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Omicidio di Stato in Belgio ?




Dettaglio del titolo de La Nuova Bussola Quotidiana [1].



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di Marco Poli


Ripesco un fatto tragico e, ahinoi, paradigmatico nel Sistema in cui sopravviviamo, accaduto nello scorso autunno e che tutto sommato non ha fatto tanto clamore.
Perché, in fondo, sono quelle faccende che toccano chiunque talmente nel profondo e lo costringono a ragionare su di sé, che l'omino della strada solitamente preferisce spazzolare via il contenuto dalla lavagna mentale ed auto-convincersi che “non toccherà a me, né a qualcuno dei miei cari”.

E il fatto che la protagonista fosse una donna giovane ( 26 anni ) e molto bella, una bionda fotogenica da copertina, poteva incrinare pericolosamente le sottili certezze di un mondo in cui l'apparire è diventata una questione esistenziale per generazioni date in pasto ai dispositivi mobili.

Meglio spazzare sotto il tappeto.

1

Cito :


Il caso

Belgio, il grido di Siska: vuole l’eutanasia per la mancanza di cure

Siska De Ruysscher è una ventiseienne belga, depressa, che dopo vari tentativi di suicidio ha deciso di ricorrere all’eutanasia. Il motivo? Un sistema sanitario che, a parte poche eccezioni, la tratta in modo disumano. Segno che ha bisogno non di essere uccisa ma di cure e amore.

[1]


La ragazza disse [2]:


Mi chiamo Siska. Ho 25 anni [ ... ] e da molti anni lotto contro un disturbo depressivo acuto, un disturbo da stress post-traumatico, un disturbo dell'attaccamento e pensieri suicidi. Dopo una lunga lotta con un sistema sanitario in difficoltà, ho deciso che porrò presto fine alla mia lotta con l'eutanasia.


E [3]:


La prima persona a cui ho detto quanto fosse buio nella mia testa è stata l’insegnante di assistenza a scuola. Poi sono passata da uno psicologo all’altro e da un assistente all’altro, forse una ventina. Ho sempre ricevuto le stesse domande, sempre gli stessi fascicoli in cui dovevo mettere le crocette.


A 13 anni subì violenza, e da allora aveva sofferto di depressione cronica e disturbo da stress post-traumatico.
A 15 anni venne ricoverata per la prima volta, in un reparto assieme a casi gravi di varia natura, e dell'esperienza disse [4]:


Mi sono ritrovata circondata da persone con ogni tipo di problema e bisogno: depressione, dipendenza, anoressia, autismo, disturbi comportamentali e altro ancora. Durante la mia degenza, tutti hanno seguito lo stesso programma, indipendentemente da ciò che avrebbe potuto effettivamente aiutarli o dal supporto aggiuntivo di cui avessero bisogno.


Psicofarmaci con dosi progressive, periodi d'isolamento coatto per mancanza di personale medico e paramedico che potesse occuparsi di lei, psicanalisi fatta con test standard e venti coppie di caselle da barrare.

1.1

Siska ha lottato, a lungo – “per metà della mia vita” – e senza un vero aiuto, per tirare avanti nonostante il pesante fardello psicologico che portava con sé. Fino ad esserne psicofisicamente spossata all'estremo, e, infine, sconfitta.

Si è tolta legalmente la vita domenica 2 novembre 2025 [5].

2

Chiarisco che non sono contrario alla pratica dell'eutanasia.

Cioè non sono a favore dell'accanimento terapeutico e della riduzione dell'individuo a cavia di Big Pharma, della ''vita a ogni costo'', anche contro la vita stessa.
Laddove la possibilità di vivere una vita degna d'essere vissuta è pesantemente compromessa da deficit indotti da accadimenti accidentali e/o patologie progressive, credo che il soggetto debba avere la scelta pienamente legittima di interrompere questa esperienza terrena e passare così alla successiva. Utilizzando un metodo efficace e civile, senza ricorrere a metodi raccapriccianti di suicidio come l'avvelenarsi, il tagliarsi le vene, l'impiccarsi, il buttarsi dalla finestra di casa propria oppure da un ponte ... eccetera. Alcuni dei quali, peraltro, possono coinvolgere ipoteticamente persone che non hanno alcun ruolo ed alcuna colpa nella disgraziata vicenda umana in corso di conclusione, e danneggiarle anche irreparabilmente.

2.1

Premesso questo, è evidente che nel caso discusso siamo di fronte alla mostruosa inefficienza dell'apparato statale nel curare adeguatamente un proprio cittadino.
E' altresì mostruoso che i dirigenti sanitari ed i magistrati competenti che hanno avvallato il suicidio – indotto come unica soluzione, de facto – non abbiano ravveduto l'evidente lacuna e fermato la procedura al fine di ridiscutere lo schema usato e, nello specifico umano, mettere a punto le cure opportune da praticare alla ragazza.
E mi chiedo se nell'ex-Belpaese, in un caso simile, le cose sarebbero andate diversamente.

La risposta che mi sono dato è “no”.

Anche qui, come in tutta l'Ovest-Europa, la codardìa è molto alta, l'indifferenza è molto alta, lo straniamento dagli altri e persino da sé è pure sopra il livello di guardia da tempo e lo abbiamo visto chiaramente durante il mostruoso biennio covidista.
In quei due anni, risolti dal ( nostro ) candidato al Premio Nobel per la Medicina V. V. Putin, si è detto spesso che bisognava migliorare e potenziare la Sanità italiana, che il momento critico doveva colto come un punto di svolta, che il flusso ingente di quattrini finanziati dall'UE sarebbe servito proprio a questo ...
Ed invece, è stato fatto così poco da non essere minimamente percepito dai cittadini.

Forse ...
la “Siska italiana” potrebbe essere salvata dall'imprevedibile scaturito dal maggiore grado di disordine che connota i Paesi del Sud-Europa rispetto a quelli centro-settentrionali, ma si tratta di un'ipotesi randomica e non di una certezza metodologica.
Un'ipotesi speranzosa, quindi debole.

2.2

Sia in Belgio che nei Paesi Bassi è legale praticare l'eutanasia anche sui minori.
Nel 2019, fece scalpore la scelta della 17enne nederlandese Noa Pothoven, assistita fino alla fine dalla struttura sanitaria, sintomo di un male profondo nella società umana { [6]... }.
Le richieste esaudite di morte anticipata sono in aumento in tutta l'Ovest-Europa [7].

3

Ciò che rimane e che può essere fatto, è l'esprimere un pensiero e una preghiera per quell'anima liberatasi precocemente da questo mondo caotico, folle, e sporco.

A te, Siska.

=

Note

[1] : ''Belgio, il grido di Siska: vuole l’eutanasia per la mancanza di cure'', Tommaso Scandroglio, La Nuova Bussola Quotidiana, 28 ottobre 2025, [ https://lanuovabq.it/it/belgio-il-grido-di-siska-vuole-leutanasia-per-la-mancanza-di-cure ].
[2] : fonte #1;
da IG, post oscurato, [ https://www.instagram.com/p/DPWXTAqDF7x/ ];
il profilo della ragazza è stato reso privato da chi ne aveva la facoltà : [ https://www.instagram.com/siska_deru/ ].
[3] : ''Eutanasia e depressione. Il dovere di fare chiarezza'', Rita De Petra, Left, 4 dicembre 2025, [ https://left.it/2025/12/04/eutanasia-e-depressione-il-dovere-di-fare-chiarezza/ ].
[4] : ''EUTANASIA PER DEPRESSIONE: IL DRAMMA DI SISKA, 26 ANNI'', Arianna Graziato, Byoblu, 28 ottobre 2025, [ https://www.byoblu.com/2025/10/28/eutanasia-per-depressione-il-dramma-di-siska-26-anni/ ].
[5] : fonte #3.
[6] : ''Noa si è lasciata morire di fame e di sete dopo che l'Olanda le aveva negato l'eutanasia'', Alessandra Benignetti, il Giornale, 5 giugno 2019, [ https://www.ilgiornale.it/news/mondo/noa-si-lasciata-morire-fame-e-sete-che-lolanda-aveva-negato-1706588.html ].
[7] : ''Eutanasia fuori controllo'', Irene Cosul Cuffaro, Panorama, 22 novembre 2025, [ https://www.panorama.it/attualita/cronaca/eutanasia-fuori-controllo ].

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{ prima pubblicazione del post su VK, il 13 febbraio 2026 [8] }.

[ ... ]

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