di tale pratica. 
Chi partecipa al processo normativo ha reagito in modo vigoroso, come Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni : [7].
Ma dissento sull'uso del termine minimo “suicidio” come descrittore di questo caso umano, siccome sono mancate sia la tempistica usuale che l'intimità drammatica del gesto : la stessa protagonista aveva reso pubblico il suo calvario interiore in un libro auto-biografico, calvario che per anni era stato gestito dalle strutture sanitarie pubbliche nederlandesi, aveva pubblicato la sua decisione di non alimentarsi più sulla sua bacheca Instagram [8] ed è stata assistita nel suo percorso di morte da persone che non hanno impedito il deperimento e il conseguente decesso ( ad esempio, praticando l'alimentazione coatta ).
Decisamente un percorso di morte programmata partecipato e pubblico : nulla a che vedere con la repentina violenza su di sé.
La ragazza non si è gettata dal balcone, né sui binari della ferrovia al sopraggiungere di un treno ( come il personaggio tolstojano Anna Karenina, pure afflitta dal male dell'anima ).

3

Alcune definizioni.

L'origine della parola è greca, e significa buona morte :


Eutanasia

eu-ta-na-sì-a

Sign. Morte indolore e procurata; in particolar modo, procurata a chi sia affetto da patologie dolorose, degenerative, invalidanti

dal greco: eu bene thanatos morte. La buona morte.

[ ... ].

Una parola al giorno


Ho trovato alcune definizioni del termine “eutanasia” che sono parzialmente dissimili, una nell'Enciclopedia Treccani on-line, una nel sito UAAR – dove è presente anche un repertorio delle proposte di Legge nella “Italia”, ed altro – ed una burocratica da fonte giornalistica :


Eutanasia

Azione od omissione che, per sua natura e nelle intenzioni di chi agisce (eutanasia attiva) o si astiene dall’agire (eutanasia passiva), procura anticipatamente la morte di un malato allo scopo di alleviarne le sofferenze. In particolare, l’eutanasia va definita come l’uccisione di un soggetto consenziente, in grado di esprimere la volontà di morire, o nella forma del suicidio assistito (con l’aiuto del medico al quale si rivolge per la prescrizione di farmaci letali per l’autosomministrazione) o nella forma dell’eutanasia volontaria in senso stretto, con la richiesta al medico di essere soppresso nel presente o nel futuro. L’uccisione medicalizzata di una persona senza il suo consenso, infatti, non va definita eutanasia, ma omicidio tout court, come nel caso di soggetti che non esprimono la propria volontà o la esprimono in senso contrario. Non rientrano inoltre nel concetto di eutanasia l’astensione o la sospensione di trattamenti futili e di forme di accanimento terapeutico, nonché la sedazione terminale (uso di farmaci sedativi per dare sollievo a sofferenze insopportabili negli ultimi momenti di vita). Non va confusa poi con l’eutanasia la rinuncia all'accanimento terapeutico, ossia a quegli interventi sproporzionati, gravosi e inutili rispetto alla possibilità di arrestare il processo della morte del paziente, nel tentativo di prolungare la vita a ogni costo.

[ ... ].

Enciclopedia Treccani


Eutanasia

[ ... ]

COSA INTENDIAMO PER “EUTANASIA”?

Eutanasìa, in greco antico, significa letteralmente buona morte. Oggi con questo termine si definisce correntemente l’intervento medico volto ad abbreviare l’agonia di un malato terminale.

Si parla di eutanasia passiva quando il medico si astiene dal praticare cure volte a tenere ancora in vita il malato; di eutanasia attiva quando il medico causa, direttamente, la morte del malato; di eutanasia attiva volontaria quando il medico agisce su richiesta esplicita del malato.

Nella casistica si tende a far rientrare anche il cosiddetto suicidio assistito, ovvero l’atto autonomo di porre termine alla propria vita compiuto da un malato terminale in presenza di — e con mezzi forniti da — un medico.

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UAAR


Che differenza c’è tra eutanasia e suicidio assistito?

Paolo Magliocco – Pubblicato il 25/10/2018. Ultima modifica il 25/10/2018 alle ore 11:39

La Corte costituzionale ha deciso di non pronunciarsi sulla costituzionalità del reato di aiuto al suicidio . Il caso è stato posto dalla autodenuncia di Marco Cappato, leader radicale ed esponente dell’associazione Luca Coscioni, che accompagnò Fabiano Antoniani in Svizzera perché potesse accedere al suicidio assistito.

Il suicidio assistito è una procedura in base alla quale un medico fornisce a una persona un farmaco in grado di provocarne la morte che poi la persona utilizza personalmente. Il medico dunque arriva fino alla prescrizione o alla fornitura del farmaco ma non interviene direttamente nel provocare la morte della persona. È la persona stessa a decidere quando morire.

Nell’eutanasia, invece, è il medico stesso a provocare la morte. Si distinguono però varie possibilità diverse. Esistono una eutanasia attiva e una passiva. Nell’eutanasia attiva il medico somministra un farmaco, di solito attraverso una iniezione endovenosa. Nell’eutanasia passiva invece il medico si limita a sospendere le cure o a spegnere le macchine che tengono in vita un paziente. L’eutanasia passiva dunque è possibile solo per malati terminali o tenuti in vita con l’aiuto di macchine e farmaci. Non è possibile invece per persone che decidano di porre fine alla propria vita perché ritengono intollerabile il livello della propria sofferenza, che può anche essere psichica e non solo fisica.

Per questo suicidio assistito e eutanasia attiva vengono anche riunite insieme nella definizione di morte assistita, perché la morte viene effettivamente provocata, mentre da questa definizione è esclusa l’eutanasia passiva, in cui la morte sopravviene per altre cause.

Le possibili distinzioni non si fermano qui. L’eutanasia, attiva o passiva, viene definita volontaria, se il paziente è in grado di decidere e la richiede (come è stato nel caso di Piergiorgio Welby); può essere involontaria, se il paziente sarebbe in condizione di decidere ma il suo consenso non viene richiesto; e può essere non volontaria, se il paziente non è più in grado di prendere una decisione (ma potrebbe avere espresso in precedenza la propria volontà, come è stato nel caso di Eluana Englaro).

[ ... ].

La Stampa


Il percorso di morte della ragazza può rientrare nella prima definizione se non consideriamo l'alimentazione coatta come un accanimento terapeutico volto a procrastinare l'inevitabile trapasso, rientra nella seconda, mentre è estraneo alla terza.

{ per quanto riguarda la mia personale percezione ed analisi dei fatti, ribadisco il proverbio popolare che ho corsivato all'inizio del secondo paragrafo }.

4

Con mia parziale ( egli è di inclinazione iper-liberale ) sorpresa, il Maestro di Dietrologia [9] ha stavolta negato la dietrologia, perorando il suo favore al percorso di morte programmata per la giovane depressa con un repertorio storico del suicidio, postato nel sub-thread sotteso a un post di Riccardo Paccosi :


San Galgano

Ma perché devi riportare un profondo disagio ad uno schema politico. La società è il frutto di esperienze millenarie. La politica è anch'essa la sua naturale conseguenza. Il suicidio era assai più presente proprio in società tradizionali ed alveari, prendi il Giappone che considera il suicidio come norma. Ogni paese ha forme pensiero proprie che derivano da come i suoi abitanti nei millenni si sono suicidati e perchè lo hanno fatto. In Svezia ed in Olanda ci si suicidava ancora di più un tempo quando non c'erano le socialdemocrazie che, al contrario, hanno moderato una tradizione da sempre presente. Vogliamo parlare dei suicidi durante il nazismo? E non perché erano nazi ma perché fa parte del loro patrimonio spirituale ancestrale germanico. Non c'entra nulla il tipo di politica con il suicidio, che viene in seconda istanza, sono ben altri i fattori. Io comunque mi limitavo a dire che ognuno è proprietario del suo corpo. Sennò al contrario torniamo alla società della Santa Inquisizione dove il tuo corpo era proprietà del dogma cattolico o al talebanismo dove la donna non decide del proprio destino. Non esiste una reale contrapposizione sul suicidio tra una presunta società liberale ed una tradizionale solidale, che non è mai esistita nei fatti, prima del socialismo. Sono palle. Anche perché darebbe ragione proprio alla società cosiddetta liberale (che ha espresso la socialdemocrazia, ed a noi "kenesiani socialisti", appunto piacerebbe tornasse un po' alla ribalta), in quantità e qualità di morti, inferiori per suicidio rispetto ad un passato idealizzato.

San Galgano

Andando a creare questa polarizzazione indotta e sottesa tra le righe, in modo che possano artificialmente crearsi due fazioni, si evita di parlare di storia, di eutanasia seriamente e di quali possano essere i limiti di una scelta così radicale. Ovvero, fino a dove lo Stato può permettersi di tollerare il gesto estremo, se deve punirlo come succede in alcuni stati autoritari negli Stati Uniti, altri sono più aperti, o nei paesi arabo-musulmani, o se può moderarlo come fece per l'aborto in occidente.
Qual è il limite, se c'è un limite???
Tutti noi istintivamente saremo a favore della vita, soprattutto se si tratta di un minore, ma tutti VOI che sentenziate senza dubbi, siete poi sicuri che reggereste tali sofferenze? Siete così certi che, facendo a cambio, non sareste i primi a chiedere di morire, piuttosto che continuare a subire un estremo dolore nel martirio, senza potersi curare, o aspettando la maggiore età???

Nel frattempo facciamo un exursus storico, senza darne un giudizio aprioristico e di merito, sui rapporti tra suicidio e società, per scoprire che in realtà, ed a dispetto della vulgata mediatica, un tempo il suicidio era, non solo tollerato, ma faceva parte della cultura antropologica di quel dato popolo, di quella zona geografica, ed era lo specchio fedele di quella data società.
Esempi storici: Nell'Egitto faraonico veniva "concesso" di suicidarsi al colpevole di alto rango che così sfuggiva ad una morte ignomignosa, la Regina Cleopatra si sottrae alla prigionia presso Ottaviano compiendo un suicidio rituale: facendosi mordere dall'aspide=ureo sacro, tramite divino, divinizza la sua persona ascendendo al Pantheon egiziano.
Agli schiavi no, perché erano utili alla CLASSE DOMINANTE, sarebbero dovuti morire di stenti, non perché lo decidevano loro, ma nonostante questo precetto, si suicidavano in massa centinaia di schiavi, ben sapendo la fine che avrebbero fatto in caso contrario.
Nella mitologia nordica Wotan accoglie nel Walhalla soltanto coloro che sono morti violentemente: i guerrieri ed i suicidi, lui stesso suicida: Signore degli Impiccati viene chiamato dalla tradizione dell ' Havannah (pare essersi ucciso in questo modo). Altra tradizione lo vuole suicida (con la sua spada).
Presso i Maya Ixtab, "La Signora della corda" -veniva rappresentata appesa ad un capestro-, era la dea dei suicidi e questi andavano in un paradiso proprio in quanto erano considerati sacri.

La Grecia antica inizialmente pare avere un atteggiamento di ripulsa nei confronti dei suicidi ; il 1 cadavere infatti veniva privato della mano destra e sepolta altrove, mentre il corpo veniva tumulato fuori dalle mura della polis; anche la radice semantica del termine suicidio = AUTOKTONIA mantiene un valore emozionale "forte": la morte di se è simile all'assassinio dei parenti. A Mileto il Senato si oppose ad una epidemia di suicidi di fanciulle e adolescenti perché ritenuti immotivati. I cittadini erano visti come insieme produttivo e spirituale di una microcomunità che non poteva permettersi il lusso di suicidare uomini che potevano servire per ben altro, guerre, schiavi.
Ma per la classe dominante, pur essendo percepito come errore, non era vietato, anzi, in certi casi, era tollerato.
Per contro, a Massalia, se un cittadino riusciva a giustificare la sua scelta di morte gli veniva dato modo di eseguirla a spese dello stato.
In tal modo il problema suicidio viene spostato di ottica: non più se farlo bensì come farlo e con la maggiore dignità possibile.
E' questa la concezione del suicidio che viene tramandata ai Romani i quali introdussero da eclettici quali erano, un contenuto emozionale al gesto suicida: uccidersi non è più male, non esiste alcun tabù relativo alla morte volontaria e questa diviene banco di prova del coraggio e della ''virtus" latina: lo seppuku giapponese nasce da una identica matrice ideologica. La Bibbia nel Vecchio Testamento non da alcuna condanna del suicidio mentre condanna l'omicidio in Caino ed il sacrificio umano (seppur involontario) Jefte e ben quattro suicidi vengono riportati: Saul ed il suo scudiero, Sansone, Abimeloch e Achitofel. Il Nuovo Testamento riporta il suicidio di Giuda Iscariote, ma l'ottica è ambigua o quanto meno si presta ad una interpretazione opposta a quella data dai commentatori posteriori: il Gesto di Giuda viene visto come una catarsi che si esplica nel gesto definitivo alla ricerca di un riscatto al vero gesto, omicida: il tradimento di Cristo; sarà soltanto dopo il IV secolo d.C. che la Chiesa condannerà il suicidio.

[ ... ].

Facebook


Argomentazione a mio avviso interessante ma non sufficiente, poiché sono ravvedibili alcune direzioni politiche della notizia, e siccome la società umana deve impegnarsi nel miglioramento della propria condizione materiale, morale ed etica.

5

Teorie.

C'è un livello di critica superiore alle reazioni emotive che hanno accompagnato la diffusione della notizia nei luoghi materiali e digitali di conversazione.

Sappiamo bene che la diffusione di una notizia che colpisce lo stomaco degli utenti per attirare attenzione e vendere più copie, è un espediente vecchio quanto il Giornalismo.
In questo caso, ritengo che si sia andato oltre l'esposizione del mostro tout court.

Una teoria ordita nei social a proposito sul telaio giornalistico costruito attorno alla triste vicenda, sostiene che la sensazionalizzazione del fatto legata biunivocamente alla “eutanasia” – ricordo che il primo giorno era stata dispacciata l'autorizzazione formale della struttura pubblica nederlandese – sia stata concepita non solo per incontrare anzi colpire il senso comune, ma per connotare negativamente la pratica a 360°, così da influenzare l'opinione pubblica lungo il percorso legislativo di cui da tanti anni si dibatte nella “Italia” e per il quale si stanno adoperando vari soggetti associazionistici e politici.
Secondo questa teoria, avremmo in scena lo scontro tra pensiero religioso e pensiero iper-liberale, e una mossa mediatica favorevole al Vaticano.

Radicale. Vietato, ma con eccezioni.


Nei Paesi Bassi, l'eutanasia è legalizzata da non pochi anni. E non è l'unico Paese.
Inoltre, come poi specificato negli articoli successivi al primo giorno, il termine “eutanasia” è tecnicamente errato ( secondo il lessico dei burocrati ) per descrivere il gesto – o, meglio, la non-azione – di Noa, che comunque rimane un percorso di morte programmato e lenito nelle sofferenze.
Il termine “eutanasia”, tuttavia, è rimasto fortemente associato alla vicenda.
Negli approfondimenti, su tante testate italiane e straniere, c'è la descrizione via via più minuziosa del travaglio pluriennale della giovane, una storia di sofferenza quasi goth.
Tali vicissitudini ( violenze, trattamenti sanitari coatti ) esercitano una seduzione di tipo letterario e mediatico sulla massa – mi hanno ricordato la storia fittizia di Lisbeth Salander, la co-protagonista della trilogia di Stieg Larsson ... ma c'è anche un'assonanza con il percorso della tossicodipendente Christiane F. ... ed altro ancora – che spinge alla considerazione che sì, in certi casi – per il momento eccezionali –  la morte programmata di una persona psico-sofferente sia ammissibile.
E questo è il secondo passo della Finestra di Overton { [10][11]...[12] }: lo sblocco del divieto assoluto.

=

Chi è infelice e non produttivo, non è degno del Mondo Nuovo e deve essere eliminato da questa società.

{ per chi non conoscesse già la Finestra di Overton, consiglio questa spiegazione basica fruibile sul tubo : [13] }.

[ ... ]

{ altri problemi }




La sparizione dei commenti ...


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E così, dopo essermi assentato causa un breve viaggio lower cost ... sono tornato al mio blog e ho scoperto che gli ultimi commenti erano spariti.
Sostituendo il codice da me modificato HTML e Javascript del modulo degli Ultimi commenti con quello che UnUomoInCammino mi spedì via-mail [ 1 , 2 ] minimamente riadattato perché funzionasse con il mio blog, ho ottenuto la lista dei commenti, ovviamente formattata alla vecchia maniera.
Quindi mi sono arrabbiato, e sono uscito dalla dashboard con il proposito di rientrarvi l'indomani per ispezionare e ragionare sulle modifiche alla versione più recente ( comandi e variabili ) improvvisamente e inspiegabilmente non più funzionante.